{"id":3982,"date":"2020-08-25T12:07:14","date_gmt":"2020-08-25T10:07:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=3982"},"modified":"2020-08-25T12:07:14","modified_gmt":"2020-08-25T10:07:14","slug":"da-festambiente-la-road-map-di-legambiente-in-10-proposte-per-un-uso-sostenibile-delle-risorse-del-recovery-fund","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/da-festambiente-la-road-map-di-legambiente-in-10-proposte-per-un-uso-sostenibile-delle-risorse-del-recovery-fund\/","title":{"rendered":"Da Festambiente, la road map di Legambiente in 10 proposte per un uso sostenibile delle risorse del Recovery Fund"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"dropcap dropcap3\">D<\/span>al 19 al 23 di agosto, in occasione del tradizionale appuntamento estivo con Festambiente, la manifestazione nazionale dell\u2019associazione ambientalista organizzata ogni anno a Rispescia (Gr), Legambiente ha messo a segno un obiettivo ambizioso e necessario: l\u2019elaborazione di 10 proposte per un uso sostenibile delle risorse del Recovery Fund per fare dell\u2019Italia un Paese smart.<\/p>\n<p>In occasione degli appuntamenti che si sono susseguiti, gli esponenti dell\u2019associazione del cigno verde, i politici nazionali, gli amministratori locali e i rappresentanti del mondo dell\u2019impresa hanno avuto occasione di confrontarsi in merito al presente e al futuro della necessaria ma ancora troppo timida rievoluzione.<\/p>\n<p>Lotta alla crisi climatica, economia circolare, innovazione industriale, mobilit\u00e0 ad emissioni zero, agroecologia, aree protette, turismo sostenibile, lotta all\u2019illegalit\u00e0 ambientale, sviluppo della banda ultra-larga, finanza etica: \u00e8 questo il solco nel quale, secondo Legambiente, il Governo dovrebbe lavorare per rendere il Paese smart e a misura di ambiente.<\/p>\n<p>\u201cIl governo italiano &#8211; ha dichiarato Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente &#8211; sembra non avere un\u2019idea chiara di come caratterizzare il piano per il rilancio dell\u2019economia da presentare all\u2019Europa in autunno per spendere i 209 miliardi di euro del Recovery Fund.<\/p>\n<p>Lo dimostrano i progetti surreali di cui si \u00e8 parlato nelle ultime settimane come il tunnel sotto allo stretto di Messina, il progetto di Eni per confinare la CO2 nei fondali marini in Alto Adriatico o le nuove strade e pedemontane nel Nord Italia. Il governo italiano ha un\u2019occasione irripetibile per modernizzare il Paese, scegliendo la strada della lotta alla crisi climatica e della riconversione ecologica dell\u2019economia italiana: dimostri coi fatti se crede veramente nel Green New Deal made in Italy.\u201d<\/p>\n<p><strong>Lotta alla crisi climatica<\/strong><br \/>\nOndate di calore, alluvioni, riduzione dei ghiacciai alpini raccontano la storia dell\u2019Italia in un Pianeta in piena crisi climatica. Il problema \u00e8 gi\u00e0 qui, per questo \u00e8 necessario che il Governo italiano, passando dalle parole ai fatti, metta in campo azioni volte a limitare gli effetti dell&#8217;emergenza, a partire dall\u2019utilizzo sostenibile delle risorse del Recovery Fund, con efficaci azioni per l\u2019adattamento e la mitigazione degli effetti catastrofici della crisi climatica.<\/p>\n<p>Efficienza energetica, innovazione e rinnovabili devono essere messe al centro del Piano per il rilancio italiano, partendo dallo sviluppo dell\u2019eolico a terra e a mare (sono stati gi\u00e0 presentati progetti in Alto Adriatico e parchi eolici galleggianti a largo delle coste della Sardegna e della Sicilia) e dal fotovoltaico in tutto il Paese, sui tetti ma non solo (questa tecnologia va promossa anche in agricoltura, non in sostituzione delle produzioni alimentari ma come integrazione al reddito delle imprese agricole, con le soluzioni tecnologiche innovative oggi disponibili sul mercato).<\/p>\n<p>Va respinto invece il progetto inutile, costoso e dalla dubbia efficacia proposto da Eni per il confinamento dell\u2019anidride carbonica nei fondali marini davanti alla costa ravennate. Sulla mobilit\u00e0 vanno finanziati prioritariamente progetti su una mobilit\u00e0 urbana sempre pi\u00f9 condivisa e sostenibile, utile ora nella fase di riapertura, ma con vantaggi che potranno rendere pi\u00f9 vivibili le nostre citt\u00e0. Le due sfide su cui puntare sono il potenziamento della sharing mobility e il raddoppio dei chilometri delle piste ciclabili, un intervento, quest\u2019ultimo, gi\u00e0 previsto nei PUMS, i Piani urbani per la mobilit\u00e0 sostenibile, che i Comuni devono mettere in campo al pi\u00f9 presto.<\/p>\n<p>Si tratta di progetti per 2.626 km di nuove piste ciclabili, da sommare ai 2.341 km di quelle gi\u00e0 esistenti in 22 citt\u00e0 italiane. Qualche esempio? Secondo i piani, Palermo passerebbe dagli attuali 48 a 155 km di piste ciclabili; Firenze da 66,3 a 108,5; Pesaro da 100 a 180; Napoli da 21,3 a 184,3; Bologna da 248 a 969; Bari da 45,7 a 202,7; Milano da 220 a 406; Parma da 125,5 a 296 km.<\/p>\n<p><strong>Economia circolare<\/strong><br \/>\nL\u2019Italia pu\u00f2 giocare un ruolo da capofila grazie alle tante esperienze di economia circolare promosse da Comuni, societ\u00e0 pubbliche e aziende private che fanno in Italia quello che neanche i Paesi del nord Europa sono in grado di realizzare. Cruciale per\u00f2 sar\u00e0 puntare su: realizzazione di nuovi impianti per la valorizzazione delle frazioni organiche e la produzione di biometano, a partire dal Centro-sud; riduzione della burocrazia, semplificazione della normativa end of waste per la cessazione della qualifica di rifiuto, costruzione di una chiara visione del percorso verso una piena applicazione della teoria \u201cRifiuti zero\u201d che impone di realizzare 1000 nuovi impianti di riciclo; realizzazione di una rete di impianti per trattare le filiere dei rifiuti oggi inviati all\u2019estero (es. apparecchiature elettriche ed elettroniche) per recuperare materiali preziosi e terre rare; promozione dei distretti dell\u2019economia civile.<br \/>\nInnovazione industriale<\/p>\n<p>In una fase difficile come quella che sta vivendo il sistema industriale italiano a seguito della crisi del Covid-19 occorre dare certezze agli investimenti del settore industriale italiano finalizzati solo ed esclusivamente all\u2019innovazione ambientale.<\/p>\n<p>La competitivit\u00e0 del sistema industriale italiano pu\u00f2 trarre grande beneficio dalla possibilit\u00e0 di prodursi direttamente l\u2019energia attraverso le fonti rinnovabili in autoconsumo, riducendo la bolletta energetica, e di ridurre la spesa per la gestione dei rifiuti, punta sulla riprogettazione dei beni e massimizzazione del riciclo (dalla chimica verde alla siderurgia), decarbonizzando gradualmente i cicli produttivi sia nell&#8217;approvvigionamento delle materie prime che nella produzione energetica.<\/p>\n<p>In questi anni, si sono fatti passi avanti tecnologici rispetto alle possibilit\u00e0 di autoproduzione da fonti rinnovabili e nei processi di recupero e riciclo di rifiuti che devono entrare nei processi industriali per produrre vantaggi diretti per le imprese e di interesse generale sia per la riduzione di inquinanti atmosferici e gas serra che di smaltimento di rifiuti industriali. I fondi comunitari devono essere finalizzati solo agli investimenti delle imprese che vanno in questa direzione.<\/p>\n<p><strong>Le prime 170 grandi opere pubbliche da realizzare<\/strong><br \/>\nStiamo parlando di 170 opere grandi, medie o piccole, suddivise per Regione e per tipologia di intervento \u2013 messa in sicurezza, bonifica, trasporti, infrastrutture \u2013 che consentirebbero agli italiani di vivere meglio.<\/p>\n<p>Tra le 170 opere veramente necessarie al Paese, c\u2019\u00e8 ad esempio la bonifica delle falde delle province di Vicenza, Padova e Verona dai Pfas per garantire l\u2019acqua potabile, la messa in sicurezza della falda acquifera inquinata del Gran Sasso in Abruzzo, la bonifica della Valle del Sacco nel Lazio, in Calabria i 129 Comuni in infrazione europea per la mancata e cattiva depurazione, il porto di Gioia Tauro senza collegamento ferroviario, la diga sul Metrano ancora incompiuta.<\/p>\n<p>In Veneto, un quarto degli interventi ritenuti urgenti nel 2010 per la mitigazione del rischio idrogeologico \u00e8 ancora da cantierare. In Campania, pur essendoci finanziamenti disponibili, i Comuni non riescono a individuare i siti e realizzare gli impianti per trattare l\u2019organico differenziato necessari per chiudere il ciclo dei rifiuti.<\/p>\n<p>La linea ferroviaria Pontremolese che collega Parma con La Spezia passando per la Toscana \u00e8 per il 50% a binario unico, nonostante rappresenti un pezzo potenziale del corridoio Tirreno-Brennero. Roma aspetta, da oltre vent\u2019anni, l\u2019avvio dei lavori per gli ultimi 10 chilometri dell\u2019anello ferroviario. Il nodo ferroviario di Genova tra crisi aziendali e attese giudiziarie \u00e8 un cantiere infinito. Naturalmente, c\u2019\u00e8 Taranto e la bonifica di vaste aree a carico del pubblico di cui non \u00e8 dato conoscere ancora \u201cil quando e il come\u201d degli interventi da effettuare<\/p>\n<p><strong>Agroecologia<\/strong><\/p>\n<p>Si dovr\u00e0 inoltre promuovere l\u2019agricoltura a basso impatto ambientale per tutelare meglio gli ecosistemi naturali e la salute dei consumatori. Col Recovery Fund si deve finanziare solo un nuovo modello di agricoltura che sposi appieno la sostenibilit\u00e0 ecologica e sociale; un\u2019agricoltura che possa restare un asse portante dell\u2019economia made in Italy, diventando anche un settore strategico dal punto di vista ambientale a cominciare dalle sfide imposte dalla crisi climatica.<\/p>\n<p>Il dossier che il ministro Bellanova sta predisponendo su sollecitazione del premier Conte, per il piano per il rilancio che l\u2019Italia presenter\u00e0 in autunno all\u2019Europa per utilizzare i finanziamenti europei, deve essere basato solo sullo sviluppo dell\u2019agroecologia nel nostro Paese, fondata sulla riduzione dell\u2019utilizzo della chimica attraverso il ricorso a buone pratiche agronomiche, della plastica e dei consumi energetici e idrici, e sullo sviluppo delle rinnovabili per la produzione energetica e nella filiera dei trasporti dei prodotti, puntando con vigore sull\u2019innovazione nell\u2019agricoltura integrata e sullo sviluppo del biologico.<\/p>\n<p>Occorre guidare l&#8217;agroalimentare italiano verso un modello che guardi all\u2019innovazione, alla riduzione degli impatti climalteranti, alla valorizzazione del biologico e alla qualificazione ambientale dell\u2019agricoltura integrata, promuovendo l\u2019economia circolare e l\u2019utilizzo di materiali riutilizzabili, riciclabili e compostabili, fino al profilo etico del lavoro in agricoltura e alla lotta all\u2019uso dei fitofarmaci illegali, prevedendo da subito meccanismi premianti e scoraggiando anche economicamente pratiche agricole e zootecniche intensive ed a elevato impatto ambientale.<\/p>\n<p><strong>Aree protette<\/strong><br \/>\nAttraverso il Recovery Fund si pu\u00f2 migliorare il Capitale naturale del nostro Paese, incrementando le aree marine e terrestri tutelate (il 30% del territorio nazionale), istituendo i parchi e le riserve in attesa di completare l\u2019iter e aumentando le aree sottoposte a tutela integrale (il 10%). Servir\u00e0 poi dare piena attuazione alla strategia marina per migliorare la tutela dello spazio marino\/costiero e per ridurre l\u2019inquinamento del mare; promuovere maggiori investimenti a favore della blue-economy, valorizzando le filiere ittiche sostenibili e plastic-free; puntare su una gestione forestale sostenibile del nostro patrimonio boschivo, incrementando i boschi vetusti, creando santuari di biodiversit\u00e0 vegetale e facendo crescere foreste urbane per rendere le nostre citt\u00e0 pi\u00f9 vivibili e resilienti al cambiamento climatico.<\/p>\n<p><strong>Turismo sostenibile<\/strong><br \/>\nLe risorse del Recovery Fund dovranno avere un ruolo strategico nel miglioramento della strutturazione dell\u2019offerta turistica sostenibile attraverso la creazione di una \u201cfabbrica dei nuovi prodotti\u201d, un vero e proprio laboratorio di ricerca e sviluppo del settore turistico, puntando fortemente &#8211; tra le altre cose &#8211; sul turismo degli itinerari attraverso il quale valorizzare al meglio e tradurre in prodotto turistico la variet\u00e0 di patrimonio diffuso caratteristica del nostro territorio.<\/p>\n<p>Definire le caratteristiche (criteri e confini) per un\u2019etichetta che contraddistingua prodotti turistici &#8220;attivi e sostenibili&#8221; e procedere a un&#8217;adeguata promo-commercializzazione degli stessi. Rilanciare con forza il Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche integrandolo inoltre con quei percorsi che necessitano di poca infrastrutturazione perch\u00e9 insistono su strade a scarsa o nulla intensit\u00e0 di traffico veicolare. Valga a titolo esemplificativo il percorso di animazione e amministrativo sviluppato per la Ciclovia dell&#8217;Appennino. Accelerare percorsi di semplificazione normativa che consentano lo sviluppo di traffico cicloturistico su questo tipo di percorsi e lavorare per un&#8217;adeguata segnalazione degli stessi.<\/p>\n<p><strong>Lotta all\u2019illegalit\u00e0 ambientale<\/strong><br \/>\nSi deve operare un\u2019accelerazione da una parte della lotta all\u2019illegalit\u00e0 ambientale e dall\u2019altra delle procedure autorizzative di carattere ambientale per la realizzazione di opere pubbliche, bonifiche dei siti inquinati, impianti per l\u2019economia circolare, e non solo, potenziando e rendendo uniformi su tutto il territorio nazionale le azioni di prevenzione, controllo e repressione delle attivit\u00e0 illegali.<\/p>\n<p>Per tale ragione \u00e8 fondamentale rimuovere la clausola di invarianza dei costi per la spesa pubblica prevista nella Legge 132\/2016, che ha istituito il Sistema nazionale a rete per la protezione dell\u2019ambiente, perch\u00e9 la sua applicazione porta inevitabilmente a risorse inadeguate nei controlli ambientali e sanitari. Parallelamente \u00e8 fondamentale finanziare le attivit\u00e0 atte a garantire su tutto il territorio nazionale le prestazioni essenziali delle Arpa per la tutela del diritto a un ambiente sano (Lepta).<\/p>\n<p><strong>Sviluppo della banda ultra-larga<\/strong><br \/>\nL\u2019emergenza Covid-19 ha fatto emergere con forza un problema cronico dell&#8217;Italia: il digital divide\u200b. La disparit\u00e0 nelle possibilit\u00e0 di accesso ai servizi telematici rende impossibile a numerose persone di lavorare in smart working, fare video-lezioni scolastiche o universitarie da casa, partecipare pi\u00f9 in generale alla vita sociale, economica e democratica del Paese, mettendo in evidenza disuguaglianze tra territori e persone che rischiano di diventare incolmabili.<\/p>\n<p>\u200bLa diffusione della banda ultra-larga su tutto il territorio nazionale \u00e8 fondamentale per colmare questa lacuna intollerabile\u200b. A tal fine, \u00e8 fondamentale procedere allo sviluppo della banda ultra-larga, con la fibra e non solo, mettendo in campo tutte le precauzioni necessarie per minimizzare l\u2019esposizione ai campi elettromagnetici relativi alla tecnologia 5G, garantendone allo stesso tempo un adeguato sviluppo.<\/p>\n<p>A tal fine sar\u00e0 fondamentale mantenere tassativamente i valori di attenzione cautelativi per i valori di campo elettrico di 6V\/m, dato che negli studi sperimentali a questi livelli di inquinamento elettromagnetico non sono stati osservati effetti avversi alla salute; promuovere presso i Comuni l\u2019adozione del regolamento per la localizzazione delle antenne come strumento di pianificazione e minimizzazione delle esposizioni; finanziare una ricerca indipendente, epidemiologica e sperimentale sulle onde millimetriche del 5G a 26GHz finalizzata ad approfondire i possibili impatti sulla salute.<\/p>\n<p><strong>Green public procurement e finanza etica<\/strong><br \/>\nLe risorse del Recovery Fund dovranno essere orientate verso la sostenibilit\u00e0, promuovendo l&#8217;applicazione del green procurement in tutte le procedure di acquisto di beni e servizi, come previsto dal Codice degli appalti, favorendo l&#8217;utilizzo di strumenti finanziari etici (es. green bond e social impact bond) e pi\u00f9 in generale l&#8217;adozione di criteri ambientali e sociali nella finanza pubblica e privata, come previsto dai regolamenti europei in materia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 19 al 23 di agosto, in occasione del tradizionale appuntamento estivo con Festambiente, la manifestazione nazionale dell\u2019associazione ambientalista organizzata ogni anno a Rispescia (Gr), Legambiente ha messo a segno un obiettivo ambizioso e necessario: l\u2019elaborazione di 10 proposte per un uso sostenibile delle risorse del Recovery Fund per fare dell\u2019Italia un Paese smart. 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