{"id":1004,"date":"2019-06-17T12:41:26","date_gmt":"2019-06-17T10:41:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=1004"},"modified":"2019-06-17T12:46:56","modified_gmt":"2019-06-17T10:46:56","slug":"istat-piccole-e-medie-imprese-motore-delle-economie-locali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-piccole-e-medie-imprese-motore-delle-economie-locali\/","title":{"rendered":"Istat: piccole e medie imprese motore delle economie locali"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"dropcap dropcap3\">N<\/span>el 2016, la crescita del valore aggiunto <b>Nord-est<\/b> &#8211; soprattutto in Veneto e Friuli-Venezia Giulia &#8211; dove le performance sono migliori anche per retribuzioni e produttivit\u00e0.<\/p>\n<p>Il Lazio passa dalla terza alla seconda posizione nella graduatoria regionale del valore aggiunto (79,2 miliardi di euro), trainato da una rilevante crescita nei servizi<\/p>\n<p><b>Al Nord-est la crescita pi\u00f9 sostenuta della produttivit\u00e0<\/b><br \/>\nNel 2016 il valore aggiunto nazionale generato dalle imprese industriali e dei servizi cresce, in termini nominali, del 4,8% rispetto all\u2019anno precedente. Le variazioni pi\u00f9 ampie si registrano al Centro e nel Nord-est (rispettivamente +5,8% e +5,2%).<\/p>\n<p>Circa i due terzi della crescita \u00e8 imputabile al settore dei servizi, particolarmente dinamico nella ripartizione del Centro (+6,6%).<\/p>\n<p>La distribuzione territoriale del valore aggiunto rimane sostanzialmente invariata: in termini aggregati, il valore aggiunto nazionale \u00e8 prodotto principalmente nelle regioni del Nord, ripartito tra il 37,5% del Nord-ovest e il 25,3% del Nord-est, seguono il Centro con il 20,7% e il Mezzogiorno con il 16,6%.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La produttivit\u00e0 apparente del lavoro, misurata in termini nominali dal rapporto tra il valore aggiunto e il numero di addetti, registra una crescita a livello nazionale del 2,3%, pi\u00f9 accentuata nel Nord-est (+3,4%), dove la variazione positiva del valore aggiunto si accompagna a una crescita degli addetti sensibilmente inferiore a quella delle altre ripartizioni territoriali.<\/p>\n<p>Il fatturato, in calo a livello nazionale, presenta un lieve incremento solo nel Nord-ovest (+0,3%), l\u2019area del Paese che mantiene il peso pi\u00f9 elevato su base nazionale. Le retribuzioni per dipendente sono pari a 25.900 euro in media Italia, con valori pi\u00f9 elevati al Nord (29.300 euro nel Nord-ovest e 27.000 nel Nord-est). Rispetto al 2015, gli aumenti pi\u00f9 significativi si registrano nel Nord est (+1,1%) e nel Nord ovest (+0,6%), nel Mezzogiorno le retribuzioni per dipendente rimangono sostanzialmente stabili (-0,1%) mentre diminuiscono dello 0,5% al Centro.<\/p>\n<p><b>Il Lazio dalla terza alla seconda posizione per valore aggiunto <\/b><br \/>\nQuattro regioni realizzano il 57,4% del valore aggiunto nazionale. Si tratta della Lombardia, che registra il livello pi\u00f9 elevato (196,7 miliardi di euro), seguita da Lazio (79,2 miliardi di euro), Veneto (78,7 miliardi di euro) ed Emilia-Romagna (76 miliardi di euro).<\/p>\n<p>La consistente crescita del Lazio rispetto all\u2019anno precedente (+8,3%), ha determinato il sorpasso sul Veneto nella classifica delle economie regionali. Tuttavia, la regione che ha registrato la variazione pi\u00f9 ampia \u00e8 il Molise (+8,8%).<\/p>\n<p>Nei servizi, la Lombardia consolida il primato in termini di contributo al valore aggiunto nazionale crescendo rispetto all\u2019anno precedente del 5,7%. In forte evidenza \u00e8 il Lazio (+8,2%), che aumenta il suo peso sul totale nazionale di 0,4 punti percentuali, arrivando a rappresentare il 13,3% del valore aggiunto dei servizi in Italia. Tassi di crescita superiori alla media nazionale si registrano anche in Veneto (+6,7%), nella provincia autonoma di Trento (+6,6%) e in Calabria (+6,3%).<\/p>\n<p>Nell\u2019industria, le prime quattro economie regionali (Lombardia, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna) fanno registrare un incremento, rispetto al 2015, di oltre 8miliardi di euro, che rappresenta il 70% della variazione totale del valore aggiunto nazionale dell\u2019industria. Le maggiori variazioni positive, superiori alla media nazionale, si rilevano in Molise (+14,3%), Lazio (+8,6%) ed Emilia-Romagna (+5,5%).<\/p>\n<p>Nel totale dell\u2019economia, il livello pi\u00f9 elevato di produttivit\u00e0 apparente del lavoro si rileva in Lombardia (57,4 mila euro), a seguire nella provincia autonoma di Bolzano<i>Bozen<\/i> (57 mila euro) e nel Lazio (51,5 mila euro), che primeggiano nei macro settori di industria e servizi.<br \/>\nRispetto al 2015, la variazione pi\u00f9 elevata della produttivit\u00e0 si rileva in Molise (+5,8%) ed \u00e8 attribuibile al settore industriale in cui la variazione occupazionale resta pressoch\u00e9 invariata a fronte di un rilevante aumento del valore aggiunto; seguono la provincia autonoma di Trento (+4,1%) e il Lazio (+4%).<\/p>\n<p><b>I sistemi urbani generano la met\u00e0 del valore aggiunto nazionale <\/b><br \/>\nLa met\u00e0 del valore aggiunto nazionale \u00e8 realizzata nei sistemi locali del lavoro urbani (50,1%) in cui sia la quota delle unit\u00e0 locali attive sia la quota dell\u2019occupazione raggiungono il valore di circa il 46%.<\/p>\n<p>In linea con i risultati gi\u00e0 pubblicati per l\u2019anno 2015, spicca il contributo dei sistemi ad alta specializzazione (25,5%) e di quelli pluri-specializzati (12,8%). I sistemi locali di Milano e Roma rappresentano da soli oltre un quinto del valore aggiunto complessivo.<\/p>\n<p>I sistemi manifatturieri registrano una sostanziale tenuta del loro peso in termini di valore aggiunto sul totale dell\u2019economia nazionale: quelli del <i>Made in Italy<\/i> rappresentano oltre un quarto dell\u2019economia (25,7%) mentre i sistemi della manifattura pesante incidono per poco meno di un quinto (18,6%).<\/p>\n<p>Tra i primi si evidenziano i sistemi locali della fabbricazione di macchine (6,4%), per pi\u00f9 della met\u00e0 costituiti da distretti industriali, e quelli del tessile e dell\u2019abbigliamento (5,8%); tra i secondi emergono i sistemi della petrolchimica e della farmaceutica (6,5%) e dei mezzi di trasporto (5,5%).<\/p>\n<p>I sistemi del <i>Made in Italy <\/i>rappresentano un terzo del valore aggiunto prodotto dal settore industriale e un quinto di quello realizzato nei servizi.<\/p>\n<p>I sistemi urbani ad alta specializzazione presentano, in media, una produttivit\u00e0 apparente del lavoro pi\u00f9 elevata rispetto alle altre tipologie di sistemi locali (passando da 59.400 euro per addetto nel 2015 a 61.300 euro nel 2016).<\/p>\n<p>A seguire, si confermano i sistemi della fabbricazione di macchine (49.100 euro) e i sistemi della petrolchimica e della farmaceutica (48.300 euro). I valori pi\u00f9 bassi si registrano nei sistemi non specializzati (26.600 euro) e nei sistemi a vocazione agricola (28.400 euro).<\/p>\n<p>La produttivit\u00e0 raggiunge livelli medi pari a 44.000 euro per addetto nei sistemi del <i>Made in Italy<\/i><\/p>\n<p>La concentrazione territoriale del valore aggiunto prodotto dal totale dell\u2019economia \u00e8 molto forte: i primi 20 sistemi locali in termini di valore aggiunto rappresentano la met\u00e0 del valore aggiunto nazionale. Oltre ai sistemi urbani, si trovano anche 7 distretti industriali specializzati principalmente nella meccanica e nel tessile e abbigliamento.<\/p>\n<p><b>Milano, Bolzano e Siena ai primi posti per produttivit\u00e0 del lavoro<\/b><\/p>\n<p>A livello comunale, nelle prime 20 posizioni in termini di valore aggiunto si attestano soltanto comuni capoluogo, ad eccezione di San Donato Milanese che risulta in 19esima posizione. Le prime 12 posizioni, che rappresentano circa un quarto del valore aggiunto nazionale, restano invariate rispetto al 2015.<\/p>\n<p>I comuni di Milano e Roma si collocano largamente in testa alla classifica dei comuni capoluogo, prevalendo l\u2019uno nell\u2019industria e l\u2019altro nei servizi: da soli, coprono circa il 15% del valore aggiunto nazionale. Seguono Torino e Genova che registrano un valore aggiunto aggregato rispettivamente pari a 16,0 e 10,9 miliardi di euro. Rispetto al 2015, il comune di Bergamo esce dalla graduatoria, mentre Modena (13esima) e Parma (14esima) si scambiano di posizione.<\/p>\n<p>Registrano un valore aggiunto superiore alla mediana nazionale tre quarti dei comuni del Nord-est, poco pi\u00f9 della met\u00e0 di quelli del Centro e del Nord-ovest e poco pi\u00f9 di un terzo dei comuni del Mezzogiorno.<\/p>\n<p>In termini di produttivit\u00e0 apparente del lavoro, Milano, Bolzano e Siena si confermano al vertice della graduatoria dei comuni capoluogo. Nelle prime 20 posizioni si registra in particolare l\u2019ascesa di Modena (sesta posizione) e Lodi (decima).<\/p>\n<p>Rispetto al 2015, escono Firenze e Frosinone, a favore di Ravenna e Brescia. Oltre l\u201980% dei comuni del Nord-est registra valori superiori alla mediana nazionale, cos\u00ec come due terzi dei comuni del Nord-ovest, il 40% dei comuni del Centro e appena il 17% di quelli del Mezzogiorno.<\/p>\n<p>Sempre riguardo alla produttivit\u00e0 apparente del lavoro, nel Mezzogiorno spicca il Comune di Sarroch, nella Citt\u00e0 Metropolitana di Cagliari, in cui le attivit\u00e0 economiche sono legate principalmente alla produzione di energia elettrica, che registra un valore di 174mila euro. Nel Nord-est, Maranello, in provincia di Modena, connotata dall&#8217;attivit\u00e0 di fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi, ha una produttivit\u00e0 apparente del lavoro pari a 154mila euro. Nel Nord-ovest emerge Vado Ligure, in provincia di Savona, la cui economia \u00e8 contraddistinta dall\u2019industria chimica e dalla costruzione di locomotori elettrici, che registra un valore di 121mila euro. Nel Centro, si distingue Pomarance, in provincia di Pisa, con una produttivit\u00e0 apparente del lavoro pari a 98mila euro, concentrata nella fornitura di energia elettrica.<\/p>\n<p><b>Le piccole e medie imprese dominano lo scenario delle economie locali <\/b><\/p>\n<p>Le piccole e medie imprese (PMI), che contraddistinguono la struttura del nostro sistema produttivo, dominano lo scenario delle economie locali producendo almeno l\u201980% del valore aggiunto in 4 comuni su 5. Adottando la stessa soglia di prevalenza, il valore aggiunto della grande impresa \u00e8 preponderante solo in un comune su cento, proporzione che si innalza al 2% considerando la sola manifattura. Una maggiore concentrazione di comuni contraddistinti dalla grande impresa si riscontra in Friuli-Venezia Giulia (2,8%) e Piemonte (2,1%). Considerando il solo settore manifatturiero, tali comuni sono localizzati soprattutto in Toscana (3,6%), Abruzzo (3,3%) e Lombardia (2,9%).<\/p>\n<p><b>Tre quarti del valore aggiunto delle imprese esportatrici \u00e8 generato al Nord<\/b><\/p>\n<p>Il Nord realizza il 75,7% del valore aggiunto attivato dalle imprese esportatrici nel macro settore dell\u2019industria. Le regioni che si caratterizzano per la pi\u00f9 elevata quota di valore aggiunto dell\u2019industria attivato da unit\u00e0 locali di imprese esportatrici sono Emilia-Romagna (73,5%), Friuli-Venezia Giulia (73,3%) e Veneto (72,3%). Al Centro spiccano le Marche (64,6%) e nel Mezzogiorno la Basilicata (54,2%).<\/p>\n<p>Nel comparto manifatturiero, i comuni in cui oltre la met\u00e0 del valore aggiunto \u00e8 generato da unit\u00e0 locali di imprese esportatrici sono il 53,5%, localizzati nei sistemi locali urbani ad alta specializzazione, oltre che nei sistemi locali manifatturieri.<\/p>\n<p><b>Molte le eccellenze produttive del Mezzogiorno<\/b><\/p>\n<p>Nel Mezzogiorno spiccano alcune eccellenze produttive che da sole attivano oltre la met\u00e0 del valore aggiunto di settore su base nazionale. \u00c8 il caso del <i>Trasporto marittimo e costiero di merci<\/i>, in cui il Mezzogiorno genera il 61,3% del totale nazionale, e delle attivit\u00e0 legate al turismo, con particolare riferimento alle attivit\u00e0 dei <i>Villaggi turistici<\/i> e di<br \/>\n<i>Gestione di luoghi e monumenti storici e attrazioni simili<\/i>in cui si registrano rispettivamente il 55,5% e il 48% del valore aggiunto nazionale. In queste attivit\u00e0 Sardegna, Puglia e Sicilia ricoprono un ruolo preponderante.<\/p>\n<p>Di rilievo l\u2019industria spaziale, in particolare l\u2019attivit\u00e0 di <i>Riparazione e manutenzione di aeromobili e di veicoli spaziali<\/i> che vede il Mezzogiorno racchiudere il 53,2% del valore aggiunto nazionale, localizzato in particolare in Campania (37%). In evidenza anche attivit\u00e0 riconducibili alla filiera dell\u2019agro-industria, in particolare quelle di <i>Produzione di malto<\/i>&lt;(45,2% del valore aggiunto nazionale) della Basilicata,<i>Produzione di olio di oliva da olive prevalentemente non di produzione propria<\/i>(44,8%), soprattutto proveniente dalla Puglia (24%), <i>Lavorazione e conservazione di frutta e di ortaggi (esclusi i succhi di frutta e di ortaggi)<\/i>(44,3%) in cui spiccano Campania (28%) e Puglia (6,8%).<\/p>\n<p><b>Da Lombardia e Lazio oltre met\u00e0 del valore aggiunto delle multinazionali estere<\/b>&lt;<\/p>\n<p>Le unit\u00e0 locali delle imprese multinazionali estere generano il 14,7% del valore aggiunto dell\u2019economia italiana, concentrato soprattutto in Lombardia e Lazio che insieme coprono circa il 54% del totale nazionale. Le unit\u00e0 localizzate in queste due regioni assorbono poco pi\u00f9 di un quinto del valore aggiunto delle rispettive economie regionali. Pi\u00f9 contenuto il ruolo delle multinazionali estere nelle regioni del Mezzogiorno, che fanno registrare percentuali di valore aggiunto comprese tra il 4,1% della Calabria e il 9,2% della Sardegna.<\/p>\n<p>Considerando il solo settore industriale per regione, le unit\u00e0 di multinazionali estere localizzate nel Lazio e in Piemonte pesano entrambe per il 18,9% sul valore aggiunto dell\u2019industria.<\/p>\n<p>Nei servizi, le unit\u00e0 locali della Lombardia generano circa un quarto del valore aggiunto dell\u2019economia dei servizi, quelle del Lazio il 21,7% e quelle della Liguria il 20%.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2016, la crescita del valore aggiunto Nord-est &#8211; soprattutto in Veneto e Friuli-Venezia Giulia &#8211; dove le performance sono migliori anche per retribuzioni e produttivit\u00e0. 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