{"id":3842,"date":"2020-08-05T11:00:44","date_gmt":"2020-08-05T09:00:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=3842"},"modified":"2020-08-05T11:00:44","modified_gmt":"2020-08-05T09:00:44","slug":"spiagge-sempre-meno-libere-troppe-non-balneabili-e-a-rischio-erosione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/spiagge-sempre-meno-libere-troppe-non-balneabili-e-a-rischio-erosione\/","title":{"rendered":"Spiagge, sempre meno libere, troppe non balneabili e a rischio erosione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cresce l\u2019offerta di qualit\u00e0, che punta su green e accessibilit\u00e0 per tutti.\u00a0<\/strong>Ma in troppi Comuni sono scomparse le spiagge libere, da Alassio (SV) a Jesolo (VE), da Forte dei Marmi (LU) a Rimini a Mondello e Ostia, nel report i 10 Comuni con meno spiagge libere.\u00a0<strong>\u00a0<\/strong>Le concessioni balneari interessano oltre il 50% dei litorali e in 260 chilometri di tratti sabbiosi \u00e8 vietata la balneazione per inquinamento. Triplicate dal 1970 le spiagge soggette a erosione<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell&#8217;estate del Covid, si confermano alcune tendenze ma troviamo anche sorprese lungo le coste italiane. La prima \u00e8 che trovare un posto libero dove prendere il sole liberamente e gratuitamente \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile. Aumentano, infatti, le <strong>concessioni balneari,<\/strong> che a oggi interessano oltre il <strong>50% delle spiagge italiane<\/strong>, inoltre l\u2019<strong>8% di costa non \u00e8 balneabile perch\u00e9 il mare \u00e8 inquinato<\/strong>. A dirlo \u00e8 il nuovo rapporto <strong><em>Spiagge<\/em><\/strong> di Legambiente, che come ogni anno fotografa la situazione e i cambiamenti in corso nelle aree costiere del Belpaese, insieme a Goletta Verde storica campagna dell&#8217;associazione ambientalista che monitora la qualit\u00e0 delle acque del mare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Legambiente ha messo assieme i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di Regioni e Comuni, e analizzato foto aeree per stilare una classifica dei <strong>primi dieci Comuni costieri con la maggiore occupazione di spiagge in concessione, nella quale figurano Alassio (SV), Jesolo (VE), Forte dei Marmi (LU), Rimini, Lido di Ostia (Roma), San Benedetto del Tronto (AP), Alba Adriatica (TE), Pozzuoli (NA), Giardini Naxos (ME) e Mondello (Palermo)<\/strong>. Lungo lo Stivale si registra una situazione composita, ma nel complesso decisamente allarmante per chilometri sottratti alla libera fruizione. E laddove non si osserva un incremento delle concessioni, il motivo \u00e8 da ricercare nella mancanza di spiagge libere, come in <strong>Versilia <\/strong>o <strong>in Romagna<\/strong>, dove <strong>meno del 10% dei litorali<\/strong> \u00e8 spiaggia libera, un risultato che \u00e8 per\u00f2 spesso la somma di corridoi tra gli stabilimenti e di zone in cui \u00e8 vietata la balneazione. Il record a Forte dei Marmi, dove lungo 4,7 km di linea costiera si contano 125 stabilimenti, per un\u2019occupazione del 93,7% della costa. Mentre in <strong>Liguria<\/strong> ed <strong>Emilia-Romagna<\/strong> quasi il 70% \u00e8 occupato da stabilimenti balneari, in <strong>Campania<\/strong> il 67,7%, nelle <strong>Marche<\/strong> il 61,8%. Preoccupa la situazione in <strong>Sicilia<\/strong>, dove la percentuale di spiagge in concessione \u00e8 pi\u00f9 bassa che in altre regioni, ma nel 2019 sono state presentate oltre 600 richieste di nuovi stabilimenti. A confermare la necessit\u00e0 di controlli sono alcune situazioni di illegalit\u00e0 come a Ostia o Pozzuoli, dove muri e barriere impediscono vista e accesso al mare<strong>.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oltre la spiaggia, il mare. Dove per\u00f2 non sempre \u00e8 facile fare un bagno in tratti di costa puliti, come emerge dai dati 2020 del portale Acque del Ministero della Salute, elaborati da Legambiente. Il 7,8% dei tratti sabbiosi in Italia \u2013 tra chilometri di costa interdetti alla balneazione e abbandonati, ossia aree in cui ricade la foce di un fiume, di un torrente o di uno scarico e che non vengono campionate &#8211; \u00a0\u00e8 sottratto alla balneazione per ragioni di inquinamento, in special modo in Sicilia, Calabria e Campania che in totale contano circa 73,5 km sui 90 interdetti a livello nazionale; mentre sono complessivamente 169,04 i chilometri di costa \u201cabbandonati\u201d in tutta Italia. Il risultato \u00e8 che la spiaggia libera e balneabile nel nostro Paese si riduce mediamente al 40%, ma con grandi differenze tra le Regioni.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mentre l&#8217;attenzione si concentra su ombrelloni e stabilimenti, a dover preoccupare \u00e8 la scomparsa delle spiagge per l&#8217;aggressione dell&#8217;erosione costiera<\/strong>. Dal 1970 i tratti di litorale soggetti a erosione sono triplicati e oggi ne soffre il 46% delle coste sabbiose, con tendenze molto diverse tra le regioni e picchi del 60% e oltre in Abruzzo, Sicilia e Calabria. In media\u00a0\u00e8 <strong>come se avessimo perso 23 metri di profondit\u00e0 di spiaggia per tutti i 1.750 km di litorale in erosione.<\/strong> Se i dati sono inequivocabili a preoccupare \u00e8 <strong>quanto potr\u00e0 avvenire in uno scenario di cambiamenti climatici e innalzamento del livello del mare <\/strong>come quello in atto, con 40 ambiti costieri a rischio di inondazione secondo gli scenari elaborati da Enea. Intanto aumentano i danni economici nei prossimi anni rischiano di essere davvero rilevanti. Se ne sono accorti a Milano Marittima la scorsa estate, quando una tromba d&#8217;aria ha provocato danni stimati per la sola parte pubblica a 2 milioni di euro. Mentre secondo l\u2019UE l&#8217;impatto sulle coste europee di questi fenomeni ha provocato danni pari a 7 miliardi di euro all&#8217;anno, ma che, si stima, passeranno a\u00a020 miliardi di euro all&#8217;anno\u00a0nei prossimi anni, con una popolazione colpita pari a 10 milioni di europei.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le notizie positive vengono dalla crescita di <\/strong><strong>stabilimenti che puntano su <\/strong><strong>un&#8217;offerta green e di qualit\u00e0<\/strong>. Tantissimi, e molti nuovi, quelli raccontati nel rapporto che hanno scelto di diventare \u201cplastic free\u201d, di investire sul solare, salvaguardare le dune, valorizzare prodotti a km zero, prevedere spazi ad hoc per chi si muove in bici o con mezzi di mobilit\u00e0 elettrica, utilizzare legno e altri materiali naturali e leggeri per le strutture, consentendo la vista del mare senza barriere e la convivenza tra parti libere e in concessione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cLe spiagge rappresentano una straordinaria risorsa del nostro Paese, sia in chiave ambientale che turistica, &#8211; dichiara <strong>Edoardo Zanchini, Vicepresidente di Legambiente<\/strong> &#8211; ma anche spazi vissuti da milioni di persone per diversi mesi all&#8217;anno. Eppure se ne parla solo per le polemiche, in primis la Bolkestein, senza che vi sia un dibattito all&#8217;altezza di queste sfide. Per farlo, serve alzare il livello del confronto ed entrare nel merito delle questioni coinvolgendo tutti gli attori in campo, nessuno escluso. La sfida che vogliamo lanciare ai Comuni costieri, ai balneari, al Governo \u00e8 di aprire un confronto sul futuro delle spiagge italiane: se entriamo infatti nel merito delle questioni diventa possibile trovare soluzioni di qualit\u00e0, interesse generale e innovative. \u00c8 un obiettivo condiviso che vi siano maggiori e pi\u00f9 efficaci controlli rispetto alle trasformazioni in corso lungo le coste italiane, per trovare regole capaci di migliorare e diversificare l\u2019offerta, di affrontare questioni ambientali, come l\u2019erosione, che si aggraveranno in una prospettiva di cambiamenti climatici\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di queste sfide dovremmo occuparci e invece l\u2019unico tema di discussione e intervento normativo sulle spiagge negli ultimi 14 anni ha riguardato <strong>la proroga senza gara delle concessioni balneari<\/strong>: ultima, in ordine di tempo, quella approvata nella Legge di Bilancio 2019 e nel recente Decreto Rilancio che le <strong>estende fino al 2033<\/strong>, nonostante gi\u00e0 nel 2009 l\u2019Ue abbia avviato una procedura d\u2019infrazione nei confronti dell&#8217;Italia chiedendo la loro messa a gara, visto che la Direttiva Bolkestein del 2006 prevede la possibilit\u00e0 anche per operatori di altri Paesi Ue di partecipare ai bandi pubblici per l\u2019assegnazione. Del resto che siano una risorsa limitata, e quindi da gestire con trasparenza e attenzione, lo confermano i numeri sempre pi\u00f9 limitati di spiagge rimaste libere. Eppure sono proprio le storie positive e negative, come i numeri evidenziati nel rapporto, a dover spingere la politica all&#8217;approvazione di una Legge di riordino delle coste che affronti non solo il tema concessioni, ma che dia una prospettiva per valorizzare il patrimonio ambientale e per affrontare i problemi di inquinamento dei mari e erosione costiera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nervo scoperto rimane il tema dei <strong>canoni pagati per le concessioni<\/strong>. Perch\u00e9 di sicuro sono troppo bassi, con entrate per lo Stato di 103 milioni di euro secondo gli ultimi dati del 2016 a fronte di un giro d&#8217;affari miliardario. Ma anche qui bisogna distinguere, perch\u00e9 tra i <strong>10.812 stabilimenti balneari <\/strong>in Italia troviamo realt\u00e0 di enorme successo ma anche concessioni fuori dai circuiti turistici principali, dove per poche settimane all&#8217;anno si riempiono gli ombrelloni in realt\u00e0 degradate da inquinamento e abusivismo edilizio. \u00c8 evidente che ci sono situazioni scandalose \u2013 come i noti <strong>Papeete beach<\/strong> di Milano Marittima, di propriet\u00e0 dell\u2019europarlamentare Massimo Casanova, che paga 10 mila euro di canone annuo a fronte di un fatturato di 700 mila euro o il Twiga di Marina di Pietrasanta (LU), di Flavio Briatore che ha un fatturato annuo da 4 milioni di euro ma paga un canone di 16 mila \u2013 ma nella revisione dei canoni bisogner\u00e0 tenere conto di queste differenze.\u00a0Nell\u2019estate del Covid <strong>aumentano <\/strong>invece, in maniera pi\u00f9 o meno significativa, <strong>i costi medi per una giornata in spiaggia per le famiglie italiane<\/strong>, gi\u00e0 messe a dura prova dalla situazione economica attuale, come evidenziano gli studi Ircaf e Altroconsumo presi in considerazione da Legambiente.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un tema politico evidente riguarda la quantit\u00e0 di spiagge date in concessione<\/strong>, ricorda ancora l\u2019associazione,<strong> siamo l\u2019unica nazione europea infatti a non porre alcun limite<\/strong> lasciando questa scelta alle Regioni, e sono finora poche ad averlo applicato. Tra le pi\u00f9 virtuose <strong>Puglia, Sardegna e Lazio<\/strong>, dove la quota minima di spiagge da garantire alla libera fruizione (o libera fruizione attrezzata) \u00e8 regolamentata e fissata tra il 60-50%. Continuano a essere cinque, invece, le regioni prive di norme che specifichino una percentuale minima da destinare alle spiagge libere: <strong>Toscana, Basilicata, Sicilia, Friuli Venezia Giulia e Veneto<\/strong>. Il problema, tuttavia, riguarda nei fatti il rispetto dei limiti di legge da parte dei singoli Comuni, anche nelle Regioni che si sono dotate di norme.<\/p>\n<p><strong>Una novit\u00e0 dell\u2019ultimo anno<\/strong>, \u00e8 la crescita dell\u2019attenzione dei cittadini sul tema \u2013 con gruppi di cittadini che si organizzano per difendere tratti di costa minacciati \u2013 tanto che \u00e8 stato fondato un Coordinamento nazionale Mare Libero e quest\u2019estate sono stati organizzati blitz contro la privatizzazione delle spiagge a Massa, Napoli e Mondello; dall\u2019altro, la riconquista di diverse spiagge libere, da Fiumicino alla Calabria, da Lecce ad Agrigento, con l\u2019abbattimento di stabilimenti con concessioni scadute o in stato d\u2019abbandono.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sempre pi\u00f9 ricco il racconto di esperienze di gestione di qualit\u00e0 nel rapporto di Legambiente. <\/strong>Tra le buone pratiche dell\u2019estate 2020, Legambiente segnala in particolare le <strong>spiagge accessibili e \u201csmoke free\u201d a Bibione (Veneto)<\/strong>, dove sono state installate isole per fumatori, attrezzate con tavoli e sedute costruite con il legno degli alberi caduti durante la tempesta Vaia, e vengono garantiti ampi spazi destinati alla spiaggia libera, pulita dai concessionari, oltre che l\u2019utilizzo gratuito dei servizi degli stabilimenti (bagni, docce, fontanelle) e un lungomare interamente ciclabile e pedonale; \u00a0il progetto nazionale della <strong>Fondazione Cesare Serono, <\/strong>la prima in Italia a effettuare una <strong>mappatura multimediale delle spiagge accessibili ai disabili<\/strong>, iniziativa di cui Legambiente \u00e8 partner e che mette a disposizione, per ogni lido, <a href=\"https:\/\/www.fondazioneserono.org\/disabilita\/spiagge-accessibili\/spiagge-accessibili\/\">video e scheda riassuntiva<\/a>; il <strong>Bagno Sport 70 di Cesenatico (Emilia-Romagna)<\/strong>, capofila nella lotta all\u2019uso della plastica con il progetto \u201cBevi responsabilmente\u201d premiato da Goletta Verde 2020: lo stabilimento ha introdotto un punto di distribuzione di bevande alla spina in spiaggia e consegna a ogni cliente una borraccia termica in acciaio, prevedendo per l\u2019intera stagione un risparmio di circa 20 mila bottiglie di plastica. E ancora, le spiagge pet-friendly, che ammettono animali domestici e offrono servizi loro dedicati, come la <strong>BAUBEACH\u00ae<\/strong> <strong>a Maccarese (RM), <\/strong>che crea spazi vivibili per persone accompagnate da cani; la <strong>Dog Beach di San Vincenzo (LI) <\/strong>con servizi specifici destinati al migliore amico dell\u2019uomo che includono docce, educatori cinofili, negozio specializzato, ristoranti pet-friendly e un parco naturale alle spalle del lido; <strong>la spiaggia di Pluto<\/strong>, sempre a Bibbione, la pi\u00f9 grande d\u2019Italia ad accogliere i cani, dotata di aree recintate private, ciotola d\u2019acqua per ogni lettino, eventi con istruttori cinofili qualificati e il <strong>Bagno 81 di Rimini<\/strong> che offre box recintati, aree agility dog e sgambamento, fontanelle per cani. Infine, il <strong>Parco Regionale Isola di S. Andrea e Litorale di Punta Pizzo (Puglia), <\/strong>dove la conservazione dell\u2019area \u00e8 stata affidata a Legambiente Gallipoli che si occupa della realizzazione della Carta aggiornata degli Habitat, di individuare con criteri ecocompatibili aree adibite a parcheggio temporaneo al servizio di attivit\u00e0 turistico-ricreativo-costiere, della pulizia, della posidonia spiaggiata, delle aree umide del canale dei Samari e dello stato di salute di alcune specie animali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cIl rapporto racconta straordinarie storie d\u2019innovazione e problemi aperti di cui dobbiamo occuparci: una convivenza che pesa come un macigno sul futuro di tanti territori e sulla capacit\u00e0 di trasformare le conseguenze dei cambiamenti climatici in una sfida di riqualificazione \u2013 dichiara <strong>Sebastiano Venneri, responsabile turismo di Legambiente<\/strong> \u2013 Non possiamo pi\u00f9 permettercelo, perch\u00e9 ogni anno scompaiono chilometri di spiagge per l\u2019erosione costiera e perch\u00e9 insieme al sistema di porti, citt\u00e0 e borghi marinari, aree protette, rappresenta una risorsa chiave per il rilancio del Paese, che potrebbe rafforzarsi grazie anche a un\u2019offerta pi\u00f9 qualificata e diversificata per aree e stagionalit\u00e0. L\u2019errore da non commettere \u00e8 continuare ad affrontare separatamente questioni che necessitano di politiche integrate e di programmazione degli interventi di recupero, di un turismo sostenibile e accessibile, di regole trasparenti e dell\u2019isolamento per chi non le rispetta\u201d.<\/p>\n<p><strong><u>\u00a0<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Le priorit\u00e0 per Legambiente di una Legge di riordino delle spiagge<\/u><\/strong>. 1 <strong>Garantire il diritto alla libera e gratuita fruizione delle spiagge<\/strong>, fissando limiti alla percentuale data in concessione e una quota prevalente di spiagge libera per ogni Comune, ma anche spingendo verso forme di concessione pi\u00f9 leggere; 2 <strong>premiare la qualit\u00e0 dell\u2019offerta nelle spiagge in concessione, <\/strong>coloro cio\u00e8 che puntano su una logica ambientale sempre pi\u00f9 integrata con il territorio e su imprese locali e familiari capaci di garantire l\u2019occupazione; 3 <strong>canoni adeguati con risorse da utilizzare per riqualificare il patrimonio naturale<\/strong>, con una parte degli stessi che rimanga ai Comuni, cos\u00ec come chiesto anche dai balneari; 4 <strong>una strategia nazionale per erosione, inquinamento e adattamento al clima<\/strong>, che riguardi tutti gli 8 mila chilometri di coste italiane, la met\u00e0 dei quali soggetti a erosione, e la garanzia del diritto a un mare pulito, restituendo alla balneazione acque soggette a cattiva depurazione o non pi\u00f9 campionate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cresce l\u2019offerta di qualit\u00e0, che punta su green e accessibilit\u00e0 per tutti.\u00a0Ma in troppi Comuni sono scomparse le spiagge libere, da Alassio (SV) a Jesolo (VE), da Forte dei Marmi (LU) a Rimini a Mondello e Ostia, nel report i 10 Comuni con meno spiagge libere.\u00a0\u00a0Le concessioni balneari interessano oltre il 50% dei litorali e 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