{"id":1069,"date":"2019-06-22T10:10:37","date_gmt":"2019-06-22T08:10:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=1069"},"modified":"2019-06-22T10:10:37","modified_gmt":"2019-06-22T08:10:37","slug":"piu-forte-il-ruolo-della-cultura-nelleconomia-italiana-ecco-il-rapporto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/piu-forte-il-ruolo-della-cultura-nelleconomia-italiana-ecco-il-rapporto\/","title":{"rendered":"Pi\u00f9 forte il ruolo della cultura nell&#8217;economia italiana, ecco il rapporto"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"dropcap dropcap3\">L<\/span>a cultura \u00e8 uno dei motori trainanti dell\u2019economia italiana, uno dei fattori che pi\u00f9 esaltano la qualit\u00e0 e la competitivit\u00e0 del made in Italy.<\/p>\n<p>Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo, fatto da imprese, PA e non profit, genera quasi 96 miliardi di euro e attiva altri settori dell\u2019economia, arrivando a muovere, nell\u2019insieme, 265,4 miliardi, equivalenti al 16,9% del valore aggiunto nazionale.<\/p>\n<p>Un dato comprensivo del valore prodotto dalle filiere del settore, ma anche di quella parte dell\u2019economia che beneficia di cultura e creativit\u00e0 e che da queste viene stimolata, a cominciare dal turismo.<\/p>\n<p>Una ricchezza che si riflette in positivo anche sull\u2019occupazione: il solo Sistema Produttivo Culturale e Creativo d\u00e0 lavoro a 1,55 milioni di persone, che rappresentano il 6,1% del totale degli occupati in Italia.<\/p>\n<p>Nel complesso, quello produttivo culturale e creativo \u00e8 un sistema con il segno pi\u00f9: nel 2018 ha prodotto un valore aggiunto del 2,9% (a prezzi correnti) superiore all\u2019anno precedente. Gli occupati sono 1.55 milioni con una crescita dell\u20191,5%, superiore a quella del complesso dell\u2019economia (+0,9%).<\/p>\n<p>\u00c8 quanto emerge dal Rapporto 2019 \u201cIo sono cultura \u2013 l\u2019Italia della qualit\u00e0 e della bellezza sfida la crisi\u201d, arrivato alla IX edizione, elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere, con la collaborazione e il sostegno della Regione Marche, presentato oggi a Roma, al MIBAC, dal<\/p>\n<p>presidente di Symbola, Ermete Realacci, dal Segretario generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli, con il coordinamento del Segretario generale di Symbola, Fabio Renzi.<\/p>\n<p>L\u2019unico studio in Italia che, annualmente, quantifica il peso della cultura e della creativit\u00e0 nell\u2019economia nazionale. I numeri dimostrano che la cultura \u00e8 uno dei motori della nostra economia e della ripresa.<\/p>\n<p>\u201cCultura, creativit\u00e0 e bellezza sono la chiave di volta di molti settori produttivi di un\u2019Italia che fa l\u2019Italia \u2013 commenta <strong>Ermete Realacci<\/strong>, presidente della Fondazione Symbola &#8211; e consolidano la missione del nostro Paese orientata alla qualit\u00e0 e all\u2019innovazione: un soft power che attraversa prodotti e territori e rappresenta un prezioso biglietto da visita. Un\u2019infrastruttura necessaria anche per affrontare le sfide che abbiamo davanti a cominciare dalla crisi climatica. Se l\u2019Italia produce valore e lavoro puntando sulla cultura e sulla bellezza, aiuta il futuro e favorisce un\u2019economia pi\u00f9 a misura d\u2019uomo e, anche per questo, pi\u00f9 competitiva\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Alberto Bonisoli<\/strong> (Ministro per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali) \u201cChe il comparto cultura stia crescendo, non mi sorprende. Uno degli argomenti che affronto sempre, quando incontro le delegazioni di altri Paesi, sono proprio le potenziali collaborazioni con l\u2019Italia sul fronte delle industrie culturali e creative.<\/p>\n<p>E spesso sono proprio loro a chiedermi di avviare delle cooperazioni in tal senso. Il trend in crescita, per\u00f2, potrebbe anche essere pi\u00f9 accentuato ed \u00e8 su questo che stiamo lavorando al Ministero. Presto al Mibac ci sar\u00e0 un servizio dedicato alla moda e al design. Questo perch\u00e9 il design e la moda sono due settori culturali trainanti per l\u2019economia italiana, sia in casa che all\u2019estero.<\/p>\n<p>Inoltre ho voluto investire sulla formazione di una commissione di studio per trovare le migliori strategie di interazione tra le reti museali e i sistemi territoriali. Grazie, infatti, alla collaborazione tra tutti i soggetti in campo, istituzioni, aziende e associazioni, si possono ottenere risultati molto pi\u00f9 efficaci in termini di promozione del nostro patrimonio e di presenze turistiche. Non \u00e8 mai stato un problema di fondi ma di come spenderli in modo efficace ed efficiente\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Italia vanta la quota pi\u00f9 elevata di imprese dei settori culturali in Europa, precedendo Francia, Germania, Spagna e Regno Unito\u201d, sottolinea il segretario generale di <strong>Unioncamere<\/strong>, <strong>Giuseppe Tripoli<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cQuesto primato si deve a un rapporto molto fecondo nel nostro Paese tra cultura e attivit\u00e0 di impresa: la cultura si fa impresa e l\u2019impresa fa cultura. Basti pensare a quanto i settori del made in Italy, che sono leader nel mondo, traggano alimento dal nostro grande patrimonio culturale. Inoltre, proprio le imprese del sistema produttivo culturale e creativo hanno performance migliori rispetto alle altre in termini di occupazione e valore aggiunto. Questi risultati si devono anche all\u2019adozione delle tecnologie 4.0, che riguarda circa il 70% delle industrie creative, quota pi\u00f9 elevata rispetto agli altri settori.&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cosa si intende per Sistema Produttivo Culturale e Creativo<\/strong><\/p>\n<p>Il rapporto analizza il Sistema Produttivo Culturale e Creativo, ovvero tutte quelle attivit\u00e0 economiche che producono beni e servizi culturali, ma anche tutte quelle attivit\u00e0 che non producono beni o servizi strettamente culturali, ma che utilizzano la cultura come input per accrescere il valore simbolico dei prodotti, quindi la loro competitivit\u00e0, che nello studio definiamo creative-driven. Il sistema produttivo culturale si articola in 5 macro settori: industrie creative (architettura, comunicazione, design), industrie culturali propriamente dette (cinema, editoria, videogiochi, software, musica e stampa), patrimonio storico-artistico (musei, biblioteche, archivi, siti archeologici e monumenti storici), performing arts e arti visive a cui si aggiungono le imprese <em>creative-driven<\/em> (imprese non direttamente riconducibili al settore ma che impiegano in maniera strutturale professioni culturali e creative). Dal mobile alla nautica, larga parte della capacit\u00e0 del <em>made in Italy<\/em> di competere nel mondo sarebbe impensabile senza il legame con il design, con le industrie culturali e creative.<\/p>\n<p><strong>I settori, i trend<\/strong><\/p>\n<p>Le industrie culturali producono, da sole, 35,1 miliardi di euro di valore aggiunto (il 2,2% del complessivo nazionale), dando lavoro a 500 mila persone (il 2,0% degli addetti totali). Contributo importante anche dalle industrie creative, capaci di produrre 13,8 miliardi di valore aggiunto, grazie all\u2019impiego di quasi 267 mila addetti.<\/p>\n<p>Le Performing arts generano, invece, 8,2 miliardi di euro di ricchezza e 145 mila posti di lavoro; a conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico si devono 2,9 miliardi di euro di valore aggiunto e 51mila addetti. A questi quattro ambiti, che rappresentano il cuore delle attivit\u00e0 culturali e creative, si aggiungono i rilevanti risultati delle attivit\u00e0 <em>creative-driven<\/em>: 35,8 miliardi di euro di valore aggiunto (il 2,3% del complessivo nazionale) e pi\u00f9 di 591 mila addetti (2,3% del totale nazionale).<\/p>\n<p>Approfondendo l\u2019analisi \u00e8 interessante individuare le varie componenti che contribuiscono alla produzione di ricchezza in ciascun settore culturale. Le <em>performance<\/em> pi\u00f9 rilevanti, all\u2019interno delle industrie creative, appartengono al sottosettore del design (che produce 8,9 miliardi di euro di valore aggiunto insieme all\u2019architettura; lo 0,6% del valore complessivo) e della comunicazione (4,9 miliardi di euro, lo 0,3%).<\/p>\n<p>Ad alimentare la ricchezza prodotta dalle industrie culturali, invece, vi sono il comparto dell\u2019editoria e stampa (da cui deriva lo 0,9% del valore aggiunto nazionale, corrispondente a 13,7 miliardi di euro) e quello dei videogiochi e <em>software<\/em> (0,9%, pari a 13,6 miliardi di euro).<\/p>\n<p>Nel suo complesso il Sistema Produttivo Culturale e Creativo ha prodotto un valore aggiunto e un\u2019occupazione superiore rispetto all\u2019anno precedente +2,9 e +1,5%.<\/p>\n<p><strong>Le imprese<\/strong><\/p>\n<p>Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo italiano conta, a fine 2018, 416.080 imprese, che incidono per il 6,8 % sul totale delle attivit\u00e0 economiche del Paese.<\/p>\n<p>In particolare, le imprese che operano nei settori del <em>Core<\/em> Cultura, direttamente collegate alle attivit\u00e0 culturali e creative, sono 289.792, a cui va ad aggiungersi la stima relativa alla componente <em>creative driven<\/em>, dove confluiscono tutte le attivit\u00e0 economiche non strettamente riconducibili alla dimensione culturale ma caratterizzate da strette sinergie con il settore (125.054 imprese).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pi\u00f9 del 95% delle imprese operanti nel settore <em>Core<\/em> Cultura appartiene a due soli ambiti: industrie culturali (147.153 mila imprese, pari al 50,6 % del totale) e industrie creative (129.533 imprese, pari al 44,5% del totale).<\/p>\n<p>Focalizzando le dinamiche 2017\/2018, ad eccezione delle <em>industrie culturali<\/em>, che hanno fatto registrare una diminuzione (-0,6%, con il picco positivo di <em>videogiochi e software<\/em> cresciuti del +2,7%, e negativo di editoria e stampa, -2,0%), nel 2018 gli altri raggruppamenti sono cresciuti, sia quello pi\u00f9 consistente delle <em>industrie creative<\/em> (+0,9%, trainato da <em>comunicazione<\/em>, +1,3% e <em>design<\/em>, +2,1%), sia quelli pi\u00f9 piccoli ma molto dinamici delle <em>performing arts<\/em> (+2,7%) e del <em>patrimonio storico-artistico<\/em> (+4,9%).<\/p>\n<p>Le <strong>imprese femminili<\/strong> sono in aumento nella filiera: sono, infatti, ben 52.391, pari al 18% delle imprese del <em>Core<\/em> Cultura. La presenza femminile \u00e8 particolarmente elevata nelle imprese del patrimonio storico-artistico (31,8%), mentre \u00e8 pi\u00f9 bassa nei settori dell\u2019architettura e design (6,5%) e videogiochi e software (9,6%).<\/p>\n<p>Le <strong>imprese giovanili<\/strong> (condotte o a prevalenza di conduzione da parte di persone con meno di 35 anni) sono 21.993 e pesano per il 7,6% (per il totale economia la quota \u00e8 9,3%). In questo caso sono particolarmente presenti nelle imprese di videogiochi e software (10,0%), e molto poco nel settore dell\u2019architettura e design (3,8%).<\/p>\n<p>La grande area metropolitana di Milano \u00e8 al primo posto nelle graduatorie provinciali per incidenza di ricchezza e occupazione prodotte, con il 10,1% e il 10,3%. Roma \u00e8 seconda per valore aggiunto (9,9%) e terza per occupazione (8,7%) mentre Torino si colloca, rispettivamente, terza (9,2%) e quarta (8,6%). Seguono, per valore aggiunto, Siena (8,8%), Arezzo (7,9%) e Firenze (7,3%), Aosta al 7,1%, Ancona al 6,8 %, Bologna al 6,6% e Modena al 6,4%.<\/p>\n<p>In termini di occupazione, come suddetto, la <em>leadership<\/em> per incidenza dei posti di lavoro sul totale dell\u2019economia \u00e8 da attribuire a Milano, seguita da Arezzo (9 %), poi Roma, Torino, Firenze.<\/p>\n<p>Quanto alle macroaree geografiche, per il 2018, si confermano i valori delle prime due regioni per creazione di valore aggiunto e occupazione del Sistema Produttivo Culturale e Creativo: la Lombardia (25,4 miliardi di euro di valore aggiunto e 365 mila addetti) e il Lazio (15,5 miliardi di euro e 212 mila addetti), a loro volta \u201ctrainate\u201d dai due grandi <em>hub<\/em> culturali localizzati nelle aree metropolitane di Milano e Roma, che di queste due regioni rappresentano la prima il 63% di valore aggiunto e il 56% di occupazione del Sistema, e la seconda addirittura il 92% e l\u201989%.<\/p>\n<p>La Lombardia sperimenta incidenze percentuali sul totale economia (in crescita rispetto al 2018) pari al 7,3% per quanto riguarda il valore aggiunto e 7,5% relativamente all\u2019occupazione. Il Lazio mostra un maggior accento sul valore aggiunto, che incide per l\u20198,8% della ricchezza complessivamente prodotta su scala regionale; l\u2019occupazione incide meno (il 7,7%), ma pi\u00f9 di quanto registrato nelle altre regioni italiane.<\/p>\n<p>A seguire, la Valle d\u2019Aosta (7,1% sul valore aggiunto e 7,3% sull\u2019occupazione), il Piemonte (7,1% e 6,9%) e le Marche (6,0% e 6,4%), che ancora subiscono probabilmente effetti collegati al sisma. Fra le regioni del Nord, la Liguria registra nuovamente valori pi\u00f9 bassi rispetto alla media di ripartizione, ma in miglioramento rispetto al 2017: del 3,9% sul valore aggiunto e del 4,5% sull\u2019occupazione.<\/p>\n<p>In linea con quanto osservabile per l\u2019intera economia, si conferma una forbice tra Nord e Sud, a dimostrazione di una evidente correlazione fra ricchezza complessiva, specializzazione culturale e creativit\u00e0 delle economie territoriali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La cultura \u00e8 uno dei motori trainanti dell\u2019economia italiana, uno dei fattori che pi\u00f9 esaltano la qualit\u00e0 e la competitivit\u00e0 del made in Italy. 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