{"id":2412,"date":"2020-01-30T19:34:19","date_gmt":"2020-01-30T18:34:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=2412"},"modified":"2020-01-30T19:34:19","modified_gmt":"2020-01-30T18:34:19","slug":"lincertezza-frena-la-richiesta-di-credito-da-parte-delle-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/lincertezza-frena-la-richiesta-di-credito-da-parte-delle-imprese\/","title":{"rendered":"L&#8217;incertezza frena la richiesta di credito da parte delle imprese"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"dropcap dropcap3\">I<\/span>n un contesto macro economico caratterizzato da una contrazione complessiva di mercato e dall\u2019introduzione di nuove norme regolamentari, l\u2019ultimo trimestre del 2019 ha fatto registrare una flessione pari a -2,9% del numero di richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane agli istituti di credito rispetto al corrispondente periodo dell\u2019anno precedente.<\/p>\n<p>A livello di intero anno la variazione delle richieste di credito risulta pari a -3,4% rispetto al 2018, rafforzando ulteriormente la dinanica negativa rispetto ai primi trimestri dell\u2019anno. La dinamica in atto va contestualizzata rispetto allo stato di salute delle imprese italiane che, pur adottando un atteggiamento cauto, vede comunque una progressiva diminuzione del numero di fallimenti, dei ritardi nei pagamenti commerciali e un miglioramento del tasso di default, che risulta in contrazione a partire dal 2014.<\/p>\n<p>Queste quanto emerge dalle elaborazioni effettuate da CRIF sulla base del patrimonio informativo di EURISC &#8211; il Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF.<\/p>\n<p>Entrando maggiormente nel dettaglio, l\u2019analisi condotta da CRIF consente di distinguere l\u2019andamento del numero di richieste da parte di <strong>societ\u00e0 di capitali<\/strong> e di <strong>imprese individuali<\/strong>. Queste ultime, che rappresentano la componente preponderante del tessuto imprenditoriale domestico, nell\u2019anno appena concluso mostrano un <strong>calo del<\/strong> <strong>-7,2%<\/strong>, ben pi\u00f9 alto rispetto al <strong>-0,9%<\/strong> fatto segnare dalle Societ\u00e0 di capitali.<\/p>\n<p><strong>SI CONTRAGGONO ANCHE gli importi medi richiesti<\/strong><\/p>\n<p>Altro dato significativo che emerge dall\u2019ultimo aggiornamento del Barometro CRIF \u00e8 rappresentato dal calo dell\u2019importo medio richiesto, che a livello di intero anno 2019 si attesta a 65.790 (-1,9% rispetto al valore registrato nel 2018) nell\u2019aggregato di societ\u00e0 di capitali + ditte individuali.<\/p>\n<p>Entrando maggiormente nel dettaglio, per le societ\u00e0 di capitali l\u2019importo medio \u00e8 risultato pari a 89.123 Euro (-2,9% rispetto al 2018) contro i 28.372 Euro richiesti delle imprese individuali (-5,5%).<\/p>\n<p><strong>UN TERZO DELLE RICHIESTE DI CREDITO \u00c8 INFERIORE A 5.000 EURO<\/strong><\/p>\n<p>Relativamente alla distribuzione per classi di importo, a livello di intero anno <strong>un terzo delle richieste totali <\/strong>ha riguardato importi <strong>inferiori ai 5.000 Euro <\/strong>in virt\u00f9 del peso numericamente preponderante delle richieste e presentate da parte delle imprese di piccola e piccolissima dimensione.<\/p>\n<p>Pressoch\u00e9 in linea con l\u2019anno precedente il peso delle richieste relative alla classe di importo compreso tra i 5.001 e 10.000 Euro e a quella tra i 10.001 e 20.000 Euro, che spiegano rispettivamente il 9,9% e il 15,0% del totale. In lieve aumento, invece, le richieste di importo compreso tra 20.001 e 50.000 Euro (+0,7%).<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le imprese individuali, il peso delle richieste di finanziamento con importo inferiore ai 10.000 Euro rappresenta addirittura il 50,2% del totale, a conferma di come le micro imprese tendano a rivolgersi agli istituti di credito per importi di piccolo taglio, sovente per far fronte ad esigenze di liquidit\u00e0. Al contempo, per le societ\u00e0 di capitali quasi la met\u00e0 delle richieste (il 47% del totale, per la precisione) vede un importo superiore ai 20.000 Euro.<\/p>\n<p><em>\u201cAnche l\u2019ultimo trimestre del 2019 ha confermato il trend di rallentamento delle richieste di credito presentate dalle imprese, che ha caratterizzato l\u2019intero anno appena concluso &#8211; <\/em><strong>spiega Simone Capecchi, Executive Director di CRIF &#8211;<\/strong><em>. Senza dubbio il mercato del credito alle imprese sta vivendo una fase di forte cambiamento, accelerato anche dall\u2019avvento da un lato di nuove normative e dall\u2019altro di tecnologie innovative. <\/em><\/p>\n<p><em>In questo contesto per le aziende di credito si presenta l\u2019opportunit\u00e0 di adottare soluzioni di open banking per sviluppare nuovi strumenti e occasioni di relazione con la clientela business. <\/em><\/p>\n<p><em>A partire dal patrimonio informativo disponibile sul mercato, gli istituti di credito possono infatti utilizzare strumenti di tecnologia evoluta e big data, che consentono di analizzare, attraverso tecniche di big data analysis, le esigenze dell\u2019imprenditore e di rispondere con servizi adeguati. Il tutto con logiche che vanno oltre la valutazione del merito creditizio e <\/em><em>consentono di accompagnare l\u2019imprenditore in tutte le fasi del journey: dall\u2019aumento di fido alla proposta di servizi non bancari e a valore aggiunto quali, ad esempio, il supporto all\u2019internalizzazione, laddove l\u2019impresa abbia intenzione di sviluppare il proprio business anche al di fuori dei confini nazionali. Il tutto per favorire l\u2019accesso al credito delle imprese e sostenere la crescita del Sistema Paese\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un contesto macro economico caratterizzato da una contrazione complessiva di mercato e dall\u2019introduzione di nuove norme regolamentari, l\u2019ultimo trimestre del 2019 ha fatto registrare una flessione pari a -2,9% del numero di richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane agli istituti di credito rispetto al corrispondente periodo dell\u2019anno precedente. 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