{"id":1823,"date":"2019-10-01T12:54:46","date_gmt":"2019-10-01T10:54:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=1823"},"modified":"2019-10-01T12:54:46","modified_gmt":"2019-10-01T10:54:46","slug":"istat-prospettive-di-crescita-debole-per-larea-delleuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-prospettive-di-crescita-debole-per-larea-delleuro\/","title":{"rendered":"Istat: prospettive di crescita debole per l\u2019area dell\u2019euro"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"dropcap dropcap3\">I<\/span>l PIL dell&#8217;area dell&#8217;euro \u00e8 aumentato dello 0,2% nel secondo trimestre, in rallentamento rispetto al primo (+0,4%) a seguito del contributo negativo delle esportazioni nette (-0,1 punti percentuali) e della flessione del valore aggiunto del settore manifatturiero\u00a0\u00a0 (-0,7%).<\/p>\n<p>Si accentua lo sfasamento ciclico tra il settore manifatturiero, condizionato negativamente dalla debolezza delle esportazioni, e quello dei servizi, per il momento pi\u00f9 resiliente rispetto alle criticit\u00e0 internazionali.<\/p>\n<p>Nel secondo trimestre il rallentamento dell\u2019attivit\u00e0 economica \u00e8 stato pi\u00f9 marcato in Germania (-0,1% rispetto a +0,4% nel primo trimestre), mentre Francia e Spagna continuano a crescere con tassi pi\u00f9 elevati ma in decelerazione.<\/p>\n<p>L&#8217;economia italiana continua a manifestare segnali di debolezza: la crescita del Pil si \u00e8 arrestata nel secondo trimestre.<\/p>\n<p>Per i prossimi mesi gli indicatori compositi sull\u2019andamento dell\u2019economia e quelli di fiducia confermano la persistenza di un quadro di difficolt\u00e0 economiche. A settembre, l&#8217;indicatore \u20ac-coin ha segnato una ulteriore diminuzione. Nello stesso mese,<\/p>\n<p>l&#8217;indicatore del clima fiducia \u00e8 diminuito marcatamente condizionato dal forte calo della fiducia nel settore manifatturiero e di quello, pi\u00f9 contenuto, del commercio al dettaglio. La fiducia dei consumatori \u00e8 leggermente aumentata sostenuta dal miglioramento delle aspettative sulla situazione economica generale.<\/p>\n<p>A luglio la produzione industriale ha registrato una diminuzione congiunturale (-0,4%), prolungando l\u2019andamento negativo che aveva caratterizzato il secondo trimestre (-0,7%). In particolare la produzione di beni capitali ha segnato una forte riduzione nel periodo maggio-luglio (-1,9% t\/t).<\/p>\n<p>Anche i beni intermedi hanno evidenziato una riduzione della produzione della stessa intensit\u00e0. A luglio, anche le vendite al dettaglio, misurate in volume, e la produzione nel settore delle costruzioni sono diminuite (rispettivamente di -0,6% e -0,7% m\/m).<\/p>\n<p>In questo scenario, nel terzo trimestre la produzione industriale \u00e8 attesa diminuire (-0,6%) per poi aumentare in misura contenuta nei trimestri successivi (+0,2% nel quarto trimestre e +0,3% nel primo trimestre 2020).<\/p>\n<p>Nell&#8217;orizzonte di previsione, il Pil dell&#8217;Eurozona mostrer\u00e0 una maggiore resilienza segnando un moderato aumento nel terzo trimestre (+0,2%) con una leggera accelerazione nei due trimestri successivi (+0,3% sia nel quarto trimestre 2019 sia nel primo trimestre 2020).<\/p>\n<p>Il principale motore della crescita saranno le spese per consumi privati sostenute dall\u2019andamento ancora positivo del mercato del lavoro. Nel secondo trimestre il numero di persone occupate \u00e8 aumentato dello 0,2% e, a luglio, il tasso di disoccupazione si \u00e8 mantenuto sui livelli minimi del periodo (7,5%). Nello stesso periodo, anche il tasso di posti vacanti si \u00e8 confermato su livelli elevati non prefigurando riduzioni a breve della domanda di lavoro da parte delle imprese. Le spese per consumi privati sono attese aumentare ad un tasso costante lungo l&#8217;orizzonte di previsione (+0,3% nel terzo e quarto trimestre 2019 e nel primo trimestre 2020).<\/p>\n<p>Nel terzo trimestre, il tasso di utilizzo della capacit\u00e0 produttiva \u00e8 ulteriormente diminuito. L\u2019evoluzione moderata del ciclo economico associata all\u2019aumento dell\u2019incertezza sono previsti condizionare negativamente gli investimenti fissi lordi che dovrebbero segnare una riduzione nel terzo trimestre (-0,1%) per poi aumentare dello 0,2% nel quarto trimestre 2019 e dello 0,3% nel primo trimestre 2020.<\/p>\n<p><strong>Inflazione stabile<\/strong><\/p>\n<p>Dato il peggioramento delle prospettive di crescita e il mantenimento di livelli contenuti dell\u2019inflazione, la Banca centrale europea (BCE) ha recentemente annunciato un nuovo programma di stimoli con un taglio del tasso sui depositi e un ritorno al quantitative easing. Le pressioni sui prezzi rimangono contenute condizionate dai livelli moderati dell\u2019attivit\u00e0 economica.<\/p>\n<p>Ad agosto, l&#8217;inflazione complessiva, misurata come variazione annua dell&#8217;indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), \u00e8 stata dell&#8217;1,0%. Si prevede che l&#8217;inflazione si attesti all&#8217;1,0% nel terzo trimestre per poi aumentare in misura contenuta\u00a0 (+1,1%) e nel primo trimestre 2020 (+1,4%). Le previsioni sull&#8217;inflazione sono basate sull\u2019ipotesi tecnica che il prezzo del petrolio del Brent rimanga stabile a 62 dollari al barile e che il tasso di cambio dollaro\/euro rimanga a 1,10 nell&#8217;orizzonte di previsione.<\/p>\n<p><strong>Rischi dello scenario previsivo<\/strong><\/p>\n<p>I maggiori rischi per le prospettive sono legati alle turbolenze geopolitiche: l\u2019accresciuta incertezza derivante dai conflitti commerciali a livello globale, gli sviluppi politici legati a un aumento delle probabilit\u00e0 di una hard-Brexit e i recenti attacchi terroristici alla produzione petrolifera. Il proseguimento della fase di rallentamento del commercio internazionale potrebbe produrre ulteriori effetti negativi sulle esportazioni e sull\u2019attivit\u00e0 manifatturiera dei principali paesi europei, in particolare la Germania.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il PIL dell&#8217;area dell&#8217;euro \u00e8 aumentato dello 0,2% nel secondo trimestre, in rallentamento rispetto al primo (+0,4%) a seguito del contributo negativo delle esportazioni nette (-0,1 punti percentuali) e della flessione del valore aggiunto del settore manifatturiero\u00a0\u00a0 (-0,7%). 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