{"id":1848,"date":"2019-10-08T12:04:05","date_gmt":"2019-10-08T10:04:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=1848"},"modified":"2019-10-08T12:04:05","modified_gmt":"2019-10-08T10:04:05","slug":"da-revisione-conti-leggera-crescita-pil-nei-primi-due-trimestri-2019","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/da-revisione-conti-leggera-crescita-pil-nei-primi-due-trimestri-2019\/","title":{"rendered":"Da revisione conti leggera crescita PIL nei primi due trimestri 2019"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"dropcap dropcap3\">I<\/span> dazi imposti dagli USA e le misure compensative attivate dai paesi coinvolti, i fattori geopolitici destabilizzanti e il rallentamento dell\u2019economia cinese, continuano a influenzare negativamente il commercio mondiale.<\/p>\n<p>In Italia, la revisione dei conti economici ha lievemente modificato il profilo del Pil che ora evidenzia un marginale incremento congiunturale sia nel primo sia nel secondo trimestre (+0,1%). Tuttavia, a luglio, l\u2019indice della produzione industriale ha registrato la seconda flessione congiunturale consecutiva.<\/p>\n<p>Nel primo semestre, i miglioramenti del mercato del lavoro si sono riflessi sull\u2019andamento favorevole del reddito disponibile lordo delle famiglie consumatrici, traducendosi in un aumento del potere d\u2019acquisto e della propensione al risparmio.<\/p>\n<p>L\u2019inflazione al consumo rimane bassa sia nella misura complessiva sia in quella di fondo. Le indicazioni prospettiche a breve degli operatori economici delineano la prosecuzione dell\u2019attuale fase di moderazione.<\/p>\n<p>A settembre, l\u2019indice del clima di fiducia dei consumatori e l\u2019indice composito per le imprese hanno fornito indicazioni diverse. La fiducia dei consumatori ha segnato un lieve aumento, a sintesi di un deterioramento del clima economico e di un miglioramento della valutazione delle prospettive future, mentre la fiducia delle imprese ha evidenziato un peggioramento.<\/p>\n<p>L\u2019indicatore anticipatore ha mantenuto un profilo negativo, suggerendo il proseguimento della fase di debolezza dei livelli produttivi.<\/p>\n<p><strong>IL QUADRO INTERNAZIONALE<\/strong><\/p>\n<p>Gli effetti dei dazi imposti dagli USA e delle misure compensative attivate dai paesi coinvolti, i fattori geopolitici destabilizzanti (Brexit, crisi politica in Argentina e Venezuela) e il rallentamento dell\u2019economia cinese, continuano a influenzare negativamente il ciclo e il commercio mondiale. In base ai pi\u00f9 recenti dati del <em>Central Planning Bureau<\/em>, nel 2019, la crescita degli scambi internazionali di merci in volume acquisita fino a luglio \u00e8 stata negativa (-0,2%), in forte peggioramento rispetto a quella corrispondente dell\u2019anno precedente (+3,6%).<\/p>\n<p>Recentemente, inoltre, l&#8217;Organizzazione mondiale del commercio (OMC) ha concesso agli USA di imporre sanzioni anche su 7,5 miliardi di dollari di importazioni dalla Ue, misura che avr\u00e0 ripercussioni negative rilevanti sulle esportazioni dell\u2019area con <em>spillover<\/em> anche in altri paesi. Si inizia dunque a prefigurare il rischio che la decelerazione in corso della domanda e del ciclo mondiale, amplificata dagli effetti trasmissivi generati dalle catene globali del valore, si protragga al medio periodo. In tale contesto, la politica monetaria negli Stati Uniti e nell\u2019area dell\u2019euro \u00e8 rimasta espansiva. La <em>Federal Reserve<\/em>, dopo aver tagliato a luglio, per la prima volta in dieci anni, il tasso sui <em>federal funds<\/em>, a settembre ha approvato un\u2019ulteriore diminuzione di 0,25 punti percentuali. Nello stesso mese, anche la Bce ha ridotto il tasso sui depositi delle banche e ha dichiarato che la politica monetaria rimarr\u00e0 accomodante finch\u00e9 le prospettive di inflazione non saranno vicine al 2%.<\/p>\n<p>Negli Stati Uniti, l\u2019espansione economica trainata dai consumi \u00e8 attesa proseguire nei prossimi mesi, anche se con un\u2019intensit\u00e0 pi\u00f9 contenuta. A settembre, infatti, la fiducia dei consumatori (fonte <em>Conference Board<\/em>) \u00e8 diminuita pi\u00f9 di quanto atteso, scendendo a 125,1 (134,2 ad agosto). Il calo ha riguardato sia l\u2019indice coincidente, tornato sui livelli di aprile, sia le aspettative.<\/p>\n<p>Nell\u2019area euro, la debolezza della spesa per consumi e delle esportazioni \u00e8 stata la principale causa del rallentamento del Pil in T2. Negli ultimi mesi, inoltre, \u00e8 proseguito il <em>decoupling<\/em> tra la <em>performance<\/em> negativa del settore manifatturiero e quella pi\u00f9 resiliente dei servizi.<\/p>\n<p>Secondo le previsioni IFO, KOF e Istat nello <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/231655\"><em>Eurozone Economic Outlook<\/em><\/a> (EZEO), il Pil dell&#8217;Eurozona dovrebbe segnare un aumento modesto tra luglio e settembre (+0,2%), con una leggera accelerazione nei due trimestri successivi (+0,3% in T4 e in T1 2020). I consumi privati sostenuti dall\u2019andamento ancora positivo del mercato del lavoro (ad agosto la disoccupazione \u00e8 scesa al 7,4%) costituiranno il principale fattore di crescita.<\/p>\n<p>A settembre, gli indicatori qualitativi hanno continuato a dare segnali negativi. L\u2019indice \u20ac-coin \u00e8 diminuito ulteriormente, attestandosi su livelli coerenti con una crescita economica modesta nell&#8217;area. Nello stesso mese, l\u2019<em>Economic sentiment indicator <\/em>(ESI) della Commissione europea ha registrato una flessione, da 103,1 a 101,7, dovuta al forte calo della fiducia nel comparto manifatturiero e alle flessioni nel commercio al dettaglio e nelle costruzioni.<\/p>\n<p>Nella manifattura le prospettive di breve termine sono ancora negative: il giudizio sugli ordini \u00e8 al livello pi\u00f9 basso dal 2013 e quello sulle scorte ha raggiunto i massimi dal 2009. La fiducia nei servizi \u00e8 invece aumentata. Nel dettaglio nazionale, l\u2019ESI \u00e8 diminuito sostanzialmente in Spagna e Germania (-3,1 e -1,2 rispettivamente) e in misura minore in Italia (-0,8) e in Francia (-0,2).<\/p>\n<p>Il tasso di cambio dell\u2019euro nei confronti del dollaro \u00e8 rimasto pressoch\u00e9 stabile, attestandosi nella media mensile di settembre a 1,10 dollari (1,11 ad agosto). Nello stesso periodo, le quotazioni del Brent hanno mostrato un deciso aumento a 63 dollari al barile (59 dollari ad agosto). La risalita \u00e8 stata causata principalmente dagli attacchi terroristici che hanno danneggiato due impianti sauditi, provocando il dimezzamento della produzione petrolifera del paese che \u00e8 il maggiore esportatore di petrolio del mondo.<\/p>\n<p>Imprese<\/p>\n<p>In Italia la <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/233968\">revisione dei conti economici<\/a> nazionali ha lievemente modificato il profilo del Pil che ora evidenzia un marginale miglioramento congiunturale sia nel primo sia nel secondo trimestre (+0,1% in entrambi i periodi). Il risultato di T2 \u00e8 la sintesi di un contributo positivo della domanda nazionale al netto delle scorte e della domanda estera netta (+0,1 punti percentuali per entrambi) mentre la variazione delle scorte ha fornito un contribuito ampiamente negativo.<\/p>\n<p>Nel secondo trimestre \u00e8 proseguita la flessione della quota di profitto delle societ\u00e0 non finanziarie (40,7%, 0,2 punti percentuali inferiore rispetto a quella del trimestre precedente) mentre il tasso di investimento \u00e8 migliorato (21,6%, +0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente).<\/p>\n<p>Dal lato dell\u2019offerta, a luglio, l\u2019indice della <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/233171\">produzione industriale<\/a> ha registrato la seconda flessione congiunturale consecutiva (-0,7%, -0,3% di giugno) con un calo diffuso a tutti i raggruppamenti principali di industrie a eccezione di quello dei beni energetici. Il settore dei beni strumentali ha evidenziato una decisa diminuzione congiunturale (-1,6%) a cui si \u00e8 associata la riduzione, di minore entit\u00e0, dei beni di consumo (-0,3%) e dei beni intermedi (-0,2%). Nel complesso, la produzione dei primi 7 mesi dell\u2019anno, corretta per gli effetti di calendario, \u00e8 scesa dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno precedente.<\/p>\n<p>A luglio, anche il <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/233378\">fatturato dell\u2019industria<\/a>, misurato a prezzi correnti, si \u00e8 contratto (-0,5%) a seguito di variazioni di entit\u00e0 simile delle componenti interna ed estera (rispettivamente -0,6% e -0,5%). Nel trimestre maggio-luglio gli ordinativi dell\u2019industria hanno segnato una sostanziale stabilit\u00e0 (+0,1%) a sintesi di un miglioramento di quelli nazionali (+0,9%) e di un calo di quelli esteri (-1,1%).<\/p>\n<p>Nello stesso periodo, la produzione del settore delle <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/233431\">costruzioni<\/a> ha continuato a essere stagnante, registrando un miglioramento congiunturale solo marginale (+0,1%). Nella media del trimestre maggio-luglio, la variazione della produzione \u00e8 stata invece marcatamente negativa (-2,3% t\/t) anche a causa del confronto con un andamento particolarmente positivo nei primi mesi del 2019.<\/p>\n<p>In T2, il mercato immobiliare ha manifestato segnali di vivacit\u00e0: i prezzi delle abitazioni sono aumentati (+1,3% rispetto al trimestre precedente), con una forte crescita dei <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/233604\">prezzi delle abitazioni<\/a> nuove (+1,5%) e un lieve calo per quelli delle abitazioni esistenti (-0,1%, ).<\/p>\n<p>Sul fronte degli <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/233390\">scambi con l\u2019estero<\/a>, a luglio le esportazioni di beni in valore, dopo tre variazioni positive consecutive, hanno mostrato una brusca flessione congiunturale (-2,3%) mentre le importazioni sono diminuite in misura pi\u00f9 contenuta (-0,5%). Il calo delle vendite all\u2019estero ha riguardato sia i flussi diretti verso l\u2019Ue (-1,1%) che quelli verso l\u2019<a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/233595\">extra Ue<\/a> (-3,9%). La debole dinamica delle vendite osservata a luglio \u00e8 stata diffusa a tutti i diversi raggruppamenti di industrie, con una flessione particolarmente marcata per i beni di consumo (-3,3%), strumentali (-2,6%) e energetici (-2,6%). Rispetto a luglio 2018, sia le esportazioni sia le importazioni sono risultate in aumento rispettivamente del 6,2 e dell\u20191,8%. Ad agosto sono aumentate le esportazioni verso i paesi extra-Ue (+0,7% rispetto al mese precedente) sostenute dalle vendite di prodotti energetici e di beni intermedi.<\/p>\n<p>Famiglie e mercato del lavoro<\/p>\n<p>Nel primo semestre, i miglioramenti del mercato del lavoro si sono riflessi sulla dinamica del reddito disponibile delle famiglie consumatrici, in aumento sia nel primo sia nel secondo trimestre (rispettivamente +0,4% e +0,9%, Figura 4). In presenza di una evoluzione dei prezzi decisamente moderata, la variazione congiunturale del deflatore implicito dei consumi \u00e8 risultata pari a zero in T2, la crescita del <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/233950\">reddito disponibile<\/a> si \u00e8 tradotta in un aumento, di intensit\u00e0 simile, del potere di acquisto delle famiglie (+0,3% in T1 e +0,9% in T2). La propensione al risparmio \u00e8 quindi tornata a salire (8,1% in T1 e 8,9% in T2).<\/p>\n<p>Negli ultimi mesi, il mercato del lavoro ha mostrato segnali di stabilizzazione. Ad agosto, la stima degli <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/233707\">occupati<\/a> si \u00e8 mantenuta sui livelli del mese precedente mentre la disoccupazione \u00e8 diminuita (9,5%, -0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente), in presenza di un aumento consistente del numero di inattivi. Rispetto alla posizione professionale e al carattere dell\u2019occupazione, ad agosto la sostanziale stabilit\u00e0 degli occupati ha sintetizzato la crescita dei dipendenti permanenti (+0,2% pari a +27 mila unit\u00e0) e a termine (+0,2%, +5 mila) e la diminuzione degli indipendenti (-0,6% pari a -33 mila).<\/p>\n<p>Sembra essersi esaurita la fase di crescita sostenuta dell\u2019occupazione a termine. Il calo tendenziale osservato nei dati dell\u2019indagine sulle forze di lavoro sembra coerente con i segnali provenienti da ulteriori indicatori in grado di misurare la domanda di lavoro temporaneo. In particolare, si rileva un calo del fatturato delle imprese impegnate nell\u2019attivit\u00e0 di ricerca, selezione e fornitura di personale (Figura 5). Nel secondo trimestre, il tasso di posti vacanti destagionalizzato, nelle imprese con almeno 10 dipendenti, si \u00e8 mantenuto sui livelli del trimestre precedente sia nell\u2019industria sia nei servizi. In T3, le indicazioni qualitative riferite alle attese di occupazione da parte delle imprese hanno evidenziato una lieve flessione mentre quelle delle famiglie hanno segnalato un miglioramento.<\/p>\n<p>Prezzi<\/p>\n<p>Il sistema economico italiano continua a essere caratterizzato da una inflazione modesta in tutti gli stadi di formazione dei prezzi. In base alla stima preliminare di settembre, la crescita tendenziale dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/233729\">indice per l\u2019intera collettivit\u00e0<\/a> si \u00e8 fermata per il terzo mese consecutivo al +0,4% (un punto percentuale in meno rispetto a settembre 2018) condizionata dalla dinamica delle voci maggiormente volatili: in rallentamento per gli alimentari non lavorati, negativa per i beni energetici.<\/p>\n<p>Anche al netto di queste componenti, tuttavia, non sono emersi significativi spunti di dinamismo. L\u2019inflazione di fondo \u00e8 salita di 0,1 punti percentuali (al +0,6%), allargando leggermente il divario con l\u2019indice generale. Per le voci di maggiore peso, alla stabilit\u00e0 del tasso di incremento annuo per i servizi (+0,8% come in agosto) si \u00e8 associata una dinamica nulla per i prezzi dei beni industriali non energetici, in tendenziale calo da oltre un anno (Figura 6).<\/p>\n<p>L\u2019Italia continua a collocarsi tra le economie dell\u2019Unione economica e monetaria con il tasso di inflazione pi\u00f9 contenuto, inferiore di 0,6 punti percentuali a quello medio dell\u2019area euro sia nella misura complessiva sia in termini di <em>core inflation<\/em>. In particolare, per la componente di fondo, solo Grecia e Portogallo registrano dinamiche pi\u00f9 basse di quella italiana (+0,3% a fronte del +0,6% in Italia, nei dati di agosto).<\/p>\n<p>La debolezza dell\u2019inflazione a livello di distribuzione finale ha riflesso spinte provenienti dalle fasi a monte del processo produttivo in larga parte in riduzione o moderate. Ad agosto per i prezzi dei prodotti industriali venduti sul mercato interno, si \u00e8 intensificata la caduta tendenziale dell\u2019indice complessivo, sulla scia delle pi\u00f9 consistenti variazioni negative dei prezzi energetici (-2,1% e -7,3% rispettivamente).<\/p>\n<p>I listini dei beni di consumo non alimentari hanno confermato una dinamica positiva, con ritmi di crescita stabili appena sopra l\u20191% mentre i prezzi all\u2019importazione hanno mantenuto un profilo negativo, anche se pi\u00f9 contenuto (-0,3%).<\/p>\n<p>In termini prospettici, a settembre le valutazioni sui listini di vendita nel settore manifatturiero si sono mantenute sui livelli del mese precedente. Per le imprese che producono beni destinati al consumo finale, il saldo destagionalizzato tra aumenti e ribassi dei prezzi di vendita si \u00e8 confermato appena positivo, su valori inferiori a quello medio degli ultimi tre anni.<\/p>\n<p>I consumatori hanno rivisto leggermente al rialzo le loro aspettative inflazionistiche rispetto al minimo toccato in luglio. Una quota pi\u00f9 ampia di essi si aspetta per i prossimi dodici mesi prezzi in aumento con intensit\u00e0 pi\u00f9 o meno rapida rispetto all\u2019attuale mentre l\u2019incidenza di coloro che ne prevedono una stabilit\u00e0 si \u00e8 ridotta, rimanendo tuttavia ancora marginalmente maggioritaria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prospettive<\/p>\n<p>A settembre, l\u2019indice del <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/233653\">clima di fiducia dei consumatori<\/a> e l\u2019indice composito per le imprese hanno fornito indicazioni diverse. La fiducia dei consumatori ha segnato un lieve aumento a sintesi di un deterioramento del clima economico e di un miglioramento della valutazione delle prospettive future.<\/p>\n<p>La fiducia delle imprese ha evidenziato un lieve calo e per le imprese manifatturiere si \u00e8 rilevato un peggioramento sia dei giudizi sugli ordini sia delle attese sulla produzione, mentre quelli sulle scorte di magazzino sono rimasti stabili.<\/p>\n<p>L\u2019indicatore anticipatore ha mantenuto un profilo negativo, suggerendo il proseguimento della fase di debolezza dei livelli produttivi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I dazi imposti dagli USA e le misure compensative attivate dai paesi coinvolti, i fattori geopolitici destabilizzanti e il rallentamento dell\u2019economia cinese, continuano a influenzare negativamente il commercio mondiale. 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