{"id":4153,"date":"2020-09-21T10:45:49","date_gmt":"2020-09-21T08:45:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=4153"},"modified":"2020-09-21T10:45:49","modified_gmt":"2020-09-21T08:45:49","slug":"ricerca-e-sviluppo-istat-252-miliardi-di-euro-spesi-in-rs-intra-muros-nel-2018-6-sul-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/ricerca-e-sviluppo-istat-252-miliardi-di-euro-spesi-in-rs-intra-muros-nel-2018-6-sul-2017\/","title":{"rendered":"Ricerca e sviluppo, Istat: 25,2 miliardi di euro spesi in R&#038;S intra-muros nel 2018, +6% sul 2017"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"dropcap dropcap3\">L<\/span>e imprese trainano la spesa in R&amp;S con 15,9 miliardi di euro, pari al 63,1% della spesa complessiva.<\/p>\n<p>E\u2019 il settore privato (imprese e non profit) la principale fonte di finanziamento della spesa in R&amp;S (14,1 miliardi di euro, pari al 56% della spesa complessiva).<\/p>\n<p>Rispetto al 2017 aumenta la spesa delle imprese (+7,4%), soprattutto di piccole e medie dimensioni, delle istituzioni pubbliche (+7,1%) e, in misura pi\u00f9 contenuta, dell\u2019Universit\u00e0 (+2,6%). In flessione la spesa delle istituzioni private non profit (-2,1%).<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 di ricerca e sviluppo (R&amp;S) rappresenta una variabile strategica della competitivit\u00e0 dei sistemi economici, in quanto permette di incorporare elevati contenuti di conoscenza nella produzione di beni e servizi, con impatti positivi sui risultati economici complessivi. Le informazioni sulle attivit\u00e0 di R&amp;S intra-muros rappresentano la componente principale degli indicatori statistici sulla R&amp;S utilizzati in ambito europeo per valutare le politiche di sostegno alla ricerca e di miglioramento della capacit\u00e0 innovativa e competitiva di un paese.<\/p>\n<p>In particolare, l\u2019incidenza della spesa in R&amp;S sul Pil \u00e8 uno dei cinque indicatori decisi dalla Strategia Europa 2020 per monitorare i progressi compiuti dai singoli Stati rispetto agli obiettivi di crescita intelligente, inclusiva e sostenibile.<\/p>\n<p>Rispetto all\u2019obiettivo generale di Europa 2020, volto ad accrescere gli investimenti pubblici e privati in R&amp;S fino a un livello del 3% del Pil, l\u2019Italia si \u00e8 posta come obiettivo il raggiungimento &#8211; nel 2020 &#8211; di un livello di spesa in R&amp;S in rapporto al Pil pari all\u20191,53%.<\/p>\n<p><strong>Effetto Covid: spesa prevista dalle imprese in calo di quasi il 5% nel 2020<\/strong><br \/>\nNel 2018 la spesa complessiva in R&amp;S intra-muros (imprese, istituzioni pubbliche, istituzioni private non profit e universit\u00e0) ammonta a 25,2 miliardi di euro, con un\u2019incidenza percentuale sul Pil pari all\u20191,43%.<\/p>\n<p>Rispetto all\u2019anno precedente, la spesa aumenta del 6% e registra un discreto incremento anche in termini di incidenza sul Pil (+0,06 punti percentuali).<br \/>\nLa principale componente della spesa di R&amp;S intra-muros \u00e8 costituita dalla spesa delle imprese che investono in R&amp;S 15,9 miliardi di euro, pari al 63,1% della spesa totale e allo 0,9% del Pil.<\/p>\n<p>La spesa cresce in tutti i settori nel confronto con l\u2019anno precedente, ad eccezione del non profit: gli incrementi maggiori si registrano nelle imprese (+7,4%) e nel pubblico (+7,1%). Il sensibile aumento registrato nella spesa delle imprese dipende sia da un incremento importante del numero di imprese che hanno svolto attivit\u00e0 interne di R&amp;S nel corso del 2018 sia da un aumento della spesa sostenuta dalle imprese storicamente attive in questo campo. In particolare, l\u2019investimento in R&amp;S di \u2018nuovi\u2019 soggetti ha contribuito al 3,9% della spesa complessiva. Anche nelle Universit\u00e0 si rileva un discreto aumento (+2,6%), mentre il non profit subisce una perdita (-2,1%).<\/p>\n<p>Per il 2019 i dati preliminari segnalano un ulteriore aumento della spesa complessiva in R&amp;S delle imprese, del settore pubblico e del non profit. In particolare, la spesa cresce del 7,6% per il non profit, del 4,3% per le istituzioni pubbliche e dell\u20191,9% per le imprese. Le previsioni fornite da imprese e istituzioni per il 2020 indicano un brusco calo della spesa in R&amp;S intra-muros. La diminuzione riguarda prevalentemente le imprese (-4,7% rispetto al 2019, &#8211; 2,9% rispetto al 2018), mentre cresce del 3% la spesa delle istituzioni pubbliche e rimane stabile quella delle private non profit<\/p>\n<p><strong>Minore partecipazione delle universit\u00e0 alla spesa complessiva in R&amp;S<\/strong><br \/>\nNel 2018, la spesa del settore privato (imprese e non profit) continua a essere la principale componente della spesa complessiva (64,7%). Tuttavia, le dinamiche delle imprese e del non profit non sono le stesse. Rispetto all\u2019anno precedente aumenta il peso delle imprese, con il 63,1% della spesa complessiva, (+0,7 punti percentuali rispetto all\u2019anno precedente). Si stima una minore partecipazione delle Universit\u00e0, che concorrono al 22,8% alla spesa complessiva (-0,8 punti percentuali rispetto al 2017) mentre risulta stabile la quota del settore pubblico (12,5%) e del non profit (1,6%).<\/p>\n<p>Con riferimento alle fonti di finanziamento, le imprese contribuiscono per la maggior parte della spesa in R&amp;S (13,7 miliardi, pari al 54,5% dei finanziamenti complessivi). Seguono il settore delle istituzioni pubbliche con il 32,8% (8,2 miliardi) e i finanziatori stranieri che partecipano al 10,5% della spesa (circa 2,7 miliardi). Rispetto al 2017, aumenta la spesa finanziata dalle imprese nazionali e dal settore pubblico (rispettivamente +0,8 e +0,5 punti percentuali), \u00e8 invece in calo la componente estera (-1,2 punti percentuali). Resta pressoch\u00e9 stabile la quota dei finanziamenti sostenuti dal non profit e dalle Universit\u00e0.<br \/>\nIndipendentemente dal settore esecutore, l\u2019autofinanziamento si conferma la fonte principale della spesa per R&amp;S .<\/p>\n<p>In particolare, le imprese nazionali finanziano il proprio settore per una quota pari all\u201983,2% del totale della spesa, quota in leggera crescita rispetto al 2017 (+0,5 punti percentuali). Riguardo alla spesa in R&amp;S delle imprese, aumenta anche il contributo pubblico (dal 3,5% del 2017 al 4,9% del 2018) mentre si ridimensiona la componente estera, che si attesta all\u201911,7% (-1,9 punti percentuali rispetto al 2017). Anche nel settore pubblico nel 2018 l\u2019autofinanziamento ha interessato una maggiore quota della spesa in R&amp;S rispetto all\u2019anno precedente, cio\u00e8 l\u201986,9% contro l\u201985,8% del 2017.<\/p>\n<p><strong>In decisa crescita la spesa in R&amp;S delle piccole e medie imprese<\/strong><br \/>\nNel settore delle imprese il contributo alla spesa delle piccole e medie imprese \u00e8 in forse crescita. In particolare, rispetto al 2017 la spesa per R&amp;S aumenta del 15,8% nelle piccole imprese (con meno di 50 addetti) e del 9,3% nelle medie (50-249 addetti). In termini di composizione percentuale, oltre la met\u00e0 della spesa delle imprese continua a essere sostenuta dalle grandi imprese (con 500 addetti e oltre) ma si riduce il loro contributo rispetto all\u2019anno precedente (-1,3%). Aumenta, invece, quello delle imprese pi\u00f9 piccole che passa dal 16,0% al 17,3% .<\/p>\n<p>A livello dimensionale alcune differenze di rilievo emergono anche rispetto alle fonti di finanziamento. Sebbene l\u2019autofinanziamento del settore sia la principale modalit\u00e0 scelta dalle imprese indipendentemente dalla classe dimensionale, al crescere della dimensione aumenta la componente dei finanziatori esteri che raggiunge il valore massimo nelle imprese pi\u00f9 grandi (16,1% in quelle con 500 addetti e oltre).<\/p>\n<p><strong>Il Made in Italy traina l\u2019aumento di spesa in R&amp;S<\/strong><br \/>\nI due terzi della spesa in R&amp;S proviene dalla manifattura, dove gli investimenti in R&amp;S sono per\u00f2 cresciuti meno della media nazionale rispetto al 2017 (+5,6%). Il settore di produzione di macchinari da solo contribuisce per il 12,4% alla spesa complessiva (circa 2 miliardi di euro); seguono la produzione di autoveicoli con 1,6 miliardi (pari al 10,2% della spesa), la produzione di altri mezzi di trasporto con circa 1,5 miliardi (9,2%), l\u2019informatica e l\u2019elettronica (entrambe con oltre 1 miliardo di spesa e quote di circa il 7%) e il comparto della Ricerca con circa 1 miliardo (6,2%) .<\/p>\n<p>Rispetto all\u2019anno precedente, gli aumenti maggiori si registrano nel settore dei prodotti in metallo (+23,2%) e in alcuni settori del Made in Italy, quali l\u2019industria del legno (+21,7%), l\u2019industria tessile (+18,5%), il settore alimentare (+12,4%) e l\u2019industria degli articoli in pelle (+12,2%). Pochi settori registrano peggioramenti: tra questi la metallurgia, con un brusco calo del 17,8%, la fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-7%) e la fabbricazione di altri mezzi di trasporto (-3,5%).<\/p>\n<p>Per le fonti di finanziamento si rilevano alcune peculiarit\u00e0 settoriali: i finanziamenti esteri sono molto importanti nel settore della ricerca e delle altre attivit\u00e0 professionali (30,5%), nelle costruzioni (21,8%), nell\u2019industria dei mezzi di trasporto (17,9%) e nella farmaceutica (14,9%). Un contributo pubblico decisivo \u00e8 invece registrato nel finanziamento della spesa dei settori della sanit\u00e0 e assistenza sociale (37,6%), del commercio (15%), della fabbricazione di altri mezzi di trasporto (10%), della R&amp;S (9,2%) e dell\u2019informatica (8,5%).<\/p>\n<p>Pi\u00f9 investimenti nello sviluppo sperimentale di nuovi prodotti e processi<br \/>\nNel 2018 la ricerca applicata si conferma la principale voce di investimento (circa 10,3 miliardi di euro) ma si modifica leggermente la composizione della spesa. In particolare, si riduce il peso della ricerca (soprattutto della componente di ricerca applicata, che passa dal 42,1% del 2017 al 40,6%) a favore di attivit\u00e0 di sviluppo sperimentale di nuovi prodotti e processi che con circa 9,5 miliardi di euro raggiungono il 37,6% della spesa totale contro il 35,7% del 2017.<\/p>\n<p>La tendenza a investire in attivit\u00e0 di R&amp;S pi\u00f9 prossime all\u2019industrializzazione piuttosto che in attivit\u00e0 strettamente di ricerca \u00e8 ancora pi\u00f9 evidente nelle imprese, dove oltre la met\u00e0 della spesa in R&amp;S \u00e8 composta dalla componente dello sviluppo sperimentale (8,6 miliardi, pari al 54,2% della spesa totale).<\/p>\n<p>Inoltre, rispetto al 2017 questa componente della spesa in R&amp;S \u00e8 in sensibile crescita (+12,5%) mentre la ricerca pura e quella applicata registrano un aumento decisamente pi\u00f9 contenuto (rispettivamente del 5,5% e dell\u20191,1%).<\/p>\n<p>Nel settore delle istituzioni pubbliche aumenta la quota di spesa destinata alla ricerca di base (dal 25,8% nel 2017 al 26,6% nel 2018) mentre diminuisce il peso della ricerca applicata e dello sviluppo sperimentale (circa -0,3 punti percentuali). Per le istituzioni private non profit, a fronte di un calo di investimenti nella ricerca di base (-1,9 punti percentuali rispetto al 2017) \u00e8 in leggera crescita la quota di spesa destinata alla ricerca applicata e allo sviluppo sperimentale (+0,9 punti percentuali).<\/p>\n<p><strong>Spesa in R&amp;S sempre fortemente concentrata sul territorio<\/strong><br \/>\nNel 2018, la classifica delle regioni che spendono di pi\u00f9 in ricerca e sviluppo resta stabile rispetto all\u2019anno precedente. Poco pi\u00f9 di un terzo della R&amp;S \u00e8 svolta nel Nord-ovest, il Mezzogiorno (Sud e Isole) contribuisce con una quota pari al 14,6%. Il 68,1% della spesa totale, pari a circa 17,2 miliardi di euro, \u00e8 concentrato in cinque regioni &#8211; Lombardia (20,6%), Lazio (13,7%), Emilia-Romagna (13,0%), Piemonte (11,8%) e Veneto (9,0%) .<\/p>\n<p>Con riferimento al settore delle imprese, la spesa per R&amp;S supera il 75% nelle cinque regioni di maggiore concentrazione. In particolare, tra le regioni pi\u00f9 virtuose \u00e8 la Lombardia a contribuire di pi\u00f9 alla spesa complessiva (25,2%) mentre il Lazio concorre solo con l\u20198,1%. Le regioni del Mezzogiorno partecipano con una quota complessiva del 9,3%.<br \/>\nIl Lazio detiene il primato di istituzioni pubbliche pi\u00f9 coinvolte in attivit\u00e0 di R&amp;S, da solo incide per il 43,9% sulla spesa complessiva effettuata dal settore pubblico in R&amp;S, seguito a grande distanza da Lombardia (7,0%) ed Emilia Romagna (6,0%).<\/p>\n<p>Anche nel 2018, tra le regioni dove le universit\u00e0 hanno investito di pi\u00f9 in attivit\u00e0 di R&amp;S si confermano la Lombardia, il Lazio e l\u2019Emilia Romagna che, insieme a Campania e Toscana, coprono il 55,7% della spesa complessiva destinata alla R&amp;S in questo settore.<\/p>\n<p>Le istituzioni non profit che si dedicano ad attivit\u00e0 di R&amp;S sono maggiormente presenti in Lombardia (28,6%), Lazio (22,5%) e Piemonte (12,6%), dove si concentra il 63,8% della spesa per R&amp;S effettuata dal settore. Nella Provincia autonoma di Bolzano, in Toscana e Campania la quota si aggira tra il 6% e il 7%, mentre le restanti regioni contribuiscono complessivamente alla ricerca e sviluppo del settore non profit per il 17,4%.<\/p>\n<p>Considerando l\u2019incidenza della spesa per R&amp;S in percentuale sul Pil, la graduatoria delle regioni varia dal valore massimo del Piemonte (2,17%) al minimo della Valle d&#8217;Aosta (0,48%). Oltre al Piemonte, le regioni con la spesa per R&amp;S sul Pil pi\u00f9 alta sono Emilia-Romagna (2,03%), Lazio (1,75%), Friuli-Venezia Giulia (1,67%), Provincia di Trento (1,56%) e Toscana (1,55%).<\/p>\n<p>In Veneto e Lombardia l\u2019incidenza della spesa sul Pil \u00e8 inferiore al livello nazionale (rispettivamente l\u20191,38% e l\u20191,33% contro l\u20191,43% nazionale); sotto l\u20191% si attestano invece la provincia di Bolzano (0,84%) e le regioni del Sud, a eccezione di Campania e Molise che registrano percentuali sul Pil superiori (rispettivamente l\u20191,30% e l\u20191,28%).<\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 addetti alla R&amp;S intra-muros nelle imprese<\/strong><br \/>\nCresce nel 2018 il personale impegnato in attivit\u00e0 di R&amp;S: gli addetti sono 526.620 (da 482.703 nel 2017,+9,1%), per un totale di 345.624,6 Unit\u00e0 di lavoro a tempo pieno (Etp) (da 317.628,3 nel 2017, +8,8%).<\/p>\n<p>L\u2019aumento \u00e8 attribuibile soprattutto al settore delle imprese (+15,3% di addetti e +14,0% in Etp) ed \u00e8 determinato in larga parte dall\u2019incremento del numero di imprese che hanno svolto attivit\u00e0 di R&amp;S intra-muros nel 2018 . Di minore entit\u00e0 \u00e8 la crescita del personale nel settore pubblico, sia in numero (+2,0%) sia in unit\u00e0 Etp (+1,9%), che tuttavia risulta pi\u00f9 consistente rispetto alla variazione registrata tra il 2017 e il 2016.<\/p>\n<p>I ricercatori aumentano del 7,6% in termini di unit\u00e0 (da 195.560 nel 2017 a 210.419 del 2018) e dell\u20198,5% in termini di Etp (da 140.378,2 a 152.307,0). L\u2019incremento dei ricercatori riguarda prevalentemente il settore delle imprese (+17,3% in termini di unit\u00e0 e di Etp), meno quello delle istituzioni pubbliche (+1,9% e +2,6%).<\/p>\n<p>I ricercatori (espressi in Etp) rappresentano complessivamente il 44,1% del totale degli addetti alla R&amp;S, livello stabile rispetto al 2017 . L\u2019incidenza maggiore si rileva nelle istituzioni non profit (70,6%) in aumento di 3,2 punti percentuali sull\u2019anno precedente, seguono le universit\u00e0 (64,0%), le istituzioni pubbliche (57,5%) e, infine, le imprese, con un terzo degli addetti alla R&amp;S (sempre espressi in Unit\u00e0 di lavoro a tempo pieno).<\/p>\n<p><strong>Alle istituzioni private non profit il primato di presenza femminile nella R&amp;S<\/strong><br \/>\nNel 2018, le donne impegnate in attivit\u00e0 di R&amp;S rappresentano circa un terzo degli addetti (sia in unit\u00e0 che in Etp) e ammontano a 167.683, pari a 109.308,0 unit\u00e0 in Etp, rispettivamente il 7,5% e il 7,3% in pi\u00f9 del 2017. La crescita del personale maschile \u00e8 stata invece del 9,9% in unit\u00e0 e del 9,5% in Etp.<\/p>\n<p>L\u2019incremento della componente femminile tra gli addetti alla R&amp;S \u00e8 particolarmente elevato nelle imprese (+19,0% in termini di unit\u00e0 e +16,9% in termini di Etp) dove per\u00f2 la presenza di donne nelle attivit\u00e0 di ricerca e sviluppo \u00e8 minore, in termini relativi, rispetto agli altri settori (21,6% degli addetti espressi in Etp contro circa il 50% delle istituzioni private non profit).<\/p>\n<p>Le ricercatrici sono 71.076 (51.918,9 unit\u00e0 espresse in Etp), in crescita del 5,9% rispetto all\u2019anno precedente (+6,7% in Etp). Anche in questo caso l\u2019aumento pi\u00f9 significativo (e superiore a quello registrato nel 2017) si osserva nelle imprese (+19,6% in Etp), risulta pari all\u20191,4% nelle universit\u00e0 e al 3,5% nelle istituzioni pubbliche<\/p>\n<p><strong>Crescono i fondi R&amp;S di Amministrazioni centrali, Regioni e Province Autonome<\/strong><br \/>\nNel 2019 gli stanziamenti in ricerca e sviluppo delle Amministrazioni Centrali, Regioni e Province autonome salgono del 6,7%, passando da 9.008,7 milioni di euro del 2018 (previsioni di spesa assestate) a circa 9.613,2 milioni di euro nel 2019 (previsioni di spesa iniziali).<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la distribuzione dei finanziamenti fra gli obiettivi socio-economici, quelli destinati alle universit\u00e0 sotto forma di Fondo di finanziamento ordinario (FFO, cap. 12 della classificazione NABS), continuano a costituire la quota pi\u00f9 rilevante (41,9% del totale). Il resto degli stanziamenti \u00e8 orientato in misura maggiore verso l\u2019esplorazione e utilizzazione dello spazio (11,4%), le produzioni e le tecnologie industriali (10,2%), la protezione e promozione della salute umana (9,8%).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le imprese trainano la spesa in R&amp;S con 15,9 miliardi di euro, pari al 63,1% della spesa complessiva. E\u2019 il settore privato (imprese e non profit) la principale fonte di finanziamento della spesa in R&amp;S (14,1 miliardi di euro, pari al 56% della spesa complessiva). 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