{"id":1015,"date":"2019-06-18T16:46:24","date_gmt":"2019-06-18T14:46:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=1015"},"modified":"2019-06-18T16:46:24","modified_gmt":"2019-06-18T14:46:24","slug":"istat-18-milioni-di-famiglie-in-poverta-assoluta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-18-milioni-di-famiglie-in-poverta-assoluta\/","title":{"rendered":"Istat: 1,8 milioni di famiglie in povert\u00e0 assoluta"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"dropcap dropcap3\">N<\/span>el 2018, si stima siano oltre 1,8 milioni le famiglie in condizioni di povert\u00e0 assoluta, con un\u2019incidenza pari al 7,0%, per un numero complessivo di 5 milioni di individui (8,4% del totale).<\/p>\n<p>Pur rimanendo ai livelli massimi dal 2005, si arresta dopo tre anni la crescita del numero e della quota di famiglie in povert\u00e0 assoluta.<\/p>\n<p>Le famiglie in condizioni di povert\u00e0 relativa nel 2018 sono poco pi\u00f9 di 3 milioni (11,8%), quasi 9 milioni di persone (15,0% del totale).<\/p>\n<p><strong>Nel Mezzogiorno e nelle aree metropolitane pi\u00f9 famiglie e individui poveri<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2018, si stimano oltre 1,8 milioni di famiglie in povert\u00e0 assoluta (con un\u2019incidenza pari al 7,0%), per un totale di 5 milioni di individui (incidenza pari all\u20198,4%).<\/p>\n<p>Non si rilevano variazioni significative rispetto al 2017 nonostante il quadro di diminuzione della spesa complessiva delle famiglie in termini reali.<\/p>\n<p>In gran parte questo si deve al fatto che soltanto le famiglie con minore capacit\u00e0 di spesa (a maggiore rischio di povert\u00e0) mostrano una tenuta dei propri livelli di spesa, con un conseguente miglioramento in termini relativi rispetto alle altre1.<\/p>\n<p>Al netto dell\u2019inflazione registrata nel 2018 (in media nazionale pari a +1,2%), utilizzando, quindi, gli indici 2017 di prezzo nel calcolo delle soglie, l\u2019incidenza complessiva in termini di famiglie sarebbe stata pari a 6,8%. L\u2019intensit\u00e0 della povert\u00e0, cio\u00e8 quanto la spesa mensile delle famiglie povere \u00e8 mediamente sotto la linea di povert\u00e0 in termini percentuali, ovvero \u201cquanto poveri sono i poveri\u201d, si attesta nel 2018 al 19,4% (era il 20,4% nel 2017), da un minimo del 18,0% nel Centro a un massimo del 20,8% al Sud.<\/p>\n<p>L\u2019incidenza delle famiglie in povert\u00e0 assoluta si conferma notevolmente superiore nel Mezzogiorno (9,6% nel Sud e 10,8% nelle Isole) rispetto alle altre ripartizioni (6,1% nel Nord-Ovest e 5,3% nel Nord-est e del Centro).<\/p>\n<p>Analogamente agli anni passati, questo fa s\u00ec che, sebbene la quota di famiglie che risiede nel Nord sia maggiore di quella del Mezzogiorno (47,7% rispetto a 31,7%), anche nel 2018 il maggior numero di famiglie povere \u00e8 presente in quest\u2019ultima ripartizione (45,1% contro 39,3% del Nord).<\/p>\n<p>Nel Centro si trova il restante 15,6% di famiglie povere.<\/p>\n<p>Anche in termini di individui, il maggior numero di poveri (oltre due milioni e 350mila, di cui due terzi nel Sud e un terzo nelle Isole) risiede nelle regioni del Mezzogiorno (46,7%), il 37,6% nelle regioni del Nord, circa 1 milione e 900mila individui (il 22,7% nel Nord-ovest e il 14,8% nel Nord-est).<\/p>\n<p>L\u2019incidenza di povert\u00e0 individuale \u00e8 pari a 11,1% nel Sud, 12,0% nelle Isole, mentre nel Nord e nel Centro \u00e8 molto pi\u00f9 bassa e pari a 6,9% e 6,6% (nel Nord-ovest 7,2%, nel Nord-est 6,5%).<\/p>\n<p>Rispetto al 2017 rimangono stabili i valori delle incidenze a livello nazionale per tipologia comunale di residenza delle famiglie. Al Nord i comuni centro delle aree metropolitane presentano incidenze di povert\u00e0 (7,0%) maggiori rispetto ai comuni periferici delle aree metropolitane e ai comuni sopra i 50mila abitanti (5,4%) e ai restanti comuni pi\u00f9 piccoli (5,7%).<\/p>\n<p>Al Centro, invece, i comuni centro di aree metropolitane presentano l\u2019incidenza minore (3,5% di famiglie povere contro 5,6% dei comuni periferici delle aree metropolitane e comuni sopra i 50mila abitanti e 6,4% dei comuni pi\u00f9 piccoli).<\/p>\n<p>Anche il confronto per tipologia comunale evidenzia lo svantaggio del Sud e delle Isole: l\u2019incidenza delle famiglie in povert\u00e0 assoluta nei comuni centro di aree metropolitane \u00e8 pari al 13,6% valore che raggiunge il 15,7% nel solo Sud.<\/p>\n<p>Presenta quindi un andamento decrescente all\u2019aumentare dell\u2019et\u00e0 della persona di riferimento: le famiglie di giovani, infatti, hanno generalmente minori capacit\u00e0 di spesa poich\u00e9 dispongono di redditi mediamente pi\u00f9 contenuti e hanno minori risparmi accumulati nel corso della vita o beni ereditati. La povert\u00e0 assoluta riguarda quindi il 10,4% delle famiglie in cui la persona di riferimento ha un\u2019et\u00e0 compresa tra 18 e 34 anni, il 4,7% se la persona di riferimento ha oltre 64 anni.<\/p>\n<p><strong>Istruzione e livelli occupazionali migliori proteggono le famiglie dalla povert\u00e0<\/strong><br \/>\nLa diffusione della povert\u00e0 diminuisce al crescere del titolo di studio. Se la persona di riferimento ha conseguito un titolo almeno di scuola secondaria superiore l\u2019incidenza \u00e8 pari al 3,8%, si attesta su valori attorno al 10,0% se ha al massimo la licenza di scuola media.<\/p>\n<p>Associata al titolo di studio \u00e8 la condizione professionale e la posizione nella professione della persona di riferimento: se dirigente, quadro o impiegato, la famiglia \u00e8 meno a rischio di povert\u00e0 assoluta, con l\u2019incidenza che si attesta intorno all\u20191,5%.<\/p>\n<p>Se la persona di riferimento \u00e8 operaio o assimilato, la povert\u00e0 riguarda il 12,3% delle famiglie. Tra le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione questa quota sale al 27,6%.<\/p>\n<p><strong>Quasi 1,3 milioni i minori in povert\u00e0 assoluta<\/strong><br \/>\nNel 2018, la povert\u00e0 assoluta in Italia colpisce 1.260.000 minori (12,6% rispetto all\u20198,4% degli individui a livello nazionale). L\u2019incidenza varia da un minimo del 10,1% nel Centro fino a un massimo del 15,7% nel Mezzogiorno; rispetto al 2017, si registra una sostanziale stabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Disaggregando per et\u00e0, l\u2019incidenza presenta i valori pi\u00f9 elevati nelle classi 7-13 anni (13,4%) e 14-17 anni (12,9%) rispetto alle classi 0-3 anni e 4-6 anni (11,5% circa).<br \/>\nLe famiglie con minori in povert\u00e0 assoluta sono oltre 725mila, con un\u2019incidenza dell\u201911,3% (oltre quattro punti pi\u00f9 alta del 7,0% medio nazionale).<\/p>\n<p>La maggiore criticit\u00e0 per le famiglie con minori emerge non solo in termini di incidenza, ma anche di intensit\u00e0 della povert\u00e0: questa \u00e8, infatti, al 20,8% (rispetto al 19,4% del dato nazionale). Le famiglie con minori sono quindi pi\u00f9 spesso povere, e se povere, lo sono pi\u00f9 delle altre.<\/p>\n<p>L\u2019incidenza della povert\u00e0 tra le famiglie con minori \u00e8 fortemente variabile a seconda della condizione lavorativa e della posizione nella professione della persona di riferimento: 8,8% nelle famiglie in cui la persona di riferimento \u00e8 occupata e 22,5% quando non occupata. Se la persona di riferimento \u00e8 operaio l\u2019incidenza arriva al 16,3%, se \u00e8 in cerca di occupazione raggiunge il 28,5%.<\/p>\n<p>L\u2019incidenza di povert\u00e0 assoluta per le famiglie con minori presenta maggiori segnali di disagio nelle aree metropolitane, sia nei comuni centro dell\u2019area (13,3%) sia nei comuni delle periferie e nei comuni oltre i 50 mila abitanti (13,0%); nei piccoli comuni si ferma, invece, al 9,9%.<\/p>\n<p>La cittadinanza delle famiglie con minori ha un ruolo importante sulla condizione di povert\u00e0: la povert\u00e0 assoluta per le famiglie di soli italiani con minori \u00e8, infatti, pari al 7,7%, mentre interessa quasi una famiglia ogni tre in quelle composte da soli stranieri con minori (31,0%).<br \/>\nRispetto alla tipologia familiare, l\u2019incidenza di povert\u00e0 assoluta aumenta al crescere del numero di minori presenti in famiglia (6,5% per le coppie con un figlio, 10,1% per quelle con due figli e 17,2% per le coppie con tre o pi\u00f9 figli), ed \u00e8 elevata tra le famiglie monogenitore (16,8%) e per le tipologie in cui spesso convivono pi\u00f9 nuclei familiari (20,1%). Le famiglie monogenitore sono le uniche a far registrare una crescita significativa rispetto al 2017 (quando l\u2019incidenza era l\u201911,8%).<br \/>\nLa distribuzione delle famiglie povere con minori differisce dalla distribuzione del totale delle famiglie con minori. Nel sottoinsieme delle povere, le coppie con due figli sono le pi\u00f9 diffuse ma con una quota pi\u00f9 bassa del totale delle famiglie con minori (36,2% contro 40,4%), seguite dalle coppie con tre o pi\u00f9 figli (17,9% rispetto all\u201911,7% del totale) e dalle coppie con 1 figlio (17,6% contro 30,3%); i monogenitori e le altre famiglie in cui convivono pi\u00f9 nuclei familiari rappresentano, rispettivamente, il 15,5% delle famiglie povere (10,4% sul totale delle famiglie con minori) e il 12,9% (7,2% sul totale delle famiglie con minori).<\/p>\n<p>Le famiglie monogenitore in povert\u00e0 assoluta in Italia sono oltre 236 mila; quelle con minori circa 112 mila.<\/p>\n<p>Oltre il 60% delle famiglie povere di monogenitori con minori ha un solo figlio minorenne. Tuttavia, l\u2019incidenza registra valori pi\u00f9 elevati fra quelle con due minori (17,8%) rispetto al 15,5% delle famiglie con un minore.<\/p>\n<p><strong>Si confermano le maggiori difficolt\u00e0 per gli stranieri<\/strong><br \/>\nGli individui stranieri in povert\u00e0 assoluta sono oltre un milione e 500mila, con una incidenza pari al 30,3% (tra gli italiani \u00e8 il 6,4%).<\/p>\n<p>Le famiglie in povert\u00e0 assoluta sono composte nel 68,9% dei casi da famiglie di soli italiani (1 milione e 250mila) e per il restante 31,1% da famiglie con stranieri (567mila) mentre le famiglie di soli italiani rappresentano il 91,3% delle famiglie nel loro complesso contro l\u20198,7% delle famiglie con stranieri.<\/p>\n<p>L\u2019incidenza di povert\u00e0 assoluta \u00e8 pari al 25,1% per le famiglie con almeno uno straniero (27,8% per le famiglie composte esclusivamente da stranieri) e al 5,3% per le famiglie di soli italiani. La criticit\u00e0 per le famiglie con stranieri \u00e8 maggiormente sentita nei comuni centro di area metropolitana, dove l\u2019incidenza arriva al 26,2% (28,8% per le famiglie di soli stranieri).<br \/>\nFra le ripartizioni, l\u2019incidenza pi\u00f9 elevata si registra nel Mezzogiorno, con quote di famiglie con stranieri in povert\u00e0 circa quattro volte superiori a quelle delle famiglie di soli italiani (rispettivamente 32,3% e 8,9%).<\/p>\n<p>Le famiglie in povert\u00e0 con stranieri dove sono presenti minori presentano valori pari al 29,8% (oltre 300 mila), quelle di soli stranieri il 31,0%, valore quattro volte superiore a quello delle famiglie di soli italiani con minori (7,7%). Nel Mezzogiorno la stessa incidenza sale al 40,5% per le famiglie con stranieri dove sono presenti minori, contro il 12,4% delle famiglie di soli italiani<\/p>\n<p>. \u00c8 in povert\u00e0 assoluta oltre la met\u00e0 delle famiglie di soli stranieri in cui la persona di riferimento \u00e8 in cerca di occupazione (51,5%, per un totale di oltre 66mila famiglie); se la persona di riferimento \u00e8 occupata, la condizione di povert\u00e0 raggiunge comunque una famiglia ogni quattro (25,5%).<\/p>\n<p><strong>In affitto quasi la met\u00e0 delle famiglie povere<\/strong><br \/>\nL\u2019incidenza di povert\u00e0 assoluta in Italia \u00e8 molto differenziata a seconda del titolo di godimento dell\u2019abitazione in cui si vive, con una situazione particolarmente critica per chi vive in affitto.<br \/>\nLe circa 850mila famiglie povere in affitto rappresentano quasi la met\u00e0 (46,6%) di tutte le famiglie povere, a fronte di una quota di famiglie in affitto del 18,7% sul totale delle famiglie residenti.<\/p>\n<p>Le famiglie affittuarie del Mezzogiorno sono in povert\u00e0 assoluta nel 22,3% dei casi a fronte del 15,9% del Nord e del 14,9% del Centro. Tuttavia, tra le famiglie povere del Centro e del Nord quelle affittuarie sono pi\u00f9 della met\u00e0 del totale mentre nel Mezzogiorno sono il 37,8% (anche a causa di una minore presenza di affittuari tra le famiglie residenti).<\/p>\n<p>Va tenuto presente che il titolo di godimento dell\u2019abitazione \u00e8 fortemente legato all\u2019et\u00e0 della persona di riferimento, cos\u00ec come alla cittadinanza dei componenti. Infatti, le famiglie con persona di riferimento giovane (frequentemente con minori al loro interno) e quelle con stranieri scontano sia una minore capacit\u00e0 reddituale, sia una minore probabilit\u00e0 di avere accumulato risparmi o aver avuto accesso a beni ereditari, e quindi pi\u00f9 frequentemente vivono in affitto.<\/p>\n<p>La quota di affittuari nella popolazione nel complesso scende al crescere dell\u2019et\u00e0 della persona di riferimento (dal 40,6% se \u00e8 under 35 anni al 10,3% se invece ha 65 anni e pi\u00f9) e contestualmente aumenta la quota di proprietari (dal 42,9% all\u201982,3%). Inoltre, il 66,0% delle famiglie con stranieri vive in affitto e il 23,5% in casa di propriet\u00e0 contro, rispettivamente, il 14,2% e il 76,5% delle famiglie di soli italiani.<\/p>\n<p>Tra le famiglie con minori, l\u2019incidenza della povert\u00e0 assoluta \u00e8 pari al 26,5% tra quelle in affitto, al 5,0% tra quelle proprietarie e al 15,4% tra le famiglie usufruttuarie o che hanno l\u2019abitazione in uso gratuito.<br \/>\nL\u2019affitto medio per le famiglie in povert\u00e0 assoluta \u00e8 pari a 307 euro mensili, oltre 100 euro meno dei 418 euro pagati dalle famiglie non in condizione di povert\u00e0. Tuttavia, poich\u00e9 la spesa media mensile complessiva delle prime \u00e8 molto pi\u00f9 bassa di quella delle seconde (865 euro contro 2.065), la voce per l\u2019affitto pesa per il 35,5% sul totale delle spese familiari quando si \u00e8 poveri (37,5% sia nel Centro sia nel Nord, 31,5% nel Mezzogiorno) e il 20,3% quando non si \u00e8 poveri.<\/p>\n<p>Tra le famiglie che vivono in casa di propriet\u00e0, paga un mutuo il 16,1% di quelle in povert\u00e0 assoluta rispetto al 19,4% delle famiglie non povere. Dal punto di vista economico e contabile, questa voce di bilancio \u00e8 un investimento, e non rientra quindi nella spesa per consumi. Tuttavia, per le famiglie che la sostengono rappresenta un\u2019uscita rilevante, e ci\u00f2 pu\u00f2 essere particolarmente gravoso per quelle che scendono sotto la soglia di povert\u00e0 anche a causa di questo esborso che non pu\u00f2 essere dedicato a spese per consumi. La rata media effettiva per le famiglie che pagano un mutuo \u00e8 di 452 euro mensili per quelle povere e di 569 euro per le non povere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>POVERTA\u2019 RELATIVA<\/strong><br \/>\nSempre alta l\u2019incidenza ma il Mezzogiorno migliora<br \/>\nLe famiglie in condizioni di povert\u00e0 relativa nel 2018 sono stimate pari a poco pi\u00f9 di 3 milioni (11,8%), per un totale di individui di quasi 9 milioni (15,0%). Rispetto al 2017, il fenomeno si aggrava nel Nord (da 5,9% al 6,6%), in particolare nel Nord-est dove l\u2019incidenza passa da 5,5% a 6,6%. Il Mezzogiorno, invece, presenta una dinamica opposta (24,7% nel 2017, 22,1% nel 2018), con una riduzione dell\u2019incidenza sia nel Sud (da 24,1% a 22,3%) sia nelle Isole (da 25,9% a 21,6%).<\/p>\n<p>A livello individuale, il lieve calo in media nazionale (da 15,6% a 15,0%) \u00e8 sintesi di dinamiche contrastanti nelle ripartizioni (da 7,4% a 8,6% nel Nord-est; da 30,8% a 25,7% nelle Isole). Su scala territoriale, Calabria (30,6%), Campania (24,9%) e Sicilia (22,5%) si confermano le regioni con la maggiore incidenza.<\/p>\n<p>L\u2019intensit\u00e0 della povert\u00e0 relativa si \u00e8 attestata nel 2018 al 24,3%, sostanzialmente stabile rispetto al 24,1% del 2017, raggiungendo il valore pi\u00f9 elevato nel Mezzogiorno (25,8%) e il pi\u00f9 basso nel Centro (22,2%).<\/p>\n<p>Si rileva un miglioramento per le famiglie di tre componenti (da 15,1% nel 2017 a 12,6% nel 2018), dovuto in larga parte alla riduzione dell\u2019incidenza per le coppie con un figlio (da 14,2% a 11,1%). Tale evidenza \u00e8 confermata per le ripartizioni del Centro (da 12,9% a 8,6%) e del Mezzogiorno (da 27,4% a 20,7%). Per le famiglie monogenitore, invece, il disagio cresce e l\u2019incidenza di povert\u00e0 relativa per l\u2019Italia passa da 15,2% del 2017 a 18,8% del 2018.<\/p>\n<p>Le famiglie con tre o pi\u00f9 figli minori hanno una incidenza di povert\u00e0 relativa quasi tre volte superiore a quella media nazionale (33,1% contro 11,8%); pi\u00f9 basso, invece, il valore per le famiglie in cui sono presenti 2 o pi\u00f9 anziani (10,6%).<\/p>\n<p>Analogamente alla povert\u00e0 assoluta, l\u2019incidenza di povert\u00e0 relativa per le famiglie con persona di riferimento in posizione di operaio e assimilato (18,9%) \u00e8 la pi\u00f9 alta fra gli occupati; tra le famiglie in cui la persona di riferimento \u00e8 lavoratore indipendente in posizione diversa da imprenditore o libero professionista \u00e8 pari al 9,2%, in riduzione rispetto al 2017 (11,6%). Si conferma il disagio per le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione (37,5%), in particolare nel Mezzogiorno (45,6%).<\/p>\n<p>In questa ripartizione, si nota un miglioramento per le famiglie con persona di riferimento occupata (da 20,8 a 17,7%), lavoratore indipendente in posizione diversa da imprenditore o libero professionista (da 22,7 a 16,5%) e non occupata (27,8% a 25,6%).<\/p>\n<p>A essere pi\u00f9 colpite sono le famiglie nei piccoli comuni del Nord, tra le quali la povert\u00e0 relativa passa da 5,7% a 7,2%, mentre migliora per quelli del Mezzogiorno, da 25,6% scende a 22,2%, anche se \u00e8 ancora molto elevata.<\/p>\n<p>L\u2019incidenza di povert\u00e0 relativa si diversifica a seconda della cittadinanza dei componenti familiari. Per le famiglie di soli italiani \u00e8 al 10,0%, ma triplica per le famiglie con almeno uno straniero (30,0% e 31,7% per le famiglie di soli stranieri).<\/p>\n<p>Nel confronto con le stime 2017, solamente nel Nord si registra una crescita dell\u2019incidenza di povert\u00e0 relativa per le famiglie di soli italiani (da 3,5% a 4,3%); nel Mezzogiorno si verifica una dinamica opposta, con le famiglie di soli italiani che passano da 23,5% a 20,8%.<\/p>\n<p><strong>Famiglie sicuramente povere, appena povere o quasi povere<\/strong><br \/>\nLa classificazione delle famiglie in povere e non povere, ottenuta attraverso la linea convenzionale di povert\u00e0 relativa, pu\u00f2 essere articolata ulteriormente tramite l\u2019utilizzo di soglie aggiuntive, corrispondenti all\u201980%, al 90%, al 110% e al 120% di quella standard, che permettono di individuare gruppi di famiglie distinti in base alla distanza dalla linea di povert\u00e0.<\/p>\n<p>Nel 2018 le famiglie \u201csicuramente\u201d povere (che hanno livelli di spesa mensile equivalente inferiori alla linea standard di oltre il 20%) sono stabili al 6,2%, con valori pi\u00f9 elevati nel Mezzogiorno (12,6%).<\/p>\n<p>Quelle \u201cappena\u201d povere (ovvero con una spesa inferiore alla linea di non oltre 20%) sono il 5,5% delle famiglie residenti (6,1% nel 2017) e raggiungono il 9,5% nel Mezzogiorno (12,2% l\u2019anno precedente); tra le \u201cappena\u201d povere, il 3,1% presenta livelli di spesa per consumi molto prossimi alla linea di povert\u00e0 (inferiori di non oltre il 10%) percentuale che sale a 5,2% nel Mezzogiorno.<\/p>\n<p>\u00c8 invece \u201cquasi povero\u201d il 7,5% delle famiglie (spesa superiore alla linea di non oltre 20%) mentre il 3,5% ha valori di spesa superiori alla linea di povert\u00e0 di non oltre 10% (5,3% nel Mezzogiorno).<\/p>\n<p>Le famiglie \u201csicuramente\u201d non povere, infine, sono l\u201980,8% del totale (80,4% nel 2017), con valori pari a 88,1% nel Nord, 85,4% nel Centro e 66,7% nel Mezzogiorno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2018, si stima siano oltre 1,8 milioni le famiglie in condizioni di povert\u00e0 assoluta, con un\u2019incidenza pari al 7,0%, per un numero complessivo di 5 milioni di individui (8,4% del totale). 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