{"id":1298,"date":"2019-07-21T17:37:35","date_gmt":"2019-07-21T15:37:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=1298"},"modified":"2019-07-21T17:37:35","modified_gmt":"2019-07-21T15:37:35","slug":"cgia-cresce-il-peso-della-burocrazia-statale-sulle-pmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/cgia-cresce-il-peso-della-burocrazia-statale-sulle-pmi\/","title":{"rendered":"Cgia: cresce il peso della burocrazia statale sulle pmi"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><span class=\"dropcap dropcap3\">I<\/span>n controtendenza rispetto agli ultimi anni, la burocrazia statale ha ripreso ad allungare i suoi tentacoli.<\/p>\n<p>Nel 2018, infatti, il saldo complessivo degli oneri amministrativi introdotti ed eliminati con gli atti normativi approvati dai singoli ministeri e\u0300 tornato ad essere positivo.<\/p>\n<p>In virtu\u0300 di questo esito, ammonta a poco piu\u0300 di 36 milioni di euro il costo aggiuntivo che le Pmi italiane dovranno farsi carico quest\u2019anno per espletare le nuove procedure richieste.<\/p>\n<p>Seppur modesto e ancora parziale, si tratta di un importo che va ad incrementare gli storici 31 miliardi che, secondo le stime della Presidenza del Consiglio dei Ministri, rappresentano i costi amministrativi gravanti ogni anno sulle Pmi italiane.<\/p>\n<p>A dirlo e\u0300 l\u2019Ufficio studi della CGIA di Mestre. Il suo coordinatore, Paolo Zabeo, sottolinea:<\/p>\n<p>\u201cSebbene tutti i politici si dichiarino favorevoli ad alleggerire il peso degli oneri amministrativi sulle Pmi, questi dati dimostrano che gli aggravi di costo, invece, sono in aumento, per stessa ammissione dei ministeri.<\/p>\n<p>La burocrazia statale, in buona sostanza, non indietreggia, anzi torna ad avanzare, contribuendo a diffondere le inefficienze e le storture del nostro sistema pubblico che, lo ricordiamo, presenta livelli medi di qualita\u0300 tra i peggiori d\u2019Europa\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Infatti, dai risultati riportati nell\u2019ultima indagine promossa dalla Commissione europea sulla qualita\u0300 della Pubblica amministrazione, emerge che su 28 paesi monitorati, l\u2019Italia si colloca al 23\u00b0 posto.<\/p>\n<p>Un risultato che ci relega nelle ultime posizioni della graduatoria generale: solo l\u2019Ungheria, la Croazia, la Grecia, la Romania e la Bulgaria registrano delle performance inferiori alla nostra<\/p>\n<p>Evidenzia il segretario della CGIA, Renato Mason:<\/p>\n<p>\u201cSebbene sia sempre sbagliato generalizzare, anche alla luce del fatto che in Italia possiamo contare su delle punte di eccellenza nella sanita\u0300, nella ricerca e tra le forze dell\u2019ordine che non hanno eguali nel resto d\u2019Europa, il livello medio della nostra Amministrazione pubblica e\u0300 ancora insoddisfacente.<\/p>\n<p>Soprattutto al Sud, dove i livelli di qualita\u0300 e di imparzialita\u0300 sono insufficienti, mentre la corruzione e\u0300 avvertita come un fenomeno molto diffuso e assai difficile da contenere\u201d.<\/p>\n<p>Tra le 192 regioni d\u2019Europa monitorate in questa indagine promossa dalla Commissione europea, la prima realta\u0300 territoriale italiana e\u0300 il Trentino Alto Adige che si colloca al 118\u00b0 posto. Seguono al 127\u00b0 l\u2019Emilia Romagna, al 128\u00b0 il Veneto e al 131\u00b0 la Lombardia<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Male, in particolar modo, lo score ottenuto dalle regioni del Sud. Nelle ultime 10 posizioni della classifica generale notiamo che 4 sono occupate da realta\u0300 del nostro Mezzogiorno: al 183\u00b0 posto la Basilicata, al 186\u00b0 la Campania, al 189\u00b0 l\u2019Abruzzo e al 190\u00b0 la Calabria. La regione piu\u0300 virtuosa d\u2019Europa e\u0300 la finlandese A\u030aland, maglia nera, invece, la bulgara Severozapaden<\/p>\n<p>Come ha avuto modo di sottolineare anche l\u2019Ocse nel \u201cRapporto Economico sull\u2019Italia\u201d (febbraio 2017), la produttivita\u0300 media del lavoro delle nostre imprese e\u0300 piu\u0300 elevata nei territori dove l\u2019Amministrazione pubblica e\u0300 piu\u0300 efficiente.<\/p>\n<p>Diversamente, dove l\u2019efficienza della Pa e\u0300 piu\u0300 bassa, le performance di quest\u2019ultima condizionano negativamente la produttivita\u0300 del settore privato. In questa analisi, inoltre, si evidenzia che l\u2019inefficienza del settore pubblico produce maggiori costi economici soprattutto a carico delle realta\u0300 di piccola dimensione.<\/p>\n<p>Ed e\u0300 emerso, altresi\u0300, che accorciando i tempi della giustizia civile e alleggerendo le regolamentazioni locali si attiverebbero delle ricadute molto positive sulle performance aziendali.<\/p>\n<p>Anche il \u201cFlash Eurobarometer 457\u201d (dicembre 2017) si e\u0300 occupato del sentiment degli imprenditori sulla complessita\u0300 delle procedure amministrative che gravano sulle proprie attivita\u0300.<\/p>\n<p>Tra gli 8 mila imprenditori europei intervistati, l\u201984 per cento degli italiani ha risposto che l\u2019eccessiva regolamentazione rappresenta un grosso problema. Solo in Grecia (87 per cento), in Romania (86 per cento) e in Francia (85 per cento) il problema e\u0300 risultato essere superiore al nostro.<\/p>\n<p>Nulla a che vedere, comunque, con le percentuali molto contenute emerse in Germania (51), in Spagna (49) e nel Regno Unito (19).<\/p>\n<p>La media dei 28 paesi dell\u2019Unione Europea si e\u0300 attestata al 60 per cento: 24 punti in meno del dato medio Italia.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Se gli imprenditori italiani denunciano un livello di soddisfazione per la Pa decisamente insufficiente, la situazione non migliora nemmeno quando sono chiamati ad esprimersi i cittadini.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019indagine \u201cStandard Eurobarometer 89\u201d (marzo 2018), solo il 29 per cento degli italiani intervistati giudica di buon livello i servizi pubblici erogati dallo Stato.<\/p>\n<p>Solo la Bulgaria (28 per cento), la Croazia (26 per cento) e la Grecia (14 per cento) presentano soglie di gradimento inferiori al nostro. La media UE a 28 e\u0300 del 53 per cento.<\/p>\n<p>Quali possono essere, pertanto, le misure da adottare per migliorare le prestazioni della nostra Pubblica amministrazione ? Innanzitutto, bisogna semplificare il quadro normativo.<\/p>\n<p>Cercare, ove e\u0300 possibile, di non sovrapporre piu\u0300 livelli di governo sullo stesso argomento e, in particolar modo, accelerare i tempi di risposta della Pubblica amministrazione. Nello specifico e\u0300 necessario:<\/p>\n<ul>\n<li>\u00a0migliorare la qualita\u0300 e ridurre il numero delle leggi, analizzando piu\u0300 attentamente il loro impatto, soprattutto su micro e piccole imprese;<\/li>\n<li>monitorare con cadenza periodica gli effetti delle nuove misure per poter introdurre tempestivamente dei correttivi;<\/li>\n<li>\u00a0 consolidare l\u2019informatizzazione della Pubblica amministrazione, rendendo i siti piu\u0300 accessibili e i contenuti piu\u0300 fruibili;<\/li>\n<li>\u00a0 far dialogare tra di loro le banche dati pubbliche per evitare la duplicazione delle richieste;<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 5\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<ul>\n<li>\u00a0permettere all\u2019utenza la compilazione esclusivamente per via telematica delle istanze;<\/li>\n<li>\u00a0 procedere e completare la standardizzazione della modulistica;<\/li>\n<li>\u00a0 accrescere la professionalita\u0300 dei dipendenti pubblici attraverso un\u2019adeguata e continua formazione.<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In controtendenza rispetto agli ultimi anni, la burocrazia statale ha ripreso ad allungare i suoi tentacoli. 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