{"id":2955,"date":"2020-04-21T18:49:28","date_gmt":"2020-04-21T16:49:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=2955"},"modified":"2020-04-21T18:49:28","modified_gmt":"2020-04-21T16:49:28","slug":"lemergenza-covid19-frena-le-richieste-di-credito-presentate-dalle-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/lemergenza-covid19-frena-le-richieste-di-credito-presentate-dalle-imprese\/","title":{"rendered":"L&#8217;emergenza Covid19 frena le richieste di credito presentate dalle imprese"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"dropcap dropcap3\">L<\/span>\u2019importo medio raggiunge quota 68.974 Euro ma 6 richieste su 10 presentano un importo inferiore ai 20.000 Euro.<\/p>\n<p>Contibuire a creare le condizioni per stimolare la domanda e favorire l\u2019accesso al credito per le Imprese pi\u00f9 in difficolta sar\u00e0 fondamentale per far ripartiere il Paese.<\/p>\n<p>Dalle elaborazioni effettuate sul patrimonio informativo di EURISC &#8211; il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF \u2013 emerge una flessione del -14,7% del numero di richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane nei primi 3 mesi dell\u2019anno, con una dinamica negativa accentuata dall\u2019incertezza derivante dalla pandemia di Covid-19 e dal conseguente lockdown che ha condizionato l\u2019attivit\u00e0 di numerosi settori dell\u2019economia nazionale inducendo le imprese italiane ad adottare un approccio attendista.<\/p>\n<p>La contrazione riguarda sia le Societ\u00e0 di capitali, che nel trimestre hanno fatto segnare un -11,2%, sia le Imprese individuali, per le quali il calo \u00e8 stato pari a -19,9%.<br \/>\nNell\u2019analizzare pi\u00f9 in dettaglio il fenomeno osservato, va comunque contestualizzato rispetto ad uno scenario che gi\u00e0 nel 2019 aveva visto una flessione complessiva della domanda di credito del -3,4% rispetto all\u2019anno precedente.<\/p>\n<p>Tra le regioni maggiormente colpite dall\u2019emergenza sanitaria, la Lombardia mostra una contrazione delle richieste nel trimestre di osservazione pari a -18,9%, il Piemonte -18,5%, il Veneto -16,4% mentre in Emilia Romagna la flessione si ferma a -14,2%.<br \/>\nAUMENTA l\u2019importo medio richiesto MA PER 6 RICHIESTE SU 10 E\u2019 INFERIORE AI 20.000 EURO<\/p>\n<p>Dall\u2019ultimo aggiornamento del Barometro CRIF emerge un altro dato interessante rappresentato dall\u2019aumento dell\u2019importo medio richiesto, che nel I trimestre dell\u2019anno si attesta a 68.974 Euro nell\u2019aggregato di Imprese individuali e societ\u00e0 (nello stesso periodo del 2019 era risultato pari a 63.119). Per quanto riguarda le Imprese individuali, le richieste di credito hanno visto un importo medio pari a 28.811 Euro contro i 93.371 Euro delle Societ\u00e0 di capitali.<\/p>\n<p>La dinamica in atto in questo primo scorcio d\u2019anno \u00e8 chiaramente legata a un evento eccezionale ma, a maggior ragione, \u00e8 oltremodo rilevante che l\u2019impegno di tutti debba essere orientato alla creazione delle condizioni per stimolare la domanda e facilitare l\u2019accesso al credito per le Imprese pi\u00f9 in difficolta cos\u00ec come per quelle che possono fungere da volano per far ripartire l\u2019economia del Paese. A questo riguardo, \u00e8 fondamentale sottolineare come la propensione a richiedere credito sia sostenuta non solo dalla fiducia circa la possibilit\u00e0 di sostenere il peso delle rate senza eccessivi affanni, ma anche dalla concreta possibilit\u00e0 di vederselo erogare.<\/p>\n<p>Anche alla luce dei provvedimenti varati recentemente dal Governo, con la conseguente costituzione di nuove garanzie e la semplificazione delle istruttorie per l\u2019accesso alle stesse in particolare da parte di PMI e Imprese individuali, va sottolineato come il 58,6% del totale delle richieste di finanziamento complessivamente presentate nei primi 3 mesi del 2020 abbia avuto un importo inferiore ai 20.000 Euro (la distribuzionee dei finanziamenti per fascia di importo effettuata da CRIF ha questa soglia).<\/p>\n<p>Per le Imprese individuali, l\u2019incidenza dello scaglione fino ai 20.000 Euro arriva a spiegare addirittura il 66,8% del totale, cosa che lascia presupporre un\u2019ampia estensione del provvedimento a coprire l\u2019esigenza delle imprese che, va ricordato, nel nostro Paese sono prevalentemente di piccola e piccolissima dimensione.<\/p>\n<p>Posto che le ultime rilevazioni prodotte da CRIF Ratings sulla rischiosit\u00e0 del credito alle imprese mostravano un tasso di default (c.d. 90 days past due ai sensi di Basilea II) attestato al 3,7%, in costante contrazione a partire dal 2014, va evidenziato come il merito creditizio delle aziende italiane parta da un livello sostanzialmente buono, anche se la crisi conseguente al lockdown e l\u2019indebolimento dello scenario economico internazionale sono destinati a produrre un effetto negativo appesantendo l\u2019accesso al credito di una parte delle nostre imprese. Nello specifico, il 45% delle imprese italiane mostrer\u00e0 nel corso del 2020 significative esigenze di liquidit\u00e0 di cui solo una parte minoritaria sar\u00e0 coperta dai flussi di cassa generati.<\/p>\n<p>\u201cGuardando al rilancio della nostra economia dopo la fase emergenziale, per mettere gli intermediari finanziari nella condizione di sostenere il fabbisogno di liquidit\u00e0 delle imprese \u00e8 necessario siano presenti accurati ed efficaci strumenti di valutazione e informazioni che sostengano le imprese ad accreditarsi per richiedere nuovo credito &#8211; commenta Enrico Lodi, Direttore Generale di CRIF \u2013.<\/p>\n<p>A questo riguardo, nel ruolo di enabler della relazione tra aziende di credito e imprese diventano ancor pi\u00f9 fondamentali quelle informazioni in grado di attestare l\u2019affidabilit\u00e0 del richiedente, il fabbisogno finanziario e la sostenibilit\u00e0 del finanziamento. La presenza di strumenti di valutazione basati su informazioni incomplete potrebbe infatti indurre gli istituti di credito a ridurre la propria attitudine a erogare e a cautelarsi chiedendo maggiori garanzie. Rischiando cos\u00ec di inficiare lo sforzo che l\u2019intero Paese dovr\u00e0 affrontare per far ripartire l\u2019economia\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCRIF \u00e8 in prima linea per agevolare i diversi attori nel raggiungere questo importante obiettivo e, andando concretamente oltre il mero recepimento dei provvedimenti varati dal Governo, per favorire il pi\u00f9 possibile l\u2019accesso al credito e l\u2019inclusione finanziaria di imprese, artigiani, liberi professionisti e famiglie, ha scelto di mantenere nel proprio Sistema di Informazioni Creditizie la visibilit\u00e0 sulla valutazione del merito di credito ante crisi, come elemento rappresentativo del livello di solvibilit\u00e0, non condizionato cos\u00ec dalla crisi economica conseguente al diffondersi della pandemia \u2013 aggiunge Lodi -.<\/p>\n<p>Al contempo ha introdotto criteri che rendano le Imprese che hanno fatto ricorso alla moratoria eleggibili per una equa, non penalizzante, valutazione del loro merito creditizio, criteri che potranno essere prorogati in funzione dell\u2019eventuale perdurare della crisi e del conseguente allungamento dei piani di ammortamento: le Imprese realmente in difficolt\u00e0 che chiedono credito hanno cos\u00ec la concreta possibilit\u00e0 di dimostrare che la loro affidabilit\u00e0 \u00e8 s\u00ec sotto pressione, ma a causa della pandemia e non per altre ragioni. Ma l\u2019impegno di CRIF non si ferma qui: a partire da fine aprile, le PMI potranno disporre, senza alcun costo, di un servizio che CRIF ha realizzato ad hoc per facilitare la presentazione delle loro credenziali in tutte le circostanze in cui sar\u00e0 necessario farlo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019importo medio raggiunge quota 68.974 Euro ma 6 richieste su 10 presentano un importo inferiore ai 20.000 Euro. Contibuire a creare le condizioni per stimolare la domanda e favorire l\u2019accesso al credito per le Imprese pi\u00f9 in difficolta sar\u00e0 fondamentale per far ripartiere il Paese. 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