{"id":1999,"date":"2019-11-05T17:24:49","date_gmt":"2019-11-05T16:24:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=1999"},"modified":"2019-11-05T17:25:59","modified_gmt":"2019-11-05T16:25:59","slug":"istat-ecco-come-sta-leconomia-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-ecco-come-sta-leconomia-italiana\/","title":{"rendered":"Istat: ecco come sta l&#8217;economia italiana"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"dropcap dropcap3\">G<\/span>li indicatori qualitativi pi\u00f9 recenti confermano un quadro congiunturale globale caratterizzato da incertezza, con rischi di estensione del rallentamento industriale anche al settore dei servizi.<\/p>\n<p>In Italia \u00e8 proseguita la fase di crescita lieve dei livelli complessivi di attivit\u00e0 economica. Secondo la stima preliminare, il Pil nel terzo trimestre \u00e8 aumentato dello 0,1% congiunturale, confermando la dinamica dei tre trimestri precedenti. L\u2019incremento tendenziale nel terzo trimestre \u00e8 stato pari a +0,3% e la crescita acquisita per il 2019 si \u00e8 attestata al +0,2%.<\/p>\n<p>La fase di debolezza dei ritmi produttivi si \u00e8 riflessa sul tasso di occupazione che, nel terzo trimestre, \u00e8 rimasto stabile.<\/p>\n<p>Si \u00e8 confermata l\u2019assenza di pressioni inflazionistiche nelle diverse fasi del processo produttivo del sistema economico italiano e la dinamica dei prezzi al consumo si \u00e8 mantenuta inferiore a quella dell\u2019area euro.<\/p>\n<p>A ottobre, la fiducia delle imprese ha evidenziato un diffuso miglioramento. Tuttavia, nel terzo trimestre, \u00e8 aumentata la quota di imprese che considerano rilevante l\u2019insufficienza della domanda come un ostacolo alla produzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>IL QUADRO INTERNAZIONALE<\/strong><\/p>\n<p>Nelle ultime settimane, \u00e8 proseguita la fase di indebolimento della congiuntura internazionale legata al persistere di fattori negativi quali i conflitti tariffari, la Brexit, le turbolenze geopolitiche, la decelerazione delle maggiori economie asiatiche e la contrazione dell\u2019industria manifatturiera in Germania.<\/p>\n<p>Gli indicatori qualitativi pi\u00f9 recenti non prospettano un\u2019imminente ripresa dell\u2019attivit\u00e0 economica globale ed \u00e8 aumentato il rischio che il rallentamento, circoscritto al comparto manifatturiero, si possa diffondere anche al settore dei servizi.<\/p>\n<p>Il calo degli investimenti e la decelerazione della produzione industriale si sono trasmessi tra i diversi paesi attraverso il canale del commercio internazionale, penalizzando in particolare le economie con ampia base manifatturiera e pi\u00f9 integrate nelle catene globali del valore. Nel complesso, gli scambi mondiali di merci in volume, in base ai pi\u00f9 recenti dati del <em>Central Planning Bureau<\/em>, hanno registrato nei primi otto mesi del 2019 una variazione tendenziale negativa rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno precedente (-0,4%).<\/p>\n<p>E\u2019 proseguita la tendenza alla stabilizzazione dell\u2019indicatore anticipatore, che \u00e8 rimasto compatibile con uno scenario di mantenimento degli attuali livelli produttivi.<\/p>\n<p>Le basse dinamiche inflazionistiche hanno favorito politiche monetarie di intonazione espansiva nei principali paesi avanzati la cui efficacia, in un contesto di basse aspettative d\u2019inflazione e di pessimismo delle imprese, \u00e8 rimasta per ora limitata.<\/p>\n<p>A fine ottobre, la <em>Federal Reserve<\/em>, come atteso, ha annunciato la terza riduzione dell\u2019anno dei tassi sui <em>Fed Funds<\/em> di 25 punti base, portando il corridoio di oscillazione all\u20191,50%-1,75% dal precedente 1,75%-2%.<\/p>\n<p>La Bce ha mantenuto invariati i tassi di <em>policy, <\/em>sottolineando per\u00f2 che questi ultimi rimarranno a livelli pari o inferiori a quelli attuali fino a quando l\u2019inflazione non si avviciner\u00e0 al <em>target<\/em> del 2%. Sul fronte dei dati macroeconomici, la stima <em>advance<\/em> del Pil Usa , sebbene superiore alle attese, ha mostrato una marginale decelerazione congiunturale rispetto al trimestre precedente (0,47% da 0,50%). Nel dettaglio, si \u00e8 confermata la frenata degli investimenti fissi non residenziali e il ruolo centrale dei consumi per la tenuta del ciclo americano.<\/p>\n<p>Tra luglio e settembre, invece, la dinamica economica nell&#8217;area dell\u2019euro, in base alla lettura preliminare, ha mostrato una stabilizzazione su livelli di crescita modesti: il Pil \u00e8 aumentato dello 0,2% congiunturale come nel precedente trimestre. A livello nazionale, il Pil francese e quello spagnolo hanno mantenuto una dinamica congiunturale costante rispetto al trimestre precedente, crescendo rispettivamente dello 0,3% e dello 0,4%.<\/p>\n<p>Nell\u2019area euro, il mercato del lavoro ha continuato a mostrare una buona tenuta, con un tasso di disoccupazione che a settembre si \u00e8 collocato ancora ai minimi dal 2008 (7,5%).<\/p>\n<p>A ottobre, il tasso di cambio dell\u2019euro nei confronti del dollaro si \u00e8 stabilizzato sui valori medi del mese precedente (1,10 dollari per euro) e le quotazioni del Brent, dopo il rialzo di settembre dovuto a fattori temporanei, sono diminuite nuovamente, toccando il valore medio di 59,6 dollari al barile (62,8 a settembre). Il mercato petrolifero ha continuato a risentire della debole domanda mondiale e l\u2019espansione dell\u2019offerta americana ha compensato la riduzione della produzione per motivi geopolitici in paesi come il Venezuela e l\u2019Iran, contribuendo a mantenere bassi i listini.<\/p>\n<p>Nello stesso mese, gli indicatori qualitativi hanno nuovamente dato indicazioni di debolezza congiunturale per l\u2019area dell\u2019euro. L\u2019indice <em>\u20ac-coin<\/em> \u00e8 diminuito (0,13 da 0,16 in settembre), proseguendo la tendenza in atto da dodici mesi. L\u2019andamento dell\u2019indicatore ha risentito ancora una volta della decelerazione dell\u2019attivit\u00e0 manifatturiera e del deterioramento della fiducia delle imprese del settore. Anche, l\u2019<em>Economic sentiment indicator <\/em>(ESI) della Commissione europea ha registrato un\u2019ulteriore calo , diffuso a tutti i settori con l\u2019eccezione di quello delle costruzioni. Nel dettaglio nazionale, il <em>sentiment<\/em> \u00e8 migliorato marginalmente in Italia (+0,1) mentre \u00e8 diminuito bruscamente in Spagna (\u22123,0) e, in misura minore, in Germania (\u22120,2) e in Francia (-0,1).<\/p>\n<p><strong>LA CONGIUNTURA ITALIANA<\/strong><\/p>\n<p>Imprese<\/p>\n<p>Nel terzo trimestre, il <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/235038\">Pil italiano<\/a> in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato ha registrato, in base alla stima preliminare, una variazione congiunturale positiva (+0,1%), di intensit\u00e0 identica a quella registrata nei tre trimestri precedenti. La crescita acquisita per il 2019 si \u00e8 attestata a 0,2%. La domanda nazionale (al lordo delle scorte) ha fornito un contributo positivo mentre quello della componente estera netta \u00e8 stato negativo. L\u2019aumento ha sintetizzato una diminuzione del valore aggiunto dell\u2019agricoltura e un contenuto incremento in quelli dell\u2019industria e dei servizi.<\/p>\n<p>Ad agosto, l\u2019indice destagionalizzato della produzione industriale ha segnato un aumento congiunturale (+0,3%), interrompendo la fase di flessione iniziata a giugno. Tuttavia, nella media del periodo giugno-agosto, la produzione ha mantenuto un\u2019intonazione negativa (-0,3%). Nel trimestre, i beni strumentali hanno segnato la flessione maggiore (-0,9%) malgrado il leggero recupero di agosto (+0,4% m\/m). La diminuzione della produzione di beni strumentali \u00e8 stata ancora pi\u00f9 forte nella media dei primi otto mesi dell\u2019anno (-1,5% rispetto all\u2019anno precedente), condizionata dalla <em>performance<\/em> negativa dei mezzi di trasporto (-4,1%). Nello stesso periodo, anche i beni intermedi si sono contratti (-2,2%) mentre quelli di consumo hanno registrato una variazione positiva (+0,3%) sostenuti dalla componente dei beni durevoli (+1,0%).<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019incremento congiunturale di agosto (+1,1%), gli <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/234392\">ordinativi dell\u2019industria<\/a> tra giugno e agosto hanno segnato un calo (-1,6%) a sintesi del peggioramento della componente estera (-3,8%) e di un aumento contenuto di quella interna (+0,1%).<\/p>\n<p>Sul fronte degli <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/234445\">scambi con l\u2019estero<\/a>, ad agosto il valore delle esportazioni \u00e8 rimasto invariato rispetto al mese precedente. Tale risultato \u00e8 stato determinato da una riduzione delle vendite dirette verso l\u2019Ue (-0,4 %), in calo per il terzo mese consecutivo, mentre le esportazioni verso i mercati extra Ue hanno mostrato una maggiore tenuta (+0,6 %). Le importazioni di beni sono invece aumentate (+1,8%), sostenute prevalentemente dagli acquisti dai mercati intra-Ue.<\/p>\n<p>Le vendite all\u2019estero dei prodotti italiani hanno continuato, nel complesso, a essere positive. Nei primi otto mesi dell\u2019anno, le esportazioni sono aumentate del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2018, mostrando una maggiore vivacit\u00e0 dei flussi diretti verso i mercati extra europei (+3,4%) e in particolare verso la Svizzera (+15,4%), gli Stati Uniti (+8,3%) e il Giappone (+17,9%).<\/p>\n<p>Nello stesso periodo, le vendite dirette all\u2019interno dell\u2019Ue, anch\u2019esse in aumento (+2,0%), hanno mostrato una particolare vivacit\u00e0 nel caso del Regno Unito (+7,6%) e del Belgio (+4,2%), mentre quelle verso la Germania sono state caratterizzate da una maggiore debolezza (+0,4%).<\/p>\n<p>Nei primi otto mesi dell\u2019anno, \u00e8 emersa una forte eterogeneit\u00e0 degli andamenti settoriali: al forte dinamismo delle vendite dei prodotti farmaceutici (+28,3%), di quelli del settore alimentare, bevande e tabacco (7,5%), dell\u2019abbigliamento (+9,1%) e delle altre industrie manifatturiere (+7,6%) si \u00e8 contrapposta la persistente debolezza delle esportazioni del settore degli autoveicoli (-9,1%) e degli altri mezzi di trasporto (-2,1%), nonch\u00e9 degli apparecchi elettrici (-3,1%). I dati pi\u00f9 recenti, relativi a settembre, hanno segnalato un\u2019accelerazione degli scambi verso i paesi extra Ue (+ 2,5% m\/m le esportazioni e +2,0% m\/m le importazioni).<\/p>\n<p>La <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/234475\">produzione nelle costruzioni<\/a> ha registrato da maggio una fase di sostanziale stazionariet\u00e0: ad agosto \u00e8 diminuita marginalmente rispetto al mese precedente (-0,1%) con un decremento su base trimestrale mobile pi\u00f9 marcato (-0,9% nel periodo giugno-agosto rispetto al trimestre precedente). Nel complesso, la crescita tendenziale nei primi otto mesi dell\u2019anno \u00e8 rimasta robusta (+3,1% per la produzione corretta per gli effetti di calendario). Nel 2019, i <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/234426\">permessi di costruire<\/a>, che solitamente anticipano la produzione, hanno mostrato segnali di maggiore dinamismo, suggerendo un andamento positivo della produzione nelle costruzioni nell\u2019ultima parte di quest\u2019anno. In particolare, per il comparto residenziale,\u00a0 il numero di nuove abitazioni \u00e8 diminuito del 2,0% mentre la superficie utile abitabile ha registrato una variazione positiva (+2,7%) dopo il forte calo del trimestre precedente. Nello stesso periodo, la superficie in fabbricati non residenziali ha evidenziato una decisa crescita (+38,1% congiunturale) dopo tre trimestri consecutivi di calo.<\/p>\n<p><strong>Famiglie e mercato del lavoro<\/strong><\/p>\n<p>La fase di debolezza dei ritmi produttivi, si \u00e8 riflessa anche sul <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/235012\">mercato del lavoro<\/a> . A settembre, la stima degli occupati \u00e8 risultata in leggero calo (-0,1%, pari a -32 mila unit\u00e0) rispetto ad agosto mentre il tasso di occupazione si \u00e8 mantenuto invariato (59,1%). Nel terzo trimestre, l\u2019occupazione, sia complessiva che nel dettaglio per genere, \u00e8 rimasta sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente. Nello stesso periodo \u00e8 ripreso il processo di ricomposizione dell\u2019occupazione a favore dei dipendenti (+0,3%, +52 mila) rispetto agli indipendenti (-1,1%, -59 mila). Tra i dipendenti sono aumentati sia quelli permanenti (+0,2%, +27 mila) sia quelli a termine (+0,8%, +25 mila). Tra luglio e settembre le dinamiche del lavoro non sembrano essere state caratterizzate da differenze di genere mentre si sono registrati segnali positivi in tutte le classi di et\u00e0, a eccezione dei 35-49enni. A settembre, il tasso di disoccupazione, dopo il calo di agosto, \u00e8 tornato a salire (+9,9%, +0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente).<\/p>\n<p>Tra luglio e settembre, la crescita tendenziale delle <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/234987\">retribuzioni contrattuali<\/a> orarie si \u00e8 attestata allo 0,7%, un ritmo pari a quasi la met\u00e0 rispetto ai tre mesi precedenti, come effetto della progressiva dissolvenza degli effetti dei rinnovi contrattuali nella Pubblica amministrazione dello scorso anno. Tuttavia, inT3 gli aumenti delle retribuzioni contrattuali del settore privato, seppure in decelerazione rispetto al periodo aprile-giugno (rispettivamente +0,7% e +0,8%) si mantengono, per la prima volta da 2018, superiori all\u2019inflazione (+0,4% l\u2019incremento annuo dei prezzi al consumo nel terzo trimestre).<\/p>\n<p>Ad ottobre, le indicazioni sulle attese di occupazione hanno evidenziato segnali di miglioramento sia nella manifattura sia nei servizi di mercato, rendendo plausibile il mantenimento degli attuali livelli di occupazione. Segnali contrastanti provengono dalle attese sulla disoccupazione delle famiglie che hanno registrato invece un marcato peggioramento.<\/p>\n<p><strong>Prezzi<\/strong><\/p>\n<p>Il sistema dei prezzi continua a essere caratterizzato dalla presenza di modesti segnali di aumento. A livello del consumo, a ottobre la dinamica annua \u00e8 rimasta stabile sui ritmi estremamente bassi assunti nei mesi estivi: in base alla stima preliminare, l\u2019<a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/235027\">indice per l\u2019intera collettivit\u00e0<\/a> ha mantenuto il tasso di crescita tendenziale del mese precedente (+0,3%) in marginale rallentamento rispetto a luglio e agosto (+0,4% in entrambi i mesi). La stabilit\u00e0 \u00e8 il risultato di andamenti opposti per i prezzi di servizi e alimentari lavorati, in tendenziale aumento, e dei beni energetici, per i quali si \u00e8 approfondita la fase deflativa (-4,7% la variazione annua dal -2,8% di settembre). L\u2019inflazione core \u00e8 di conseguenza salita di due decimi di punto percentuale (a +0,8%), portandosi mezzo punto al di sopra della misura complessiva, la distanza pi\u00f9 ampia degli ultimi tre anni<\/p>\n<p>Il divario con la dinamica inflazionistica della zona euro si \u00e8 confermato a nostro favore, 0,5 p.p. in meno per l\u2019indice complessivo e appena pi\u00f9 contenuto per la componente core. Lo scarto nei confronti della media dell\u2019area \u00e8 risultato della stessa intensit\u00e0 per le principali voci della <em>core inflation<\/em>, servizi e beni (0,4 p.p. in meno). Per questi ultimi, tuttavia, il <em>gap<\/em> risulta particolarmente significativo nei confronti di alcuni paesi partner (un punto in meno con la Germania, -0,7 p.p. con la Spagna nei dati di settembre).<\/p>\n<p>L\u2019assenza di pressioni inflazionistiche \u00e8 diffusa a tutte le diverse fasi del processo produttivo. A settembre, per i prezzi dei prodotti industriali venduti sul mercato interno si \u00e8 accentuato il calo tendenziale (-2,4%), sotto la spinta dei ribassi della componente energetica (-8,1%). Positiva ma in rallentamento la dinamica dei prezzi dei beni di consumo non alimentari, con una crescita pari all\u20191% che sottintende per\u00f2 una decisa accelerazione per i beni durevoli (+1,8%, mezzo punto percentuale in pi\u00f9 rispetto al mese precedente). Anche dall\u2019estero gli impulsi rimangono deflativi. Ad agosto si \u00e8 amplificata la caduta annua dei <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/234445\">prezzi all\u2019importazione<\/a> nel loro complesso, mentre per il raggruppamento dei beni di consumo non alimentari la variazione \u00e8 rimasta appena negativa (-2,5% e -0,2% rispettivamente).<\/p>\n<p>Nei prossimi mesi dovrebbe proseguire la fase di moderazione dei listini industriali. Il quadro prospettato nel settore manifatturiero dalle imprese che producono beni destinati al consumo finale ha segnalato ancora una prudente politica dei prezzi, con un prevalere solo marginale delle intenzioni di rincari rispetto a quelle di ribassi. Lievemente diverso lo scenario inflazionistico delineato dai consumatori, che si aspettano per i prossimi dodici mesi una dinamica dei prezzi al consumo pi\u00f9 vivace, mentre l\u2019incidenza delle attese di stabilit\u00e0 \u00e8 scesa sotto al 50%.<\/p>\n<p><strong>Prospettive<\/strong><\/p>\n<p>A ottobre, la <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/234978\">fiducia dei consumatori<\/a> ha mostrato un lieve peggioramento, a sintesi di segnali positivi del clima economico e negativi del clima personale. La fiducia delle imprese ha segnato, invece, un inatteso miglioramento diffuso tra i settori economici a eccezione di quello delle costruzioni, che ha mostrato una correzione dopo il forte incremento di settembre. Nell\u2019industria manifatturiera, l\u2019aumento dell\u2019indice ha riflesso il miglioramento dei giudizi sugli ordini e le attese di produzione con un incremento del saldo relativo alle scorte di prodotti finiti. In T3 i giudizi delle imprese manifatturiere non sembrano indicare un aumento delle difficolt\u00e0 alle esportazioni, si osserva per\u00f2 un deciso aumento della quota di coloro che considerano rilevante l\u2019insufficienza della domanda come un ostacolo alla produzione.<\/p>\n<p>E\u2019 proseguita la tendenza alla stabilizzazione dell\u2019indicatore anticipatore che \u00e8 rimasto compatibile con uno scenario di mantenimento degli attuali livelli produttivi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli indicatori qualitativi pi\u00f9 recenti confermano un quadro congiunturale globale caratterizzato da incertezza, con rischi di estensione del rallentamento industriale anche al settore dei servizi. In Italia \u00e8 proseguita la fase di crescita lieve dei livelli complessivi di attivit\u00e0 economica. Secondo la stima preliminare, il Pil nel terzo trimestre \u00e8 aumentato dello 0,1% congiunturale, confermando [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1052,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Istat: ecco come sta l&#039;economia italiana -<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-ecco-come-sta-leconomia-italiana\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Istat: ecco come sta l&#039;economia italiana -\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Gli indicatori qualitativi pi\u00f9 recenti confermano un quadro congiunturale globale caratterizzato da incertezza, con rischi di estensione del rallentamento industriale anche al settore dei servizi. In Italia \u00e8 proseguita la fase di crescita lieve dei livelli complessivi di attivit\u00e0 economica. Secondo la stima preliminare, il Pil nel terzo trimestre \u00e8 aumentato dello 0,1% congiunturale, confermando [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-ecco-come-sta-leconomia-italiana\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"ItaliaEconomiaOnline\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2019-11-05T16:24:49+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2019-11-05T16:25:59+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/fattura.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"960\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"640\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"ladyitaliaeconomia\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"ladyitaliaeconomia\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"11 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-ecco-come-sta-leconomia-italiana\/\",\"url\":\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-ecco-come-sta-leconomia-italiana\/\",\"name\":\"Istat: ecco come sta l'economia italiana -\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-ecco-come-sta-leconomia-italiana\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-ecco-come-sta-leconomia-italiana\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/fattura.jpg\",\"datePublished\":\"2019-11-05T16:24:49+00:00\",\"dateModified\":\"2019-11-05T16:25:59+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/#\/schema\/person\/909a49cce752523b020fbc37d5ab1c31\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-ecco-come-sta-leconomia-italiana\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-ecco-come-sta-leconomia-italiana\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-ecco-come-sta-leconomia-italiana\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/fattura.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/fattura.jpg\",\"width\":960,\"height\":640},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-ecco-come-sta-leconomia-italiana\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Istat: ecco come sta l&#8217;economia italiana\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/\",\"name\":\"ItaliaEconomiaOnline\",\"description\":\"Quotidiano Economico Online\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/#\/schema\/person\/909a49cce752523b020fbc37d5ab1c31\",\"name\":\"ladyitaliaeconomia\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/cedca10ce7416a579b9fa6bce9c0a8f2?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/cedca10ce7416a579b9fa6bce9c0a8f2?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"ladyitaliaeconomia\"},\"url\":\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/author\/ladyitaliaeconomia\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Istat: ecco come sta l'economia italiana -","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-ecco-come-sta-leconomia-italiana\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Istat: ecco come sta l'economia italiana -","og_description":"Gli indicatori qualitativi pi\u00f9 recenti confermano un quadro congiunturale globale caratterizzato da incertezza, con rischi di estensione del rallentamento industriale anche al settore dei servizi. In Italia \u00e8 proseguita la fase di crescita lieve dei livelli complessivi di attivit\u00e0 economica. Secondo la stima preliminare, il Pil nel terzo trimestre \u00e8 aumentato dello 0,1% congiunturale, confermando [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-ecco-come-sta-leconomia-italiana\/","og_site_name":"ItaliaEconomiaOnline","article_published_time":"2019-11-05T16:24:49+00:00","article_modified_time":"2019-11-05T16:25:59+00:00","og_image":[{"width":960,"height":640,"url":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/fattura.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"ladyitaliaeconomia","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"ladyitaliaeconomia","Tempo di lettura stimato":"11 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-ecco-come-sta-leconomia-italiana\/","url":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-ecco-come-sta-leconomia-italiana\/","name":"Istat: ecco come sta l'economia italiana -","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-ecco-come-sta-leconomia-italiana\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-ecco-come-sta-leconomia-italiana\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/fattura.jpg","datePublished":"2019-11-05T16:24:49+00:00","dateModified":"2019-11-05T16:25:59+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/#\/schema\/person\/909a49cce752523b020fbc37d5ab1c31"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-ecco-come-sta-leconomia-italiana\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-ecco-come-sta-leconomia-italiana\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-ecco-come-sta-leconomia-italiana\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/fattura.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/fattura.jpg","width":960,"height":640},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-ecco-come-sta-leconomia-italiana\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Istat: ecco come sta l&#8217;economia italiana"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/#website","url":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/","name":"ItaliaEconomiaOnline","description":"Quotidiano Economico Online","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/#\/schema\/person\/909a49cce752523b020fbc37d5ab1c31","name":"ladyitaliaeconomia","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/cedca10ce7416a579b9fa6bce9c0a8f2?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/cedca10ce7416a579b9fa6bce9c0a8f2?s=96&d=mm&r=g","caption":"ladyitaliaeconomia"},"url":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/author\/ladyitaliaeconomia\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1999"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1999"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1999\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2002,"href":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1999\/revisions\/2002"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1052"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1999"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1999"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1999"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}