{"id":2562,"date":"2020-02-20T11:58:56","date_gmt":"2020-02-20T10:58:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=2562"},"modified":"2020-02-20T11:59:12","modified_gmt":"2020-02-20T10:59:12","slug":"istat-nel-2019-cittadini-piu-soddisfatti-per-la-situazione-economica-e-la-vita-nel-complesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-nel-2019-cittadini-piu-soddisfatti-per-la-situazione-economica-e-la-vita-nel-complesso\/","title":{"rendered":"Istat, nel 2019 cittadini pi\u00f9 soddisfatti per la situazione economica e la vita nel complesso"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"dropcap dropcap3\">L<\/span>a soddisfazione per la vita nel complesso migliora rispetto all\u2019anno precedente, confermando un trend positivo iniziato nel 2016.<\/p>\n<p>Dopo la stasi del 2017-2018, torna a crescere la quota di persone di 14 anni e pi\u00f9 che si dichiarano molto o abbastanza soddisfatte per la propria situazione economica, raggiungendo il 56,5%.<\/p>\n<p>Pur continuando tra i cittadini a prevalere un atteggiamento di cautela, migliora la fiducia negli altri: la quota di persone per cui la maggior parte della gente \u00e8 degna di fiducia raggiunge il 23,9% nel 2019 rispetto al 21,0% del 2018.<\/p>\n<p>L\u2019indagine Aspetti della Vita Quotidiana rileva la Soddisfazione per le condizioni di vita dei cittadini attraverso una pluralit\u00e0 di indicatori.<\/p>\n<p>La soddisfazione per la vita nel suo complesso \u00e8 uno degli indicatori utilizzati per la valutazione del benessere soggettivo degli individui e misura quanto gli individui sentono di vivere una vita conforme alle loro aspettative al di l\u00e0 delle contingenze momentanee.<\/p>\n<p>Oltre che nella sua dimensione generale, la soddisfazione delle persone viene rilevata anche per alcuni ambiti fondamentali della vita quotidiana quali le relazioni familiari e amicali, la salute, il tempo libero, il lavoro e la situazione economica. Per quest\u2019ultima si rilevano le valutazioni delle famiglie sulla loro situazione economica negli ultimi 12 mesi e il giudizio sull\u2019adeguatezza delle risorse economiche di cui la famiglia dispone. La fiducia negli altri, invece, misura la qualit\u00e0 delle relazioni sociali tramite quesiti utilizzati anche a livello internazionale.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Aumenta la soddisfazione per la vita nel complesso<\/strong><\/p>\n<p>Alla domanda \u201cAttualmente, quanto si ritiene soddisfatto della sua vita nel complesso?\u201d, in base a un punteggio da 0 a 10 (dove 0 indica \u201cper niente soddisfatto\u201d e 10 \u201cmolto soddisfatto\u201d) nel primo trimestre del 2019, il 43,2% delle persone di 14 anni e pi\u00f9 indica i livelli di punteggio pi\u00f9 alti (8-10), il 40,7% giudica la propria vita mediamente soddisfacente (6-7) mentre il 14,2% la valuta con i punteggi pi\u00f9 bassi (0-5).<\/p>\n<p>Rispetto al 2018, la quota di chi esprime i punteggi pi\u00f9 alti (tra 8 e 10) passa dal 41,4% al 43,2%; diversamente dal passato, quando a calare era soprattutto la quota di chi esprimeva le valutazioni pi\u00f9 basse, nel 2019 si riduce la quota di chi indica punteggi sufficienti o medi (6-7).<\/p>\n<p>La distribuzione della soddisfazione complessiva, in generale, presenta una forte asimmetria positiva, cio\u00e8 una tendenza delle risposte a collocarsi verso i valori pi\u00f9 elevati della soddisfazione. Infatti, in media, le persone danno alla soddisfazione per la propria vita un voto pari a 7,1<\/p>\n<p>Nel 2019 il Nord presenta un valore medio di soddisfazione pari a 7,2, il Centro pari a 7,1 e il Mezzogiorno un valore di 7,0. La regione con il pi\u00f9 elevato livello di soddisfazione \u00e8 il Trentino-Alto Adige (7,6)<\/p>\n<p><strong>Giovani pi\u00f9 soddisfatti per la vita<\/strong><\/p>\n<p>I giudizi espressi dalle persone distinte per caratteristiche socio-demografiche, pur riflettendo l\u2019aumento del livello di soddisfazione, non variano in termini di struttura rispetto al passato. Le differenze di genere rimangono analoghe: le donne con giudizi elevati di soddisfazione sono il 42,0% e gli uomini il 44,6%. Nel complesso della popolazione, la soddisfazione diminuisce tendenzialmente con il progredire dell\u2019et\u00e0: la quota di molto soddisfatti \u00e8 di oltre il 55% tra i 14-19 anni mentre scende sotto al 40,0% tra le persone di 65 anni e pi\u00f9 (Tavola 1.1 in allegato).<\/p>\n<p>Rispetto al 2018, la crescita del livello di soddisfazione ha riguardato uomini e donne in maniera analoga e ha coinvolto le persone nei vari gruppi di et\u00e0. In particolare, la crescita \u00e8 stata pi\u00f9 elevata della media tra i giovani di 14-24 anni (dal 48,3% al 51,3%), tra i 45-54 anni (dal 40,7% al 43,1%) e tra i 55-64 anni (dal 39,3% al 42,7%) (Figura 1a in allegato).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 alta la soddisfazione per occupati e studenti <\/strong><\/p>\n<p>La condizione occupazionale influisce sul giudizio. La popolazione attiva nel mercato del lavoro o impegnata in un\u2019attivit\u00e0 formativa (occupati e studenti) \u00e8 la pi\u00f9 soddisfatta ed esprime pi\u00f9 frequentemente giudizi molto positivi. Il 47,5% degli occupati e il 51,7% degli studenti infatti esprimono una elevata soddisfazione.<\/p>\n<p>Anche la posizione nella professione incide: tra coloro che sono occupati, i dirigenti, gli imprenditori e i liberi professionisti (50,0%), insieme ai quadri e agli impiegati (50,2%), dichiarano livelli di soddisfazione pi\u00f9 alti rispetto a operai (44,3%) e lavoratori in proprio (45,6%). Le persone in cerca di nuova occupazione (28,1%) e le casalinghe (38,8%) presentano, come in passato, i livelli pi\u00f9 bassi<\/p>\n<p>Rispetto al passato, la crescita ha riguardato occupati e non occupati<\/p>\n<p>La soddisfazione generale aumenta con il titolo di studio. La stima dei molto soddisfatti riguarda il 35,1% di chi ha al massimo la licenza elementare e il 47,6% dei laureati. Si riscontra un incremento della soddisfazione in chi ha almeno un diploma superiore (dal 42,1% del 2018 al 44,6% del 2019) o la licenza media (dal 40,5% del 2018 al 43,7% del 2019)<\/p>\n<p><strong>Stabile ed elevata la soddisfazione al Nord, in aumento nelle altre ripartizioni <\/strong><\/p>\n<p>A livello territoriale, il Nord presenta la quota pi\u00f9 alta di coloro che dichiarano un voto compreso tra 8 e 10 rispetto alla soddisfazione per la vita (46,7%), il Centro una quota intermedia (42,3%) e il Mezzogiorno la quota minore (39,2%). Le regioni con i pi\u00f9 elevati livelli di soddisfazione sono il Trentino-Alto Adige (62,2%), la Valle d\u2019Aosta (54,7%) e il Piemonte (48,7%), quelle con i livelli pi\u00f9 bassi sono la Campania (31,6%) e la Calabria (39,5%)<\/p>\n<p>Rispetto al 2018, le differenze territoriali sono in riduzione ma ancora consistenti. La quota di persone che esprimono i punteggi pi\u00f9 alti \u00e8 stabile al Nord mentre risulta in crescita nella ripartizione centrale (dal 39,2% del 2018 al 42,3% del 2019) e nel Mezzogiorno (dal 35,1% del 2018 al 39,2% del 2019)<\/p>\n<p>I differenziali territoriali si riproducono indipendentemente dalle caratteristiche socio-demografiche dei residenti e si conferma lo storico dualismo tra Nord e Sud del Paese.<\/p>\n<p><strong>Soddisfazione per le relazioni familiari e amicali: si riduce il gap tra Nord e Sud <\/strong><\/p>\n<p>La quota di persone soddisfatte per le proprie relazioni familiari e amicali rimane sostanzialmente stabile rispetto al 2018 .<\/p>\n<p>La soddisfazione per le relazioni familiari \u00e8 sempre stata molto alta, superiore a quella di ogni altra dimensione considerata. Nel 2019, l\u201989,7% delle persone di 14 anni e oltre esprime una soddisfazione molto o abbastanza elevata. Solo una quota residuale, l\u20191,8%, giudica questo tipo di relazioni per niente soddisfacente.<\/p>\n<p>In questo ambito non ci sono differenze di valutazioni fra uomini e donne. In relazione all\u2019et\u00e0 emerge come la soddisfazione si mantenga su livelli elevati fino ai 34 anni e poi decresca lentamente all\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0 (Tavola 2.1 in allegato).<\/p>\n<p>A livello territoriale, la quota dei molto soddisfatti cresce significativamente nel Mezzogiorno e, insieme alla quota di chi si ritiene abbastanza soddisfatto, raggiunge il 90,2%, collocandosi sui livelli dei residenti al Nord. Il Centro segue con l\u201988,4%, in flessione rispetto ai due anni precedenti .<\/p>\n<p>La Sicilia \u00e8 la regione con la percentuale pi\u00f9 elevata di individui molto o abbastanza soddisfatti (92,1%), seguita da Trentino-Alto Adige (92,0%), Basilicata (90,7%) e Campania (90,6%)<\/p>\n<p>La percentuale di quanti si dichiarano molto o abbastanza soddisfatti \u00e8 elevata anche per le relazioni amicali (82,3%), con differenze di genere: \u00e8 soddisfatto l\u201983,8% degli uomini rispetto all\u201981,0% delle donne. In particolare, gli uomini che si definiscono \u201cmolto soddisfatti\u201d, sono il 24,1%, contro il 22,0% delle donne. La soddisfazione \u00e8 maggiore nelle fasce giovanili e decresce all\u2019aumentare dell\u2019et\u00e0 .<\/p>\n<p>In relazione al territorio, la crescita maggiore rispetto al 2018 ha riguardato il Mezzogiorno, dove le persone soddisfatte rappresentano l\u201982,0% del totale dei rispondenti.<\/p>\n<p>Il Nord, nonostante la flessione, costituisce la ripartizione territoriale che vanta una soddisfazione maggiore (82,8%).<\/p>\n<p>Il Centro, similmente al Nord, subisce un calo e si attesta all\u201981,7%. La contrazione del Centro-nord e la crescita della soddisfazione per le relazioni amicali nel Mezzogiorno, determina dunque la riduzione del gap tra Nord e Sud del Paese<\/p>\n<p>In particolare, si definiscono \u201cmolto o abbastanza soddisfatti\u201d l\u201986,7% dei residenti in Trentino-Alto Adige, l\u201985,8% in Umbria, l\u201984,7% in Valle d\u2019Aosta, l\u201984,3% in Basilicata e l\u201983,3% in Molise<\/p>\n<p><strong>In calo la soddisfazione per la salute tra i cittadini dell\u2019Italia centrale <\/strong><\/p>\n<p>Sul proprio stato di salute, l\u201980,2% degli individui di 14 anni e oltre esprime un giudizio positivo (molto o abbastanza soddisfatti) .<\/p>\n<p>Nel complesso, la soddisfazione per questo aspetto della vita diminuisce al crescere dell\u2019et\u00e0 e raggiunge il minimo nella classe dei 75enni e pi\u00f9 (55,8%). Le donne dichiarano una soddisfazione sempre minore degli uomini anche a parit\u00e0 di et\u00e0, con differenze maggiori nelle et\u00e0 anziane: sono molto o abbastanza soddisfatte per il proprio stato di salute nel 77,9% dei casi rispetto all\u201982,7% degli uomini. .<\/p>\n<p>Sul territorio, la soddisfazione per il proprio stato di salute \u00e8 pi\u00f9 alta al Nord che nelle altre ripartizioni: 81,8% contro 78,4% del Mezzogiorno malgrado il processo di invecchiamento sia pi\u00f9 avanzato nell\u2019Italia settentrionale.<\/p>\n<p>Il Centro presenta una quota di persone molto o abbastanza soddisfatte pari al 79,7%, in calo rispetto ai due anni precedenti . A livello regionale le quote pi\u00f9 elevate di persone soddisfatte del proprio stato di salute si registrano in Trentino-Alto Adige (88,3%), Lombardia (82,8%), Veneto (81,6%) e Toscana (81,4%) .<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le donne meno soddisfatte per il tempo libero se non occupate<\/strong><\/p>\n<p>La quota di soddisfatti per il tempo libero riguarda una porzione di popolazione molto pi\u00f9 contenuta se confrontata con gli aspetti della vita quotidiana finora considerati. In media, si dichiara molto o abbastanza soddisfatto il 68,0% della popolazione (Figura 4). Rispetto al 2018, la quota di soddisfatti cresce (era il 66,2%), in particolare nella fascia adulta (35-59 anni).<\/p>\n<p>La soddisfazione per il tempo libero \u00e8 pi\u00f9 diffusa nelle fasce giovanili, si riduce all\u2019aumentare dell\u2019et\u00e0 per poi riprendere tra le persone di 60 anni e pi\u00f9 in relazione all\u2019entit\u00e0 dei carichi di lavoro e delle responsabilit\u00e0 familiari nel corso della vita<\/p>\n<p>Le donne che si ritengono molto o abbastanza soddisfatte del proprio tempo libero sono in percentuale sempre inferiore rispetto agli uomini (66,3% contro 70,0%) per via del carico di lavoro familiare e di cura particolarmente pesante e tale da comprimere la quantit\u00e0 di tempo libero. Tuttavia, se occupate, la soddisfazione per questo aspetto \u00e8 paragonabile a quella degli uomini (64,4% contro 64,9%)<\/p>\n<p>A livello territoriale, \u00e8 soddisfatto il 70,4% delle persone di 14 anni che vivono al Nord e il 69,1% di chi vive al Centro. Nel Mezzogiorno la quota \u00e8 pari al 64,3%. Rispetto al 2018 in tutte e tre le ripartizioni territoriali \u00e8 evidente una crescita, maggiore nel Centro-sud (Figura 4).<\/p>\n<p>Le quote di persone soddisfatte (molto o abbastanza) sono pi\u00f9 elevate in Trentino-Alto Adige (79,5%), Piemonte e Lombardia (71,8%) mentre quelle degli individui che si ritengono poco e per niente soddisfatti del proprio tempo libero presentano i valori pi\u00f9 alti in Sicilia (35,5%) e Calabria (34,7%)<\/p>\n<p><strong>Gli uomini pi\u00f9 soddisfatti per il lavoro al Nord, le donne al Sud <\/strong><\/p>\n<p>Nel 2019 il 77,7% degli occupati dichiara di essere molto o abbastanza soddisfatto del proprio lavoro. I livelli di soddisfazione sono pi\u00f9 elevati al Nord e al Centro, dove gli occupati molto soddisfatti rappresentano il 17,4%, rispetto al 15,1% nel Mezzogiorno (Tavola 3 in allegato) ma l\u2019andamento \u00e8 crescente in tutte le ripartizioni territoriali. In particolare, gli occupati del Centro manifestano un aumento significativo di soddisfazione rispetto al 2018 (Figura 5).<\/p>\n<p>Tra il 2013 e il 2018 la soddisfazione per il lavoro cresce per entrambi i sessi ma le donne soddisfatte sono sempre in percentuale maggiore rispetto agli uomini. Nel 2019 si registra un incremento della quota di soddisfatti tra gli uomini occupati che li porta sui livelli delle occupate (Figura 3a in allegato).<\/p>\n<p>A livello territoriale, emergono differenze interessanti tra i due sessi: nel Mezzogiorno si dichiarano pi\u00f9 soddisfatte le donne (77,3% contro 75,2%), al Nord risultano pi\u00f9 soddisfatti gli uomini (78,9% contro 77,4%), soprattutto per un calo della soddisfazione delle occupate rispetto al passato (Figura 3a in allegato).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Migliora la soddisfazione per la situazione economica personale<\/strong><\/p>\n<p>Nei primi mesi del 2019 torna a crescere, dopo la stasi del 2017, la quota di persone di 14 anni e pi\u00f9 che si dichiarano molto o abbastanza soddisfatte per la situazione economica personale attestandosi al 56,5%<\/p>\n<p>Rispetto al 2018 la crescita ha riguardato uomini e donne in egual misura e tutti i gruppi di et\u00e0, in particolare le persone di 55-59 anni (da 49,8% a 55,4%) e 60-64 anni (da 54,1% a 58,7%).<\/p>\n<p>Non ci sono differenze significative di genere. In relazione all\u2019et\u00e0, i giovani (17-19 anni) e le persone di 60 anni e oltre sono pi\u00f9 soddisfatte rispetto agli individui delle classi d\u2019et\u00e0 centrali (20-59 anni)<\/p>\n<p>Rispetto alla condizione professionale la crescita \u00e8 superiore alla media tra i lavoratori autonomi (da 48,7% a 54,7%) e i pensionati (da 58,0% a 63,8%).<\/p>\n<p>A livello territoriale, a dichiararsi molto o abbastanza soddisfatto \u00e8 il 62,1% dei cittadini del Nord, il 56,1% di quelli del Centro e il 49,3% dei residenti nel Mezzogiorno. In quest\u2019ultima area, dove le persone manifestano in generale una minor soddisfazione, nell\u2019ultimo anno si registra una ripresa pi\u00f9 marcata della quota dei \u201cmolto o abbastanza soddisfatti\u201d (da 43,7% a 49,3%)<\/p>\n<p>Nel tempo si riduce progressivamente la distanza che separa il Sud dal Nord del Paese<\/p>\n<p><strong>Situazione economica stabile per oltre 6 famiglie su 10 <\/strong><\/p>\n<p>I giudizi sulla percezione della situazione economica a livello familiare confermano il quadro positivo . Nel 2019, cresce sensibilmente la quota di famiglie che giudicano migliorata o invariata la propria situazione economica rispetto all\u2019anno precedente (74,1% contro 70,6% del 2018). In particolare, cresce la percezione di stabilit\u00e0 (65,2% rispetto a 62,5% del 2018) e di poco anche quella di miglioramento della situazione (8,9% rispetto a 8,1% del 2018) .<\/p>\n<p>Le dinamiche risultano differenziate sul territorio: nel Mezzogiorno si ha la crescita maggiore della quota di famiglie che dichiarano una stabilit\u00e0 (66,5% rispetto a 62,2% del 2018); segue il Nord, in cui tale quota arriva al 64,9% dal 62,4% del 2018 mentre al Centro i giudizi sono sostanzialmente analoghi a quelli espressi nel 2018<\/p>\n<p>Il gap territoriale nella percezione della situazione economica comunque permane, pur riducendosi leggermente: le famiglie che riportano una percezione di miglioramento della situazione economica rispetto all\u2019anno precedente sono il 10,7% al Nord, l\u20198,7% al Centro e il 6,5% nel Mezzogiorno<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Migliora il giudizio delle famiglie sulle risorse economiche, soprattutto al Sud <\/strong><\/p>\n<p>Il giudizio delle famiglie sul livello di adeguatezza delle loro risorse economiche completa quello sulla valutazione della situazione economica. Nel 2019 aumenta anche la quota di famiglie che valutano ottime, e soprattutto adeguate alle proprie esigenze, le risorse economiche di cui dispone (64,9% contro 60,3% del 2018)<\/p>\n<p>Il miglioramento coinvolge tutte le ripartizioni territoriali, ma riguarda principalmente il Mezzogiorno. In questa ripartizione la quota di famiglie che valutano ottime o adeguate le proprie risorse passa, infatti, al 60,4% dal 54,0% del 2018; seguono il Centro (65,2% da 60,0%) e il Nord (67,8% da 64,6%)<\/p>\n<p>Alla crescita dei giudizi di adeguatezza delle risorse economiche familiari ha corrisposto al Centro e al Nord una sostanziale riduzione di famiglie che le giudicano scarse (il 29,1% al Nord e il 30,6% al Centro) mentre al Sud \u00e8 scesa anche la quota di famiglie che le valutano insufficienti (34,3% scarse e 5,2% insufficienti)<\/p>\n<p><strong>Cittadini cauti verso il prossimo, ma aumentano i fiduciosi<\/strong><\/p>\n<p>I dati del 2019 registrano un aumento di fiducia verso il prossimo, nonostante la cautela sia ancora l\u2019atteggiamento prevalente. Il 74,6% delle persone, alla domanda se ci si possa fidare della maggior parte delle persone oppure bisogna stare molto attenti, risponde che \u201cbisogna stare molto attenti\u201d mentre il 23,9% \u00e8 orientato a un atteggiamento di fiducia<\/p>\n<p>Cresce in particolare la quota di giovani fiduciosi (dal 21,0% del 2018 al 25,8% tra i 20-24 anni e dal 21,0% al 24,9% tra i 25-34 anni). Tra gli uomini, il 25,5% mostra un atteggiamento di apertura verso gli altri rispetto al 22,5% delle donne. In relazione all\u2019et\u00e0, la quota minore di fiduciosi si rileva tra gli anziani, soprattutto tra gli ultrasettantacinquenni (18,4%)<\/p>\n<p>Guardando la condizione professionale i pi\u00f9 fiduciosi sono dirigenti, imprenditori e liberi professionisti: il 35,2% dichiara che ci si pu\u00f2 fidare della maggior parte della gente rispetto al 20,3% degli operai. In generale, tra gli occupati \u00e8 pi\u00f9 diffuso un atteggiamento di fiducia (27,1%) rispetto a chi \u00e8 in condizione non professionale o non lavora .<\/p>\n<p>Anche le persone con un titolo di studio pi\u00f9 elevato dichiarano di fidarsi di pi\u00f9 degli altri: il 36,9% dei laureati e il 25,8% dei diplomati rispetto a chi ha al massimo la licenza media (19,7%) o la licenza elementare (15,7%)<\/p>\n<p>A livello territoriale la fiducia verso la gente \u00e8 maggiore procedendo da Sud a Nord. Nel Mezzogiorno infatti il 20,0% della popolazione di 14 anni e pi\u00f9 ritiene che gran parte della gente sia degna di fiducia, al Centro \u00e8 il 24,2% fino a raggiungere il 26,7% nelle regioni settentrionali<\/p>\n<p>Considerando il quesito sulla restituzione del portafoglio smarrito da parte di un vicino di casa, un appartenente alle forze dell\u2019ordine o un perfetto sconosciuto, i rispondenti hanno dichiarato il maggior grado di fiducia verso gli esponenti delle forze dell\u2019ordine (84,0%), seguiti dai vicini di casa (73,3%). Soltanto il 15,0% si fida degli estranei<\/p>\n<p>Le donne hanno pi\u00f9 fiducia degli uomini nelle forze dell\u2019ordine e nei vicini di casa, mentre non emerge una significativa differenza di genere nei confronti degli sconosciuti<\/p>\n<p>In relazione alla posizione nella professione, le persone di status sociale pi\u00f9 elevato quali dirigenti imprenditori e liberi professionisti dichiarano una maggiore probabilit\u00e0 di restituzione del portafoglio rispetto a operai e apprendisti ; lo stesso accade all\u2019aumentare del livello di istruzione<\/p>\n<p>La differenza di opinione sulla possibilit\u00e0 di restituzione del portafoglio da parte di un vicino \u00e8 notevole tra Centro-nord e Mezzogiorno (78,5% nel Nord, 73,5% nel Centro, 66,1% nel Mezzogiorno). Per ci\u00f2 che riguarda le forze dell\u2019ordine, le differenze sono minori: 86,2% al Nord, 84,5% al Centro e 80,9% al Sud.<\/p>\n<p>A dar fiducia a un perfetto sconosciuto \u00e8 invece il 17,9% degli abitanti del Nord, il 14,0% di quelli del Centro e l\u201911,6% dei residenti nel Mezzogiorno .<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La soddisfazione per la vita nel complesso migliora rispetto all\u2019anno precedente, confermando un trend positivo iniziato nel 2016. Dopo la stasi del 2017-2018, torna a crescere la quota di persone di 14 anni e pi\u00f9 che si dichiarano molto o abbastanza soddisfatte per la propria situazione economica, raggiungendo il 56,5%. 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