{"id":433,"date":"2019-04-16T11:50:43","date_gmt":"2019-04-16T09:50:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=433"},"modified":"2019-04-16T11:50:43","modified_gmt":"2019-04-16T09:50:43","slug":"governo-via-libera-al-def","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/governo-via-libera-al-def\/","title":{"rendered":"Governo: via libera al Def"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"dropcap dropcap3\">I<\/span>l Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente <strong>Giuseppe Conte<\/strong> e del Ministro dell\u2019economia e delle finanze<strong> Giovanni Tria<\/strong>, ha approvato il Documento di economia e finanza (DEF) 2019, previsto dalla legge di contabilit\u00e0 e finanza pubblica (legge 31 dicembre 2009, n. 196).<\/p>\n<p>Il DEF si compone di tre sezioni:<\/p>\n<ul>\n<li>sezione I: programma di stabilit\u00e0 dell\u2019Italia;<\/li>\n<li>sezione II: analisi e tendenze di finanza pubblica;<\/li>\n<li>sezione III: programma nazionale di riforma (PNR).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il Documento di economia e finanza 2019 ripercorre i risultati conseguiti nei primi dieci mesi di attivit\u00e0 del Governo e traccia le linee guida della politica di bilancio e di riforma che si intende attuare nel prossimo triennio.<\/p>\n<p>Il Governo, dopo aver realizzato il programma iniziale di riforma economica e sociale descritto nella Nota di aggiornamento del DEF 2018 e seppur in un contesto economico congiunturale profondamente cambiato e pi\u00f9 complesso, caratterizzato da un marcato rallentamento della crescita europea e dal permanere di condizioni di bassa inflazione, conferma con il Documento gli obiettivi fondamentali della sua azione: ridurre progressivamente il gap di crescita con la media europea e, al contempo, il rapporto debito\/pil.<\/p>\n<p>A tal fine, la <strong>strategia<\/strong> <strong>dell\u2019Esecutivo<\/strong> ribadisce il ruolo degli investimenti pubblici come fattore fondamentale di crescita, innovazione, infrastrutturazione sociale e aumento di competitivit\u00e0 del sistema produttivo; l\u2019azione di riforma fiscale in progressiva attuazione di un sistema di flat tax come componente importante di un modello di crescita pi\u00f9 bilanciato; il sostegno alle imprese impegnate nell\u2019innovazione tecnologica e il rafforzamento contestuale della rete di protezione e inclusione sociale.<\/p>\n<p>In chiave anti-ciclica e al fine di sostenere l\u2019attivit\u00e0 economica e in particolare gli investimenti pubblici e privati, il Governo ha approntato due pacchetti di misure: il decreto-legge \u201ccrescita\u201d, che si concentra sull\u2019impulso all\u2019accumulazione di capitale e alla realizzazione di investimenti, e il decreto-legge \u201csblocca cantieri\u201d, che punta a una forte ripresa del settore delle costruzioni. Questi interventi hanno un impatto neutrale sulla finanza pubblica, a testimonianza dell\u2019attenzione del Governo alla disciplina di bilancio.<\/p>\n<p>Il Governo ritiene comunque necessario un <strong>cambiamento<\/strong> a <strong>livello<\/strong> <strong>europeo<\/strong> del <strong>modello<\/strong> di <strong>crescita<\/strong> che, senza pregiudicare la competitivit\u00e0 dei Paesi dell\u2019Unione, si basi maggiormente sulla promozione della domanda interna, e si far\u00e0 quindi promotore di una rivisitazione dell\u2019approccio di politica economica, dalle regole di bilancio alla politica industriale, commerciale, degli investimenti e dell\u2019innovazione dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i principali indicatori economici e di finanza pubblica, il 2018 si \u00e8 chiuso con un incremento del pil reale dello 0,9 per cento. Come conseguenza delle mutate condizioni interne ed esterne, la proiezione di crescita tendenziale per il 2019 \u00e8 stata rivista, passando dall\u20191 allo 0,1 per cento.<\/p>\n<p>Il deficit di quest\u2019anno \u00e8 stimato al 2,4 per cento del pil. In termini strutturali, ovvero al netto dell\u2019andamento ciclico e delle misure temporanee, questo risultato darebbe luogo a una variazione dell\u2019indebitamento di solo -0,1 punti percentuali. Tenendo conto della flessibilit\u00e0 concordata con la Commissione, il risultato di quest\u2019anno rientrerebbe quindi nei limiti del Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita (PSC).<\/p>\n<p>Per gli anni successivi, il Programma di Stabilit\u00e0 traccia un sentiero di finanza pubblica che riduce gradualmente il deficit fino all\u20191,5 per cento nel 2022, con una diminuzione di 0,3 punti percentuali all\u2019anno, che determina un miglioramento quasi equivalente del saldo strutturale.<\/p>\n<p>Secondo le nuove proiezioni, il deficit strutturale scenderebbe dall\u20191,6 per cento del pil di quest\u2019anno allo 0,8 per cento nel 2022, in linea con una graduale convergenza verso il pareggio strutturale.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda gli obiettivi interni di politica di bilancio, lo scenario programmatico prevede un aumento degli investimenti pubblici nel prossimo triennio, che dal 2,1 per cento del pil registrato nel 2018 si porterebbero al 2,7 per cento nel 2022.<\/p>\n<p>La previsione di crescita del pil nello scenario programmatico \u00e8 superiore a quella dello scenario tendenziale ad eccezione dell\u2019anno finale, attestandosi allo 0,2 per cento per il 2019 per poi aumentare allo 0,8 per cento nei tre anni successivi.<\/p>\n<p>Il programma nazionale di riforma (PNR) si inserisce nel solco dei provvedimenti gi\u00e0 approvati e della strategia di politica economica del Governo, che ha dato la priorit\u00e0 all\u2019inclusione sociale, al <strong>contrasto<\/strong> alla <strong>povert\u00e0<\/strong>, all\u2019avvio al lavoro della popolazione inattiva e al miglioramento dell\u2019istruzione e della formazione. Saranno oggetto di valutazione l\u2019introduzione di un <strong>salario<\/strong> <strong>minimo<\/strong> orario per i settori non coperti da contrattazione collettiva e la previsione di trattamenti congrui per l\u2019apprendistato nelle libere professioni. Si continuer\u00e0 inoltre a lavorare per ridurre il cuneo fiscale sul lavoro e gli adempimenti burocratici, anche attraverso la digitalizzazione.<\/p>\n<p>Accanto all\u2019investimento in infrastrutture fisiche, si prevede anche un ampio sforzo nel campo <strong>dell\u2019innovazione<\/strong> <strong>tecnologica<\/strong> e della ricerca, nella diffusione della banda larga, nello sviluppo della rete 5G e per il rilancio della politica industriale dell\u2019Italia. Il Governo rafforzer\u00e0 il sostegno alla green finance e alla sperimentazione e adozione delle trasformazioni digitali e delle tecnologie abilitanti che offrano soluzioni per produzioni pi\u00f9 sostenibili e circolari.<\/p>\n<p>Infine, per favorire la <strong>ripresa<\/strong> delle <strong>nascite<\/strong> e la <strong>partecipazione<\/strong> <strong>femminile<\/strong> al mercato del lavoro, il Governo intende proseguire sulla strada dell\u2019alleggerimento del carico fiscale e della destinazione di maggiori risorse a favore delle famiglie, con particolare riguardo a quelle numerose e con componenti in condizione di disabilit\u00e0.<\/p>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell\u2019economia e delle finanze Giovanni Tria, ha approvato il Documento di economia e finanza (DEF) 2019, previsto dalla legge di contabilit\u00e0 e finanza pubblica (legge 31 dicembre 2009, n. 196). 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