{"id":2121,"date":"2019-11-29T12:20:12","date_gmt":"2019-11-29T11:20:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=2121"},"modified":"2019-11-29T12:20:12","modified_gmt":"2019-11-29T11:20:12","slug":"unioncamere-a-joborienta-entro-5-anni-6-nuovi-occupati-su-10-dovranno-avere-la-laurea-o-il-diploma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/unioncamere-a-joborienta-entro-5-anni-6-nuovi-occupati-su-10-dovranno-avere-la-laurea-o-il-diploma\/","title":{"rendered":"Unioncamere a Job&#038;Orienta: entro 5 anni,  6 nuovi occupati su 10 dovranno avere la laurea o il diploma"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"dropcap dropcap3\">N<\/span>ei prossimi 5 anni si assister\u00e0 ad un cambiamento profondo della struttura professionale del nostro paese, con un fabbisogno occupazionale che per <strong>oltre il 60% riguarder\u00e0 laureati e diplomati<\/strong>, e per <strong>oltre il 35% le professioni tecniche e ad elevata specializzazione.<\/strong><\/p>\n<p>Tra il 2019 e il 2023 saranno necessari <strong>tra i 3 e i 3,2 milioni<\/strong> di nuovi occupati per soddisfare le esigenze produttive delle imprese e della pubblica amministrazione. Infatti, pur con una crescita economica molto contenuta (variazione del PIL compresa tra +0,6% e +0,9%, in media annua tra il 2019 e il 2023), sar\u00e0 necessario affrontare il naturale<strong> turnover sul mercato del lavoro <\/strong>che da solo determiner\u00e0<strong> oltre l\u201980% <\/strong>del fabbisogno (<strong>2,6 milioni<\/strong> di lavoratori nel quinquennio). <strong>La crescita economica, <\/strong>d\u2019altra parte, potr\u00e0 al massimo generare, a seconda della sua intensit\u00e0 e in maniera molto differenziata nei diversi settori, una quota di nuovi posti di lavoro che va dalle <strong>352mila alle 535mila unit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<em>La scelta del percorso di studio \u00e8 uno dei momenti pi\u00f9 importanti della vita dei nostri giovani<\/em>\u201d, sottolinea il presidente di <strong>Unioncamere<\/strong>, <strong>Carlo Sangalli<\/strong>. \u201c<em>Fornire ai ragazzi e alle famiglie le informazioni pi\u00f9 aggiornate sulle tendenze del mercato del lavoro e sulle professioni che offrono le migliori opportunit\u00e0 per il futuro \u00e8 fondamentale. Su questo fronte le Camere di commercio sono molto impegnate, con l\u2019obiettivo di ridurre il pi\u00f9 possibile il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo scenario, che emerge dal <a href=\"https:\/\/excelsior.unioncamere.net\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=364:previsioni-dei-fabbisogni-occupazionali-e-professionali-in-italia-a-medio-termine-2019-2023&amp;catid=108&amp;Itemid=1698\">nuovo Report <em>Excelsior<\/em> di Unioncamere e Anpal sui fabbisogni occupazionali 2019-2023<\/a>, far\u00e0 da sfondo alla partecipazione di Unioncamere a <strong>Job&amp;Orienta 2019, <\/strong>in programma dal 28 novembre al 30 novembre a Verona. Molte le attivit\u00e0 e gli appuntamenti previsti nello stand di Unioncamere: laboratori interattivi, workshop tematici, orientamento ai lavori del futuro, con particolare attenzione alle competenze richieste dalle imprese, lette attraverso i dati del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal. Gli studenti e docenti potranno anche conoscere le opportunit\u00e0 da cogliere attraverso le esperienze di mobilit\u00e0 internazionale. Gli studenti inoltre saranno protagonisti di sessioni di simulazione assessment, guidati da esperti di recruitment, e apprenderanno quali sono le informazioni strategiche da inserire in un CV, come presentarsi ad un colloquio di lavoro, approfondendo anche aspetti legati alla gestione \u201cdell\u2019immagine social\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le prospettive occupazionali dei titoli di studio<\/strong><\/p>\n<p>Tra il 2019 e il 2023 i laureati e i diplomati dovrebbero rappresentare congiuntamente il 62% della richiesta di occupati (54% nel settore privato, 98% in quello pubblico). In particolare, la domanda di personale laureato potr\u00e0 attestarsi tra le 959mila e le 1.014unit\u00e0, e si concentrer\u00e0 per lo pi\u00f9 nell&#8217;indirizzo <strong>medico-sanitario<\/strong>, con una richiesta tra <strong>171mila e 176mila unit\u00e0<\/strong>, seguito da quello <strong>economico<\/strong>, da <strong>152mila a 162mila unit\u00e0<\/strong>, da <strong>ingegneria<\/strong>, con una domanda compresa tra <strong>127mila e 136mila<\/strong> lavoratori, e dall\u2019area <strong>giuridica,<\/strong> da <strong>98mila a 103mila unit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i diplomi, nel quinquennio le imprese richiederanno personale diplomato principalmente nell\u2019indirizzo <strong>amministrazione, finanza e marketing<\/strong>, con un fabbisogno che potr\u00e0 variare tra <strong>279mila<\/strong> e <strong>302mila unit\u00e0<\/strong>, e in quello <strong>industria e artigianato<\/strong>, con una domanda complessiva tra <strong>211mila<\/strong> e <strong>235mila<\/strong> unit\u00e0 (tra cui spiccano le richieste degli indirizzi meccanica, meccatronica ed energia con <strong>94-106mila<\/strong> unit\u00e0 ed elettronica ed elettrotecnica con <strong>50-56mila<\/strong> unit\u00e0). Sar\u00e0 considerevole anche il fabbisogno di diplomati nell\u2019ambito del <strong>turismo<\/strong>, che potr\u00e0 arrivare a domandare tra i <strong>79mila<\/strong> e gli <strong>82mila <\/strong>occupati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le prospettive per i laureati del futuro<\/strong><\/p>\n<p>Si stima, elaborando i dati del Miur, che nel periodo 2019-2023 il totale dei neo-laureati ammonter\u00e0 a <strong>893.600 unit\u00e0, <\/strong>su un fabbisogno totale che andr\u00e0 dalle 959mila alle 1.014mila unit\u00e0. Gli indirizzi di laurea, in cui lo scarto tra fabbisogno totale e offerta prevista \u00e8 positivo, quindi con una<strong> maggiore richiesta di profili<\/strong> rispetto a quanti si attende usciranno dalle Universit\u00e0, saranno quelli <strong>medico-sanitario, economico, ingegneria-architettura, giuridico e statistico<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Le prospettive per i neo-diplomati <\/strong><\/p>\n<p>Nelle stime dei neo-diplomati si considerano tutti quelli che, al termine del percorso delle scuole medie superiori, si renderanno immediatamente disponibili per il mercato del lavoro.<\/p>\n<p>Per i neo-diplomati, si profila il mantenimento di <strong>un eccesso di offerta<\/strong>, ossia il sistema produttivo richieder\u00e0 meno persone con questo titolo di studio rispetto a quanti se ne potrebbero rendere disponibili all\u2019impiego. Ad un\u2019offerta prevista di <strong>1 milione e 534mila neo-diplomati<\/strong> corrisponder\u00e0 nel migliore scenario possibile un fabbisogno totale pari a <strong>941 mila unit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>Le stime evidenziano che gli indirizzi di studio, in cui lo scarto tra fabbisogno totale e offerta prevista \u00e8 positivo, quindi vi sar\u00e0 una<strong> maggiore richiesta di profili<\/strong> rispetto a quanti ne usciranno dalle scuole superiori, saranno quelli <strong>in amministrazione-marketing<\/strong>,<strong> costruzioni ed elettronica ed elettrotecnica. <\/strong>Tutti gli altri indirizzi di studi invece si potrebbero caratterizzare per un eccesso di offerta rispetto al fabbisogno. Vi saranno comunque un certo numero di opportunit\u00e0 lavorative a carattere trasversale, in cui il principale requisito richiesto \u00e8 una buona cultura generale; su queste sar\u00e0 marcata la concorrenza tra i diplomati (sia i neo-diplomati sia lo stock di diplomati gi\u00e0 presenti nel mercato del lavoro) dei diversi indirizzi.<\/p>\n<p><strong>Economia circolare e digitale nei piani di assunzione delle imprese<\/strong><\/p>\n<p>Il sistema formativo italiano dovr\u00e0 anche prepararsi a rispondere alle sfide dei cambiamenti nei trend produttivi dei settori economici, che saranno fortemente influenzati dalla pervasivit\u00e0 della rivoluzione tecnologica e dalla necessit\u00e0 di riorientare le scelte produttive verso un <em>green new deal<\/em>. In particolare, nell\u2019ambito della \u201c<strong>Digital Transformation<\/strong>\u201d le imprese ricercheranno tra i <strong>275mila e i 325mila<\/strong> lavoratori con specifiche competenze matematiche e informatiche, digitali e social o relative agli sviluppi nell\u2019utilizzo dell\u2019intelligenza artificiale o dei big data e delle tecnologie 4.0. Ci\u00f2 si tradurr\u00e0 non soltanto in una richiesta di nuove figure professionali o di figure gi\u00e0 esistenti in grado di gestire le rapide trasformazioni tecnologiche, il cui \u201ccontenuto professionale\u201d sta notevolmente cambiando, ma anche nella necessit\u00e0 di un continuo adeguamento delle competenze digitali per tutte le figure che saranno richieste.<\/p>\n<p><strong>Per quanto riguarda la fili<\/strong><strong>era \u201dEcosostenibilit\u00e0\u201d<\/strong>, le imprese avranno bisogno tra i <strong>519mila e 607mila<\/strong> lavoratori per cogliere al meglio le opportunit\u00e0 offerte dalla diffusione di processi produttivi rispettosi dell\u2019ambiente, volti ad ottimizzare o ridurre l\u2019utilizzo di materie prime.<\/p>\n<p>La filiera <strong>\u201cSalute e Benessere\u201d<\/strong> contribuir\u00e0 ad alimentare la domanda di lavoro nei prossimi 5 anni ricercando tra le <strong>361mila e 407mila unit\u00e0<\/strong>, prevalentemente figure di livello medio-alto in campo medico-sanitario e assistenziale.<\/p>\n<p>La filiera <strong>\u201cEducation e cultura\u201d<\/strong>, che dovr\u00e0 avere un ruolo ancora pi\u00f9 centrale nella diffusione di nuove conoscenze e competenze, esprimer\u00e0 un fabbisogno compreso fra <strong>140mila e 149mila<\/strong> lavoratori nel quinquennio.<\/p>\n<p>Il fabbisogno occupazionale delle imprese della filiera <strong>\u201cmeccatronica e robotica\u201d<\/strong> potr\u00e0 riguardare tra <strong>68mila e 86mila<\/strong> lavoratori, nell\u2019arco dei 5 anni. In particolare, la meccatronica \u00e8 il comparto manifatturiero maggiormente interessato da \u201cImpresa 4.0\u201d, e quindi richieder\u00e0 un significativo numero di figure professionali legate alle trasformazioni della produzione.<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei prossimi 5 anni si assister\u00e0 ad un cambiamento profondo della struttura professionale del nostro paese, con un fabbisogno occupazionale che per oltre il 60% riguarder\u00e0 laureati e diplomati, e per oltre il 35% le professioni tecniche e ad elevata specializzazione. 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