{"id":3361,"date":"2020-06-16T16:07:23","date_gmt":"2020-06-16T14:07:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=3361"},"modified":"2020-06-16T16:07:23","modified_gmt":"2020-06-16T14:07:23","slug":"istat-nel-2019-in-calo-la-poverta-assoluta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-nel-2019-in-calo-la-poverta-assoluta\/","title":{"rendered":"Istat: nel 2019 in calo la povert\u00e0 assoluta"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"dropcap dropcap3\">S<\/span>ono quasi 1,7 milioni le famiglie in condizione di povert\u00e0 assoluta con una incidenza pari al 6,4% (7,0% nel 2018), per un numero complessivo di quasi 4,6 milioni di individui (7,7% del totale, 8,4% nel 2018).<\/p>\n<p>Dopo quattro anni di aumento, si riducono per la prima volta il numero e la quota di famiglie in povert\u00e0 assoluta pur rimanendo su livelli molto superiori a quelli precedenti la crisi del 2008-2009.<\/p>\n<p>Stabile il numero di famiglie in condizioni di povert\u00e0 relativa: nel 2019 sono poco meno di 3 milioni (11,4%) cui corrispondono 8,8 milioni di persone (14,7% del totale).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-16-alle-16.01.22.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3362\" src=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-16-alle-16.01.22.png\" alt=\"\" width=\"1304\" height=\"686\" srcset=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-16-alle-16.01.22.png 1304w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-16-alle-16.01.22-300x158.png 300w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-16-alle-16.01.22-1024x539.png 1024w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-16-alle-16.01.22-768x404.png 768w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-16-alle-16.01.22-696x366.png 696w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-16-alle-16.01.22-1068x562.png 1068w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-16-alle-16.01.22-798x420.png 798w\" sizes=\"(max-width: 1304px) 100vw, 1304px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Si riduce nelle aree metropolitane del Mezzogiorno e del Centro <\/strong><\/p>\n<p>Nel 2019, si stimano quasi 1,7 milioni di famiglie in povert\u00e0 assoluta (con un\u2019incidenza pari al 6,4%), per un totale di quasi 4,6 milioni di individui (7,7%), in significativo calo rispetto al 2018 quando l\u2019incidenza era pari, rispettivamente, al 7,0% e all\u20198,4%. In particolare, nel Mezzogiorno la povert\u00e0 familiare scende dal 10,0% all\u20198,6% e quella individuale dall\u201911,4% al 10,1%. Anche nel Centro la povert\u00e0 degli individui residenti registra una riduzione significativa, dal 6,6% del 2018 al 5,6%.<\/p>\n<p>La diminuzione della povert\u00e0 assoluta si deve in gran parte al miglioramento, nel 2019, dei livelli di spesa delle famiglie meno abbienti (in una situazione di stasi dei consumi a livello nazionale1). L\u2019andamento positivo si \u00e8 verificato in concomitanza dell\u2019introduzione del Reddito di cittadinanza (che ha sostituito il Reddito di inclusione) e ha interessato, nella seconda parte del 2019, oltre un milione di famiglie in difficolt\u00e0<\/p>\n<p>L\u2019intensit\u00e0 della povert\u00e0, cio\u00e8 quanto la spesa mensile delle famiglie povere \u00e8 in media sotto la linea di povert\u00e0 in termini percentuali (\u201cquanto poveri sono i poveri\u201d) \u00e8 pari al 20,3% (19,4% nel 2018) con valori che vanno da un minimo del 18,1% nel Centro a un massimo del 21,6% al Sud.<\/p>\n<p>L\u2019incidenza delle famiglie in povert\u00e0 assoluta si conferma pi\u00f9 alta nel Mezzogiorno (8,5% nel Sud e 8,7% nelle Isole) rispetto alle altre ripartizioni (5,8% nel Nord-ovest, 6,0% nel Nord-est e 4,5% nel Centro). Per questa ragione, anche se le famiglie del Nord sono di pi\u00f9 rispetto a quelle del Mezzogiorno (rispettivamente 47,8% e 31,7% del totale), il numero di famiglie povere nelle due ripartizioni \u00e8 sostanzialmente uguale: 43,4% al Nord e 42,2% nel Mezzogiorno. Nel Centro si trova il restante 14,4% (rispetto al 20,5% delle famiglie residenti in questa ripartizione).<\/p>\n<p>Le differenze territoriali rilevate per le famiglie si confermano per gli individui: sono oltre due milioni i poveri assoluti residenti nel Mezzogiorno (45,1% del totale, di cui il 70% al Sud e il 30% nelle Isole), contro 1 milione e 860mila nelle regioni del Nord (40,5%, di cui il 58,7% nel Nord-ovest e il 41,3% nel Nord-est).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 si deve anche alla maggior presenza nel Mezzogiorno di famiglie numerose tra le famiglie in povert\u00e0 assoluta rispetto al Nord. L\u2019incidenza di povert\u00e0 individuale \u00e8 pari a 10,5% nel Sud e a 9,4% nelle Isole mentre nel Nord e nel Centro \u00e8 molto pi\u00f9 bassa, rispettivamente 6,8% e 5,6%.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cresce, invece, dal 5,0% del 2018 al 6,6% del 2019, l\u2019incidenza di povert\u00e0 assoluta nei comuni pi\u00f9 piccoli (fino a 50mila abitanti) e diversi dai comuni periferia di area metropolitana nel Nord-est. Per i comuni centro delle aree metropolitane del Nord si confermano incidenze di povert\u00e0 (7,1%) maggiori rispetto ai comuni periferici delle aree metropolitane e comuni sopra i 50mila abitanti (4,8%) e ai restanti comuni pi\u00f9 piccoli (6,1%).<\/p>\n<p>La povert\u00e0 assoluta coinvolge di pi\u00f9 le famiglie numerose e con figli minori<br \/>\nNel 2019 si conferma un\u2019incidenza di povert\u00e0 assoluta pi\u00f9 elevata tra le famiglie con un maggior numero di componenti: 9,6% tra quelle con quattro componenti e 16,2% tra quelle con cinque e pi\u00f9. Si attesta invece attorno al 6% tra le famiglie di tre componenti, sostanzialmente in linea con il dato medio.<\/p>\n<p>La povert\u00e0, inoltre, aumenta in presenza di figli conviventi, soprattutto se minori, passando dal 6,5% delle famiglie con un figlio minore al 20,2% di quelle con tre o pi\u00f9 figli minori. Anche tra le famiglie monogenitore la povert\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 diffusa rispetto alla media, con un\u2019incidenza dell\u20198,9%, ma in attenuazione rispetto all\u2019anno precedente, quando era pari a 11,4%.<\/p>\n<p>Nelle famiglie con almeno un anziano l\u2019incidenza di povert\u00e0 \u00e8 pari al 5,1%, pi\u00f9 bassa, quindi, della media nazionale; scende al 3,1% se si considerano le coppie in cui l\u2019et\u00e0 della persona di riferimento della famiglia \u00e8 superiore a 64 anni (tra le famiglie composte da persone sole con pi\u00f9 di 64 anni l\u2019incidenza sale al 5,7%).<br \/>\nIn generale, la povert\u00e0 familiare presenta un andamento decrescente all\u2019aumentare dell\u2019et\u00e0 della persona di riferimento: le famiglie di giovani hanno pi\u00f9 frequentemente minori capacit\u00e0 di spesa poich\u00e9 dispongono di redditi mediamente pi\u00f9 bassi e hanno minori risparmi accumulati nel corso della vita o beni ereditati.<\/p>\n<p>La povert\u00e0 assoluta riguarda l\u20198,9% delle famiglie in cui la persona di riferimento ha tra i 18 e i 34 anni e il 5,1% di quelle con persona di riferimento oltre i 64 anni. Rispetto al 2018 l\u2019incidenza di povert\u00e0 scende dall\u20198,3% al 6,9% per le famiglie con persona di riferimento fra i 45 e 54 anni.<\/p>\n<p>Istruzione e livelli occupazionali migliori proteggono le famiglie dalla povert\u00e0<br \/>\nLa diffusione della povert\u00e0 diminuisce al crescere del titolo di studio. Se la persona di riferimento ha conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore l\u2019incidenza \u00e8 pari al 3,4%, si attesta all\u20198,6% se ha al massimo la licenza di scuola media (9,8% nel 2018).<\/p>\n<p>Associate al titolo di studio sono la condizione professionale e la posizione nella professione della persona di riferimento: se dirigente, quadro o impiegato, la famiglia \u00e8 meno esposta alla povert\u00e0 assoluta (1,7%); se la persona di riferimento \u00e8 operaio o assimilato, la povert\u00e0 riguarda il 10,2% delle famiglie (dal 12,3% del 2018). La situazione migliora anche per i lavoratori dipendenti (6,0% nel 2019 dal 6,9%) e tra le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione (19,7% dal 27,6% del 2018).<\/p>\n<p>Rispetto al 2018, si riduce la quota di famiglie povere nei comuni centro di area metropolitana, sia a livello nazionale (da 7,2% a 5,9%), sia nel Centro (da 3,5% a 2,0%) e nel Mezzogiorno (da 13,6% a 9,8%), soprattutto nelle Isole (da 11,3% a 6,4%)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-16-alle-16.02.44.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3363\" src=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-16-alle-16.02.44.png\" alt=\"\" width=\"1388\" height=\"690\" srcset=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-16-alle-16.02.44.png 1388w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-16-alle-16.02.44-300x149.png 300w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-16-alle-16.02.44-1024x509.png 1024w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-16-alle-16.02.44-768x382.png 768w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-16-alle-16.02.44-324x160.png 324w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-16-alle-16.02.44-696x346.png 696w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-16-alle-16.02.44-1068x531.png 1068w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Schermata-2020-06-16-alle-16.02.44-845x420.png 845w\" sizes=\"(max-width: 1388px) 100vw, 1388px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Oltre 1,1 milioni i minori in povert\u00e0 assoluta<br \/>\nNel 2019, la povert\u00e0 assoluta in Italia colpisce 1 milione 137mila minori (11,4% rispetto al 7,7% degli individui a livello nazionale; 12,6% nel 2018). L\u2019incidenza varia dal 7,2% del Centro al 14,8% del Mezzogiorno. Rispetto al 2018 le condizioni dei minori migliorano sia a livello nazionale sia al Centro (da 10,1% a 7,2%). Disaggregando per et\u00e0, l\u2019incidenza si conferma pi\u00f9 elevata nelle classi 7-13 anni (12,9%) e 4-6 anni (11,7%) rispetto alle classi 0-3 anni (9,7%) e 14-17 anni (10,5%), quest\u2019ultima in particolare miglioramento rispetto all\u2019anno precedente (12,9%).<br \/>\nLe famiglie con minori in povert\u00e0 assoluta sono oltre 619mila, con un\u2019incidenza del 9,7% (oltre tre punti pi\u00f9 alta del valore medio di 6,4%). La maggiore criticit\u00e0 per le famiglie con minori emerge anche in termini di intensit\u00e0 della povert\u00e0, con un valore pari al 23,0% contro il 20,3% del dato generale. Oltre a essere pi\u00f9 spesso povere, le famiglie con minori sono anche in condizioni di disagio pi\u00f9 marcato.<\/p>\n<p>Nel sottoinsieme delle famiglie povere, le coppie con due figli sono le pi\u00f9 diffuse, sebbene siano presenti in misura minore rispetto al totale delle famiglie con minori (38,1% contro 39,5%); seguono le coppie con tre o pi\u00f9 figli (21,1% rispetto al 12,3%) e le coppie con un figlio (14,9% contro 29,7%); le famiglie monogenitore e le famiglie in cui convivono pi\u00f9 nuclei familiari rappresentano, rispettivamente, l\u201911,9% delle famiglie povere (11,0% sul totale delle famiglie con minori) e il 14,0% (7,5% sul totale delle famiglie con minori).<br \/>\nL\u2019incidenza della povert\u00e0 tra le famiglie con minori \u00e8 fortemente variabile a seconda della condizione lavorativa e della posizione nella professione della persona di riferimento: 7,1% nelle famiglie in cui la persona di riferimento \u00e8 occupata e 21,6% se non occupata.<\/p>\n<p>Se la persona di riferimento \u00e8 operaio l\u2019incidenza arriva al 12,2%, se \u00e8 in cerca di occupazione raggiunge il 29,2%. L\u2019incidenza di povert\u00e0 assoluta per le famiglie con minori \u00e8 pi\u00f9 elevata nelle aree metropolitane, sia nei comuni centro (10,8%) sia nei comuni periferia dell\u2019area metropolitana e nei comuni oltre i 50mila abitanti (9,8%) dove, rispetto al 2018 si registra un miglioramento; nei piccoli comuni si conferma, invece, al 9,4%.<br \/>\nLa cittadinanza ha un ruolo importante nel determinare la condizione socio-economica della famiglia: \u00e8 in condizione di povert\u00e0 assoluta il 6,3% delle famiglie con minori composte solamente da italiani (in miglioramento rispetto allo scorso anno) e il 31,2% delle famiglie con minori composte solo da stranieri.<\/p>\n<p>Elevata la povert\u00e0 assoluta tra gli stranieri<br \/>\nGli individui stranieri in povert\u00e0 assoluta sono quasi un milione e 400mila, con una incidenza pari al 26,9%, contro il 5,9% dei cittadini italiani.<br \/>\nLe famiglie in povert\u00e0 assoluta sono composte nel 69,6% dei casi da famiglie di soli italiani (1 milione e 164mila) e per il restante 30,4% da famiglie con stranieri (circa 510mila), pur rappresentando solo l\u20198,9% del totale delle famiglie.<br \/>\nL\u2019incidenza di povert\u00e0 assoluta \u00e8 pari al 22,0% (25,1% nel 2018) per le famiglie con almeno uno straniero (24,4% per le famiglie composte esclusivamente da stranieri) e al 4,9% per le famiglie di soli italiani. La criticit\u00e0 per le famiglie con stranieri \u00e8 pi\u00f9 sentita nei piccoli comuni (25,0% contro 28,3% per le famiglie composte solo da stranieri).<br \/>\nLe famiglie in povert\u00e0 con stranieri dove sono presenti minori mostrano valori pari al 27,0% (282mila), quelle di soli stranieri sono invece il 31,2%, ossia un valore cinque volte superiore a quello delle famiglie di soli italiani con minori (6,3%). Nel Mezzogiorno la stessa incidenza sale al 36,8% per le famiglie con stranieri dove sono presenti minori, contro il 10,6% delle famiglie di soli italiani con minori.<\/p>\n<p>Nelle famiglie di soli stranieri in cui la persona di riferimento \u00e8 in cerca di occupazione, l\u2019incidenza \u00e8 pari al 33,3% (per un totale di 42mila famiglie); se la persona di riferimento \u00e8 occupata, la condizione di povert\u00e0 riguarda quasi una famiglia su quattro (23,1%).<br \/>\nA livello territoriale, l\u2019incidenza pi\u00f9 elevata si registra nel Mezzogiorno, con quote di famiglie con stranieri in povert\u00e0 circa quattro volte superiori a quelle delle famiglie di soli italiani (rispettivamente 32,1% e 7,4%). Nel Nord le famiglie di soli stranieri registrano valori dell\u2019incidenza pari a quelli della media nazionale (24,6%). Rispetto al 2018, segnali di miglioramento si registrano per le famiglie di soli stranieri nel Centro (da 23,0% a 15,7%) e per le famiglie di soli italiani nel Mezzogiorno (da 8,9% a 7,4%).<\/p>\n<p><strong>%In affitto quasi la met\u00e0 delle famiglie povere<\/strong><br \/>\nL\u2019incidenza di povert\u00e0 assoluta in Italia varia anche a seconda del titolo di godimento dell\u2019abitazione in cui si vive, e la situazione \u00e8 particolarmente critica per chi vive in affitto.<br \/>\nLe oltre 726mila famiglie povere in affitto rappresentano il 43,4% di tutte le famiglie povere, a fronte di una quota di famiglie in affitto del 18,4% sul totale delle famiglie residenti.<\/p>\n<p>Le famiglie affittuarie nel Mezzogiorno sono in povert\u00e0 assoluta nel 18,9% dei casi a fronte del 14,4% nel Nord e dell\u201911,9% nel Centro. Tuttavia, tra le famiglie povere nel Centro e nel Nord quelle affittuarie sono quasi la met\u00e0 del totale mentre nel Mezzogiorno sono il 36,1% e ci\u00f2 in parte si spiega per una minore presenza di affittuari tra le famiglie residenti.<br \/>\nVa tenuto presente che il titolo di godimento dell\u2019abitazione \u00e8 fortemente legato all\u2019et\u00e0 della persona di riferimento, cos\u00ec come alla cittadinanza dei componenti. Infatti, le famiglie con persona di riferimento giovane (frequentemente con minori al loro interno) e quelle con stranieri, che scontano sia una minore capacit\u00e0 reddituale sia una minore probabilit\u00e0 di avere accumulato risparmi o di aver avuto accesso a beni ereditari, vivono pi\u00f9 frequentemente in affitto.<\/p>\n<p>La quota di affittuari nella popolazione totale scende al crescere dell\u2019et\u00e0 della persona di riferimento (dal 39,5% se \u00e8 under35 al 10,7% se ha 65 anni e pi\u00f9) e contestualmente aumenta la quota di proprietari (dal 43,2% all\u201982,1%). Guardando la cittadinanza, vive in affitto il 77,5% delle famiglie povere con stranieri mentre solo l\u201911,8% ha una casa di propriet\u00e0 contro, rispettivamente, il 28,5% e il 57,6% delle famiglie in povert\u00e0 di soli italiani.<\/p>\n<p>Tra le famiglie con minori, quelle in affitto sono povere nel 22,9% dei casi contro il 4,7% di quelle proprietarie e il 12,1% di famiglie usufruttuarie o che hanno l\u2019abitazione in uso gratuito.<\/p>\n<p>L\u2019affitto medio per le famiglie in povert\u00e0 assoluta \u00e8 pari a circa 318 euro mensili, contro i 429 euro pagati dalle famiglie non in condizione di povert\u00e0. Tuttavia, poich\u00e9 la spesa media mensile complessiva delle prime \u00e8 molto pi\u00f9 bassa di quella delle seconde (875 euro contro 2,062), la voce per l\u2019affitto pesa per il 36,4% sul totale delle spese familiari quando si \u00e8 poveri (37,6% nel Nord, 40,3% nel Centro, 32% nel Mezzogiorno) e il 20,8% quando non si \u00e8 poveri.<\/p>\n<p>Paga un mutuo il 18,2% delle famiglie in povert\u00e0 assoluta che vivono in casa di propriet\u00e0, rispetto al 19,8 delle famiglie non povere. Dal punto di vista economico e contabile, questa voce di bilancio \u00e8 un investimento, e non rientra quindi nella spesa per consumi. Tuttavia, per le famiglie che la sostengono rappresenta un\u2019uscita particolarmente gravosa, in particolare per quelle che scendono sotto la soglia di povert\u00e0 anche a causa di questo esborso, che sottrae risorse alle spese per consumi. La rata media effettiva per le famiglie che pagano un mutuo \u00e8 di 469 euro mensili per le famiglie povere e di 547 euro per le non povere.<\/p>\n<p>Rispetto alla tipologia familiare, l\u2019incidenza di povert\u00e0 assoluta aumenta al crescere del numero di figli minori presenti in famiglia (4,9% per le coppie con un figlio, 9,3% per quelle con due e 16,6% per le coppie con tre o pi\u00f9 figli), \u00e8 elevata tra le famiglie monogenitore (10,5%) e per le tipologie in cui spesso convivono pi\u00f9 nuclei familiari (18,0%). Le famiglie monogenitore sono le sole a far registrare un miglioramento significativo rispetto al 2018, tornando ai valori del 2017 (quando l\u2019incidenza era l\u201911,8%).<\/p>\n<p>Sempre alta l\u2019incidenza ma nel Mezzogiorno migliora<br \/>\nNel 2019 le famiglie in condizioni di povert\u00e0 relativa sono stimate pari a poco meno di 3 milioni (11,4%), per un totale di oltre 8,8 milioni di individui (14,7%). Rispetto al 2018, la situazione \u00e8 sostanzialmente stabile in tutte le ripartizioni: nel Nord l\u2019incidenza si attesta a 6,8% con valori simili sia nel Nord-ovest sia nel Nord-est (rispettivamente 6,7% e 6,9%) mentre \u00e8 pari a 21,1% nel Mezzogiorno.<\/p>\n<p>Anche a livello individuale si registra una sostanziale stabilit\u00e0 in media nazionale (da 15,0% a 14,7%), che si riflette anche sul territorio. Sicilia (24,3%), Calabria (23,4%) e Puglia (22,0%) sono le regioni con la maggiore incidenza.<br \/>\nL\u2019intensit\u00e0 della povert\u00e0 relativa si attesta al 23,8%, sostanzialmente stabile rispetto al 2018 (24,3%), e ancora una volta raggiunge il valore pi\u00f9 elevato nel Mezzogiorno (25,0%) e il pi\u00f9 basso nel Centro (21,9%).<\/p>\n<p>Le famiglie residenti nei comuni centro di area metropolitana presentano valori di povert\u00e0 relativa pi\u00f9 bassi rispetto alle altre tipologie comunali (8,9%); in particolare la ripartizione del Centro si conferma quella con i valori pi\u00f9 bassi (3,5%), mentre nel Mezzogiorno i valori sono sei volte superiori (21,5%). Stazionaria la situazione rispetto al 2018.<br \/>\nL\u2019incidenza di povert\u00e0 relativa si diversifica a seconda della cittadinanza dei componenti familiari. Per le famiglie di soli italiani \u00e8 al 9,7%, ma triplica per le famiglie con almeno uno straniero (29,1% e 30,5% per le famiglie di soli stranieri). I valori pi\u00f9 bassi si registrano per le famiglie di soli italiani nel Nord (4,5), mentre nel Mezzogiorno si arriva al 47,9% tra le famiglie con stranieri (48,9% per le famiglie di soli stranieri).<\/p>\n<p>Famiglie sicuramente povere, appena povere o quasi povere<br \/>\nLa classificazione delle famiglie in povere e non povere, ottenuta attraverso la linea convenzionale di povert\u00e0 relativa, pu\u00f2 essere articolata ulteriormente tramite l\u2019utilizzo di soglie aggiuntive, corrispondenti all\u201980%, al 90%, al 110% e al 120% di quella standard, che permettono di individuare gruppi di famiglie distinti in base alla distanza dalla linea di povert\u00e0.<\/p>\n<p>Nel 2019 le famiglie \u201csicuramente\u201d povere (che hanno livelli di spesa mensile equivalente inferiori alla linea standard di oltre il 20%) sono pari al 5,9%, con valori pi\u00f9 elevati nel Mezzogiorno (11,4%). Quelle \u201cappena\u201d povere (ovvero con una spesa inferiore alla linea di non oltre 20%) sono il 5,6% delle famiglie residenti (5,5% nel 2018) e raggiungono il 9,7% nel Mezzogiorno (9,5% l\u2019anno precedente); tra le \u201cappena\u201d povere, il 2,9% presenta livelli di spesa per consumi molto prossimi alla linea di povert\u00e0 (inferiori di non oltre il 10%), percentuale che sale a 4,8% nel Mezzogiorno.<\/p>\n<p>\u00c8 invece \u201cquasi povero\u201d il 7,2% delle famiglie (spesa superiore alla linea di non oltre 20%) mentre il 3,4% ha valori di spesa superiori alla linea di povert\u00e0 di non oltre 10% (5,7% nel Mezzogiorno).<br \/>\nLe famiglie \u201csicuramente\u201d non povere, infine, sono l\u201981,4% del totale (80,8% nel 2018), con valori pari a 88,5% nel Nord, 86,8% nel Centro e 67,2% nel Mezzogiorno.<\/p>\n<p>Migliora la condizione delle famiglie di due componenti (da 10,2% nel 2018 a 8,2% nel 2019), soprattutto nel Mezzogiorno dove l\u2019incidenza per questa tipologia familiare passa dal 20,1% al 16,4%. La stessa dinamica si registra anche per le famiglie monogenitore per le quali l\u2019incidenza di povert\u00e0 relativa passa da 18,8% del 2018 a 14,1% del 2019 in media nazionale. Nel Nord, invece, segnali di difficolt\u00e0 vengono dalle famiglie monocomponente di anziani per le quali l\u2019incidenza nel 2019 cresce a 5,3% dal 3,1% del 2018.<\/p>\n<p>Le famiglie con tre o pi\u00f9 figli minori hanno una incidenza di povert\u00e0 relativa quasi tre volte superiore a quella media nazionale (34,4% contro 11,4%); pi\u00f9 basso, invece, il valore per le famiglie in cui sono presenti due o pi\u00f9 anziani (9,5%). Rispetto al 2018 si registrano segnali di miglioramento nel Mezzogiorno per le famiglie con anziani (da 21,4% a 17,0% per le famiglie con due o pi\u00f9 anziani) e per le famiglie monogenitore (da 32,2% a 24,4%); per queste ultime l\u2019andamento \u00e8 positivo anche nel Centro (da 12,9% a 7,8%).<\/p>\n<p>Analogamente alla povert\u00e0 assoluta, l\u2019incidenza di povert\u00e0 relativa per le famiglie con persona di riferimento in posizione di operaio e assimilato (17,4%) \u00e8 la pi\u00f9 alta fra gli occupati; tra le famiglie in cui la persona di riferimento \u00e8 lavoratore indipendente in posizione diversa da imprenditore o libero professionista \u00e8 pari al 9,4%. Si conferma il disagio per le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione (30,7%) ma in miglioramento rispetto al 2018 (37,5%). Nel Mezzogiorno la dinamica \u00e8 positiva per le famiglie con persona di riferimento ritirata dal lavoro, l\u2019incidenza scende infatti dal 19,3% al 16,4%.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono quasi 1,7 milioni le famiglie in condizione di povert\u00e0 assoluta con una incidenza pari al 6,4% (7,0% nel 2018), per un numero complessivo di quasi 4,6 milioni di individui (7,7% del totale, 8,4% nel 2018). 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