{"id":3805,"date":"2020-07-29T15:30:30","date_gmt":"2020-07-29T13:30:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=3805"},"modified":"2020-07-29T15:30:30","modified_gmt":"2020-07-29T13:30:30","slug":"continuita-aziendale-e-impairment-test-due-aspetti-fondamentali-%e2%80%a8nella-fase-di-ripartenza-delle-imprese%e2%80%a8","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/continuita-aziendale-e-impairment-test-due-aspetti-fondamentali-%e2%80%a8nella-fase-di-ripartenza-delle-imprese%e2%80%a8\/","title":{"rendered":"Continuit\u00e0 aziendale e Impairment test: due aspetti fondamentali \u2028nella fase di ripartenza delle imprese\u2028"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"dropcap dropcap3\">I<\/span> temi legati alla continuit\u00e0 aziendale e alla realizzazione di impairment test dell\u2019avviamento stanno assumendo un\u2019importanza sempre maggiore alla luce dell\u2019inizio anche in Italia della fase post-pandemia di COVID-19, in cui la ripresa delle attivit\u00e0 produttive si deve confrontare con un contesto di mercato e con sfide delicate e non ipotizzabili fino a pochi mesi fa.<\/p>\n<p>Per approfondire questi argomenti e permettere ad alcuni fra gli esperti del settore di fornire la propria visione e i propri insight, Duff &amp; Phelps, in collaborazione con ANDAF, ha organizzato il webcast \u201cContinuit\u00e0 Aziendale e Impairment Test dell\u2019avviamento nel contesto economico attuale condizionato dal COVID-19\u201d.<\/p>\n<p><strong>Roberto Mannozzi<\/strong>, Presidente ANDAF e Head of Administration, Tax and Control, Gruppo FS, ha sottolineato l\u2019importanza e la strategicit\u00e0 degli argomenti oggetto dell\u2019incontro virtuale, anche alla luce delle recenti condizioni senza precedenti che le aziende si trovano ad affrontare su scala globale, dando rilievo a due principali aspetti da analizzare con la massima attenzione da parte di amministratori, management e organi di controllo: il presupposto della continuit\u00e0 aziendale, reso ancor pi\u00f9 delicato in questo momento dalla emergenza COVID-19 e, strettamente correlato ad esso, la necessit\u00e0 da parte delle aziende di rileggere i propri business plan prospetticamente, provando a proiettarsi oltre le attuali difficolt\u00e0 e rivedendo i piani industriali per valutare attentamente la sostenibilit\u00e0 dei propri asset.<\/p>\n<p><strong>Alberto Tron<\/strong>, Presidente del Comitato Tecnico ANDAF Financial Reporting Standard e Incaricato di Finanza Aziendale presso l\u2019Universit\u00e0 Bocconi di Milano, ha approfondito il tema della continuit\u00e0 aziendale, sottolineando: \u201cIn seguito alla diffusione della pandemia di Covid-19 e al successivo lockdown, stiamo affrontando la prima recessione globale dopo la Seconda guerra mondiale, che riguarda tutti i settori produttivi. In Italia, in particolare, il tessuto industriale \u00e8 composto per circa il 95% da PMI e questo pone importanti problemi di liquidit\u00e0, che, tipicamente, possono essere affrontati o con una ricapitalizzazione o con un ricorso all\u2019indebitamento bancario.<\/p>\n<p>In questo scenario, la continuit\u00e0 aziendale assume un ruolo determinante, dato che, per sua natura, \u00e8 relativa alla possibilit\u00e0 per l\u2019azienda di proseguire la sua attivit\u00e0 nel corso dei successivi 12 mesi ed \u00e8 quindi necessario che, ora pi\u00f9 che mai, venga supportata da piani di business credibili e oggettivi basati, in particolare, sul fatto che la produzione abbia o meno possibilit\u00e0 di essere continuata proficuamente.<\/p>\n<p>In questo contesto, assume un ruolo determinante il CFO, che deve essere in grado di dare il suo determinante contributo alla realizzazione, o all\u2019adeguamento post-pandemia, di un business model e del correlato business plan che possa prevedere il mantenimento del funzionamento aziendale nel breve e nel medio termine. Nel breve termine sar\u00e0 importantissimo che il CFO metta in campo tutti gli strumenti di monitoraggio del capitale circolante e di controllo di gestione onde garantire la sopravvivenza dell\u2019impresa in un\u2019ottica, almeno nel breve periodo, di resilienza.\u201d<\/p>\n<p>Guardando invece agli impatti sull\u2019impairment test dell\u2019avviamento, <strong>Enrico Rovere<\/strong>, Managing Director della divisione di Valuation Advisory di Duff &amp; Phelps in Italia e Michela Morelli, Director di Duff &amp; Phelps, hanno commentato: \u201cDurante gli scorsi tre mesi, gli indici azionari sono stati pesantemente impattati dalla pandemia, che ha innescato una crisi la cui durata ed estensione resta al momento ignota.<\/p>\n<p>In tale contesto l\u2019utilizzo di multipli basati su risultati storici non sembra essere pi\u00f9 affidabile e risulta quindi pi\u00f9 appropriato utilizzare i multipli in versione \u201cforward looking\u201d, nei quali le proiezioni della Societ\u00e0 potrebbero tenere conto di numerosi fattori impattati dal COVID-19, quali ad esempio l\u2019interruzione di una filiera, una variazione della domanda o una perdita dei clienti. Inoltre, l\u2019impatto sociale ed economico della crisi ha aumentato l\u2019incertezza generale. Tutto questo ha un effetto negativo sulle prospettive e sulle valutazioni di un\u2019impresa e sulle possibilt\u00e0 di recupero dell\u2019avviamento e di altri asset.<\/p>\n<p>Uno studio che abbiamo condotto sull\u2019andamento degli impairment test nei tre mercati di riferimento nel corso degli ultimi 10 anni, ha mostrato che negli USA il livello massimo si \u00e8 raggiunto nel 2008, quando si sono verificati 502 eventi di impairment per un valore aggregato di 188 miliardi di dollari. \u00c8 stato osservato che al culmine della crisi del debito sovrano in Europa, le societ\u00e0 dello STOXX Europe 600 hanno raggiunto un elevato valore aggregato di impairment nel 2011 (77,2 miliardi di euro) e leggermente inferiore nel 2012 (66,4 miliardi di euro). Seguendo la stessa dinamica, anche in Italia si \u00e8 registrato un valore aggregato di impairment di 36,9 miliardi di euro nel 2011, con 15 eventi di impairment. Le attuali condizioni di mercato, impattate dal Covid-19, segnano le premesse per un incremento di impairment nel 2020.\u201d<\/p>\n<p>Questo ultimo dato viene supportato dai risultati ottenuti da un instant poll su un campione qualificato di rappresentanti della financial community operanti a livello nazionale, interpellati durante il webinar. Il 58% dei rispondenti ha infatti indicato come sia possibile la necessit\u00e0 di un esercizio di Impairment Test nel corso del mese di giugno 2020.<br \/>\nProseguono Rovere e Morelli: \u201cUn elemento importante da considerare nella riconciliazione dei diversi concetti di valore che siamo chiamati a calcolare \u00e8 la problematica delle asimmetrie informative, in particolare quanto delle strategie aziendali \u00e8 pubblicamente conosciuto e quanto \u00e8 solo condiviso all\u2019interno dell\u2019azienda. In un\u2019ottica di impairment test in particolare, potrebbero riflettersi poi in stime di valore diverse per CGU ed aziende nel loro insieme. Inoltre, \u00e8 importante considerare quali sono le informazioni conosciute e conoscibili e quali non conosciute al momento attuale.<\/p>\n<p>Tra le informazioni conosciute ci sono infatti la diminuzione dei prezzi di mercato e dell\u2019energia, la crisi di liquidit\u00e0 che molte aziende stanno affrontando, l\u2019aumento dell\u2019incertezza e del rischio e le politiche di stimoli finanziari e fiscali messe in campo da banche centrali e governi. Dall\u2019altro lato, risultano attualmente non conosciute le tempistiche per lo sviluppo di una cura e di un vaccino anti COVID-19, la possibilit\u00e0 che si scateni una seconda ondata pandemica, il mantenimento delle misure restrittive e l\u2019impatto reale delle misure di sostegno all\u2019economia.. In questo scenario, \u00e8 quindi fondamentale, al fine della determinazione del fair value, costruire un bridge fra questi due insiemi di informazioni, in modo da riuscire quanto pi\u00f9 possibile a bilanciarle e attribuire il giusto peso in fase di stima del valore.<\/p>\n<p>Un altro punto chiave nelle attivit\u00e0 valutative in tempi di pandemia \u00e8 quello della revisione dei piani economico-finanziari che coinvolge diversi aspetti: i ricavi, la supply chain e le operations, senza trascurare la parte patrimoniale, legata a possibili ritardi negli investimenti previsti e a dilazioni dei pagamenti e probabili effetti anche sui covenant finanziari. L\u2019approccio che consigliamo di tenere nell\u2019adeguamento dei piani \u00e8 quello di prendere in considerazione diversi scenari e ponderarli secondo la loro probabilit\u00e0 di realizzazione, ottenendo quindi un valore atteso che rifletta le diverse possibilit\u00e0 del prossimo incerto futuro.\u201d<\/p>\n<p>L\u2019importanza di questo aspetto \u00e8 condivisa anche dalla maggioranza (il 54%) dei partecipanti all\u2019instant poll, che ha dichiarato di aver fatto una revisione del budget 2020, mentre il 27% ha elaborato diversi scenari per valutare l\u2019adeguamento dei piani.<br \/>\n\u201cUn ultimo aspetto da considerare \u00e8 quello relativo al calcolo del costo del capitale, nel quale occorre considerare in modo appropriato le sue componenti, quali il tasso di interesse privo di rischio (Risk Free rate), che suggeriamo di normalizzare, il premio per il rischio di mercato (Equity Risk Premium), che consigliamo di tenere intorno al 6% sul lungo termine e il premio rischio Paese (Country Risk Premium) per l\u2019Italia, che calcoliamo essere al 30 giugno pari al 2,3%,\u201d concludono i due esperti di Duff &amp; Phelps.<\/p>\n<p>I risultati dell\u2019instant poll mostrano che, nel calcolo del costo del capitale, la maggioranza del campione (il 57%) utilizza la media dei titoli di Stato italiani per il tasso Risk Free e il 53% un Equity Risk Premium compreso tra il 5 e il 6%. Infine, se il 42% dei rispondenti include un rischio ulteriore nel calcolo del costo del capitale legato al Country Risk Premium relativo all\u2019Italia, il 39% aggiunge anche uno Small Size Premium per riflettere meglio le caratteristiche del tessuto industriale del nostro Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I temi legati alla continuit\u00e0 aziendale e alla realizzazione di impairment test dell\u2019avviamento stanno assumendo un\u2019importanza sempre maggiore alla luce dell\u2019inizio anche in Italia della fase post-pandemia di COVID-19, in cui la ripresa delle attivit\u00e0 produttive si deve confrontare con un contesto di mercato e con sfide delicate e non ipotizzabili fino a pochi mesi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3806,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the 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