{"id":2385,"date":"2020-01-28T12:51:23","date_gmt":"2020-01-28T11:51:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=2385"},"modified":"2020-01-28T12:51:23","modified_gmt":"2020-01-28T11:51:23","slug":"istat-ampio-il-divario-di-crescita-economica-fra-centro-nord-e-mezzogiorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-ampio-il-divario-di-crescita-economica-fra-centro-nord-e-mezzogiorno\/","title":{"rendered":"Istat: ampio il divario di crescita economica fra Centro-Nord e Mezzogiorno"},"content":{"rendered":"<p>el 2018 il Pil in volume \u00e8 aumentato dell\u20191,4% nel Nord-est, dello 0,7% nel Nord-ovest e nel Centro e dello 0,3% nel Mezzogiorno.<\/p>\n<p>Il Pil procapite vede in cima alla graduatoria l\u2019area del Nord-ovest con un valore in termini nominali di oltre 36mila euro, quasi il doppio di quello del Mezzogiorno, pari a circa 19mila euro annui.<\/p>\n<p>Le famiglie residenti nel Nord-ovest dispongono del livello di reddito per abitante pi\u00f9 elevato (oltre 22mila euro), quasi il 60% in pi\u00f9 di quelle del Mezzogiorno (14mila euro).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.06.00.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-2386\" src=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.06.00.png\" alt=\"\" width=\"926\" height=\"342\" srcset=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.06.00.png 926w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.06.00-300x111.png 300w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.06.00-768x284.png 768w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.06.00-696x257.png 696w\" sizes=\"(max-width: 926px) 100vw, 926px\" \/><\/a><\/p>\n<p>In questa sede vengono presentati i risultati definitivi dei conti economici territoriali per il 2016, quelli semi-definitivi per il 2017 e quelli preliminari per il 2018. Le stime sono aggiornate con le serie degli aggregati diffuse in occasione della recente revisione generale dei Conti Nazionali, concordata in sede europea a cinque anni dal passaggio al nuovo Regolamento Sec2010 <sup>i)<\/sup>. L\u2019aggiornamento delle serie territoriali per gli anni precedenti il 2016 sar\u00e0 diffusa prima dell\u2019estate. Sono resi disponibili sulla banca dati Istat i dati relativi a Pil, valore aggiunto, redditi da lavoro dipendente, occupazione, investimenti, spesa per consumi finali e reddito disponibile delle famiglie.<\/p>\n<p>Si sottolinea che i risultati relativi al 2018 scaturiscono da un approccio di stima econometrico basato su indicatori e potrebbero pertanto essere soggetti a revisioni anche ampie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pil pi\u00f9 dinamico nel Nord-est, consumi meglio al Centro <\/strong><\/p>\n<p>Nel 2018 il Pil in volume a livello nazionale \u00e8 aumentato dello 0,8% rispetto all\u2019anno precedente. La ripartizione pi\u00f9 dinamica \u00e8 il Nord-est dove il Pil \u00e8 cresciuto dell\u20191,4%, trainato dalla performance dell\u2019Industria (+3,2% rispetto al 2017) e dai risultati positivi delle Costruzioni (+2,3%) e dell\u2019Agricoltura (+3,1%).<\/p>\n<p>Nel Nord-ovest e nel Centro il Pil \u00e8 cresciuto dello 0,7%, meno della media nazionale. Nella prima ripartizione la crescita \u00e8 stata rallentata dalla dinamica negativa delle Costruzioni e da pi\u00f9 moderate dinamiche dell\u2019Agricoltura e dell\u2019Industria mentre al Centro \u00e8 il settore dei Servizi a segnare il passo. La crescita pi\u00f9 lenta si registra nel Mezzogiorno, dove il Pil \u00e8 aumentato solo dello 0,3% rispetto al 2017.<\/p>\n<p>Alla crescita dell\u2019attivit\u00e0 produttiva si \u00e8 accompagnato, nel 2018, un aumento in volume dei consumi finali delle famiglie di poco superiore (+0,9%). La spesa delle famiglie ha mostrato la dinamica pi\u00f9 elevata al Centro (+1,2%), tutte le altre ripartizioni si posizionano in prossimit\u00e0 della media nazionale.<\/p>\n<p>Nel 2018 il reddito disponibile delle famiglie, cresciuto dell\u20191,9% a livello nazionale, mostra una dinamica di poco inferiore nel Centro e nel Mezzogiorno (+1,8%) e superiore nel Nord-ovest e nel Nord-est (rispettivamente, +2% e +2,1%).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.07.09.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-2387\" src=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.07.09.png\" alt=\"\" width=\"878\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.07.09.png 878w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.07.09-300x141.png 300w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.07.09-768x362.png 768w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.07.09-696x328.png 696w\" sizes=\"(max-width: 878px) 100vw, 878px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Crescita del Pil nel 2018: Marche in testa, Calabria fanalino di coda<\/strong><\/p>\n<p>A livello regionale sono le Marche a registrare la crescita del Pil pi\u00f9 elevata, con un 3% di aumento rispetto all\u2019anno precedente. Un deciso recupero dell\u2019attivit\u00e0 produttiva si rileva anche per l\u2019Abruzzo, dove il Pil \u00e8 cresciuto del 2,2% a fronte dello 0,6% del 2017, e per la Provincia Autonoma di Bolzano-Bozen (+2%).<\/p>\n<p>Sopra la media nazionale si posizionano altre tre regioni del Mezzogiorno: Sardegna e Puglia (+1,4%) e Molise (+1,2%). In Lombardia la crescita economica rallenta sensibilmente: nel 2018 il Pil \u00e8 aumentato dello 0,5%, contro il + 2,2% dell\u2019anno precedente.<\/p>\n<p>Lazio (-0,2%) e Sicilia (-0,3%) chiudono il 2018 con una diminuzione del Pil in volume, ma le flessioni pi\u00f9 rilevanti si riscontrano in Campania (-0,6%) e Calabria (-0,8%).<\/p>\n<p>Quanto alla spesa per consumi delle famiglie, la dinamica nel 2018 \u00e8 positiva e pari allo 0,9% appena superiore a quella del Pil (+0,8%).<\/p>\n<p>Gli incrementi pi\u00f9 significativi dei consumi delle famiglie in volume si registrano in Liguria e Lazio (+1,7% in entrambe le regioni), seguite da Abruzzo (+1,5%), Umbria e Molise (+1,4%). Un rallentamento deciso della spesa delle famiglie si riscontra, invece, per la Provincia Autonoma di Bolzano-Bozen e per il Piemonte, dove i consumi sono aumentati solo di un modesto 0,3%.<a href=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.08.14.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-2388\" src=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.08.14.png\" alt=\"\" width=\"847\" height=\"380\" srcset=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.08.14.png 847w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.08.14-300x135.png 300w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.08.14-768x345.png 768w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.08.14-696x312.png 696w\" sizes=\"(max-width: 847px) 100vw, 847px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Nella provincia autonoma di Bolzano-Bozen il Pil per abitante pi\u00f9 elevato<\/strong><\/p>\n<p>Con 36,2mila euro nel 2018 (35,7mila nel 2017) il Nord-ovest resta l\u2019area geografica con il Pil per abitante pi\u00f9 elevato (misurato in termini nominali). Seguono il Nord-est, con 35,1mila euro (34,3mila euro nel 2017) e il Centro, con 31,6mila euro (31,1mila euro nel 2017). Il Mezzogiorno, con 19mila euro (poco pi\u00f9 della met\u00e0 di quello del Nord-ovest), supera lievemente il livello del 2017 (18,7mila euro).<\/p>\n<p>La graduatoria regionale vede in testa la Provincia Autonoma di Bolzano-Bozen, con un Pil per abitante di 47mila euro, seguita da Valle d\u2019Aosta\/Vall\u00e9e d\u2019Aoste (38,9mila euro) e Lombardia (38,8mila euro).<\/p>\n<p>Con 33,6mila euro, Il Lazio risulta la prima regione del Centro in termini di Pil per abitante. Nel Mezzogiorno la prima regione \u00e8 l\u2019Abruzzo con 25,6mila euro, mentre l\u2019ultimo posto della graduatoria \u00e8 occupato dalla Calabria, con 17mila euro, lievemente sopra i 16,9mila euro del 2017.<\/p>\n<p>Nel 2018 in Italia la spesa per consumi finali delle famiglie per abitante, valutata a prezzi correnti, \u00e8 stata di 17,8mila euro. I valori pi\u00f9 elevati di spesa pro capite si registrano nel Nord-ovest (20,6mila euro) e nel Nord-est (20,4mila euro); il Mezzogiorno si conferma, invece, l\u2019area in cui il livello di spesa \u00e8 pi\u00f9 basso (13,7mila euro).<\/p>\n<p>A un maggior dettaglio territoriale il pi\u00f9 alto livello di consumi finali pro capite si registra In Valle d\u2019Aosta\/Vall\u00e9e d\u2019Aoste e nella Provincia Autonoma di Bolzano-Bozen (rispettivamente 25,5mila e 24,3mila euro).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.08.50.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-2389\" src=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.08.50.png\" alt=\"\" width=\"855\" height=\"380\" srcset=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.08.50.png 855w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.08.50-300x133.png 300w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.08.50-768x341.png 768w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.08.50-696x309.png 696w\" sizes=\"(max-width: 855px) 100vw, 855px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>L\u2019occupazione cresce in tutte le ripartizioni, andamento settoriale variabile<\/strong><\/p>\n<p>A livello nazionale l\u2019input di lavoro complessivo, misurato in termini di numero di occupati, \u00e8 aumentato nel 2018 dello 0,9%. La crescita \u00e8 stata omogenea in tutte le ripartizioni.<\/p>\n<p>Nel Nord-est gli occupati risultano in crescita dell\u20191,1% rispetto al 2017, essenzialmente grazie al<br \/>\n+2,3% registrato nell\u2019Industria, cui si contrappone una sensibile diminuzione, pari al 4,2%, degli occupati in agricoltura.<\/p>\n<p>Nel Nord-ovest la crescita dell\u2019input di lavoro \u00e8 pari alla media nazionale, nonostante la decisa contrazione del numero di occupati nel settore delle costruzioni (-3,7%), bilanciata da aumenti dell\u20191,2% sia nell\u2019Industria che nei Servizi.<\/p>\n<p>Anche al Centro l\u2019occupazione nel 2018 \u00e8 cresciuta dello 0,9%, sintesi di aumenti generalizzati in tutti i settori produttivi.<\/p>\n<p>Infine, nel Mezzogiorno il complesso degli occupati \u00e8 aumentato dello 0,7%, poco meno della media nazionale, con i settori Agricoltura e Costruzioni a registrare la dinamica pi\u00f9 positiva (+2,4%) mentre l\u2019Industria si riduce marginalmente (-0,1%).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.09.30.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-2390\" src=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.09.30.png\" alt=\"\" width=\"829\" height=\"358\" srcset=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.09.30.png 829w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.09.30-300x130.png 300w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.09.30-768x332.png 768w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.09.30-696x301.png 696w\" sizes=\"(max-width: 829px) 100vw, 829px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Nel Mezzogiorno l\u2019incidenza pi\u00f9 elevata di lavoro irregolare<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2017, ultimo anno per cui sono disponibili le informazioni, l\u2019economia non osservata (somma della componente sommersa e di quella illegale) <sup>ii)<\/sup> rappresenta in Italia il 13,5% del valore aggiunto totale (l\u2019incidenza sul Pil \u00e8 pari al 12,1%): le componenti pi\u00f9 rilevanti in termini di peso sono la rivalutazione della sotto-dichiarazione dei risultati economici delle imprese (6,2%) e l\u2019impiego di lavoro irregolare (5,1%). L\u2019economia illegale e le altre componenti minori (mance, fitti in nero e integrazione domanda-offerta) incidono per il restante 2,2%.<\/p>\n<p>L\u2019incidenza dell\u2019economia non osservata \u00e8 molto alta nel Mezzogiorno, dove rappresenta il 19,4% del complesso del valore aggiunto, seguita dal Centro (14,1%). Sensibilmente pi\u00f9 contenute, e inferiori alla media nazionale, sono le quote raggiunte nel Nord-ovest e nel Nord-est, pari rispettivamente a 10,6% e 11,4%.<\/p>\n<p>L\u2019incidenza relativa delle tre componenti dell\u2019economia non osservata viene confermata anche a livello ripartizionale; a pesare di pi\u00f9 \u00e8 la rivalutazione da sotto-dichiarazione che raggiunge un picco nel Mezzogiorno (pari all\u20198,6% del valore aggiunto) mentre nel Nord-ovest si registra il livello pi\u00f9 contenuto (4,9%).<\/p>\n<p>La quota di valore aggiunto generato da impiego di lavoro irregolare \u00e8 significativo nel Mezzogiorno, dove si attesta al 7,7%. In linea con la media nazionale (pari al 5,1%) risulta il Centro, mentre le altre due ripartizioni si collocano al di sotto di tale livello (3,9% il Nord-ovest e 4,1% il Nord-est).<\/p>\n<p>La Calabria \u00e8 la regione in cui il peso dell\u2019economia sommersa e illegale \u00e8 massimo, con il 21,8% del valore aggiunto complessivo; l\u2019incidenza pi\u00f9 bassa si registra invece nella Provincia Autonoma di Bolzano-Bozen (8,9%).<\/p>\n<p>Puglia e Molise presentano la quota pi\u00f9 alta di rivalutazione del valore aggiunto sotto-dichiarato (rispettivamente 9,7% e 8,8%) mentre le quote pi\u00f9 basse si registrano nella Provincia autonoma di Bolzano-Bozen (3%) e nella Provincia Autonoma di Trento (3,7%).<\/p>\n<p>Il peso del sommerso dovuto all\u2019impiego di input di lavoro irregolare \u00e8 particolarmente elevato in Calabria (9,4% del valore aggiunto) e Campania (8,5%), le quote pi\u00f9 contenute sono quelle osservate in Lombardia (3,7%) e Veneto (3,9%).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.10.14.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-2391\" src=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.10.14.png\" alt=\"\" width=\"835\" height=\"381\" srcset=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.10.14.png 835w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.10.14-300x137.png 300w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.10.14-768x350.png 768w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.10.14-696x318.png 696w\" sizes=\"(max-width: 835px) 100vw, 835px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Milano, Bolzano e Bologna le province con valore aggiunto pro capite pi\u00f9 alto <\/strong><\/p>\n<p>I dati provinciali qui pubblicati si riferiscono all\u2019assetto territoriale come definito a seguito della legge regionale del 4\/2\/2016 n. 2, che ha imposto un riordino delle province della regione Sardegna (per i dettagli si rimanda alla Nota metodologica).<\/p>\n<p>Nel 2017 Milano \u00e8 la provincia con il pi\u00f9 elevato valore aggiunto per abitante, pari a 48,7mila euro, quasi il doppio della media nazionale (25,7mila euro). Seguono la Provincia Autonoma di Bolzano-Bozen con 41mila euro e Bologna con 36,3mila.<\/p>\n<p>Con 12,9mila euro Sud Sardegna ha il valore aggiunto per abitante pi\u00f9 basso; in posizione solo leggermente migliore si trovano Agrigento e Caltanissetta, con circa 13,5mila euro.<\/p>\n<p>Dal punto di vista dell\u2019importanza dei segmenti produttivi, il contributo maggiore in termini assoluti \u00e8 fornito quasi ovunque dai Servizi alle imprese, finanziari e immobiliari (che a livello nazionale pesano per il 28,3%), con circa 18mila euro per abitante a Milano e circa 11mila a Roma; il valore aggiunto per abitante del settore \u00e8 invece il pi\u00f9 basso a Vibo Valentia e nel Sud Sardegna (3,2mila euro).<\/p>\n<p>Anche l\u2019apporto dei Servizi del commercio, di ristorazione e dei trasporti e telecomunicazioni \u00e8 il pi\u00f9 elevato nella provincia di Milano (15,6mila euro per abitante); seguono Bolzano con 11,6mila euro e Roma e Genova con circa 10mila euro. Il valore pi\u00f9 basso si registra a Enna con 2,7mila euro.<\/p>\n<p>I Servizi pubblici e gli altri Servizi privati alle famiglie forniscono il maggiore contributo nelle province di Aosta (9,7mila euro), Bolzano (9mila), Roma (8,6mila), e Cagliari (8,3mila). Di nuovo nel Sud Sardegna si riscontra il valore pi\u00f9 basso (3,4mila euro).<\/p>\n<p>Il peso dell\u2019Industria \u00e8 particolarmente rilevante in molte province del Nord-est, in particolare in quelle di Modena (12,9mila), Vicenza (11,9mila euro) e Reggio nell&#8217;Emilia (11,2mila). Il valore aggiunto pro capite dell\u2019Industria \u00e8, invece, pari a poco pi\u00f9 di 700 euro a Caltanissetta e Reggio Calabria.<\/p>\n<p>Il valore aggiunto pro capite del settore delle Costruzioni supera i 2mila euro solo a Bolzano.<\/p>\n<p>Infine, l\u2019Agricoltura fornisce il contributo pi\u00f9 significativo nelle province di Bolzano e Pistoia (con circa 2mila euro di valore aggiunto per abitante) e, nel Mezzogiorno, in quelle di Crotone e Oristano (circa 1,6mila euro).<\/p>\n<p><strong>Milano, Bolzano e Bologna le province con valore aggiunto pro capite pi\u00f9 alto <\/strong><\/p>\n<p>I dati provinciali qui pubblicati si riferiscono all\u2019assetto territoriale come definito a seguito della legge regionale del 4\/2\/2016 n. 2, che ha imposto un riordino delle province della regione Sardegna (per i dettagli si rimanda alla Nota metodologica).<\/p>\n<p>Nel 2017 Milano \u00e8 la provincia con il pi\u00f9 elevato valore aggiunto per abitante, pari a 48,7mila euro, quasi il doppio della media nazionale (25,7mila euro). Seguono la Provincia Autonoma di Bolzano-Bozen con 41mila euro e Bologna con 36,3mila.<\/p>\n<p>Con 12,9mila euro Sud Sardegna ha il valore aggiunto per abitante pi\u00f9 basso; in posizione solo leggermente migliore si trovano Agrigento e Caltanissetta, con circa 13,5mila euro.<\/p>\n<p>Dal punto di vista dell\u2019importanza dei segmenti produttivi, il contributo maggiore in termini assoluti \u00e8 fornito quasi ovunque dai Servizi alle imprese, finanziari e immobiliari (che a livello nazionale pesano per il 28,3%), con circa 18mila euro per abitante a Milano e circa 11mila a Roma; il valore aggiunto per abitante del settore \u00e8 invece il pi\u00f9 basso a Vibo Valentia e nel Sud Sardegna (3,2mila euro).<\/p>\n<p>Anche l\u2019apporto dei Servizi del commercio, di ristorazione e dei trasporti e telecomunicazioni \u00e8 il pi\u00f9 elevato nella provincia di Milano (15,6mila euro per abitante); seguono Bolzano con 11,6mila euro e Roma e Genova con circa 10mila euro. Il valore pi\u00f9 basso si registra a Enna con 2,7mila euro.<\/p>\n<p>I Servizi pubblici e gli altri Servizi privati alle famiglie forniscono il maggiore contributo nelle province di Aosta (9,7mila euro), Bolzano (9mila), Roma (8,6mila), e Cagliari (8,3mila). Di nuovo nel Sud Sardegna si riscontra il valore pi\u00f9 basso (3,4mila euro).<\/p>\n<p>Il peso dell\u2019Industria \u00e8 particolarmente rilevante in molte province del Nord-est, in particolare in quelle di Modena (12,9mila), Vicenza (11,9mila euro) e Reggio nell&#8217;Emilia (11,2mila). Il valore aggiunto pro capite dell\u2019Industria \u00e8, invece, pari a poco pi\u00f9 di 700 euro a Caltanissetta e Reggio Calabria.<\/p>\n<p>Il valore aggiunto pro capite del settore delle Costruzioni supera i 2mila euro solo a Bolzano.<\/p>\n<p>Infine, l\u2019Agricoltura fornisce il contributo pi\u00f9 significativo nelle province di Bolzano e Pistoia (con circa 2mila euro di valore aggiunto per abitante) e, nel Mezzogiorno, in quelle di Crotone e Oristano (circa 1,6mila euro).<\/p>\n<p><strong>A Bolzano-Bozen il reddito pro-capite pi\u00f9 alto, in Calabria il pi\u00f9 basso<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2018 le famiglie residenti nel Nord-ovest dispongono del livello di reddito per abitante pi\u00f9 elevato (22,3mila euro), seguite da quelle residenti nel Nord-est (21,9mila euro) <sup>iii)<\/sup>. Nel Centro il livello \u00e8 pari a 19,9mila euro, nel Mezzogiorno a 14mila euro, con un differenziale negativo del 26% rispetto alla media nazionale.<\/p>\n<p>In testa alla graduatoria del reddito disponibile per abitante si conferma la Provincia Autonoma di Bolzano-Bozen, con 26mila euro correnti (25,3mila euro nel 2017), seguita da Emilia-Romagna e Lombardia (22,9mila euro). La Calabria chiude la graduatoria con 12,7mila euro, preceduta da Campania e Sicilia (rispettivamente 13,5mila euro e 13,6mila euro).<\/p>\n<p>Nel 2018, il reddito disponibile a prezzi correnti ha segnato per il complesso dell\u2019economia nazionale un incremento dell\u20191,9% rispetto al 2017. Pi\u00f9 intensa della media nazionale \u00e8 risultata la crescita nel Nord-est (+2,1%), dove la Provincia Autonoma di Bolzano-Bozen registra la variazione pi\u00f9 elevata di tutto il territorio nazionale (+3,7%), seguita a stretto giro dalla Provincia Autonoma di Trento (+3,2%).<\/p>\n<p>Nel Nord-ovest l\u2019incremento \u00e8 stato del 2%, con il risultato pi\u00f9 favorevole nella Valle d\u2019Aosta (+2,9%), seguita dalla Liguria (+2,7%); solo in Piemonte il reddito disponibile ha segnato una crescita inferiore alla media nazionale (+1,4%). Nel Centro le famiglie residenti hanno sperimentato un aumento del loro reddito disponibile pari all\u20191,8%; la crescita pi\u00f9 marcata si registra in Toscana (+2,3%) e nelle Marche (+2,2%) mentre \u00e8 sensibilmente pi\u00f9 bassa nel Lazio (+1,4%) e, soprattutto, in Umbria (+1%) che, tra tutte le regioni italiane, \u00e8 risultata quella con il pi\u00f9 basso tasso di crescita.<\/p>\n<p>Anche nel Mezzogiorno il reddito disponibile delle famiglie \u00e8 aumentato dell\u20191,8%, con un massimo del +2,9% in Molise e del +2,4% in Abruzzo e un minimo del +1,3% in Calabria e del +1,1% in Campania.<\/p>\n<p>Nel 2017, la regione che aveva registrato la crescita annua pi\u00f9 sostenuta era la Provincia Autonoma di Bolzano-Bozen (+3,2%), seguita dall\u2019Emilia Romagna (+3%). L\u2019incremento pi\u00f9 contenuto era stato registrato in Basilicata (+0,4%), preceduto da quello osservato in Calabria (+0,7%).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.11.05.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-2392\" src=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.11.05.png\" alt=\"\" width=\"851\" height=\"369\" srcset=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.11.05.png 851w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.11.05-300x130.png 300w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.11.05-768x333.png 768w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.11.05-696x302.png 696w\" sizes=\"(max-width: 851px) 100vw, 851px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.11.37.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-2393\" src=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.11.37.png\" alt=\"\" width=\"796\" height=\"361\" srcset=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.11.37.png 796w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.11.37-300x136.png 300w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.11.37-768x348.png 768w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-28-alle-12.11.37-696x316.png 696w\" sizes=\"(max-width: 796px) 100vw, 796px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>el 2018 il Pil in volume \u00e8 aumentato dell\u20191,4% nel Nord-est, dello 0,7% nel Nord-ovest e nel Centro e dello 0,3% nel Mezzogiorno. 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