{"id":3661,"date":"2020-07-13T10:20:26","date_gmt":"2020-07-13T08:20:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=3661"},"modified":"2020-07-13T10:20:26","modified_gmt":"2020-07-13T08:20:26","slug":"istat-prosegue-la-crisi-demografica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/istat-prosegue-la-crisi-demografica\/","title":{"rendered":"Istat: prosegue la crisi demografica"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"dropcap dropcap3\">A<\/span>l 31 dicembre 2019 la popolazione residente \u00e8 inferiore di quasi 189 mila unit\u00e0 (188.721) rispetto all\u2019inizio dell\u2019anno.<\/p>\n<p>Il persistente declino avviatosi nel 2015 ha portato a una diminuzione di quasi 551 mila residenti in cinque anni.<\/p>\n<p>Rispetto all\u2019anno precedente, si registra un nuovo minimo storico di nascite dall\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia, un lieve aumento dei decessi e pi\u00f9 cancellazioni anagrafiche per l\u2019estero.<br \/>\nIl numero di cittadini stranieri che arrivano nel nostro Paese \u00e8 in calo (-8,6%), mentre prosegue l\u2019aumento dell\u2019emigrazione di cittadini italiani (+8,1%).<\/p>\n<p>La recessione demografica \u00e8 dovuta ai cittadini italiani<br \/>\nAl 31 dicembre 2019 la popolazione residente in Italia ammonta a 60.244.639 unit\u00e0, quasi 189 mila in meno rispetto all\u2019inizio dell\u2019anno (-0,3%). Rispetto alla stessa data del 2014 diminuisce di 551 mila unit\u00e0, confermando la persistenza del declino demografico che ha caratterizzato gli ultimi cinque anni.<br \/>\nIl calo di popolazione residente \u00e8 dovuto ai cittadini italiani, che al 31 dicembre ammontano a 54 milioni 938 mila unit\u00e0, 236 mila in meno dall\u2019inizio dell\u2019anno (-0,4%) e circa 844 mila in meno in cinque anni: una perdita consistente, di dimensioni pari, ad esempio, a quella di province come Genova o Venezia.<br \/>\nNello stesso periodo, al contrario, la popolazione residente di cittadinanza straniera \u00e8 aumentata di oltre 292 mila unit\u00e0 attenuando in tal modo la flessione del dato complessivo di popolazione residente. Il ritmo di incremento della popolazione straniera si va tuttavia affievolendo. Al 31 dicembre 2019 sono 5.306.548 i cittadini stranieri iscritti in anagrafe, l\u20198,8% del totale della popolazione residente, con un aumento, rispetto all\u2019inizio dell\u2019anno, di sole 47 mila unit\u00e0 (+0,9%).<\/p>\n<p>Pi\u00f9 contenuto il calo di popolazione al Nord<br \/>\nNel 2019 la distribuzione della popolazione residente per ripartizione geografica resta stabile rispetto agli anni precedenti. Le aree pi\u00f9 popolose del Paese si confermano il Nord-ovest (dove risiede il 26,7% della popolazione complessiva) e il Sud (23,0%), seguite dal Centro (19,9%), dal Nord-est (19,4%) e infine dalle Isole (11,0%).<br \/>\nIl decremento di popolazione coinvolge tutte le ripartizioni: nel Nord-ovest e nel Nord-est \u00e8 contenuto (rispettivamente -0,06% e -0,03% rispetto a inizio anno), mentre i maggiori decrementi, sopra la variazione media nazionale (-0,31%), si rilevano nelle Isole (-0,70%) e al Sud (-0,63%).<\/p>\n<p>A livello regionale, <strong>il primato negativo in termini di perdita di popolazione \u00e8 del Molise (-1,14%), seguito da Calabria (-0,99%) e Basilicata (<\/strong>-0,97%). All\u2019opposto, incrementi di popolazione si osservano nelle province di Bolzano e Trento (rispettivamente +0,30% e +0,27%), in Lombardia (+0,16%) ed Emilia-Romagna (+0,09%).<\/p>\n<p>I cittadini stranieri risiedono soprattutto nel Nord e nel Centro. Il primato di presenze, in termini assoluti, va alle regioni del Nord-ovest con 1.792.105 residenti di cittadinanza straniera, pari a oltre un terzo (33,8%) del totale degli stranieri. Un cittadino straniero su quattro risiede nelle regioni del Nord-est e in quelle del Centro. Pi\u00f9 contenuta \u00e8 la loro presenza nel Sud (12,1%) e nelle Isole (4,8%).<\/p>\n<p>Rapportando la popolazione residente straniera a quella totale si conferma un\u2019incidenza superiore al 10% al Centro-nord, in linea con il 2018. Anche nel Mezzogiorno il rapporto resta stabile, ma pi\u00f9 moderato rispetto al resto d\u2019Italia: 4,6 residenti stranieri per cento abitanti nel Sud e 3,9 nelle Isole.<\/p>\n<p>Meno nascite e pi\u00f9 decessi ovunque con l\u2019eccezione di Bolzano<br \/>\nProsegue la dinamica naturale negativa della popolazione, che ancora una volta fa registrare un deficit significativo di \u201csostituzione naturale\u201d tra nati e morti, in linea con la tendenza negativa in atto da diversi anni. Nel corso del 2019 la differenza tra nati e morti (saldo naturale) \u00e8 di -214 mila unit\u00e0.<\/p>\n<p>Il saldo naturale della popolazione residente, nel complesso, \u00e8 negativo in tutte le regioni: unica eccezione la provincia autonoma di Bolzano, che prosegue il suo trend positivo in termini di capacit\u00e0 di crescita naturale. Il tasso di crescita naturale, che si attesta a -3,6 per mille a livello nazionale, varia dal +1,5 per mille di Bolzano al -8,1 per mille della Liguria. Anche Friuli-Venezia Giulia, Piemonte e Molise presentano livelli del saldo naturale particolarmente accentuati, superiori al -5,5 per mille.<\/p>\n<p>Il deficit di nascite rispetto ai decessi \u00e8 tutto dovuto alla popolazione di cittadinanza italiana (-270 mila), mentre per la popolazione straniera il saldo naturale resta ampiamente positivo (+55.510). Il tasso di crescita naturale degli stranieri \u00e8 pari in media nazionale a 10,5 per mille. Anche per gli stranieri il valore pi\u00f9 elevato si registra nella provincia di Bolzano (13,3 per mille), quello pi\u00f9 basso in Sardegna (5,1 per mille). Senza il contributo fornito dagli stranieri, che attenua il declino naturale della popolazione residente in Italia, si raggiungerebbero deficit di sostituzione ancora pi\u00f9 drammatici.<\/p>\n<p>Nuovo record negativo per le nascite<br \/>\nIl record negativo di nascite dall\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia registrato nel 2018 \u00e8 di nuovo superato dai dati del 2019: gli iscritti in anagrafe per nascita sono appena 420.170, con una diminuzione di oltre 19 mila unit\u00e0 sul 2018 (-4,5%). Il calo si registra in tutte le ripartizioni, ma \u00e8 pi\u00f9 accentuato al Centro (-6,5%).<\/p>\n<p>I fattori strutturali che negli ultimi anni hanno contribuito al calo delle nascite sono noti e si identificano nella progressiva riduzione della popolazione italiana in et\u00e0 feconda, costituita da generazioni sempre meno numerose alla nascita &#8211; a causa della denatalit\u00e0 osservata a partire dalla seconda met\u00e0 degli anni Settanta &#8211; non pi\u00f9 incrementate dall\u2019ingresso di consistenti contingenti di giovani immigrati.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni si assiste anche a una progressiva diminuzione del numero di stranieri nati in Italia, cos\u00ec che il contributo all\u2019incremento delle nascite fornito dalle donne straniere, registrato a partire dagli anni duemila, sta di anno in anno riducendosi ii. Nel 2019 il numero di stranieri nati in Italia \u00e8 pari a 62.944 (il 15,0% del totale dei nati), con un calo di 2.500 unit\u00e0 rispetto al 2018 (-3,8%). Il peso percentuale delle nascite di bambini stranieri sul totale dei nati \u00e8 maggiore nelle regioni dove la presenza straniera \u00e8 pi\u00f9 diffusa e radicata: nel Nord-ovest (21,1%) e nel Nord-est (21,2%). Un quarto dei nati in Emilia-Romagna \u00e8 straniero (25,0%), in Sardegna solo il 4,3%.<\/p>\n<p>Il tasso di natalit\u00e0 del complesso della popolazione residente \u00e8 pari al 7,0 per mille. Il primato \u00e8 detenuto dalla provincia autonoma di Bolzano (9,9 per mille) mentre i valori pi\u00f9 bassi si rilevano in Liguria (5,7 per mille) e in Sardegna (5,4 per mille).<\/p>\n<p>Solo un lieve aumento dei decessi nel 2019 rispetto all\u2019anno precedente<br \/>\nNel 2019 i decessi ammontano a 634 mila unit\u00e0, con un aumento rispetto al 2018 decisamente contenuto (appena 1.300 in pi\u00f9). L\u2019aumento del numero di decessi si registra in quasi tutte le ripartizioni, con un incremento pi\u00f9 consistente nelle Isole (+1,7%), solo il Nord-ovest registra una lieve diminuzione (-0,7%). Il maggior numero di decessi coinvolge le donne (52,1%), con un rapporto di 108,9 ogni 100 uomini, e solo l\u20191,2% riguarda cittadini stranieri. Il tasso di mortalit\u00e0 \u00e8 pari a 10,5 per mille, varia da un minimo di 8,4 per mille nella provincia autonoma di Bolzano a un massimo di 13,8 in Liguria ed \u00e8 legato alla struttura per et\u00e0 della popolazione.<\/p>\n<p>In una popolazione caratterizzata da un accentuato invecchiamento demografico come quella italiana, la tendenza all\u2019aumento dei decessi \u00e8 in parte strutturale. Questa tendenza di fondo pu\u00f2 essere perturbata dall\u2019azione di eventi congiunturali (quali condizioni climatiche particolarmente avverse o favorevoli, maggiori o minori virulenze delle epidemie influenzali stagionali) che possono influire sull\u2019andamento mensile del fenomeno. La stagionalit\u00e0 dei decessi nel 2019 non presenta a questo riguardo particolari criticit\u00e0 rispetto ai quattro anni precedenti.<\/p>\n<p>Il calendario dei decessi mette in evidenza che nel trimestre febbraio-aprile 2019 si sono registrati il 26,5% dei decessi avvenuti nel corso dell\u2019anno, percentuali in linea con la media del 2015-2018.<\/p>\n<p>Anche l\u2019analisi dei decessi relativi all\u2019ultimo trimestre del 2019, periodo dell\u2019anno in cui si possono ravvisare i primi effetti legati al clima rigido o a patologie stagionali, mostra livelli di mortalit\u00e0 generalmente in linea con la media ottobre-dicembre 2015-2018 (2,5 per mille).<\/p>\n<p>Le iscrizioni dall\u2019estero nel 2019 ammontano a 333.799, solamente lo 0,4% in pi\u00f9 rispetto al 2018. Aumenta invece il numero delle persone che si trasferiscono all\u2019estero: nel 2019 i cancellati per l\u2019estero sono stati 182.154, il 16,1% in pi\u00f9 rispetto all\u2019anno precedente. Il saldo migratorio con l\u2019estero si \u00e8 quindi ridotto a 152 mila unit\u00e0 nel 2019.<\/p>\n<p>Gli iscritti in anagrafe provenienti da un Paese estero sono soprattutto cittadini stranieri (78,2%); aumenta, tuttavia, il numero di italiani che rientra dopo un periodo di emigrazione all\u2019estero (sono 73 mila nel 2019, 26 mila unit\u00e0 in pi\u00f9 rispetto al 2018).<\/p>\n<p>Le persone che nel 2019 hanno lasciato il nostro Paese per trasferirsi all\u2019estero sono 182 mila, con un aumento di 25 mila unit\u00e0 rispetto al 2018. Tra questi, la componente dovuta ai cittadini stranieri \u00e8 cresciuta del 39,2% rispetto all\u2019anno precedente e ammonta a 56 mila cancellazioni. Prosegue, inoltre, l\u2019aumento dell\u2019emigrazione di cittadini italiani: si sono trasferiti all\u2019estero in 126 mila con un incremento dell\u20198,1% rispetto al 2018.<\/p>\n<p>Va considerato che, tra gli italiani che trasferiscono all\u2019estero la loro residenza, una quota \u00e8 da imputare ai cittadini in precedenza stranieri che, una volta acquisita la cittadinanza italiana, decidono di emigrare in Paesi terzi o di fare ritorno nel luogo di origine. Una tendenza che negli ultimi anni sta acquistando sempre pi\u00f9 consistenza: nel 2018, le emigrazioni di questi &#8220;nuovi&#8221; italiani ammontavano a circa 35 mila (30% degli espatri, +6% rispetto al 2017) .<br \/>\nI saldi migratori per l\u2019estero mostrano un bilancio negativo per gli italiani (-53 mila) e positivo per gli stranieri (+205 mila).<\/p>\n<p>Movimento migratorio interno, sempre dal Mezzogiorno verso il Nord e il Centro<br \/>\nNel corso del 2019 i trasferimenti di residenza interni hanno coinvolto pi\u00f9 di 1 milione e 468 mila persone. Secondo un modello ormai consolidato, gli spostamenti di popolazione avvengono prevalentemente dalle regioni del Mezzogiorno verso quelle del Nord e del Centro.<\/p>\n<p>Il tasso migratorio interno oscilla tra il -5,8 per mille della Calabria e il 4,1 per mille dell\u2019Emilia-Romagna. Tutte le regioni del Sud e delle Isole presentano valori negativi, alle quali si aggiunge il Lazio (-0,2 per mille).<\/p>\n<p>Una quota delle migrazioni interne \u00e8 dovuta ai movimenti degli stranieri residenti nel nostro Paese che, rispetto agli italiani, pur seguendo le stesse direttici, presentano una maggior propensione alla mobilit\u00e0 contribuendo al movimento interno per il 18,8%.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al 31 dicembre 2019 la popolazione residente \u00e8 inferiore di quasi 189 mila unit\u00e0 (188.721) rispetto all\u2019inizio dell\u2019anno. Il persistente declino avviatosi nel 2015 ha portato a una diminuzione di quasi 551 mila residenti in cinque anni. 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