{"id":4580,"date":"2020-11-09T15:16:11","date_gmt":"2020-11-09T14:16:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=4580"},"modified":"2020-11-09T15:16:11","modified_gmt":"2020-11-09T14:16:11","slug":"ecco-litalia-delle-citta-che-tentano-di-pianificare-trasformazioni-urbane-in-chiave-green","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/ecco-litalia-delle-citta-che-tentano-di-pianificare-trasformazioni-urbane-in-chiave-green\/","title":{"rendered":"Ecco l\u2019Italia delle citt\u00e0 che tentano di pianificare trasformazioni urbane in chiave green"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"dropcap dropcap3\">U<\/span>n&#8217;Italia a due velocit\u00e0: la prima pi\u00f9 dinamica e attenta alle nuove scelte urbanistiche, ai servizi di mobilit\u00e0, alle fonti rinnovabili, alla progressiva restituzione di vie e piazze ai cittadini, alla crescita degli spazi naturali.<\/p>\n<p>La seconda, pi\u00f9 statica con un andamento troppo \u201clento\u201d nelle performance ambientali delle metropoli soprattutto sul fronte smog, trasporti, raccolta differenziata e gestione idrica.<\/p>\n<p>\u00c8 questa la fotografia scattata da <em>Ecosistema Urbano 2020, <\/em>il report annuale sulle performance ambientali dei capoluoghi italiani stilato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ore, che racconta quel lento cambiamento green in atto nella Penisola.<\/p>\n<p>A testimoniarlo in primis le citt\u00e0 di <strong>Trento, Mantova, Pordenone, Bolzano e Reggio Emilia <\/strong>in vetta alla classifica generale di <em>Ecosistema Urbano 2020<\/em> che si basa sui dati comunali relativi al 2019, quindi ad un contesto pre-pandemia. Trento e Mantova mantengono come lo scorso anno il primo e il secondo posto in graduatoria con buone performance complessive, seguite da Pordenone che, dopo una lenta scalata, conquista il terzo posto superando cos\u00ec Bolzano che scende al quarto posto.<\/p>\n<p>Quinta la citt\u00e0 di Reggio Emilia protagonista di una rincorsa alla top ten costante negli ultimi anni. In fondo alla graduatoria troviamo invece: <strong>Pescara <\/strong>(102esima), <strong>Palermo <\/strong>(103esima) <strong>e Vibo Valentia <\/strong>(104esima). Tra le grandi citt\u00e0, dove nel complesso si registra un andamento lento nelle performance ambientali legate soprattutto a smog, trasporti e gestione idrica, si conferma la crescita di Milano (29esima) sempre pi\u00f9 attenta alla vivibilit\u00e0 urbana.<\/p>\n<p>A completare il quadro di Ecosistema Urbano, le <a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/BEST-PRACTICES-EU2020.pdf\">17 <em>Best Practices<\/em><\/a> premiate oggi per raccontare anche quelle esperienze virtuose in campo e che meritano di essere replicate sul territorio nazionale. Tra queste c\u2019\u00e8 <strong>Cosenza <\/strong>che sull&#8217;esempio di Pesaro ha realizzato la Ciclopolitana, una rete ciclabile lunga pi\u00f9 di 30 Km che sar\u00e0 ultimata entro fine 2020. <strong>Prato<\/strong> che vanta un complesso residenziale (il NzeB di San Giusto), un mix di alta efficienza energetica con bassi costi di costruzione, pensato per il fabbisogno di famiglie in difficolt\u00e0 economiche. <strong>Benevento<\/strong> che punta a realizzare una rete di quasi 25 chilometri di piste ciclabili integrate con i mezzi del trasporto pubblico e ferroviario per migliorare la mobilit\u00e0 urbana e sviluppare il turismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I dati di Ecosistema Urbano sono stati presentati oggi nel corso del webinar, trasmesso in diretta streaming sulle pagine fb di Legambiente, La Nuova Ecologia e sul sito del Sole 24 ore, moderato dal giornalista Giacomo Bagnasco del Sole 24 ore, che ha visto la partecipazione di Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, Mirko Laurenti, Responsabile rapporto Ecosistema Urbano, Lorenzo Bono, Ambiente Italia.<\/p>\n<p>Tra gli altri interventi quello della ministra delle infrastrutture e trasporti <strong>Paola De Micheli<\/strong>, della vicepresidente Anci e sindaco di <strong>Torino Chiara Appendino<\/strong>, del sindaco di Brescia <strong>Emilio Del Bono<\/strong>, di Paolo\u00a0<strong>Zanella<\/strong>, Ass. transizione ecologica, mobilit\u00e0 e beni comuni, Trento, del Direttore Generale ISPRA <strong>Alessandro Bratti<\/strong> e del Presidente nazionale di Legambiente <strong>Stefano Ciafani<\/strong> che si sono confrontati sul futuro delle citt\u00e0 e sulle sfide urbane legate all\u2019emergenza coronavirus, consapevoli che i centri urbani devono essere il fulcro della ripartenza post Covid.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A tal riguardo un altro dato interessante che emerge da Ecosistema Urbano 2020 \u00e8 che la propensione al cambiamento in ambiti specifici caratterizza qua e l\u00e0 anche centri urbani che non sempre occupano posizioni di vertice in graduatoria come <strong>Ferrara <\/strong>insieme a Pordenone e Mantova per la gestione dei rifiuti, <strong>Treviso <\/strong>che depura tutti i suoi reflui come Bolzano e contiene lo spreco di acqua come Pordenone e Trento. C&#8217;\u00e8 poi chi mette al centro del proprio agire l\u2019aumento dello spazio urbano dedicato alle bici come Reggio Emilia o<strong> Mantova<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Europa \u2013 dichiara <strong>Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente &#8211; <\/strong>\u00a0ha destinato al nostro Paese 209 miliardi di euro, una cifra molto importante che non potr\u00e0 non riguardare le aree urbane, utili anche per il raggiungimento degli obiettivi Onu sullo sviluppo sostenibile al 2030. \u00c8 qui infatti che si gioca una partita fondamentale per fronteggiare le tre crisi attuali &#8211; l&#8217;emergenza sanitaria, economica e climatica &#8211; e per vincere la sfida della modernizzazione del Paese. I dati contenuti in questa edizione di Ecosistema Urbano, relativi al 2019 e quindi ad una situazione pre-pandemia, ne sono la testimonianza pi\u00f9 evidente.<\/p>\n<p>L\u2019Italia non pu\u00f2 mancare questa occasione irripetibile per rendere le nostre citt\u00e0 pi\u00f9 moderne, sostenibili e sicure. Dopo decenni di discussioni, analisi dei problemi e definizione della loro soluzione come abbiamo fatto con questo rapporto annuale, ora abbiamo la possibilit\u00e0 di risolverne una gran parte grazie alle risorse europee. Le soluzioni da adottare le ritroviamo a macchia di leopardo in diversi capoluoghi di provincia. Noi col Rapporto Ecosistema Urbano le raccontiamo annualmente per rendere merito agli amministratori pi\u00f9 smart e coraggiosi e farle copiare da quelli meno innovativi e temerari, perch\u00e9 le buone idee non hanno copyright\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cCon Ecosistema Urbano \u2013 spiega <strong>Mirko Laurenti, responsabile Ecosistema Urbano<\/strong> &#8211; vogliamo dare un contributo alla riflessione globale sul futuro delle citt\u00e0, partendo dalle esperienze positive, da chi \u00e8 riuscito negli anni a realizzare significative azioni e cambiamenti in chiave green. Nel nostro Paese la sfida, ora, deve essere quella di pianificare gli interventi dandogli continuit\u00e0. Copiare dalle altre citt\u00e0 europee. Far s\u00ec che il Governo istituisca finalmente una cabina di regia per le citt\u00e0 e, utilizzando con criterio il Recovery Fund europeo, sostenga e spinga i sindaci affinch\u00e9 imbocchino con decisione la strada della sostenibilit\u00e0, dando gambe a quei progetti che rappresentano l&#8217;unica via per stare al passo con l&#8217;Europa e il resto del mondo, guardando con fiducia a un futuro pi\u00f9 sostenibile, condiviso, salubre. I cittadini delle nostre citt\u00e0, in gran parte, lo chiedono con forza\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Classifica generale: Trento<\/strong>, prima in classifica, migliora i valori medi complessivi sia per quel che concerne il biossido di azoto (NO<sub>2<\/sub>) che per le Pm<sub>10<\/sub>. Cresce la percentuale di rifiuti raccolti in modo differenziato: Trento sfiora l\u201983% nel 2019, era poco sopra l\u201981% nel 2018, e si conferma tra le citt\u00e0 migliori in questo parametro (\u00e8 sesta). A completare il quadro c\u2019\u00e8 il decrescere dei rifiuti prodotti che calano dai 465 chili per abitante\/anno dell&#8217;anno passato, agli attuali 462. Crescono i passeggeri trasportati dal servizio di TPL (da 185 viaggi per abitante annui del 2018 ai 190 del 2019), ma cala lo spazio destinato alle infrastrutture dedicate alla ciclabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Si registra un costante miglioramento del capoluogo trentino nell&#8217;indice dedicato al consumo di suolo che si ferma a 8,20\/10 (lo scorso anno era a 7,40\/10, due anni fa a 6,25) e lascia Trento appena fuori dalla top ten: \u00e8 undicesima. Anche <strong>Mantova<\/strong>, capoluogo lombardo, mantiene buone performances. Scendono di poco i consumi idrici, peggiorano le perdite della rete, che per\u00f2 rimangono appena al di sopra del 15%, settimo capoluogo assoluto in questo indice. Sale la produzione totale di rifiuti (da 513 Kg pro capite all\u2019anno, a 531 quest&#8217;anno), ma continua a crescere la raccolta differenziata dove Mantova \u00e8 la terza assoluta (dopo Ferrara e Pordenone), con una percentuale di 85,6% di differenziata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pordenone, terza in classifica, <\/strong>quarta lo scorso anno e sesta due anni fa, deve il raggiungimento del podio a un miglioramento generale visibile gi\u00e0 negli indici legati all&#8217;inquinamento atmosferico dove abbatte le concentrazioni dell\u2019NO<sub>2<\/sub>, peggiora di poco, rimanendo comunque nei limiti, per le polveri sottili e addirittura quasi dimezza i giorni di superamento dell\u2019ozono rispetto all&#8217;anno precedente. Si registrano quasi ovunque lievi miglioramenti come nei consumi idrici (da 168 a 162 litri per abitanti al giorno da un anno all&#8217;altro), o nelle perdite della rete idrica dove la citt\u00e0 friulana \u00e8 quella che spreca meno in assoluto: solo l\u201911,3% dell\u2019acqua immessa in rete non arriva ai rubinetti.<\/p>\n<p>Bene la raccolta differenziata dei rifiuti, <strong>Pordenone<\/strong> \u00e8 la seconda assoluta con <strong>l\u201986,1%,<\/strong> dietro solo a Ferrara, nel consumo di suolo il capoluogo friulano quasi raddoppia il suo indice rispetto all\u2019anno passato: da 3,95 su 10 all\u2019attuale 6\/10. Unica nota negativa, il lieve calo dei passeggeri trasportati dal servizio di TPL (che scendono dai 62 del 2018 agli attuali 58 viaggi per abitante all\u2019anno) o alla produzione di rifiuti dove si passa dai 514 chili pro capite dell\u2019anno dello scorso anno agli attuali 521.<\/p>\n<p><strong>Anche Bolzano<\/strong>, quarta, e <strong>Reggio Emilia<\/strong>, quinta, confermano buone performance ambientali. La prima mantiene, ad esempio, una buona qualit\u00e0 dell\u2019aria con tutti e tre gli indici entro i limiti, ma peggiorando lievemente nei giorni di superamento dei limiti per l\u2019ozono. Sale di poco la percentuale di acque disperse dalla rete (poco pi\u00f9 del 31% nel 2018, poco oltre il 32% quest\u2019anno), ma scendono i consumi idrici. Cresce ancora il monte rifiuti prodotti (512 kg\/abitanti\/anno nel 2018, 524 quest\u2019anno), ma aumenta la raccolta differenziata che si attesta al 67%. Migliora di pochissimo anche nell\u2019indice del consumo di suolo che vede Bolzano tra le migliori in assoluto: \u00e8 sesta con 9,40 su 10 (era a 9,35 l\u2019anno passato).<\/p>\n<p><strong>Reggio Emilia<\/strong> ha buoni numeri dei tre indici legati all\u2019inquinamento atmosferico, stabili i consumi idrici e le energie rinnovabili. Peggiora nel totale dell\u2019acqua potabile dispersa (era poco sotto il 22% lo scorso anno, sale al 25,2% quest\u2019anno) e nel monte di rifiuti prodotti che cresce dai 695 chili pro capite all\u2019anno, agli attuali 699. Migliora per\u00f2 in quasi tutto il resto: cresce la raccolta differenziata che oltrepassa l\u201980% (82,9%) e fa del capoluogo reggiano la quinta assoluta nell\u2019indice; salgono i passeggeri trasportati dal servizio di trasporto pubblico (dagli 87 viaggi per abitante all\u2019anno dell\u2019anno scorso agli attuali 100); aumenta lo spazio per i pedoni e quello dedicato alla ciclabilit\u00e0 dove Reggio Emilia si conferma di gran lunga la migliore in assoluto. Da segnalare per\u00f2 l\u2019arretramento del capoluogo emiliano-romagnolo nell\u2019indice che misura il consumo di suolo, dove scende da 7,05 su 10 dello scorso anno, a 6\/10 quest\u2019anno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non pu\u00f2 mancare uno sguardo alle <strong>grandi citt\u00e0<\/strong>. Nella classifica generale di Ecosistema Urbano 2020 in ripresa <strong>Torino <\/strong>80 esima in graduatoria (lo scorso anno era 88esima) e <strong>Bari<\/strong> 84esima (lo scorso anno era 87esima), lieve calo in graduatoria invece per <strong>Bologna<\/strong> 16esima (lo scorso anno era 13esima) e <strong>Venezia<\/strong> 27esima (lo scorso anno era 16esima). In generale i grandi centri faticano a dare risposte alle criticit\u00e0 che le attanagliano.<\/p>\n<p>A confermarlo i numeri sempre pi\u00f9 elevati delle concentrazioni di biossido di azoto o dei giorni di superamento dei limiti dell\u2019ozono a Torino, il crescente numero di auto circolanti per Torino e Roma (Torino a 64 auto ogni 100 abitanti, Roma a 62) e l\u2019immobilismo nei numeri del trasporto pubblico ancora a Roma.<\/p>\n<p>L\u2019imbarazzante 19,2% della raccolta differenziata a Palermo o il 36,2% fatto registrare da Napoli (il 35% era l\u2019obiettivo normativo da raggiungere nel 2006), oppure il 3,60 su 10 che Venezia raggiunge nell\u2019indice dedicato al suolo consumato (era a 3,90\/10 lo scorso anno), cos\u00ec come il fatto che a Bari quasi il 50% dell\u2019acqua potabile immessa in rete va sprecata (il 49%, era il 48,8% lo scorso anno).<\/p>\n<p>Fa eccezione <strong>Milano<\/strong>, sempre pi\u00f9 attenta negli ultimi anni alla mobilit\u00e0 sostenibile e intermodale, alla rigenerazione urbana e all\u2019uso efficiente di suolo.\u00a0 In particolare il capoluogo lombardo ha invertito la proporzione tra crescita del consumo di suolo e variazione abitanti residenti. Inoltre \u00e8 l\u2019unica grande citt\u00e0 ad avere una rete idrica che perde molto meno del 25% dell\u2019acqua immessa in rete: quarta assoluta con appena il 13,7% di perdite (era 15,2% lo scorso anno).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In fondo alla classifica generale si trovano <strong>Pescara<\/strong>, <strong>Palermo e Vibo Valentia. <\/strong>Il capoluogo abruzzese, terz\u2019ultimo in graduatoria, non risponde da due anni alle domande di Legambiente. Anche Vibo Valentia, ultima in classifica, colleziona una enorme quantit\u00e0 di \u2018nd\u2019. L\u2019unica nota positiva, il dato sulla raccolta differenziata che passa dal 26% segnalato negli ultimi anni al 46,3%, ed il contestuale calo del monte rifiuti prodotto che vale al capoluogo calabrese il quarto posto assoluto nell\u2019indice dedicato con 395 kg\/ab\/anno.<\/p>\n<p>Palermo, penultima in graduatoria, oltre alla raccolta differenziata che si attesta al 19,2%, registra un calo dei passeggeri trasportati dal trasporto pubblico, scende la superficie dedicata alle infrastrutture per la ciclabilit\u00e0, facendo del capoluogo siculo uno dei peggiori del Paese con poco pi\u00f9 di un metro equivalente ogni 100 abitanti. La citt\u00e0 sicula arretra anche nell\u2019indice dedicato al suolo consumato dove si ferma solo a 7,60 su 10 mentre lo scorso anno faceva registrare un pi\u00f9 confortante 8,25\/10.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un&#8217;Italia a due velocit\u00e0: la prima pi\u00f9 dinamica e attenta alle nuove scelte urbanistiche, ai servizi di mobilit\u00e0, alle fonti rinnovabili, alla progressiva restituzione di vie e piazze ai cittadini, alla crescita degli spazi naturali. 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