{"id":1951,"date":"2019-10-24T15:11:04","date_gmt":"2019-10-24T13:11:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=1951"},"modified":"2019-10-24T15:11:04","modified_gmt":"2019-10-24T13:11:04","slug":"istat-raccolta-differenziata-comportamenti-e-soddisfazione-dei-cittadini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-raccolta-differenziata-comportamenti-e-soddisfazione-dei-cittadini\/","title":{"rendered":"Istat, raccolta differenziata: comportamenti e soddisfazione dei cittadini"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"dropcap dropcap3\">N<\/span>el 2017, la quantit\u00e0 raccolta di rifiuti urbani \u00e8 in diminuzione rispetto al 2016.<\/p>\n<p>La quota della raccolta differenziata \u00e8 in crescita di 3 punti rispetto all\u2019anno precedente raggiungendo cos\u00ec il 55,5%.<\/p>\n<p>Nel 2018 <strong>l\u201987,1% delle famiglie effettua con regolarit\u00e0 la raccolta differenziata della plastica <\/strong>(39,7% nel 1998),<strong> il 71,3% dell\u2019alluminio <\/strong>(27,8%),<strong> l\u201986,6% della carta <\/strong>(46,9%)<strong> e l\u201985,9% del vetro <\/strong>(52,6%).<\/p>\n<p><strong>In differenziata pi\u00f9 della met\u00e0 dei rifiuti urbani<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2017, la quantit\u00e0 di rifiuti urbani raccolti in Italia \u00e8 stata pari a 488,7 kg per abitante, l\u20191,6% in meno rispetto al 2016, con una tendenza alla flessione in tutte le ripartizioni. La percentuale di raccolta differenziata rispetto al totale dei rifiuti urbani raggiunge il 55,5% (3,0 punti percentuali in pi\u00f9 del 2016).<\/p>\n<p>I maggiori quantitativi di rifiuti urbani pro capite sono prodotti nel Nord-est (541,5 kg per abitante) e nel Centro (537,7). Minore \u00e8 la produzione di rifiuti nel Nord-ovest (475,3 kg per abitante), nelle Isole (451,6) e nel Sud (435,7). Pur mostrando il pi\u00f9 alto livello di rifiuti urbani prodotti, il Nord-est raggiunge la percentuale maggiore di raccolta differenziata, pari al 68,3% (rispettando l\u2019obiettivo del 65% previsto dalla normativa), in aumento di 1,6 punti percentuali rispetto al 2016.<\/p>\n<p>Nel Nord-ovest il livello di raccolta differenziata risulta inferiore (64,5%), ma aumenta di 2,2 punti percentuali rispetto all\u2019anno precedente ed \u00e8 prossimo al raggiungimento dell\u2019obiettivo del 65%. Molto al di sotto, invece, risultano il Centro, il Sud e le Isole (51,8%, 47,0% e 31,6%), anche se in crescita rispetto al 2016 (+3,2, +3,7 e +5,5 punti).<\/p>\n<p>Nell\u2019Italia insulare si evidenzia la bassa performance della Sicilia (21,7%), nonostante l\u2019aumento di 6,3 punti percentuali sul 2016 mentre in Sardegna si raggiunge il 63,1% di raccolta differenziata. Come emerge dal confronto tra il livello di produzione dei rifiuti e la percentuale di raccolta differenziata, non sempre a livelli elevati del primo corrispondono le quote maggiori della seconda e viceversa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Raccolta differenziata: virtuose le regioni del Nord-est e la Lombardia<\/strong><\/p>\n<p>Le regioni con maggiore produzione di rifiuti urbani sono l\u2019Emilia-Romagna (642,2 kg per abitante) e la Toscana (600,0), ma la prima li raccoglie in modo differenziato per il 63,8;%, segue distanziata la seconda con il 53,9%. Molise e Basilicata registrano invece i livelli pi\u00f9 bassi (rispettivamente 377,0 e 345,2 kg per abitante) a cui corrispondono quote altrettanto basse di raccolta differenziata (30,7% e 45,3%). La produzione di rifiuti urbani aumenta a Bolzano e in Valle D\u2019Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Piemonte.<\/p>\n<p>La raccolta differenziata dei rifiuti urbani risulta in crescita in tutte le regioni, fatta eccezione per il Friuli-Venezia Giulia (-1,6 punti percentuali) che, tuttavia, ha superato l\u2019obiettivo del 65% di raccolta differenziata raggiungendo livelli di produzione totale dei rifiuti urbani inferiori o prossimi alla media Italia. Al primo posto figura la provincia autonoma di Trento, con 74,6% di raccolta differenziata; al secondo posto si posiziona il Veneto, con il 73,6%. A seguire la Lombardia (69,6%), la provincia autonoma di Bolzano (68,5%) il Friuli-Venezia Giulia (65,5%).<\/p>\n<p><strong>Meno rifiuti e pi\u00f9 differenziata nei comuni pi\u00f9 piccoli<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019aumento della quota di raccolta differenziata rispetto all\u2019anno precedente, in corrispondenza alla diminuzione dei rifiuti urbani prodotti, trova riscontro nelle diverse tipologie di comune. Nei comuni centro di area metropolitana e in quelli delle rispettive periferie i rifiuti urbani prodotti ammontano rispettivamente a 555,8 e 447,4 kg per abitante e la raccolta differenziata raggiunge il 40,9 e il 62,2%. Al crescere della popolazione residente si hanno quote pi\u00f9 alte di rifiuti urbani per abitante e percentuali pi\u00f9 basse di raccolta differenziata. Infatti, fuori delle aree metropolitane, nei comuni fino a 10mila abitanti si producono 443,5 kg di rifiuti urbani per abitante, con il 61,6% di differenziata. Nei comuni di media dimensione (da 10.001 a 50.000 abitanti) i due indicatori sono pari rispettivamente a 490,1 kg per abitante e 58,8%. Infine, in quelli di grandi dimensioni (da 50.001 abitanti e pi\u00f9) i rifiuti urbani raggiungono 532,8 kg per abitante mentre la raccolta differenziata si attesta al 51,7%.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Al riciclo poco meno della met\u00e0 della differenziata raccolta<\/strong><\/p>\n<p>Oltre alla quantit\u00e0 di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, l\u2019attenzione va posta alla quantificazione del materiale effettivamente avviato al riciclo. Entro il 2020, la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti urbani di carta, metallo, plastica e vetro dovr\u00e0 raggiungere almeno il 50% in termini di peso. In base ai recenti dati Eurostat sul riciclaggio dei rifiuti urbani, la quota dell\u2019Italia \u00e8 pari al 47,7% nel 2017, 1,8 punti percentuali in pi\u00f9 rispetto al 2016. Il nostro Paese si colloca cos\u00ec all\u2019ottavo posto della graduatoria decrescente di rifiuti urbani riciclati nei 28 paesi membri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Differenziata pi\u00f9 difficile nel Lazio, Sardegna virtuosa<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 interessante confrontare la produzione di rifiuti urbani pro-capite, la percentuale di raccolta differenziata e la percentuale di famiglie che dichiarano di effettuare sempre la raccolta differenziata per carta, vetro, alluminio e plastica (set minimo di tipi di rifiuto per cui la normativa europea prevede l\u2019obbligo della differenziazione).<\/p>\n<p>Le regioni con percentuali pi\u00f9 basse sia di rifiuti differenziati sia di famiglie che dichiarano di differenziare sono la Sicilia e il Molise. Quest\u2019ultimo produce una bassa quantit\u00e0 di rifiuti pro-capite.<\/p>\n<p>Tra le regioni pi\u00f9 grandi, il Lazio ha la pi\u00f9 alta quota di famiglie che dichiarano di differenziare sempre; ciononostante la quota di rifiuti differenziati \u00e8 bassa a fronte di un\u2019alta quantit\u00e0 di quelli raccolti. La Sardegna \u00e8 invece una regione virtuosa: a fronte di una bassa produzione di rifiuti urbani presenta quote molto elevate di rifiuti differenziati e di famiglie che differenziano.<\/p>\n<p><strong>In costante aumento la quota di famiglie che differenziano i rifiuti<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Istat ha iniziato a rilevare i comportamenti e le opinioni delle famiglie sulla raccolta differenziata nel 1998. A partire da quel momento sono stati osservati notevoli incrementi nella percentuale di famiglie che dichiarano di effettuare \u201csempre\u201d la differenziazione di tutti i tipi di rifiuti considerati, per effetto sia dei provvedimenti normativi sia della crescente sensibilit\u00e0 ambientale in tema di rifiuti.<\/p>\n<p>Tra il 2017 e il 2018 si registrano ulteriori guadagni in termini di abitudini al conferimento costante dei rifiuti in modo differenziato. Si passa dall\u201985,0% delle famiglie che nel 2017 dichiarano di differenziare i contenitori in plastica all\u201987,1% nel 2018. I contenitori in vetro erano gi\u00e0 differenziati di pi\u00f9 rispetto agli altri tipi di rifiuti e mostrano ulteriori aumenti: dall\u201984,1% nel 2017 all\u201985,9% nel 2018. La carta presenta un andamento simile a quello del vetro: differenziata con continuit\u00e0 nel 84,8% dei casi nel 2017, raggiunge l\u201986,6% nel 2018. La raccolta delle batterie esauste mostra invece una sostanziale stabilit\u00e0 nel 2018.<\/p>\n<p>Al Nord \u00e8 pi\u00f9 alta la proporzione di famiglie che differenziano i rifiuti rispetto alle altre zone del Paese. Tale distanza si \u00e8 tuttavia ridotta nel tempo grazie alla progressiva diffusione del servizio di raccolta porta a porta, attivato in molti comuni italiani .<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Differenziazione tra carta, vetro e plastica: Sud e Isole in ritardo<\/strong><\/p>\n<p>La percentuale di famiglie che differenziano costantemente la carta supera la media nazionale nelle regioni del Nord-ovest e del Nord-est (rispettivamente 91,6% e 90,4% nel 2018) mentre al Centro e al Sud si assesta all\u201986,6% e all\u201984,8%. Nelle Isole, nonostante l\u2019aumento di oltre 5 punti percentuali, le famiglie che differenziano la carta non superano il 70% (64,6% nel 2017).<\/p>\n<p>Il vetro, da sempre uno dei rifiuti maggiormente differenziato, \u00e8 raccolto costantemente dal 92,1% delle famiglie del Nord-ovest ma solo dal 69,9% nelle Isole. Analoga \u00e8 la situazione per l\u2019alluminio e la plastica. Sebbene il divario persista, le aree del Sud e delle Isole mostrano un significativo incremento delle famiglie che differenziano sempre questi rifiuti.<\/p>\n<p>Nel 2018 si registra un notevole incremento delle famiglie che effettuano la raccolta differenziata dei rifiuti organici (umido): si va dal massimo dell\u201987,6% nel Nord-ovest (80% l\u2019anno precedente), al 72,1% delle Isole , rispetto al 58,2% del 2017. Questo incremento sembra legato alla diffusione della raccolta porta a porta che obbliga alla separazione dei rifiuti organici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Un quarto delle famiglie soddisfatto del servizio di raccolta porta a porta <\/strong><\/p>\n<p>Secondo quanto dichiarato, si stima che nel 2018 circa il 66% delle famiglie italiane sia servita dal servizio di raccolta dei rifiuti porta a porta. In media, il livello di soddisfazione del servizio \u00e8 buono: si definiscono \u201cmolto soddisfatte\u201d il 25,3% delle famiglie, quota che sale al 31% per quelle residenti nel Nord-ovest e al 33,4% per quelle del Nord-est. Nelle altre ripartizioni geografiche la soddisfazione per il servizio \u00e8 decisamente pi\u00f9 bassa: 19,4% nel Centro, 17,7% al Sud, 21,9% nelle Isole.<\/p>\n<p>Nei centri di piccole dimensioni i livelli di soddisfazione sono pi\u00f9 alti: sono \u201cmolto soddisfatte\u201d il 30,7% delle famiglie che vivono in centri con meno di 2mila residenti rispetto al 18,2% delle famiglie che risiedono nei centri dell\u2019area metropolitana.<\/p>\n<p>E\u2019 costante, rispetto al 2017, la quota di famiglie \u201cpoco o per niente soddisfatte\u201d del servizio porta a porta, pari al 10,5% in media nazionale ma con livelli estremamente differenziati nei territori (16% al Centro, 13,3% al Sud, 13% nelle Isole, 8,3% nel Nord-est e 5,8% nel Nord-ovest .<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Costo della raccolta dei rifiuti troppo alto per 7 famiglie su 10 <\/strong><\/p>\n<p>Resta elevata e in linea con l\u2019anno precedente la quota di famiglie che reputano elevato il costo dei rifiuti (68,2%) mentre il 28,2% lo definisce adeguato e solo lo 0,7% lo valuta basso.<\/p>\n<p>Il costo del servizio \u00e8 giudicato meno soddisfacente nelle aree dove non c\u2019\u00e8 ancora una diffusione ottimale dei vari servizi di raccolta differenziata dei rifiuti. Le famiglie residenti nelle Isole sono le pi\u00f9 insoddisfatte (il 79,4% reputa il costo elevato), quelle del Nord-ovest le meno critiche (costo elevato per il 58,9%). La valutazione del costo cambia a seconda della dimensione dei comuni: nei piccoli (sotto i 2mila abitanti), le famiglie percepiscono adeguato il costo del servizio di raccolta nel 40,7% dei casi (36,3% nel 2017) mentre nei centri di grandi dimensioni tale percentuale \u00e8 inferiore di circa 20 punti, rivelando un maggior grado di insoddisfazione rispetto a questo aspetto.<\/p>\n<p>La classifica delle regioni con le famiglie pi\u00f9 soddisfatte \u00e8 guidata da Bolzano (66,4%), seguono Trento (48,4%), Lombardia (43,3%) e Veneto (37,6%). Per il Sud la prima regione \u00e8 il Molise che si posiziona al settimo posto a livello nazionale (31,8%) mentre la Sicilia chiude la graduatoria (14,4% contro 28,2% della media nazionale)<\/p>\n<p><strong>Per migliorare il porta a porta agevolazioni fiscali, garanzie di riciclo e multe <\/strong><\/p>\n<p>Nel 2018 le famiglie insoddisfatte del servizio di raccolta dei rifiuti porta a porta lamentano prevalentemente la poca frequenza della raccolta dei rifiuti (60,9%), gli odori legati all\u2019umido non raccolto (42,4% delle famiglie) e la gestione dei sacchetti\/contenitori destinati alla raccolta (35,3%).<\/p>\n<p>La frequenza e gli orari di raccolta sono sentiti come problemi soprattutto dai residenti nei comuni centro dell\u2019area metropolitana (rispettivamente 76,1% e 36,7% di famiglie insoddisfatte) mentre nei comuni con meno di 2mila abitanti questi aspetti sono indicati da una quota minore di famiglie (60,8% e 13,2%).<\/p>\n<p>Il maggiore scetticismo rispetto all\u2019utilit\u00e0 della raccolta differenziata \u00e8 emerso tra le famiglie residenti nelle regioni del Sud (45,9% rispetto a 32,7% della media nazionale)<\/p>\n<p>Per migliorare la partecipazione alla raccolta differenziata l\u201984,9% delle famiglie intervistate indica come soluzione l\u2019introduzione di detrazioni o agevolazioni fiscali, il 72,5% la presenza di maggiori garanzie di un effettivo riciclo e il 65% la presenza di sanzioni\/multe per chi non differenzia i rifiuti. Tali quote assumono valori pi\u00f9 elevati al Sud e nelle Isole (in particolare in Sicilia), ossia nei territori in cui la diffusione della raccolta differenziata &#8211; sia porta a porta sia tramite cassonetti o stazioni ecologiche &#8211; \u00e8 ancora in ritardo (Tavola 7 in allegato).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Met\u00e0 delle famiglie si serve delle stazioni ecologiche <\/strong><\/p>\n<p>Nel 2018 le stazioni ecologiche, presenti in modo eterogeneo sul territorio, sono utilizzate dal 49,2% delle famiglie residenti in Italia, in crescita rispetto al 2017 (45,5%). I valori risultano estremamente differenziati nel dettaglio territoriale: 65,2% nel Nord-est, 57,1% nel Nord-ovest, 41,3% al Centro, 25,1% al Sud e 27,4% nelle Isole.<\/p>\n<p>I rifiuti che vengono pi\u00f9 frequentemente conferiti nelle stazioni ecologiche sono gli apparecchi elettrici ed elettronici (56,1%), i rifiuti ingombranti (49,5%) e il legno (28,7%). In lieve aumento rispetto al 2017 il conferimento di olii esausti (+3,6%), batterie usate (+3,3%) e legno (+3,1%)<\/p>\n<p><strong>Politiche comunali sui rifiuti urbani: Mezzogiorno ancora in coda<\/strong><\/p>\n<p>Le amministrazioni comunali rivestono un ruolo importante nell\u2019applicazione delle politiche di prevenzione, riduzione e riciclo dei rifiuti urbani e nei servizi per favorirne il corretto conferimento. Nel 2017, l\u2019analisi delle politiche complessivamente adottate dai 109 comuni capoluogo (quelle esaminate sono in tutto 24) restituisce il classico gradiente Nord \u2013 Centro \u2013 Mezzogiorno. Sono 36 le citt\u00e0 che attuano almeno 16 politiche in ambito rifiuti urbani, con una maggiore concentrazione al Nord, tra cui i comuni centro delle aree metropolitane di Torino, Venezia, Bologna, oltre a Padova (che ha pi\u00f9 di 200 mila abitanti) e Roma .<\/p>\n<p>Si distribuiscono pi\u00f9 uniformemente, invece, altri 36 capoluoghi che attuano da 12 a 15 politiche sui rifiuti, tra questi i comuni centro delle aree metropolitane di Genova e Milano al Nord (Verona e Trieste tra quelli con pi\u00f9 di 200mila abitanti), Firenze al Centro, Napoli, Palermo e Catania nel Mezzogiorno. Infine, i restanti 37 comuni applicano da 3 a 11 politiche e sono particolarmente concentrati nel Mezzogiorno, con il 68% dei capoluoghi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>In 6 capoluoghi su 10 misure per l\u2019acqua potabile pubblica di qualit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Le politiche di prevenzione e riduzione dei rifiuti urbani pi\u00f9 diffuse riguardano le iniziative per promuovere l\u2019approvvigionamento di acqua potabile di qualit\u00e0 in spazi pubblici. Queste sono adottate dal 57% dei comuni capoluogo, valore che raggiunge il 74% in quelli del Nord, tra cui Torino e Venezia, comuni centro di area metropolitana, oltre a Padova e Trieste tra i comuni con pi\u00f9 di 200mila abitanti; si attesta al 64% nei capoluoghi del Centro, compreso Firenze, e scende al 33% nel Mezzogiorno, dove non compare alcun comune centro di area metropolitana.<\/p>\n<p>L\u2019attuazione di buone pratiche in uffici, scuole e nidi comunali, come ad esempio l\u2019impiego di stoviglie lavabili nelle mense comunali, la riduzione dell&#8217;uso della carta, la disponibilit\u00e0 di erogatori di acqua filtrata, avviene nel 55% dei capoluoghi ma ancora una volta le differenze territoriali sono considerevoli: l\u201985% dei capoluoghi del Nord, il 41% di quelli del Centro, tra cui Firenze e Roma, e il 28% di quelli del Mezzogiorno, tra cui Napoli e Palermo.<\/p>\n<p>Particolarmente diffuse sono anche le campagne di sensibilizzazione in tema di prevenzione, svolte dal 54% dei capoluoghi. Al Nord si raggiunge il 70% (in cui rientrano tutti i comuni centro di area metropolitana, oltre a Verona, Padova e Trieste), al Centro il 59% (tra cui Firenze) mentre nel Mezzogiorno si scende al 33% dei capoluoghi, tra cui Palermo e Catania.<\/p>\n<p>Altra politica fondamentale per prevenire e ridurre i rifiuti urbani \u00e8 l\u2019eliminazione degli sprechi alimentari, attuata dal 47% dei capoluoghi, il 55% di quelli del Nord (tra cui i comuni centro delle aree metropolitane di Torino, Venezia e Bologna, oltre a Padova e Trieste), il 32% di quelli del Centro (tra cui Firenze e Roma) e il 15% dei capoluoghi del Mezzogiorno.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ednref4\" name=\"_edn4\"><\/a><\/p>\n<p>Altrettanto rilevante \u00e8 l\u2019iniziativa che riguarda mercatini dell&#8217;usato, punti di scambio e centri per il riuso, diffusa nel 36% dei comuni capoluogo, soprattutto al Nord (60%, tra cui tutti i comuni centro dell\u2019area metropolitana), nel 32% dei capoluoghi del Centro e nel 10% di quelli del Mezzogiorno, tra cui Catania.<\/p>\n<p>L\u2019applicazione di sconti a utenze non domestiche che attuano politiche di prevenzione, riduzione e\/o riciclo<\/p>\n<p>Un\u2019iniziativa che comincia a diffondersi riguarda l\u2019uso di stoviglie biodegradabili o lavabili in sagre e manifestazioni temporanee, avviata dal 32% dei comuni capoluogo: poco pi\u00f9 del 53% dei capoluoghi del Nord (tra cui tutti i comuni centro di aree metropolitane, tranne Milano, e Verona), circa il 36% di quelli del Centro (tra cui Firenze) e il 5% di quelli del Mezzogiorno, tra cui Napoli.<\/p>\n<p>Inoltre, per ridurre gli imballaggi e dematerializzare la pubblicit\u00e0 e le comunicazioni alla clientela, il 17% delle amministrazioni ha attivato accordi con la grande distribuzione, soprattutto al Nord, dove li sottoscrive il 21% delle citt\u00e0, tra cui Torino e Bologna; molto meno al Centro (18%), dove li attuano Firenze e Roma, e nel Mezzogiorno (13%).<\/p>\n<p>Infine, \u00e8 ancora scarsa ovunque la presenza di centri di riparazione o preparazione al riutilizzo, attivi soltanto in 14 comuni capoluogo, tra cui Torino, Venezia e Genova, cos\u00ec come le misure volte a incentivare l\u2019uso di pannolini lavabili, applicate soltanto da 9 capoluoghi.<\/p>\n<p>Considerando il numero totale di politiche di prevenzione e riduzione adottate da ciascun comune, tra le 10 analizzate, le migliori performance si registrano per Torino, Venezia, Ferrara e Prato che ne hanno attuate almeno 8; seguono La Spezia, Monza, Cremona, Modena, Bologna, Forl\u00ec Pistoia e Pesaro (7 iniziative). Altri 28 capoluoghi ne attuano almeno la met\u00e0 (5 o 6 iniziative) mentre 12 neanche una .<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Due terzi dei capoluoghi adottano politiche per l\u2019autocompostaggio<\/strong><\/p>\n<p>In tema di riciclo, una politica largamente attuata dai comuni capoluogo riguarda l\u2019autocompostaggio, con l\u2019obiettivo di incrementare il coinvolgimento diretto e la coscienza ambientale. In pratica si applicano agevolazioni alle utenze che effettuano il compostaggio. Sono circa il 75% le amministrazioni che hanno adottato tale politica: tutti i comuni centro di area metropolitana, ad eccezione di Torino, e anche quelli con oltre 200mila abitanti (86% nel Centro, 79% al Nord e 65% nel Mezzogiorno).<\/p>\n<p>Gli utenti che scelgono di realizzare il compost non conferiscono ai tradizionali sistemi di raccolta la frazione umida dei loro rifiuti domestici, ma la utilizzano per l\u2019autoproduzione di fertilizzanti naturali di elevata qualit\u00e0 ecologica, che reimpiegano direttamente.<\/p>\n<p>L\u2019incentivo pi\u00f9 frequentemente adottato dai comuni che hanno optato per questo tipo di agevolazioni \u00e8 la riduzione della tariffa per il servizio di gestione dei rifiuti urbani alle utenze che praticano il compostaggio domestico, prevista dal 69% delle amministrazioni (il 7% la prevede anche per le utenze non domestiche); altri incentivi sono la distribuzione gratuita della compostiera (43%) e l\u2019offerta di corsi di compostaggio (poco pi\u00f9 del 7%).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Politiche di corretto conferimento dei rifiuti diffuse su tutto il territorio <\/strong><\/p>\n<p>Nel 2017 sono numerose anche le iniziative messe in atto dalle citt\u00e0 per incentivare la collaborazione attiva degli utenti per un corretto conferimento dei rifiuti (Figura 7). Alcune di queste iniziative sono diffuse in quasi la totalit\u00e0 dei capoluoghi, come gli interventi di raccolta dei rifiuti abbandonati e il servizio di ritiro su chiamata di rifiuti ingombranti e di altre tipologie di rifiuto (es. sfalci e ramaglie, toner), attuati da oltre il 97% delle amministrazioni.<\/p>\n<p>Molto diffuse sono anche le isole ecologiche, come pure il servizio di raccolta porta a porta e la raccolta differenziata dei rifiuti nelle scuole, presenti in oltre il 94% dei capoluoghi, con una leggera prevalenza in quelli del Centro-Nord. Tra i comuni centro di area metropolitana, Palermo non ha centri di raccolta attivi mentre Cagliari non prevede il servizio di raccolta porta a porta.<\/p>\n<p>Le campagne di sensibilizzazione sull\u2019importanza del corretto conferimento sono largamente attuate, le effettua l\u201986% delle amministrazioni comunali, soprattutto al Nord. Tutti i comuni centro di area metropolitana, oltre a quelli con pi\u00f9 di 200 mila abitanti, hanno svolto tali campagne, tranne Messina.<\/p>\n<p>La distribuzione di contenitori o sacchetti per la raccolta differenziata viene effettuata nel 70% dei casi, soprattutto al Nord e al Centro. Le isole ecologiche mobili o le mini isole ecologiche sono attive almeno nel 50% dei capoluoghi mentre le giornate ecologiche di raccolta rifiuti sono state organizzate dal 35% dei comuni capoluogo.<\/p>\n<p>Nel 28% dei comuni capoluoghi \u00e8 attivo il servizio di distribuzione di sacchetti per deiezioni canine, soprattutto al Nord dove le distribuisce il 43% dei comuni, tra cui i comuni centro delle aree metropolitane di Genova e Milano oltre a Padova.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\"><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref2\" name=\"_edn2\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2017, la quantit\u00e0 raccolta di rifiuti urbani \u00e8 in diminuzione rispetto al 2016. La quota della raccolta differenziata \u00e8 in crescita di 3 punti rispetto all\u2019anno precedente raggiungendo cos\u00ec il 55,5%. 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