{"id":3901,"date":"2020-08-13T12:09:35","date_gmt":"2020-08-13T10:09:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=3901"},"modified":"2020-08-13T12:09:35","modified_gmt":"2020-08-13T10:09:35","slug":"report-istat-digitalizzazione-e-tecnologia-nelle-imprese-italiane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/report-istat-digitalizzazione-e-tecnologia-nelle-imprese-italiane\/","title":{"rendered":"Report, Istat: Digitalizzazione e tecnologia nelle imprese italiane"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"dropcap dropcap3\">L<\/span>a prima edizione del Censimento permanente delle imprese, conclusa alla fine del 2019, ha permesso di approfondire anche tematiche emergenti e rilevanti per la competitivit\u00e0, la sostenibilit\u00e0 sociale e ambientale e la crescita economica del Paese.<\/p>\n<p>Nel rapporto che viene diffuso oggi l\u2019attenzione si focalizza su digitalizzazione\/tecnologia\/innovazione. La progressiva digitalizzazione dei processi aziendali viene adottata come chiave di lettura per una serie di fenomeni che stanno influenzando le strategie imprenditoriali come lo sviluppo di progetti di innovazione, l\u2019emergere di nuovi modelli di business, la diffusione e l\u2019utilizzo di nuove tecnologie e, infine, l\u2019impatto della digitalizzazione sulla forza lavoro.<\/p>\n<p>Riguardo la diffusione di tecnologie digitali, l\u2019utilizzo di un insieme di indicatori \u00e8 giustificato da almeno due motivazioni. In primo luogo, la digitalizzazione \u00e8 un fenomeno complesso e multidimensionale, tale da essere comunemente misurato mediante batterie di indicatori in forma di scoreboard, oppure con indicatori sintetici.<\/p>\n<p>In secondo luogo, a livello internazionale il quadro metodologico e definitorio \u00e8 ancora parziale; in particolare, manca una esauriente definizione a fini statistici di cosa si intenda esattamente per digitalizzazione. Ci\u00f2 rende necessaria l\u2019identificazione di indicatori che, seppur parziali, siano complementari tra loro e legati da una chiave di lettura unitaria, in modo da evitare raccolte asistematiche di generici indicatori \u201cdigitali\u201d.<\/p>\n<p>Ad esempio, gli indicatori statistici disponibili \u2013 riferiti per lo pi\u00f9 all\u2019adozione e all\u2019uso di tecnologie ICT \u2013 sono stati utilizzati per misurare la trasformazione digitale delle imprese semplicemente in relazione alla diffusione di alcune tecnologie o pratiche \u2013 come la connettivit\u00e0 a banda larga o la pratica dell\u2019e-commerce \u2013 senza analizzare le trasformazioni da esse indotte nei processi aziendali.<\/p>\n<p>La pratica manageriale suggerisce che la trasformazione digitale \u00e8 invece essenzialmente un processo di evoluzione dell\u2019organizzazione e della cultura aziendale che mira a raggiungere la \u201cmaturit\u00e0\u201d digitale (digital maturity) delle imprese.<\/p>\n<p>Nel censimento permanente il tema della digitalizzazione \u00e8 stato quindi interpretato integrando il monitoraggio degli investimenti in tecnologie digitali di tipo infrastrutturale (connessione a Internet, acquisto di servizi cloud, ecc.) con l\u2019individuazione di investimenti pi\u00f9 specializzati che possano segnalare uno spostamento verso il pieno utilizzo delle risorse digitali disponibili (Big Data, applicazioni di Internet delle cose, stampa 3D, robotica, simulazione, ecc.). In tale prospettiva, per maturit\u00e0 digitale si intende l\u2019investimento in infrastrutture digitali non come obiettivo a s\u00e9 ma come condizione per ottimizzare i flussi informativi all\u2019interno dell\u2019impresa, con effetti positivi in termini di efficienza e competitivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Tecnologie infrastrutturali e tecnologie applicative<\/strong><br \/>\nNel periodo 2016-2018 oltre tre quarti delle imprese con almeno 10 addetti (77,5%) hanno investito, o comunque utilizzato, almeno una delle 11 tecnologie individuate nel questionario del censimento come fattori chiave di digitalizzazione.<\/p>\n<p>L\u2019utilizzo congiunto di tali tecnologie \u2013 in particolare, di una combinazione tra infrastrutture digitali e tecnologie applicative \u2013 viene quindi proposto come indicatore sperimentale di maturit\u00e0 digitale.<\/p>\n<p>La maggior parte delle imprese utilizza un numero limitato di tecnologie, dando priorit\u00e0 agli investimenti infrastrutturali (soluzioni cloud, connettivit\u00e0 in fibra ottica o in mobilit\u00e0, software gestionali e, necessariamente, cyber-security) e lasciando eventualmente a una fase successiva l\u2019adozione di tecnologie applicative (Figura 1).<\/p>\n<p>Sinora, il grado di \u201cdigitalizzazione\u201d delle imprese \u00e8 stato misurato essenzialmente in termini di infrastrutturazione (accesso alla banda larga, numero di apparecchiature acquistate od utilizzate, ecc.) con il rischio che una rapida diffusione della capacit\u00e0 tecnica di utilizzo di strumenti digitali potesse dare l\u2019impressione di una maturit\u00e0 digitale che, in realt\u00e0, esisteva solo potenzialmente.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.22.51.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3902\" src=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.22.51.png\" alt=\"\" width=\"1298\" height=\"540\" srcset=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.22.51.png 1298w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.22.51-300x125.png 300w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.22.51-1024x426.png 1024w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.22.51-768x320.png 768w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.22.51-696x290.png 696w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.22.51-1068x444.png 1068w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.22.51-1010x420.png 1010w\" sizes=\"(max-width: 1298px) 100vw, 1298px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019utilizzo di infrastrutture digitali giunge a saturazione gi\u00e0 tra le imprese meno digitalizzate (quelle con investimenti \u201csoltanto\u201d in 4 o 5 tecnologie), solo molto pi\u00f9 lentamente si diffondono applicazioni pi\u00f9 complesse e con maggiore impatto sui processi aziendali: appena il 16,6% delle imprese ha adottato almeno una tecnologia tra Internet delle cose, realt\u00e0 aumentata o virtuale, analisi dei Big Data, automazione avanzata, simulazione e stampa 3D) (Figura 2).<\/p>\n<p>Il processo di digitalizzazione delle imprese sembra distinto in due stadi o, in alcuni contesti pi\u00f9 complessi, anche multistadio. Appare infatti evidente la necessit\u00e0 di costruire in una prima fase le condizioni tecniche e culturali per avviare il processo di digitalizzazione che si completa, in una seconda fase, con l\u2019adozione di soluzioni applicative pi\u00f9 utili ed efficaci per aumentare efficienza e produttivit\u00e0.<\/p>\n<p>La chiave di lettura proposta \u00e8 quella di superare un approccio quantitativo (maturit\u00e0 digitale = numero di tecnologie adottate) e di considerare come fattore chiave l\u2019integrazione tra tecnologie infrastrutturali e tecnologie applicative in un\u2019ottica di complementariet\u00e0 delle varie soluzioni tecnologiche. Ovviamente, un limite di tale approccio \u00e8 che non esiste un mix tecnologico da identificare come ideale ma, piuttosto, l\u2019integrazione di diverse soluzioni tecnologiche deve assecondare la forte eterogeneit\u00e0 esistente nel settore delle imprese.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.24.28.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3903\" src=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.24.28.png\" alt=\"\" width=\"1272\" height=\"686\" srcset=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.24.28.png 1272w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.24.28-300x162.png 300w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.24.28-1024x552.png 1024w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.24.28-768x414.png 768w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.24.28-696x375.png 696w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.24.28-1068x576.png 1068w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.24.28-779x420.png 779w\" sizes=\"(max-width: 1272px) 100vw, 1272px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il discrimine dimensionale nell\u2019adozione di tecnologie digitali, ad esempio, \u00e8 assai marcato. Ha effettuato investimenti digitali il 73,2% delle imprese con 10-19 addetti e il 97,1% di quelle con oltre 500 addetti. Meno significative sono le differenze territoriali: si passa dal 73,3% nel Mezzogiorno al 79,6% nel Nord-est.<\/p>\n<p>A livello settoriale emerge il ruolo trainante dei servizi: le telecomunicazioni (94,2%), la ricerca e sviluppo, l\u2019informatica, le attivit\u00e0 ausiliarie della finanza, l\u2019editoria e le assicurazioni hanno percentuali di imprese che investono in tecnologie digitali superiori al 90%. Il primo settore manifatturiero per investimenti digitali \u00e8 la farmaceutica (94,1%), seguita a distanza dalla chimica (86,6%).<\/p>\n<p><strong>Il livello di maturit\u00e0 digitale delle imprese italiane<\/strong><br \/>\nLa base informativa offerta dal censimento consente di valutare come si distribuiscono tali imprese in relazione all\u2019utilizzo combinato delle tecnologie. Una semplice analisi per classi latenti ha consentito di individuare quattro profili di impresa, definiti non tanto in base all\u2019intensit\u00e0 dei loro investimenti digitali, quanto alla combinazione di diverse soluzioni tecnologiche interpretate come tra loro complementari (Figura 3).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.25.32.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3904\" src=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.25.32.png\" alt=\"\" width=\"1270\" height=\"580\" srcset=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.25.32.png 1270w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.25.32-300x137.png 300w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.25.32-1024x468.png 1024w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.25.32-768x351.png 768w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.25.32-696x318.png 696w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.25.32-1068x488.png 1068w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.25.32-920x420.png 920w\" sizes=\"(max-width: 1270px) 100vw, 1270px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Infine, il quarto gruppo \u00e8 formato da imprese digitalmente \u201cmature\u201d, caratterizzate da un utilizzo integrato delle tecnologie disponibili, che sono un punto di riferimento per l\u2019intero sistema delle imprese pur rappresentando solo il 3,8% del totale.<\/p>\n<p>La presenza di tali gruppi di imprese \u00e8 piuttosto omogena a livello settoriale, nel senso che la distribuzione non \u00e8 molto diversa tra industria e servizi se non per il dato particolarmente elevato del 5,2% di imprese digitalmente \u201cmature\u201d nell\u2019ambito dell\u2019industria in senso ampio: un probabile effetto dei consistenti incentivi alla digitalizzazione resi disponibili a livello statale e regionale nel corso degli ultimi cinque anni.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.27.11.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3905\" src=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.27.11.png\" alt=\"\" width=\"1254\" height=\"1272\" srcset=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.27.11.png 1254w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.27.11-296x300.png 296w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.27.11-1010x1024.png 1010w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.27.11-768x779.png 768w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.27.11-696x706.png 696w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.27.11-1068x1083.png 1068w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.27.11-414x420.png 414w\" sizes=\"(max-width: 1254px) 100vw, 1254px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La valutazione del grado di maturit\u00e0 digitale delle imprese italiane con 10 addetti e oltre pu\u00f2 essere sintetizzata in quattro punti: circa tre quarti delle imprese sono impegnate in investimenti digitali (ma con prospettive di ulteriore diffusione di tali attivit\u00e0); le imprese sotto i 100 addetti sono prevalentemente coinvolte nella \u201ccostruzione\u201d del loro peculiare modello di digitalizzazione; le imprese con oltre 100 addetti sono invece alle prese con la difficile \u201csperimentazione\u201d di nuove soluzioni tecnologiche e organizzative; soltanto il 3,8% delle imprese (che valgono il 16,8% di addetti e il 22,7% di valore aggiunto) \u00e8 gi\u00e0 nella fase di maturit\u00e0 digitale; tale quota \u00e8 decisamente pi\u00f9 elevata nel Nord-ovest (4,7%), tra le imprese con oltre 500 addetti (23%) e nell\u2019industria (5,2%).<\/p>\n<p>Le soluzioni cloud: una vera tecnologia \u201cabilitante\u201d<br \/>\n\u0400 stato gi\u00e0 osservato il ruolo degli investimenti in cyber-security e la loro caratteristica di interessare un numero crescente di imprese in parallelo all\u2019intensificazione dei processi di digitalizzazione. Una tendenza non dissimile avviene per le soluzioni cloud, o servizi cloud, che garantiscono efficienza, economicit\u00e0 e sicurezza nella gestione di grandi quantit\u00e0 di dati e, pi\u00f9 in generale, si propongono come condizione essenziale per la dematerializzazione dei processi aziendali. Passando dalle fasi esplorative alle fasi applicative della digitalizzazione, la probabilit\u00e0 di adottare soluzioni cloud aumenta dal 20% al 50% (Figura 3).<\/p>\n<p>L\u2019intensit\u00e0 applicativa \u00e8 per\u00f2 ferma a un livello del 22,1% (pur corrispondente al 41,2% della forza lavoro e al 46,0% del valore aggiunto delle imprese con almeno 10 addetti), una condizione penalizzante nei confronti internazionali che segnala una debolezza infrastrutturale e rallenta di fatto i processi aziendali di digitalizzazione. Il motivo per cui governi e istituzioni di ricerca considerano essenziale la diffusione dei servizi cloud \u00e8 perch\u00e9 si tratta di servizi che l\u2019impresa pu\u00f2 acquistare dall\u2019esterno senza vincoli di localizzazione e dimensione.<br \/>\nIl cloud rende, in sintesi, possibile quella scalabilit\u00e0 delle attivit\u00e0 digitali che \u00e8 condizione essenziale per consentire, soprattutto alle imprese medio-piccole, di affrontare la sfida della trasformazione digitale senza immobilizzare ingenti risorse per l\u2019acquisto di calcolatori, server per l\u2019immagazzinamento dei dati e software applicativo. Una verifica del livello \u201cqualitativo\u201d dei servizi cloud acquistati dalle imprese italiane \u00e8 stata svolta nell\u2019ambito del censimento, esaminando per quali finalit\u00e0 le imprese italiane con 10 addetti e oltre utilizzano soluzioni cloud.<\/p>\n<p>Le imprese utilizzano servizi cloud con modalit\u00e0 pi\u00f9 strumentali che strategiche, in certa misura non dissimili da quelle delle famiglie. Tra le cinque tipologie di servizi considerate, la pi\u00f9 diffusa \u00e8 infatti quella della comunicazione, ovvero posta elettronica e messaggistica (66,1% delle imprese cui fa capo il 70% degli addetti e del valore aggiunto), che \u00e8 ormai quasi totalmente gestita via cloud. Non meno ovvii sono gli utilizzi di servizi cloud per l\u2019archiviazione dati (57,3%, 69,5% in termini di addetti) e per l\u2019uso via Internet di software per ufficio (48,5% delle imprese, 60,7% degli addetti).<\/p>\n<p>Meno frequenti le soluzioni pi\u00f9 professionali e orientate al business, come l\u2019uso da remoto di software gestionale (38,3% con prevalenza delle imprese pi\u00f9 grandi: 50,3% in termini di addetti e 51,6% di valore aggiunto) e l\u2019analisi dei dati aziendali in remoto che, sebbene limitata al 12,1% delle imprese (che pesano pur sempre per il 28,8% degli addetti e il 32% del valore aggiunto) indica un processo gi\u00e0 avanzato di digitalizzazione dei dati aziendali.<\/p>\n<p><strong>Come si articola la digitalizzazione dei processi aziendali<\/strong><br \/>\nUn\u2019altra chiave di lettura del processo di digitalizzazione \u00e8 offerta dallo studio del grado di utilizzo di software gestionale. In un contesto di progressiva dematerializzazione dei processi aziendali, le imprese devono dotarsi degli strumenti necessari a gestire i nuovi flussi informativi digitali con gradi crescenti di automazione delle procedure routinarie. In questo senso, l\u2019adozione dei software gestionali da parte delle imprese pu\u00f2 essere vista come un ulteriore indicatore, questa volta \u201corizzontale\u201d, del grado di digitalizzazione di un\u2019impresa.<\/p>\n<p>L\u2019orizzontalit\u00e0 pu\u00f2 essere individuata con riferimento all\u2019attivit\u00e0 caratteristica della singola impresa che prevede tipicamente processi di input, gestione interna dei flussi materiali e immateriali, trasformazione e di output. Ciascuna fase del processo produttivo \u00e8 soggetta a digitalizzazione con l\u2019adozione di soluzioni (software) specifiche ma, evidentemente, solo con l\u2019automazione di pi\u00f9 fasi dell\u2019intero processo produttivo si raggiunge un livello di maturit\u00e0 digitale che garantisce significativi guadagni di produttivit\u00e0.<\/p>\n<p>Il livello base di automazione, a cui accede il 67,2% delle imprese (66,8% per le imprese con 10-19 addetti e 78,9% per le imprese con 500 e pi\u00f9 addetti) \u00e8 quello della gestione della documentazione aziendale. Questo \u00e8 evidentemente anche il risultato di un contesto economico dove i partner dell\u2019impresa \u2013 inclusa la pubblica amministrazione \u2013 richiedono in misura crescente comunicazioni in formato digitale. La necessit\u00e0 di archiviare efficacemente grandi quantit\u00e0 di documenti, ma anche la possibilit\u00e0 di gestire tali informazioni da remoto (ad esempio, con modalit\u00e0 di telelavoro), rendono spesso questi software i primi gestionali a cui accedono le imprese, anche piccole e medie.<\/p>\n<p>Un\u2019altra esigenza chiave delle imprese, soprattutto manifatturiere e di alcuni settori dei servizi, \u00e8 quella della gestione del magazzino e dei flussi materiali in entrata e uscita dall\u2019impresa. I software che gestiscono questa funzione sono utilizzati in media dal 50,7% delle imprese: tale quota scende al 45,4% considerando le imprese con 10-19 addetti e raggiunge il 72,7% tra quelle con 500 addetti e oltre.<\/p>\n<p>Le esigenze legate alla gestione della \u201ccatena di distribuzione di un\u2019impresa\u201d sono poi fortemente differenziate a livello dimensionale e settoriale.<br \/>\nLa terza categoria di applicazioni, anch\u2019esse molto diffuse, include quelle che automatizzano la gestione della contabilit\u00e0 (e degli adempimenti fiscali). Il 47,9% delle imprese dichiara di affidarsi a tali soluzioni (41,4% tra le imprese con 10-19 addetti, 76,3% tra le grandi).<\/p>\n<p>Il grado di adozione di queste applicazioni diminuisce con l\u2019aumentare della complessit\u00e0 degli applicativi gestionali, ma soprattutto con la necessit\u00e0 di riorganizzare l\u2019intera struttura dell\u2019impresa per garantire che essi siano alimentati da corretti e costanti flussi informativi. La gestione della produzione, sia nelle imprese manifatturiere che in quelle dei servizi, non \u00e8 facilmente automatizzabile, anche adottando sofisticate soluzioni digitali, in quanto richiede che sia predisposta una complessa rete di sensori per consentire il monitoraggio in tempo reale di tutte le funzioni produttive. Infatti, accede a queste tecnologie solo il 33,7% delle imprese (26,7% delle piccole, 51% delle grandi e 58,5% tra le imprese manifatturiere).<\/p>\n<p>Un altro esempio \u00e8 la gestione sistematica delle relazioni con la clientela, su cui investono solo le imprese che hanno superato una determinata soglia in termini di numero di clienti, complessit\u00e0 dei beni e servizi offerti e intensit\u00e0 delle transazioni, e che operano su mercati fortemente competitivi. In questo caso, le pi\u00f9 adottate sono le gi\u00e0 citate soluzioni CRM (Customer Relationship Management), che gestiscono funzioni interne ed esterne all\u2019impresa e sono state scelte dal 33,0% delle imprese (31,4% tra le piccole, 51,5% tra le grandi).<\/p>\n<p>Un livello pi\u00f9 specialistico riguarda quelle applicazioni finalizzate ad automatizzare (o supportare) la pianificazione aziendale piuttosto che la vera e propria gestione operativa dell\u2019impresa. Si tratta, da un lato, delle applicazioni per la pianificazione delle attivit\u00e0 di produzione e, dall\u2019altro, delle gi\u00e0 citate soluzioni ERP (Enterprise Resource Planning) per la pianificazione dell\u2019intera gestione aziendale (e che, in realt\u00e0, spesso incorporano diverse funzioni presenti anche nei software \u201cspecializzati\u201d citati in precedenza). Il software per la pianificazione della produzione \u00e8 presente nel 23,1% delle imprese (16,1% nelle piccole, 48,2% nelle grandi), quello per la pianificazione gestionale, o ERP, nel 21,7% (17% nelle piccole, 54,5% nelle grandi).<\/p>\n<p>Anche se la presenza di software ERP indica un elevato grado di maturazione digitale di un\u2019impresa, l\u2019utilizzo di questo indicatore nei confronti internazionali risulta poco utile per valutare il grado di integrazione orizzontale dei processi oggetto di digitalizzazione, per cui sarebbe opportuno analizzare diverse tipologie di software gestionali e di pianificazione.<br \/>\nRiguardo l\u2019integrazione \u201corizzontale\u201d dei diversi software gestionali, si conferma il quadro gi\u00e0 delineato (Figura 5).<\/p>\n<p>Le imprese che adottano il loro primo software gestionale si orientano verso applicativi per la gestione documentale o la contabilit\u00e0 industriale, che sono evidentemente le esigenze percepite come pi\u00f9 pressanti. In una fase ulteriore emerge la necessit\u00e0 di incrementare l\u2019efficienza nella gestione della supply chain, ovvero delle relazioni con i fornitori e del magazzino.<\/p>\n<p>La gestione del processo produttivo e delle relazioni con la clientela (CRM) trovano spazio solo a un livello di integrazione pi\u00f9 elevato perch\u00e9 si tratta gi\u00e0 di applicazioni interconnesse con il sistema informativo aziendale e non possono operare in isolamento (stand-alone). L\u2019ultima fase di integrazione riguarda la pianificazione della produzione e della gestione (ERP), soluzioni che sono efficacemente adottate solo nel contesto di un\u2019impresa digitalmente \u201cmatura\u201d o, comunque, con una gestione avanzata dei flussi informativi interni.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.42.59.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3906\" src=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.42.59.png\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"644\" srcset=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.42.59.png 1280w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.42.59-300x151.png 300w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.42.59-1024x515.png 1024w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.42.59-768x386.png 768w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.42.59-696x350.png 696w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.42.59-1068x537.png 1068w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.42.59-835x420.png 835w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Gli effetti percepiti della digitalizzazione<\/strong><br \/>\nDal momento che il censimento offre un\u2019istantanea del processo di trasformazione digitale delle imprese italiane essenzialmente riferito all\u2019anno 2018, eventuali valutazioni sull\u2019impatto economico e sociale di tale processo dovranno essere rimandate al momento in cui sar\u00e0 disponibile &#8211; con un necessario ritardo temporale<\/p>\n<p>\u2013 una chiara evidenza quantitativa sui relativi effetti nel medio-lungo termine. D\u2019altra parte, le imprese hanno gi\u00e0 una percezione di come gli investimenti digitali stanno influenzando le loro attivit\u00e0 \u2013 e, in particolare, la loro produttivit\u00e0 &#8211; e tale percezione \u00e8 stata oggetto di rilevazione nel censimento.<\/p>\n<p>Sono stati considerati sette effetti principali (cinque positivi e due negativi) che la digitalizzazione potrebbe avere sulla produttivit\u00e0 d\u2019impresa.<\/p>\n<p>In merito agli effetti positivi, il 65,6% delle imprese, con 10 addetti e oltre, che hanno adottato almeno una tecnologia digitale nel triennio 2016-2018 ritiene che il digitale abbia agevolato la condivisione di informazioni e conoscenze all\u2019interno delle imprese (86% delle grandi imprese). Sono invece soltanto il 40,9% quelle che hanno verificato una relazione positiva tra digitalizzazione e incremento dell\u2019efficienza dei processi produttivi (imprese manifatturiere 52,3%).<\/p>\n<p>Inoltre appena il 17,3% delle imprese pensa che la digitalizzazione faciliti l\u2019acquisizione di conoscenze dall\u2019esterno e il 10,4% che renda possibile ottenere dall\u2019esterno servizi, materie prime e semi-lavorati di migliore qualit\u00e0. Irrilevante (3,8%) \u00e8 infine la percentuale di imprese che ritengono la digitalizzazione utile per incrementare le opportunit\u00e0 di esternalizzazione di funzioni produttive.<\/p>\n<p>Riguardo ai due fattori potenzialmente negativi, le imprese italiane considerano entrambi irrilevanti: solo l\u20191,7% delle rispondenti considera un rischio la perdita di efficienza o produttivit\u00e0 dovuta alle criticit\u00e0 della transizione mentre lo 0,6% non ritiene rischiosa la perdita di efficienza o produttivit\u00e0 determinata da investimenti eccessivi in digitale.<\/p>\n<p>La percezione positiva degli effetti della digitalizzazione \u00e8 legata anche al grado di intensit\u00e0 dell\u2019investimento in tecnologie digitali (espresso in termini di numero di tecnologie adottate). Una lettura di tali effetti percepiti &#8211; basata sulla distinzione delle imprese nei quattro livelli di maturit\u00e0 digitale precedentemente descritti &#8211; conferma che il grado di digitalizzazione influisce direttamente sulla percezione delle imprese (Prospetto 2).<\/p>\n<p>Anche in questo caso, si tratta in realt\u00e0 di un diverso grado di apprezzamento positivo dei vantaggi di adottare tecnologie digitali, in quanto gli effetti negativi sono quasi irrilevanti. \u0400 comunque interessante notare che le imprese \u201csperimentatrici\u201d hanno una percezione dei vantaggi della digitalizzazione assai simile a quella delle imprese digitalmente \u201cmature\u201d: un segnale dell\u2019efficacia di tali tecnologie almeno per quanto riguarda la circolazione di conoscenza (inclusi dati e informazioni gestionali) all\u2019interno e all\u2019esterno dell\u2019impresa.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.44.15.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3907\" src=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.44.15.png\" alt=\"\" width=\"1272\" height=\"586\" srcset=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.44.15.png 1272w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.44.15-300x138.png 300w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.44.15-1024x472.png 1024w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.44.15-768x354.png 768w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.44.15-696x321.png 696w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.44.15-1068x492.png 1068w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.44.15-912x420.png 912w\" sizes=\"(max-width: 1272px) 100vw, 1272px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Digitalizzazione e formazione del personale<\/strong><br \/>\nTra le varie sfide che ostacolano il processo di trasformazione digitale delle imprese \u00e8 da considerare con particolare attenzione la necessit\u00e0 di preparare adeguatamente il personale per un utilizzo efficace delle nuove tecnologie. Il censimento ha indagato la questione con uno specifico quesito finalizzato a verificare una relazione diretta tra l\u2019adozione di una specifica tecnologia digitale e la somministrazione di una altrettanto specifica formazione professionale.<\/p>\n<p>Dai risultati censuari emerge con chiarezza che l\u2019adozione di software gestionali rappresenta ancora una sfida per molte imprese: in media, circa il 40% di esse necessita di formare ad hoc il personale per il suo utilizzo (72,6% per le grandi imprese, dove si pu\u00f2 ipotizzare l\u2019adozione di software pi\u00f9 complessi o che richiedono una maggiore disponibilit\u00e0 di dati per operare) (Figura 6).<\/p>\n<p>Una formazione specifica per l\u2019uso di Internet \u00e8 ancora rilevante ma in un contesto in cui, almeno per le grandi imprese, si pu\u00f2 assumere che il personale sia gi\u00e0 largamente auto-formato.<\/p>\n<p>Ovviamente, l\u2019auto-formazione pu\u00f2 riguardare lo svolgimento di funzioni come \u201cutenti\u201d di Internet mentre resta essenziale una specifica formazione professionale per le figure che gestiscono e mantengono le reti. Soprattutto le grandi imprese segnalano, piuttosto, una vera emergenza formativa in tema di cyber-security (52,9%) che \u00e8, in media, la terza tecnologia digitale che richiede supporto formativo. Infine, le piccole e medie imprese \u2013 che hanno bassi livelli di adozione di tecnologie digitali applicative \u2013 non considerano rilevante la formazione su applicazioni come la simulazione tra macchine interconnesse, l\u2019automazione industriale, i Big Data, la stampa 3D, l\u2019Internet delle Cose o le tecnologie immersive.<\/p>\n<p>Ovviamente, c\u2019\u00e8 da tenere conto che tali tecnologie sono spesso adottate da imprese medio-piccole con il supporto esterno di societ\u00e0 fornitrici di tecnologia o di consulenza, mediante pacchetti che includono assistenza e formazione del personale. Infatti, il ricorso alla formazione su tali tecnologie \u00e8 pi\u00f9 elevato tra le grandi imprese dove la maggior parte dei processi \u00e8 internalizzata.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.47.41.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3908\" src=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.47.41.png\" alt=\"\" width=\"1246\" height=\"616\" srcset=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.47.41.png 1246w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.47.41-300x148.png 300w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.47.41-1024x506.png 1024w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.47.41-768x380.png 768w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.47.41-324x160.png 324w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.47.41-696x344.png 696w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.47.41-1068x528.png 1068w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.47.41-850x420.png 850w\" sizes=\"(max-width: 1246px) 100vw, 1246px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Gli investimenti futuri in digitalizzazione<\/strong><br \/>\nAlla luce delle tendenze emerse con riferimento al triennio 2016-2018, e tenendo conto del contesto economico e sociale in rapida evoluzione, pu\u00f2 essere di interesse esaminare quali erano, nella fase pre-Covid-19, le aspettative delle imprese relativamente ai loro investimenti in tecnologie digitali tra il 2019 e il 2021.<\/p>\n<p>Una quota significativa di imprese dichiara di voler mantenere elevati gli investimenti infrastrutturali (connessione a Internet, cyber-security) mentre per le tecnologie applicative \u2013 pur tenendo conto del loro diverso grado di diffusione a livello settoriale &#8211; quelle che le hanno inserite nei propri progetti di sviluppo sono sistematicamente sotto il 10%, escluso l\u2019Internet delle Cose (Figura 7).<\/p>\n<p>A livello settoriale, a parte il settore delle tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione, non emergono aspettative di investimenti significativi concentrati in singoli comparti. Vi sono per\u00f2 alcuni casi di investimenti mirati, ad esempio l\u2019automazione\/robotica e la simulazione nel settore manifatturiero che arriva ad interessare il 16-17% delle imprese dell\u2019intero comparto. In generale, per\u00f2, anche prima della crisi COVID-19, le imprese italiane non mostravano di essere pronte a un cambio di passo nei processi di trasformazione digitale.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.49.12.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3909\" src=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.49.12.png\" alt=\"\" width=\"1242\" height=\"546\" srcset=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.49.12.png 1242w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.49.12-300x132.png 300w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.49.12-1024x450.png 1024w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.49.12-768x338.png 768w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.49.12-696x306.png 696w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.49.12-1068x470.png 1068w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.49.12-955x420.png 955w\" sizes=\"(max-width: 1242px) 100vw, 1242px\" \/><\/a><\/p>\n<p>In generale, le imprese sembrano orientarsi verso aggiustamenti limitati dei propri progetti di sviluppo, almeno \u00e8 ci\u00f2 che emerge nell\u2019analisi per dimensione d\u2019impresa.<\/p>\n<p>Ad esempio, la classe 10-19 addetti \u00e8 divisa in due cluster: uno caratterizzato da incrementi attesi rilevanti, ma a partire da livelli di diffusione inferiori al 10% (si tratta prevalentemente di tecnologie applicative); l\u2019altro, riferito a tecnologie infrastrutturali, mostra livelli di diffusione in media con le altre classi dimensionali ma incrementi attesi estremamente bassi.<\/p>\n<p>Con leggere differenze, questo schema \u00e8 valido per quasi tutte le classi di addetti determinando, come gi\u00e0 osservato, una limitata dinamica a livello di sistema (Figura 8).<\/p>\n<p>Un\u2019eccezione merita per\u00f2 di essere segnalata. Con riferimento a tre tecnologie applicative chiave \u2013 Internet delle Cose, automazione e robotica e analisi dei Big Data \u2013 il 50% delle imprese appartenenti alle classi dimensionali 250-499 addetti e 500 e oltre dichiara l\u2019intenzione di mantenere un elevato tasso di incremento anche in presenza di tassi di diffusione gi\u00e0 significativi per il contesto italiano.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.50.28.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3910\" src=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.50.28.png\" alt=\"\" width=\"1234\" height=\"558\" srcset=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.50.28.png 1234w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.50.28-300x136.png 300w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.50.28-1024x463.png 1024w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.50.28-768x347.png 768w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.50.28-696x315.png 696w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.50.28-1068x483.png 1068w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.50.28-929x420.png 929w\" sizes=\"(max-width: 1234px) 100vw, 1234px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Le competenze digitali del personale delle imprese<\/strong><br \/>\nLa digitalizzazione cambia la domanda di competenze del personale e fa emergere nuove priorit\u00e0 e potenziali criticit\u00e0. Il tema dell\u2019alfabetizzazione informatica, ad esempio, \u00e8 trasversale a tutti gli ambiti sociali ed economici ma risulta cruciale in contesti lavorativi soggetti a intensi processi di transizione digitale.<\/p>\n<p>Il tema \u00e8 ovviamente complesso e una singola indagine statistica pu\u00f2 cogliere solo alcuni aspetti del fenomeno.<\/p>\n<p>I risultati ottenuti dal censimento sono stati distinti in quattro aree di competenza: alfabetizzazione digitale (A), articolata in tre competenze specifiche; comunicazione e collaborazione (B), articolata in tre competenze specifiche; sicurezza (C), articolata in due competenze specifiche; soluzione dei problemi (D), articolata in due competenze specifiche (Figura 9).<\/p>\n<p>L\u2019area di competenza relativa alla sicurezza (C) \u00e8 quella considerata pi\u00f9 rilevante dalle imprese rispondenti: il 77,2% (86,8% degli addetti e 90,9% del valore aggiunto) considera rilevante la capacit\u00e0 del personale di \u201cproteggere i dati personali e la privacy\u201d e il 75% (85,4% degli addetti e 90,3% del valore aggiunto) di \u201cproteggere i dispositivi digitali da virus o attacchi esterni\u201d.<\/p>\n<p>Il livello di criticit\u00e0 di queste competenze non \u00e8 elevato, la percentuale di imprese che considerano non adeguato il livello di competenza del proprio personale varia tra il 10,4% e il 12,4% (quote analoghe anche in termini di addetti e valore aggiunto).<\/p>\n<p>La seconda area di competenza segnalata \u00e8 quella della comunicazione e collaborazione (B). Il 71,7% delle imprese (84,5% in termini di addetti e 89,1% in termini di valore aggiunto) considera importante la capacit\u00e0 di \u201ccomunicare sul luogo di lavoro via e-mail o mediante connessioni digitali\u201d; la percentuale scende al 63,7% (78,2% addetti, 83,8%% valore aggiunto) per la capacit\u00e0 di \u201ccondividere informazioni di lavoro attraverso le tecnologie digitali\u201d e al 59% (73,9% addetti e 80,0% valore aggiunto) per \u201ccollaborare sul lavoro attraverso le tecnologie digitali\u201d.<\/p>\n<p>Questo blocco di competenze sembra largamente acquisito dal personale delle imprese rispondenti: la criticit\u00e0 \u00e8 del 6% o inferiore.<\/p>\n<p>Tra le restanti classi di competenza, quella relativa alla capacit\u00e0 di affrontare e risolvere problemi in ambito informatico (D), la capacit\u00e0 di \u201crisolvere problemi tecnico-informatici sul luogo di lavoro\u201d, considerata rilevante solo dal 58,7% delle imprese (72,1% addetti, 78,0% valore aggiunto) \u00e8 per\u00f2 quella con il pi\u00f9 alto grado di criticit\u00e0: tale competenza \u00e8 infatti ritenuta non adeguata dal 20,7% delle imprese (equivalenti al 14,4% degli addetti).<\/p>\n<p>Quanto alla capacit\u00e0 di \u201cindividuare le esigenze dei colleghi ed elaborare adeguate risposte basate su tecnologie digitali\u201d, \u00e8 considerata dalle imprese poco rilevante (42,7% imprese, con 61,3% addetti e 68,1% valore aggiunto) probabilmente perch\u00e9 \u00e8 un compito troppo \u201ctecnico\u201d ma comunque rappresenta un punto di criticit\u00e0 per ben il 15,5% dei rispondenti (12,4% degli addetti).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.54.10.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3911\" src=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.54.10.png\" alt=\"\" width=\"1260\" height=\"614\" srcset=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.54.10.png 1260w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.54.10-300x146.png 300w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.54.10-1024x499.png 1024w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.54.10-768x374.png 768w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.54.10-533x261.png 533w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.54.10-696x339.png 696w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.54.10-1068x520.png 1068w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.54.10-862x420.png 862w\" sizes=\"(max-width: 1260px) 100vw, 1260px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le competenze informatiche di base non sembrano essere tenute in grande considerazione dalle imprese, forse perch\u00e9 ritenute largamente acquisite dal personale. La capacit\u00e0 di \u201cricerca, selezione e modifica di documenti digitali in qualsiasi forma\u201d \u00e8 rilevante per il 54,6% delle imprese, la \u201cvalutazione, analisi e utilizzo di dati, informazioni e contenuti digitali, anche scaricati dal Web\u201d dal 48,3%, la \u201cgestione, elaborazione e classificazione di dati, informazioni e contenuti digitali in ambiente Web\u201d dal 45,7%. Anche nel caso delle competenze digitali di base i livelli di criticit\u00e0 sono bassi, inferiori al 9%.<\/p>\n<p><strong>Effetti della digitalizzazione sulla struttura occupazionale<\/strong><br \/>\nUn altro tema strettamente legato alla diffusione delle tecnologie digitali \u00e8 quello relativo al loro potenziale impatto sulla struttura occupazionale delle imprese in termini di mansioni. In generale, si suppone che la digitalizzazione, ma anche l\u2019automazione, possano ridurre le mansioni pi\u00f9 \u201croutinarie\u201d aprendo prospettive di sviluppo per nuove mansioni di tipo pi\u00f9 creativo.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito del censimento, l\u2019Istat ha potuto raccogliere alcune evidenze, anche se necessariamente condizionate da una prospettiva di breve periodo (con riferimento a cambiamenti attesi tra il 2019 e il 2021) per un fenomeno che dovrebbe essere correttamente analizzato in una prospettiva almeno decennale. Il quesito \u00e8 stato posto a imprese che hanno effettuato investimenti in tecnologie digitali nel triennio 2016-2018 o prevedono di investire nel triennio 2019-2021 con riferimento alle loro aspettative.<\/p>\n<p>In termini di mansioni, sono stati identificati cinque grandi gruppi a cui fa spesso riferimento la letteratura sul tema: mansioni professionali specializzate; mansioni di interazione e comunicazione; mansioni tecnico-operative; mansioni manuali non specializzate; mansioni manuali specializzate<\/p>\n<p>Ovviamente, le mansioni tecnico-operative e quelle manuali non specializzate sono quelle pi\u00f9 \u201croutinarie\u201d e, in quanto tali, pi\u00f9 facilmente sostituibili, in teoria, in un processo di digitalizzazione\/automazione. I risultati del censimento contraddicono, in realt\u00e0, tale ipotesi teorica (forse in relazione sia all\u2019ancora scarsa \u201cmaturit\u00e0\u201d digitale delle imprese italiane che alla ridotta prospettiva temporale) (Figura 10).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.56.14.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3912\" src=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.56.14.png\" alt=\"\" width=\"1236\" height=\"642\" srcset=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.56.14.png 1236w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.56.14-300x156.png 300w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.56.14-1024x532.png 1024w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.56.14-768x399.png 768w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.56.14-696x362.png 696w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.56.14-1068x555.png 1068w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.56.14-809x420.png 809w\" sizes=\"(max-width: 1236px) 100vw, 1236px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Infatti, le mansioni con le migliori prospettive sembrano essere quelle tecnico-operative (incremento previsto nel 67,6% delle imprese, decremento previsto nel 20%) e ci\u00f2 pu\u00f2 indicare una domanda crescente di personale tecnico da parte delle imprese italiane. Seguono le mansioni manuali non specializzate, tipicamente routinarie (con un incremento previsto dal 61,3% e una diminuzione per il 27,6%) e le mansioni di interazione e comunicazione (+60,5%, -25%) messe anch\u2019esse, in teoria, a rischio dalle nuove tecnologie.<\/p>\n<p>Meno dinamiche appaiono in prospettiva le mansioni potenzialmente pi\u00f9 creative. Quelle professionali specializzate si espanderanno per il 53,2% delle imprese e si contrarranno per il 32,6%. Maggiore turbolenza potrebbe invece investire le mansioni manuali specializzate, anche a causa della loro elevata eterogeneit\u00e0: in crescita per il 49,1% delle imprese e in riduzione per il 42,4%.<\/p>\n<p>Anche qui il fattore dimensionale influenza molto le risposte delle imprese: quelle con 10-19 addetti sono molto pi\u00f9 pessimiste delle altre mentre le grandi prevedono un impatto della digitalizzazione sull\u2019occupazione assai pi\u00f9 contenuto. Tale discrimine pu\u00f2 essere individuato anche nella valutazione della singola tipologia di mansione, come nel caso delle mansioni professionali specializzate che sono relativamente stabili nelle imprese con almeno 50 addetti mentre si fanno pi\u00f9 a rischio nelle imprese sotto tale soglia.<\/p>\n<p>Come la digitalizzazione modifica la selezione e la gestione del personale<br \/>\nNel corso del processo di transizione digitale, le imprese sono chiamate a ridefinire sostanzialmente il modo in cui selezionano e gestiscono il personale. Nuovi compiti, nuove competenze e nuove figure professionali -in parallelo con l\u2019obsolescenza di forme di lavoro del passato \u2013 devono indurre le imprese a vedere nei propri dipendenti un asset per raggiungere la maturit\u00e0 digitale. Il censimento ha voluto esplorare se alcuni cambiamenti di approccio dal lato delle imprese siano gi\u00e0 visibili. In generale emerge un quadro piuttosto conservatore delle pratiche di gestione del personale utilizzate dalle imprese italiane anche se, ancora una volta, le differenze per classe dimensionale sono evidenti.<br \/>\nInfatti, in risposta a una crescente domanda di competenze digitali, il 38,3% delle imprese (51,3% degli addetti e 55,1% del valore aggiunto) dichiara che prester\u00e0 maggiore attenzione a tali competenze in fase di selezione del personale (60,1% tra le imprese con pi\u00f9 di 500 addetti) mentre il 33,6% (44,5% degli addetti totali) prevede<\/p>\n<p>di esternalizzare le funzioni digitalizzate utilizzando le competenze digitali di consulenti o collaboratori (che \u00e8 soltanto la quarta opzione per le imprese con 500 addetti e oltre) . Inoltre, il 22,7% delle imprese (41,1% degli addetti) ha in programma di incrementare gli investimenti in automazione, sia nei processi produttivi che nelle funzioni di servizio.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.58.23.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3913\" src=\"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.58.23.png\" alt=\"\" width=\"1262\" height=\"538\" srcset=\"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.58.23.png 1262w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.58.23-300x128.png 300w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.58.23-1024x437.png 1024w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.58.23-768x327.png 768w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.58.23-696x297.png 696w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.58.23-1068x455.png 1068w, https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Schermata-2020-08-13-alle-11.58.23-985x420.png 985w\" sizes=\"(max-width: 1262px) 100vw, 1262px\" \/><\/a><br \/>\nConsiderando che come quarta opzione (22,2% delle imprese, 28,9% degli addetti) le imprese hanno indicato l\u2019intenzione di avvalersi, per quanto possibile, della disponibilit\u00e0 del personale all\u2019autoformazione, ovvero all\u2019acquisizione autonoma di competenze digitali, il quadro complessivo \u00e8 quello di un sistema delle imprese che, a fronte di rilevanti investimenti tecnologici, fatica a tenere il passo con adeguati investimenti per la valorizzazione del capitale umano.<\/p>\n<p>L\u2019investimento sistematico in formazione digitale per aumentare le competenze del personale \u00e8, infatti, solo la quinta opzione indicata dai rispondenti (21,6% delle imprese, 40,7% degli addetti) anche se, significativamente, la seconda pi\u00f9 rilevante per le imprese con 500 addetti e oltre (54,0% delle imprese, che vale il 59,6% degli addetti delle grandi imprese e il 65,0% del loro valore aggiunto). \u0400 infine residuale (2,0% delle imprese) la scelta di accelerare il turnover tra personale con competenze obsolete e nuovo personale con migliori competenze digitali.<\/p>\n<p>Anche questi dati confermano che il processo di transizione al digitale delle imprese italiane non ha le caratteristiche che possano consentire a molte di esse di raggiungere, in tempi brevi, lo stadio di \u201cmaturit\u00e0\u201d.<br \/>\nLa limitata dimensione d\u2019impresa condiziona ancora fortemente il sistema produttivo, non tanto per l\u2019acquisizione di tecnologie digitali infrastrutturali quanto per un pieno utilizzo delle potenzialit\u00e0 delle tecnologie applicative. Emerge la mancanza di una cultura dell\u2019investimento in capitale intangibile, e in primo luogo in capitale umano, per il quale sarebbero peraltro accessibili molteplici forme di sostegno pubblico.<\/p>\n<p><strong>L\u2019impatto economico delle piattaforme digitali<\/strong><br \/>\nIl monitoraggio delle vendite elettroniche, gi\u00e0 oggetto di indicatori annuali Istat, viene arricchito dal censimento con un focus sull\u2019utilizzo, da parte delle imprese con almeno 3 addetti, di piattaforme digitali di intermediazione commerciale, ovvero i siti Web attraverso cui una percentuale crescente di famiglie e imprese acquista beni e servizi.<\/p>\n<p>L\u2019approccio adottato \u00e8 quello di individuare e profilare non le piattaforme digitali \u2013 con sede in Italia o all\u2019estero \u2013 in quanto tali, ma piuttosto i soggetti economici italiani che, in alternativa o in aggiunta ai tradizionali canali commerciali, vendono i loro beni e servizi anche tramite piattaforme digitali. Ci\u00f2 rende possibile analizzare tali imprese da due punti di vista: uno economico, sulla base della loro classificazione settoriale e dimensionale, e uno merceologico, grazie alla tipologia di piattaforme digitali che utilizzano per le loro vendite.<\/p>\n<p>Il censimento ha consentito quindi all\u2019Istat di stimare che, nel 2018, 99.814 imprese con 3 addetti e oltre &#8211; di cui 75.206 con meno di 10 addetti \u2013 hanno messo in vendita i loro beni o servizi su almeno una piattaforma digitale. Considerando la popolazione delle imprese censite, si tratta di quasi un\u2019impresa su 10 attiva su piattaforme digitali (9,7% di imprese con 3 addetti e oltre, 11,6% di imprese con almeno 10 addetti).<\/p>\n<p>Il volume di attivit\u00e0 generato da tali imprese sulle piattaforme digitali \u00e8 stimabile \u2013 con riferimento, per\u00f2, alle sole imprese con 10 addetti e oltre &#8211; intorno al 2,4% del fatturato totale 2018, per un valore complessivo superiore ai 44 miliardi di euro. I dati totali offrono un quadro del fenomeno che va per\u00f2 letto soprattutto con riferimento ai settori pi\u00f9 direttamente coinvolti ovvero quelli dove la vendita di beni e servizi tramite piattaforme digitali sta divenendo una componente essenziale delle strategie di commercializzazione delle imprese.<\/p>\n<p>Il comparto turistico e della mobilit\u00e0 \u00e8 quello pi\u00f9 direttamente interessato, \u00e8 presente su piattaforme digitali l\u201980% delle imprese con oltre 3 addetti attive nei servizi di alloggi . Inoltre, considerando le imprese con almeno 10 addetti, proviene da piattaforme digitali il 24% del fatturato totale del settore (con riferimento, quindi, a tutte le imprese indipendentemente dalla presenza su una piattaforma), quota che sale al 27,7% a livello di singola impresa (ovvero con riferimento alle sole imprese che utilizzano piattaforme).<\/p>\n<p>I risultati confermano che per le imprese di alcuni settori \u00e8 assolutamente necessario confrontarsi con i propri concorrenti sulle piattaforme digitali ma tenendo attivi anche gli altri canali commerciali, tradizionali e online. Nel trasporto aereo, il 46,9% delle imprese utilizza le piattaforme (praticamente tutte le imprese che offrono servizi di trasporto alle persone) con tassi di fatturato anche pi\u00f9 alti rispetto ai servizi ricettivi: 26% sul totale del settore e 30,7% come media a livello d\u2019impresa per le imprese presenti su piattaforme digitali.<\/p>\n<p>Un altro esempio \u00e8 quello delle agenzie di viaggio, che rappresentano un interessante caso di doppia intermediazione: la presenza sulle piattaforme serve a entrare in contatto con clienti a cui fornire, insieme alla propria consulenza, anche servizi forniti da terzi. La presenza complessiva \u00e8 del 38,9% riguardo al numero di imprese; i tassi di fatturato sono del 10,9% (totale) e del 25,1% (media d\u2019impresa).<\/p>\n<p>Scorrendo la lista delle attivit\u00e0 economiche considerate si possono poi identificare altre tipologie ricorrenti. Una prima \u00e8 rappresentata dai settori con una significativa presenza sulle piattaforme digitali ma le cui imprese realizzano un fatturato assai basso (o spesso quasi nullo) tramite esse (attivit\u00e0 editoriali, commercio di autoveicoli, produzione di bevande e alimentari\u2026) al solo fine di aumentare la propria visibilit\u00e0 sul mercato, anche in presenza di basse aspettative sui relativi risultati economici.<\/p>\n<p>Una seconda tipologia riguarda invece le imprese che realizzano interessanti tassi di fatturato nonostante una presenza contenuta sulle piattaforme digitali (ad esempio, produzione di software, noleggio di macchinari, telecomunicazioni, trasporto marittimo e servizi informatici in genere). In questi casi si tratta di mercati dominati da grandi imprese che operano prevalentemente su piattaforme digitali specializzate; a prescindere dall\u2019impatto economico a livello di settore, le imprese che occupano tali nicchie di mercato riescono, in media, a realizzare quote di fatturato via piattaforme tra il 15% e il 25%.<\/p>\n<p>Una terza tipologia \u00e8 quella dei settori in una fase iniziale, almeno in Italia, in merito all\u2019utilizzo di piattaforme (ad esempio, il commercio di autoveicoli, le attivit\u00e0 immobiliari, l\u2019ingegneria civile e le costruzioni). Nell\u2019incertezza su quale modello organizzativo si consolider\u00e0 per questi settori \u2013 comparazione delle offerte su piattaforme digitali che consentono di acquistare direttamente beni o servizi oppure sviluppo di siti Web che offrono solo la comparazione dei prezzi di vendita senza vendita diretta \u2013 si osserva che diverse imprese gi\u00e0 raggiungono quote di fatturato significative (tra il 10% e il 20%) dalla loro attivit\u00e0 su piattaforme digitali.<\/p>\n<p>Vale, infine, la pena porre attenzione su due aspetti solo parzialmente messi in evidenza dai dati censuari. Il primo \u00e8 quello dell\u2019offerta di servizi professionali e tecnici. I dati riguardanti la vendita di servizi di ingegneria o di architettura oppure informatici sottostimano con molta probabilit\u00e0 il crescente ricorso a piattaforme digitali per acquistare servizi di consulenza per operazioni immobiliari, di costruzione o ristrutturazione, sviluppo software ma anche prestazioni mediche o consulenze legali. Ovviamente, molti di questi servizi sono offerti da professionisti che operano come imprese individuali e in quanto tali escluse dal censimento. La portata economica e sociale di questo fenomeno potr\u00e0 essere quindi colta solo con rilevazioni settoriali.<\/p>\n<p>Il secondo riguarda l\u2019impatto limitato che le piattaforme digitali sembrano avere avuto nel 2018 sul settore della ristorazione: soltanto il 12,1% delle imprese ha dichiarato di utilizzarle e anche in termini di fatturato i risultati non sono brillanti: appena il 2,2% per l\u2019intero settore (anche se solo con riferimento alle imprese con almeno 10 addetti) e il 12,8% come media a livello d\u2019impresa. Su questi risultati incide senz\u2019altro la dimensione media delle imprese, dal momento che gli operatori del settore utilizzano estesamente rapporti di lavoro non dipendente e ci\u00f2 contribuisce a portare molte imprese fuori dal campo di osservazione censuaria.<\/p>\n<p>Un ulteriore aspetto che meriter\u00e0 di essere affrontato con indagini settoriali \u00e8 quello della percezione, nel settore della ristorazione, del ruolo delle piattaforme digitali. Infatti, le piattaforme offrono un doppio servizio in questo settore: intermediazione commerciale e consegna dei pasti a domicilio. I modelli di business adottati in Italia dalle principali piattaforme rendono i due servizi difficilmente distinguibili (tra l\u2019altro la quota pagata dal ristoratore copre i costi di entrambi) e possono indurre i titolari di imprese a non considerarsi pienamente coinvolti nell\u2019attivit\u00e0 di una piattaforma poich\u00e9 vista essenzialmente come agenzia di consegna pasti.<\/p>\n<p>Rispetto alla valutazione dei risultati, il 17,3% delle imprese con 10 addetti e oltre stima che l\u2019attivit\u00e0 sulle piattaforme digitali abbia consentito di incrementare il fatturato totale di oltre il 10% (18,2% per le imprese con 10-19 addetti). L\u2019impatto economico \u00e8 comunque da considerarsi limitato perch\u00e9 il fatturato di queste imprese \u00e8 complessivamente pari solo all\u201911,9% del totale delle imprese con almeno 10 addetti.<\/p>\n<p>Il rafforzamento della posizione competitiva, un risultato spesso determinato anche soltanto dalla presenza di un\u2019impresa sul sito Web di una piattaforma digitale, \u00e8 un risultato acquisito dal 41,1% delle imprese (45,9% in termini di fatturato) e risulta particolarmente rilevante per quelle con oltre 500 addetti (61,5% delle imprese), a conferma che, almeno in alcuni settori, le piattaforme digitali sono vetrine in cui \u00e8 necessario essere presenti per essere visibili alla potenziale clientela. L\u2019utilizzo delle piattaforme digitali \u00e8 invece un obiettivo fondamentale per il 30,8% delle piccole imprese, al fine di garantirsi un volume di vendite che consenta di rimanere attivi sul mercato (33,5% per le imprese con 10-19 addetti, ma solo 18,1% in termini di fatturato).<\/p>\n<p>La potenzialit\u00e0 pi\u00f9 interessante offerta dalla quasi totalit\u00e0 delle piattaforme digitali di aprire a soggetti anche di piccole dimensioni aziendali un mercato potenzialmente globale \u2013 non \u00e8 molto sfruttata dalle imprese italiane: soltanto il 3,5% (4,4% del fatturato totale) dichiara, infatti, di aver acquisito nuovi clienti all\u2019estero con la sua presenza su una piattaforma digitale. Bisogna notare che il quesito si riferiva ai nuovi clienti mentre \u00e8 certa la presenza su piattaforme digitali commerciali di imprese italiane che hanno gi\u00e0 clienti residenti all\u2019estero.<\/p>\n<p>L\u2019analisi sinora svolta sulle imprese italiane che operano con piattaforme digitali non ha considerato la natura delle piattaforme a cui accedono tali imprese. La ricostruzione del legame tra un\u2019impresa, come identificata in un registro statistico ufficiale, e una piattaforma digitale \u00e8 un\u2019operazione assai difficile considerando la variet\u00e0 dei rapporti commerciali che possono instaurarsi tra l\u2019impresa e la piattaforma (soprattutto in relazione ai diversi servizi che l\u2019impresa pu\u00f2 acquistare da una piattaforma), la diversit\u00e0 dei modelli di business adottati dalle piattaforme e la localizzazione stessa della piattaforma che, spesso, ha sede all\u2019estero.<\/p>\n<p>Senza adottare distinzioni predefinite in base alla tipologia o alla localizzazione delle piattaforme digitali considerate, si pu\u00f2 osservare che la maggior parte delle imprese italiane con oltre 3 addetti che utilizzano piattaforme digitali (5,4% del totale dei settori considerati, pari a oltre 28 mila imprese, 10% delle imprese tra i 10 e 100 addetti) \u00e8 presente su piattaforme internazionali che vendono servizi turistici (es. Booking.con, Expedia, TripAdvisor) o servizi di affitto a breve termine (es. AirBnB).<\/p>\n<p>Esistono per\u00f2 anche piattaforme digitali italiane che, prevalentemente su base territoriale, svolgono attivit\u00e0 di intermediazione sul Web tra strutture ricettive del territorio e potenziali clienti .<\/p>\n<p>Un secondo gruppo, che comprende prevalentemente imprese manifatturiere, ma anche imprese del commercio che vendono attraverso piattaforme digitali, \u00e8 composto da imprese che vendono i propri prodotti su piattaforme commerciali multi-settore (4% del totale delle imprese, 7% di imprese tra 250 e 500 addetti, 8,2% oltre i 500 addetti). L\u2019esempio pi\u00f9 comune in questa categoria di piattaforme \u00e8 l\u2019Amazon Marketplace (non Amazon in quanto rivenditore di beni acquistati dai propri fornitori), insieme a Ebay ed Etsy.<\/p>\n<p>Un terzo gruppo (2,9% del totale dei settori considerati) include le imprese della ristorazione che utilizzano piattaforme per la prenotazione e la consegna di pasti a domicilio, come Deliveroo, Just Eat, Uber Eats e alcune piattaforme italiane operanti prevalentemente su base regionale.<\/p>\n<p>Un quarto gruppo, che include circa 11 mila imprese con almeno 3 addetti (2% del totale e prevalentemente sotto i 10 addetti), \u00e8 piuttosto composito, essendo riferito alle imprese che offrono i loro servizi su piattaforme digitali che vendono servizi professionali (es. ProntoPro o Fazland).<\/p>\n<p>Un quinto gruppo comprende le imprese che producono e\/o vendono prodotti per la casa, inclusi mobili, e prodotti del settore della moda. Sono l\u20191,3% delle imprese dei settori considerati per un totale di circa 5 mila imprese. Per quanto riguarda l\u2019intermediazione, le piattaforme esistenti (es. Westwing) si stanno rapidamente<\/p>\n<p>trasformando in e-shop tradizionali, quindi rivenditori, lasciando spazio a piattaforme commerciali gestite direttamente da consorzi di produttori.<\/p>\n<p>Un sesto gruppo riguarda la vendita online specializzata di elettronica, ottica e strumentazione scientifica, settore dove operano anche piattaforme digitali nazionali. Le imprese interessate sono necessariamente poche, circa 3.500, lo 0,9% dei settori considerati.<\/p>\n<p>Nel trasporto di persone (incluso il trasporto aereo) le piattaforme digitali gestiscono poco pi\u00f9 di mille imprese (lo 0,4% di un gruppo molto composito di settori considerati nel censimento). Le piattaforme pi\u00f9 attive sono quelle internazionali specializzate in servizi turistici e, soprattutto, nella vendita di biglietti aerei (es. Volagratis, Skyscanner).<br \/>\nInfine, un ultimo gruppo riguarda la consegna di prossimit\u00e0 di prodotti vari (es. Glovo, TakeMyThings), evidentemente utilizzata pi\u00f9 da privati per le loro consegne, che da imprese (0,2% sul totale delle imprese).<\/p>\n<p>Anche da questa sintetica rassegna emerge il quadro di un settore molto dinamico per cui \u00e8 difficile prevedere quali potranno essere gli sviluppi di lungo periodo, pur all\u2019interno di una tendenza generale all\u2019espansione delle attivit\u00e0 commerciali via Web. Ad integrazione del quadro fornito dal censimento, l\u2019approfondimento di alcuni temi &#8211; anche di rilievo politico-normativo, come la regolamentazione del lavoro all\u2019interno delle piattaforme digitali \u2013 sar\u00e0 possibile solo attraverso il ricorso a ulteriori indagini settoriali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima edizione del Censimento permanente delle imprese, conclusa alla fine del 2019, ha permesso di approfondire anche tematiche emergenti e rilevanti per la competitivit\u00e0, la sostenibilit\u00e0 sociale e ambientale e la crescita economica del Paese. Nel rapporto che viene diffuso oggi l\u2019attenzione si focalizza su digitalizzazione\/tecnologia\/innovazione. 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