{"id":4244,"date":"2020-09-30T12:02:53","date_gmt":"2020-09-30T10:02:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=4244"},"modified":"2020-09-30T12:02:53","modified_gmt":"2020-09-30T10:02:53","slug":"che-aria-tira-nelle-nostre-citta-ecco-le-citta-che-hanno-raggiunto-la-sufficienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/che-aria-tira-nelle-nostre-citta-ecco-le-citta-che-hanno-raggiunto-la-sufficienza\/","title":{"rendered":"Che aria tira nelle nostre citt\u00e0? Ecco le citt\u00e0 che hanno raggiunto la sufficienza"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"dropcap dropcap3\">C<\/span>he aria si respira nelle citt\u00e0 italiane e che rischi ci sono per la salute?\u00a0 Di certo non tira una buona aria e con l\u2019autunno alle porte, unito alla difficile ripartenza dopo il lockdown in tempo di Covid, il problema dell\u2019inquinamento atmosferico e dell\u2019allarme smog rimangono un tema centrale da affrontare.<\/p>\n<p>A dimostrarlo sono i nuovi dati raccolti da Legambiente nel report <a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Dossier_aria_citta_092020.pdf\"><em>Mal\u2019aria edizione speciale<\/em> <\/a>nel quale l\u2019associazione ambientalista ha stilato una \u201cpagella\u201d sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria di 97 citt\u00e0 italiane sulla base degli ultimi 5 anni \u2013 dal 2014 al 2018 \u2013 confrontando le concentrazioni medie annue delle polveri sottili (Pm10, Pm2,5) e del biossido di azoto (NO<sub>2<\/sub>) con i rispettivi limiti medi annui suggeriti dall\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS): 20\u00b5g\/mc per il Pm10; 10 \u00b5g\/mc per il Pm2,5; 40 \u00b5g\/mc per il NO<sub>2<\/sub>.<\/p>\n<p>Limiti quelli della OMS che hanno come target esclusivamente la salute delle persone e che sono di gran lunga pi\u00f9 stringenti rispetto a quelli della legislazione europea (limite medio annuo 50 \u00b5g\/mc per il Pm10, 25 \u00b5g\/mc per il Pm2,5 e 40 \u00b5g\/mc per il NO<sub>2<\/sub>) e il quadro che emerge dal confronto realizzato da Legambiente \u00e8 preoccupante: solo il 15% delle citt\u00e0 analizzate ha la sufficienza contro l\u201985% sotto la sufficienza.<\/p>\n<p>Delle 97 citt\u00e0 di cui si hanno dati su tutto il quinquennio analizzato (2014 \u2013 2018) solo l\u201915% (ossia 15) raggiungono un voto superiore alla sufficienza: <strong>Sassari (voto 9), Macerata (8), Enna, Campobasso, Catanzaro, Grosseto, Nuoro, Verbania e Viterbo (7), L\u2019Aquila, Aosta, Belluno, Bolzano, Gorizia e Trapani (6). <\/strong><\/p>\n<p>Sassari prima della classe con voto 9 in quanto dal 2014 al 2018 ha sempre rispettato i limiti previsti dall\u2019OMS per le polveri sottili (Pm10 e Pm2,5) e per il biossido di azoto (NO<sub>2<\/sub>) ad eccezione degli ultimi 2 anni in cui solo per il Pm10 il valore medio annuo \u00e8 stato di poco superiore al limite OMS; analoghe considerazioni con Macerata (voto 8), in quanto pur avendo sempre rispettato nei 5 anni i limiti, per il Pm2,5 non ci sono dati a supporto per gli anni 2014, 2015 e 2016 che quindi la penalizzano. Le altre citt\u00e0 sopra la sufficienza, pur avendo spesso rispettato i limiti suggeriti dall\u2019OMS mancano di alcuni dati in alcuni anni, a dimostrazione che per tutelare la salute dei cittadini bisognerebbe comunque garantire il monitoraggio ufficiale in tutte le citt\u00e0 di tutti quegli inquinanti previsti dalla normativa e potenzialmente dannosi per la salute.<\/p>\n<p>La maggior parte delle citt\u00e0 \u2013 l\u201985% del totale \u2013 sono sotto la sufficienza e scontano il mancato rispetto negli anni soprattutto del limite suggerito per il Pm2,5 e in molti casi anche per il Pm10. <strong>Fanalini di coda le citt\u00e0 di Torino, Roma, Palermo, Milano e Como (voto 0) perch\u00e9 nei cinque anni considerati non hanno mai rispettato nemmeno per uno solo dei parametri il limite di tutela della salute previsto dall\u2019OMS. <\/strong>Dati che Legambiente lancia oggi alla vigilia del 1 ottobre, data in cui prenderanno il via le misure e le limitazioni antismog previste dall\u2019\u00abAccordo di bacino padano\u00bb in diversi territori del Paese per cercare di ridurre l\u2019inquinamento atmosferico, una piaga dei nostri tempi al pari della pandemia e che ogni anno, solo per l\u2019Italia, causa <strong>60mila morti premature e ingenti costi sanitari<\/strong>. Il Paese detiene insieme alla Germania il triste primato a livello europeo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per questo con <em>Mal\u2019aria edizione speciale<\/em> <strong>Legambiente chiede anche al Governo e alle Regioni pi\u00f9 coraggio e impegno sul fronte delle politiche e delle misure da mettere in campo per avere dei risultati di medio e lungo periodo. <\/strong>Un coraggio che per Legambiente \u00e8 mancato alle quattro regioni dell\u2019area padana (Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto) che, ad esempio, hanno preferito rimandare all\u2019anno nuovo il blocco alla circolazione dei mezzi pi\u00f9 vecchi e inquinanti Euro4 che sarebbe dovuto scattare questo 1 ottobre nelle citt\u00e0 sopra i 30 mila abitanti. Una mancanza di coraggio basata sulla scusa della sicurezza degli spostamenti con i mezzi privati e non pubblici in tempi di Covid, o sulla base della compensazione delle emissioni inquinanti grazie alla strutturazione dello smart working per i dipendenti pubblici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cPer tutelare la salute delle persone \u2013 dichiara <strong>Giorgio Zampetti, Direttore Generale di Legambiente<\/strong> &#8211; bisogna avere coraggio e coerenza definendo le priorit\u00e0 da affrontare e finanziare. Le citt\u00e0 sono al centro di questa sfida, servono interventi infrastrutturali da mettere in campo per aumentare la qualit\u00e0 della vita di milioni di pendolari e migliorare la qualit\u00e0 dell\u2019aria, puntando sempre di pi\u00f9 su una mobilit\u00e0 sostenibile e dando un\u2019alternativa al trasporto privato.<\/p>\n<p>Inoltre serve una politica diversa che non pensi solo ai blocchi del traffico e alle deboli e sporadiche misure anti-smog che sono solo interventi palliativi. Il governo italiano, grazie al Recovery Fund, ha un\u2019occasione irripetibile per modernizzare davvero il Paese, scegliendo la strada della lotta alla crisi climatica e della riconversione ecologica dell\u2019economia italiana. Non perda questa importante occasione e riparta dalle citt\u00e0 incentivando l\u2019utilizzo dei mezzi pubblici, potenziando la rete dello sharing mobility e raddoppiando le piste ciclopedonali. Siamo convinti, infatti, che la mobilit\u00e0 elettrica, condivisa, ciclopedonale e multimodale sia l\u2019unica vera e concreta possibilit\u00e0 per tornare a muoverci pi\u00f9 liberi e sicuri dopo la crisi Covid-19, senza trascurare il rilancio economico del Paese\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cL\u2019inquinamento atmosferico nelle citt\u00e0 &#8211; aggiunge <strong>Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente<\/strong> &#8211;\u00a0 \u00e8 un fenomeno complesso poich\u00e9 dipende da diversi fattori: dalle concentrazioni degli inquinanti analizzati alle condizioni meteo climatiche, passando per le caratteristiche urbane, industriali e agricole che caratterizzano ogni singola citt\u00e0 e il suo hinterland. Nonostante le procedure di infrazione a carico del nostro Paese, nonostante gli accordi che negli anni sono stati stipulati tra le Regioni e il Ministero dell\u2019Ambiente per ridurre l\u2019inquinamento atmosferico a cominciare dall\u2019area padana, nonostante le risorse destinate in passato e che arriveranno nei prossimi mesi\/anni con il Recovery fund, in Italia manca ancora la convinzione di trasformare concretamente il problema in una opportunit\u00e0. Opportunit\u00e0 che prevede inevitabilmente dei sacrifici e dei cambi di abitudini da parte dei cittadini, ma che potrebbero restituire citt\u00e0 pi\u00f9 vivibili, efficienti, salutari e a misura di uomo\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Focus Mal\u2019aria: <\/strong>Tornando ai dati del report Mal\u2019aria edizione straordinaria i giudizi che ne seguono per le 97 citt\u00e0 analizzate sono il frutto quindi del \u201crispetto\u201d o \u201cmancato rispetto\u201d del limite previsto per ciascun parametro (inteso come concentrazione media annuale) rispetto a quanto suggerito dall\u2019OMS per ogni anno analizzato. Tra gli altri dati che emergono: per le polveri sottili la stragrande maggioranza delle citt\u00e0 abbia difficolt\u00e0 a rispettare i valori limite per la salute: <strong>infatti per il Pm10 mediamente solo il 20% delle 97 citt\u00e0 analizzate nei cinque anni ha avuto una concentrazione media annua inferiore a quanto suggerito dall\u2019OMS<\/strong>; <strong>percentuale che scende drasticamente al 6% per il Pm2,5<\/strong> ovvero le frazioni ancora pi\u00f9 fini e maggiormente pericolose per la facilit\u00e0 con le quali possono essere inalate dagli apparati respiratori delle persone.<\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 elevata la percentuale delle citt\u00e0 (86%) che \u00e8 riuscita a rispettare il limite previsto dall\u2019OMS[1] per il biossido di azoto (NO<sub>2<\/sub>)<\/strong>. Il non rispetto dei limiti normativi imposti comporta l\u2019apertura da parte dell\u2019Unione europea di procedure di infrazione a carico degli Stati membri con delle conseguenze economiche per gli stessi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Focus auto:<\/strong> Nel report Legambiente, inoltre, dedica un focus sulle auto come fonte principale di inquinamento in citt\u00e0 e ricorda che le emissioni fuorilegge delle auto diesel continuano a causare un aumento della mortalit\u00e0, come \u00e8 emerso anche da un recente studio condotto da un consorzio italiano che comprende consulenti (Arianet, modellistica), medici ed epidemiologi (ISDE Italia, Medici per l&#8217;Ambiente) e Legambiente, nonch\u00e9 la piattaforma MobileReporter.<\/p>\n<p>Lo studio in questione stima per la prima volta in assoluto\u00a0la quota di inquinamento a Milano imputabile alle emissioni delle auto diesel<strong>\u00a0<\/strong>che superano, nell\u2019uso reale, i limiti fissati nelle prove di laboratorio alla commercializzazione.\u00a0 Se tutti i veicoli diesel a Milano emettessero non pi\u00f9 di quanto previsto dalle norme nell\u2019uso reale,\u00a0<strong>l\u2019inquinamento da NO<sub>2<\/sub>\u00a0(media annuale) rientrerebbe nei limiti di qualit\u00e0 dell\u2019aria europei<\/strong>\u00a0(gi\u00e0 nel 2018).<\/p>\n<p>Invece il mancato rispetto ha portato alla stima di 568 decessi in pi\u00f9 per la sola citt\u00e0 di Milano, a causa dell&#8217;esposizione \u201cfuorilegge\u201d agli NO<sub>2<\/sub> per un solo anno.\u00a0Quindi per Legambiente si dovrebbero bloccare tutti i veicoli diesel troppo inquinanti, persino gli euro6C venduti sino ad agosto 2019.\u00a0Lo studio si inquadra nella pi\u00f9 ampia iniziativa transfrontaliera sull&#8217;inquinamento\u00a0del traffico urbano\u00a0<strong><em><a href=\"https:\/\/cleanair4health.eu\/\">Clean Air For Health<\/a><\/em><\/strong> , progetto lanciato dall&#8217;Associazione europea sulla salute pubblica (<strong>EPHA<\/strong>) che coinvolge healthcare partner in diversi Stati Membri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Proposte: <\/strong>Per aggredire davvero l\u2019inquinamento atmosferico e affrontare in maniera concreta il tema della sfida climatica, servono misure preventive, efficaci, strutturate e durature. Tutto quello che non sta avvenendo in Italia. Per questo Legambiente torna a ribadire l\u2019urgenza di puntare su una mobilit\u00e0 urbana sempre pi\u00f9 condivisa e sostenibile, di potenziare lo <em>sharing mobility<\/em>\u00a0e raddoppiare i chilometri delle piste ciclabili, un intervento, quest\u2019ultimo, gi\u00e0 previsto nei PUMS, i Piani urbani per la mobilit\u00e0 sostenibile, che i Comuni devono mettere in campo al pi\u00f9 presto.<\/p>\n<p>Legambiente ricorda che la Legge di Bilancio 2019, che ha visto stanziare i primi bonus destinati ai veicoli elettrici (auto e moto), ha permesso di sperimentare la micromobilit\u00e0 elettrica, mentre con la Legge di Bilancio 2020 \u00e8 stato possibile equiparare i monopattini con la ciclabilit\u00e0 urbana a cui si \u00e8 aggiunto il bonus mobilit\u00e0 senz\u2019auto.<\/p>\n<p>Tutte misure convergenti e allineate che sono proseguite, anche in tempo emergenziale attraverso i \u201cdecreti Covid-19\u201d, con la definizione di nuovi percorsi ciclabili urbani, la precedenza per le bici e le cosiddette \u201cstazioni avanzate\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che aria si respira nelle citt\u00e0 italiane e che rischi ci sono per la salute?\u00a0 Di certo non tira una buona aria e con l\u2019autunno alle porte, unito alla difficile ripartenza dopo il lockdown in tempo di Covid, il problema dell\u2019inquinamento atmosferico e dell\u2019allarme smog rimangono un tema centrale da affrontare. 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