{"id":1532,"date":"2019-08-19T10:51:26","date_gmt":"2019-08-19T08:51:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=1532"},"modified":"2019-08-19T10:51:26","modified_gmt":"2019-08-19T08:51:26","slug":"a-luglio-rallentano-le-richieste-di-mutui-e-prestiti-da-parte-delle-famiglie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/a-luglio-rallentano-le-richieste-di-mutui-e-prestiti-da-parte-delle-famiglie\/","title":{"rendered":"A luglio rallentano le richieste di mutui e prestiti da parte delle famiglie"},"content":{"rendered":"<article class=\"col-sm-8 article-single mob-social-linked\">\n<div class=\"title-block\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-sm-12\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><span class=\"dropcap dropcap3\">I<\/span>l mese di luglio appena concluso ha messo in evidenza un <strong>rallentamento delle<\/strong> <strong>richieste di credito<\/strong> <strong>da parte degli italiani<\/strong>.<\/p>\n<p>Infatti, analizzando le interrogazioni registrate su EURISC &#8211; il Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF che raccoglie i dati relativi a oltre 85 milioni di posizioni \u2013 <strong>sia per quanto riguarda i mutui sia per i prestiti <\/strong>(nell\u2019aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati) <strong>si rileva il numero di interrogazioni pi\u00f9 contenuto in termini assoluti dall\u2019inizio dell\u2019anno.<\/strong><\/p>\n<p>Se il confronto con il corrispondente mese del 2018 vede una variazione positiva per i prestiti, dovuto anche allo stallo che il comparto aveva fatto segnare rispetto agli anni precedenti, relativamente alle <strong>richieste di mutui e surroghe si rileva, invece, un ulteriore calo del -8,0%. <\/strong>Dopo alcuni anni caratterizzati da una crescita sostenuta, al marcato ridimensionamento di surroghe e sostituzioni si accompagna infatti un rallentamento delle richieste di nuovi mutui di acquisto.<\/p>\n<p>\u00c8 paradossale che questo rallentamento della domanda di prestiti e mutui avvenga proprio quando il lungo e faticoso percorso compiuto negli ultimi anni per riportare <strong>gli indicatori di rischio sui livelli pre-crisi <\/strong>ha prodotto i suoi effetti.<\/p>\n<p>Grazie alle politiche monetarie accomodanti dopo la pesante crisi del decennio scorso, nell\u2019ultima rilevazione relativa al I trimestre 2019 il <strong>tasso di default<\/strong> (ovvero l\u2019indice di rischio di credito di tipo dinamico che misura le nuove sofferenze e i ritardi di 3 o pi\u00f9 rate nell\u2019ultimo anno di rilevazione) <strong>del credito al dettaglio (quindi mutui immobiliari e credito al consumo) \u00e8 ulteriormente sceso arrivando ad attestarsi all\u20191,7%.<\/strong> Nello specifico, per i <strong>mutui immobiliari<\/strong> il tasso di default <strong>si \u00e8 attestato all\u20191,3%<\/strong>, addirittura al di sotto del livello pre-crisi.<\/p>\n<p><span class=\"image-center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.crif.it\/media\/4125\/barometro-crif-richieste-credito-dalle-famiglie_luglio2019_immagine-1.png\" alt=\"\" data-id=\"15008\" \/><\/span><\/p>\n<p><span class=\"image-center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.crif.it\/media\/4126\/barometro-crif-richieste-credito-dalle-famiglie_luglio2019_immagine-2.png\" alt=\"\" data-id=\"15009\" \/><\/span><\/p>\n<p><em>Fonte: CRIF<\/em><\/p>\n<p>Che cosa frena la fiducia delle famiglie, allora? Cosa pu\u00f2 essere fatto per alimentarla e, ancora, cosa non deve essere fatto per tarparla?<\/p>\n<p>Per rispondere a questa ultima questione, va sottolineato come uno dei fattori in grado di sostenere la propensione a richiedere credito \u00e8 rappresentato dalla concreta possibilit\u00e0 di vederselo erogato, avendo \u2018le carte in regola\u2019.<\/p>\n<p>Per questa ragione \u00e8 fondamentale che le informazioni in grado di attestare l\u2019affidabilit\u00e0 del richiedente e la sostenibilit\u00e0 del finanziamento rispetto al budget familiare \u2013 elemento centrale per una accurata valutazione \u2013 siano disponibili con l\u2019ampiezza necessaria.<\/p>\n<p>\u201c<em>Ogni misura tesa ad ampliare la disponibilit\u00e0 delle informazioni utilizzate da banche e finanziarie per<\/em><em> la valutazione della rischiosit\u00e0 e del livello di indebitamento complessivo dei richiedenti credito \u00e8 utile a sostenere pi\u00f9 favorevoli politiche di erogazione del credito a famiglie e imprese<\/em> \u2013 commenta <strong>Enrico Lodi, Direttore Generale di CRIF<\/strong> -.<\/p>\n<p><em>Al contrario, la disponibilit\u00e0 di informazioni con una minore profondit\u00e0 induce gli istituti di credito <\/em><em>a ridurre la propria attitudine a erogare e a cautelarsi appesantendo le condizioni di offerta praticate. Il risultato \u00e8 che <\/em><em>un pi\u00f9 difficile discernimento di probabilit\u00e0 di insolvenza differenti penalizza proprio i pagatori regolari che, \u00e8 bene sottolinearlo, rappresentano ben oltre il 90% dei soggetti censiti nei SIC\u201d<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p>La riduzione del valore informativo \u00e8 dunque idonea a produrre effetti fuorvianti, come anche sottolineato di recente dal Ministro dell\u2019Economia Tria in relazione alla questione, diversa ma su cui si pu\u00f2 fare un parallelismo, dei nuovi indici di affidabilit\u00e0 fiscale: una loro applicazione \u2018depotenziata\u2019 determinerebbe, ha sottolineato, &#8220;<em>un indesiderabile effetto di penalizzazione proprio per i contribuenti pi\u00f9 virtuosi e un altrettanto non desiderabile effetto premiante per i soggetti con minore affidabilit\u00e0 fiscale\u201d.<\/em><\/p>\n<div class=\"inner-page-with-sidemenu-wrapper\"><\/div>\n<\/article>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mese di luglio appena concluso ha messo in evidenza un rallentamento delle richieste di credito da parte degli italiani. 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