Il rallentamento dell’attività delle imprese nel terzo trimestre, dovuto sia ai problemi di approvvigionamento sia al normale andamento stagionale, ha portato ad una flessione congiunturale degli scambi con l’estero senza però allontanarli significativamente dai massimi raggiunti lo scorso trimestre. Il valore delle esportazioni originate dalla Lombardia rimane oltre i 33 miliardi di Euro e le importazioni si attestano oltre i 36 miliardi complessivi, anche a causa dell’aumento dei prezzi, per cui il deficit commerciale sale a 3,1 miliardi di euro.

 

L’analisi dell’andamento delle quantità scambiate conferma che c’è un “effetto prezzi” sull’incremento dei dati in valore. Infatti l’export registra per le quantità una flessione congiunturale del 12,8% e l’import del 4,5%, entrambe superiori alle corrispondenti flessioni congiunturali dei dati in valore.

 

“L’export lombardo mantiene gli elevati livelli pre-crisi raggiunti dopo il recupero competitivo post pandemia commenta il Presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio Questo assestamento era atteso, considerato il periodo estivo e le difficoltà di approvvigionamento, confermando il quadro congiunturale complessivo di solidità dell’economia regionale.”

 

Gli sforzi delle imprese lombarde – ha spiegato l’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesici consentono di certificare una ripresa che oramai è strutturale messa però a rischio dai costi energetici e dall’approvvigionamento delle materie prime; non bastiamo noi da soli a richiamare l’urgenza di questi temi. Il posticipo ulteriore di una discussione in Europa è un segnale che ci preoccupa. Il sistema lombardo continuerà ad impegnarsi a sostegno delle nostre imprese e del lavoro, chiediamo anche agli enti sovraregionali di attenzionare le priorità: costi dell’energia e approvvigionamento delle materie prime significano oggi occupazione per il futuro”.

 

Settori

Il comparto legato ai metalli e alle loro produzioni si conferma forte motore della ripresa (+34,6% su base tendenziale) con effetti positivi sulla performance della maggior parte delle provincie. Altri contributi significativi derivano dall’export dei mezzi di trasporto (+29,7%) grazie alla ripresa dell’export di aeromobili e delle sostanze e prodotti chimici (+23,0%). Finalmente recuperano i livelli pre-crisi anche i prodotti tessili, pelli e accessori (+17,0% tendenziale e un dato superiore del +4,3% rispetto al 3° trimestre 2019). Buono l’andamento di computer e apparecchi elettronici (+12,9%) mentre restano in negativo gli articoli farmaceutici (-2,5% tendenziale) che non hanno ancora recuperato i livelli 2019 (-9,5%).

 

Mercati di destinazione

L’incremento rispetto al livello pre-crisi del valore esportato verso tutte le destinazioni è del +9,7% (escluse le provviste di bordo e territori non specificati). I flussi verso molti paesi registrano ancora incrementi tendenziali a due cifre (dal +19,6% dell’Unione Europea al +74,1% dell’Asia centrale trainata in particolare dell’export verso il Turkmenistan e l’India) nonostante il confronto con i minimi storici sia ormai superato. Verso molti dei principali paesi di destinazione delle merci lombarde si incrementa il valore dell’export rispetto al 3° trimestre 2019: spiccano in particolare Turchia (+24,5%), Regno Unito (+24,4%), Brasile (+22,2%), Cina (+19,6%) e Israele (+16,9%). Restano significativi i flussi diretti verso Francia (+12,9%) e Germania (+11,8%). Considerando le altre aree si osservano alcune destinazioni che non hanno ancora completato il recupero dei livelli pre-crisi e in particolare il continente africano, sia per i paesi del nord Africa (-6,4% rispetto al 3° trimestre 2019) che per gli altri paesi africani (-11,0%).

 

Export: andamenti provinciali

L’incremento tendenziale interessa tutte le provincie lombarde. Rispetto al terzo trimestre 2019 gli aumenti più rilevanti sono quelli di Varese (+29,4% grazie a un forte incremento dell’export di mezzi di trasporto/aeromobili), Sondrio (+17,6% trainato dai prodotti alimentari e chimici, Cremona (+19,7%), Brescia (+18,9%), Mantova (+15,9%) e Lecco (+11,6%), queste ultime spinte dell’export di metalli di base e prodotti in metallo. Buona la crescita della provincia di Monza e Brianza (+7,2%) anch’essa trainata dai metalli di base e prodotti in metallo. Crescono anche Bergamo (+6,9%) grazie alle sostanze e prodotti chimici e Milano (+3,1%) sostenuta dalla ripresa dell’export di prodotti tessili, abbigliamento pelli e accessori. Como si attesta attorno ai livelli 2019 (+0,1%) con le migliori performance per mobili, attrezzature mediche e sostanze e prodotti chimici. Scontano ancora un gap negativo con il 3° trimestre 2019 Lodi (-5,0%) a causa del rallentamento dell’export di computer e apparecchiature elettroniche e Pavia (-10,8%) con segni negativi diffusi alle principali tipologie di prodotto dell’export provinciale.

 

Import e saldo della bilancia commerciale

Il valore delle importazioni mostra una flessione congiunturale del -3,7%, più contenuta rispetto a quanto registrato dalle esportazioni, con livello trimestrale oltre i 36 miliardi di Euro. Rispetto al terzo trimestre il valore dell’import registra così un incremento del +8,6%. Come per le esportazioni anche le importazioni mantengono un incremento tendenziale a due cifre (+26,8%).

Il saldo negativo virtuale della bilancia commerciale regionale si attesta così a 3,1 miliardi di euro, in aumento rispetto al valore dello scorso trimestre.