{"id":5254,"date":"2021-01-29T12:09:06","date_gmt":"2021-01-29T11:09:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=5254"},"modified":"2021-01-29T12:12:05","modified_gmt":"2021-01-29T11:12:05","slug":"legambiente-presenta-malaria-2021-torino-maglia-nera-seguita-da-venezia-e-padova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/legambiente-presenta-malaria-2021-torino-maglia-nera-seguita-da-venezia-e-padova\/","title":{"rendered":"Legambiente presenta Mal\u2019aria 2021, Torino maglia nera seguita da Venezia e Padova"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"dropcap dropcap3\">A<\/span>nche in tempo di pandemia in Italia l\u2019emergenza smog non si arresta e si cronicizza sempre di pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u00c8 quanto emerge in sintesi dal report annuale <em>Mal\u2019aria di citt\u00e0 2021<\/em> di Legambiente nel quale l\u2019associazione ambientalista traccia un doppio bilancio sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria nei capoluoghi di provincia nel 2020, stilando sia la classifica delle citt\u00e0 fuorilegge per avere superato i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili (Pm10) sia la graduatoria delle citt\u00e0 che hanno superato il valore medio annuale per le polveri sottili (Pm10) suggerito dalle Linee guida dell\u2019Organizzazione mondiale della Sanit\u00e0 (OMS), che stabilisce in 20 microgrammi per metro cubo (\u00b5g\/mc) la media annuale per il Pm10 da non superare contro quella di 40 \u00b5g\/mc della legislazione europea.<\/p>\n<p>E il quadro complessivo che emerge \u00e8 preoccupante: nel 2020 nella Penisola su 96 capoluoghi di provincia analizzati <strong>35<\/strong> hanno superato <strong>almeno con una centralina il limite previsto per le polveri sottili (Pm10), ossia la soglia dei 35 giorni nell\u2019anno solare <\/strong><strong>con una media giornaliera superiore <\/strong><strong>ai 50 <\/strong><strong>microgrammi\/metro cubo.<\/strong><\/p>\n<p>A <strong>Torino spetta la maglia nera con 98 giorni di sforamenti<\/strong> registrati nella centralina Grassi, seguita da <strong>Venezia<\/strong> (via Tagliamento) <strong>con 88, Padova<\/strong> (Arcella) <strong>84, Rovigo<\/strong> (Largo Martiri) <strong>83 e Treviso<\/strong> (via Lancieri) <strong>80<\/strong>. Al sesto posto in classifica si trova <strong>Milano[1]<\/strong> (Marche) <strong>79<\/strong>, seguita da <strong>Avellino<\/strong> (scuola Alighieri) e <strong>Cremona<\/strong> (Via Fatebenefratelli) <strong>con 78 giorni di sforamento<\/strong>, <strong>Frosinone<\/strong> (scalo) <strong>77<\/strong>, <strong>Modena<\/strong> (Giardini) <strong>e Vicenza<\/strong> (San Felice) che <strong>con 75 giorni di superamento dei limiti chiudono le 10 peggiori citt\u00e0. <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Poco rassicurante anche il confronto con i parametri dettati dall\u2019OMS, di gran lunga pi\u00f9 stringenti rispetto a quelli della legislazione europea, e che hanno come target esclusivamente la salute delle persone. Nel 2020 sono <strong>60 le citt\u00e0 italiane <\/strong>(il 62% del campione analizzato) che hanno fatto registrare una media annuale superiore ai 20 microgrammi\/metrocubo (\u00b5g\/mc) di polveri sottili rispetto a quanto indicato dall\u2019OMS. A guidare la classifica \u00e8 sempre <strong>Torino con 35 microgrammi\/mc come media annuale di tutte le centraline urbane del capoluogo, <\/strong>seguita da<strong> Milano, Padova e Rovigo (34\u00b5g\/mc), Venezia e Treviso (33 \u00b5g\/mc), Cremona, Lodi, Vicenza, Modena e Verona (32 \u00b5g\/mc)<\/strong>. Oltre alle citt\u00e0 del nord per\u00f2, a superare il limite suggerito dall\u2019OMS sono anche citt\u00e0 come <strong>Avellino (31\u00b5g\/mc),<\/strong> <strong>Frosinone (30 \u00b5g\/mc), Terni (29 \u00b5g\/mc), Napoli (28 \u00b5g\/mc), Roma (26 \u00b5g\/mc), Genova e Ancona (24 \u00b5g\/mc), Bari (23 \u00b5g\/mc), Catania (23 \u00b5g\/mc) <\/strong>solo per citarne alcune.<\/p>\n<p>Per Legambiente i dati di Mal\u2019aria ci ricordano che il 2020, oltre ad essere stato segnato dalla pandemia ancora in corso, \u00e8 stato anche contrassegnato dall\u2019emergenza smog e dalla mancanza di misure specifiche per uscire dalla morsa dell\u2019inquinamento. Lo dimostra la <strong>mancanza di ambizione dei Piani nazionali e regionali e degli Accordi di programma che negli ultimi anni si sono succeduti<\/strong> ma che, nella realt\u00e0 dei fatti, sono stati puntualmente elusi e aggirati localmente pur di non dover prendere decisioni impopolari insieme al ricorso sistematico della deroga (come nel caso del blocco degli Euro4 nelle citt\u00e0 che sarebbe dovuto entrare in vigore dal primo ottobre 2020 e che \u00e8 stato prima posticipato al gennaio 2021 e poi all\u2019aprile successivo).<\/p>\n<p>E lo dimostrano anche <strong>le due procedure di infrazione<\/strong> comminate all\u2019Italia per il mancato rispetto dei limiti normativi previsti della Direttiva europea per il Pm10 e gli ossidi di azoto, <strong>a cui si \u00e8 aggiunta lo scorso novembre una nuova lettera di costituzione in mora da parte della Commissione europea in riferimento alle eccessive concentrazioni di particolato fine (Pm2,5)<\/strong> a cui ora l\u2019Italia dovr\u00e0 rispondere, essendo state giudicate \u201cnon sufficienti\u201d le misure adottate dal nostro Paese per ridurre nel pi\u00f9 breve tempo possibile tali criticit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cL&#8217;inquinamento atmosferico \u2013 dichiara <strong>Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente <\/strong>&#8211; \u00e8 un problema complesso che dipende da molteplici fattori come il traffico, il riscaldamento domestico, l&#8217;agricoltura e l&#8217;industria in primis. Proprio per tale complessit\u00e0 \u00e8 una questione che non pu\u00f2 essere affrontata in maniera estemporanea ed emergenziale, come fatto fino ad oggi dal nostro Paese che purtroppo \u00e8 indietro sulle azioni da mettere in campo per ridurre l&#8217;inquinamento atmosferico, ma va presa di petto con una chiara visione di obiettivi da raggiungere, tempistiche ben definite e interventi necessari, in primis sul fronte della mobilit\u00e0 sostenibile.<\/p>\n<p>La pandemia in corso non ci deve far abbassare la guardia sul tema dell&#8217;inquinamento atmosferico.<\/p>\n<p>Anzi, \u00e8 uno stimolo in pi\u00f9, a partire dalla discussione in corso sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, perch\u00e9 non vengano sprecate le risorse economiche in arrivo dall&#8217;Europa. In particolare chiediamo che vengano destinate cifre adeguate per la mobilit\u00e0 urbana sostenibile, sicura e con una vision zero anche per riqualificare le strade urbane e le citt\u00e0. \u00c8 urgente &#8211; <strong>conclude Zampetti<\/strong> &#8211; procedere con misure preventive e azioni efficaci, strutturate e durature citt\u00e0 pulite e pi\u00f9 vivibili dopo la pandemia. Una sfida europea, quella delle<em> Clean Cities<\/em>, a cui stiamo lavorando in rete con tante altre associazioni. \u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Proposte <\/strong>&#8211; In particolare <strong>per Legambiente \u00e8 urgente intervenire in maniera rapida con misure efficaci affrontando il problema in modo strutturale e con una pianificazione adeguata<\/strong> <strong>e incrociando due temi cruciali<\/strong>: quello della <strong>mobilit\u00e0 sostenibile e dell\u2019uso dello spazio pubblico e della strada <\/strong>prevedendo interventi ad hoc che, se integrati insieme ad altre misure riguardanti il settore del riscaldamento e dell\u2019agricoltura, potranno portare benefici immediati e duraturi.<\/p>\n<p>Occorre prevedere, ad esempio, il potenziamento del trasporto pubblico locale e della mobilit\u00e0 condivisa, elettrica ed efficiente per garantire il diritto di muoversi senza inquinare, lo stop progressivo alla circolazione delle auto nei centri delle citt\u00e0, senza deroghe n\u00e8 scappatoie, lo stop agli incentivi per la sostituzione dei mezzi pi\u00f9 vecchi e inquinanti a favore di mezzi pi\u00f9 nuovi ma ugualmente inquinanti. Perch\u00e9 stiamo parlando di incentivi che rischiano di far spendere molti soldi ai cittadini inutilmente, per comprare auto gi\u00e0 obsolete o presto fuori legge.<\/p>\n<p>Occorre inoltre ripensare lo spazio pubblico con corsie preferenziali per tpl, centri urbani secondo la vision zero, con l\u2019estensione delle aree pedonali nei centri urbani e nei quartieri, percorsi ciclopepdonali e zone 30. Sul fronte del riscaldamento domestico, servono abitazioni ad emissioni zero grazie alla capillare diffusione del \u201cBonus 110%\u201d che favorisca il progressivo abbandono delle caldaie a gasolio e carbone da subito, e a metano nei prossimi anni.<\/p>\n<p>Infine serve anche un cambiamento della filiera agro-zootecnica rafforzando ed estendendo temporalmente le misure invernali di limitazione o divieto di spandimento di liquami e digestati; istituendo l\u2019obbligo di copertura delle relative vasche di stoccaggio; sostenendo, attraverso misure PSR, investimenti aziendali volti ad attuare operazioni di trattamento, sia delle emissioni di stalla sia dei liquami e letami, con processi che prevedano la produzione di biometano, la separazione solido-liquido, le macchine agricole per migliorare la modalit\u00e0 di applicazione al suolo di liquami e digestati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ogni anno nella Penisola<\/strong>, stando ai dati dell\u2019EEA, <strong>sono oltre 50mila le morti premature dovute all\u2019esposizione eccessiva ad inquinanti atmosferici come le polveri sottili (in particolare il Pm2,5), gli ossidi di azoto (in particolare l\u2019NO<sub>2<\/sub>) e l\u2019ozono troposferico (O<sub>3<\/sub>).<\/strong> Da un punto di vista economico,\u00a0 parliamo di diverse decine di miliardi all\u2019anno (stimate tra i 47 e i 142 miliardi di euro\/anno) tra spese sanitarie e giornate di lavoro perse. Infatti, le morti premature sono solo la punta dell\u2019iceberg del problema sanitario connesso con l\u2019inquinamento atmosferico.<\/p>\n<p>\u201cNei prossimi mesi \u2013 spiega <strong>Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente<\/strong> &#8211; l\u2019OMS pubblicher\u00e0 le nuove linee guida che suggeriranno valori ancora pi\u00f9 stringenti di quelli attuali, a seguito degli approfondimenti scientifici internazionali avvenuti negli ultimi anni. Inoltre la Commissione europea, che sta ragionando sulla revisione della direttiva sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria, \u00e8 intenzionata a far convergere i limiti normativi con quelli dell\u2019OMS. Su questo aspetto da anni chiediamo questo tipo di convergenza dei limiti di legge con le raccomandazioni dell\u2019OMS che, \u00e8 bene ricordarlo, si riferiscono alla sola tutela della salute delle persone\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Focus Roma e Milano<\/strong> &#8211; Infine il report Mal\u2019aria 2021 raccoglie anche il focus dal titolo \u201cRoma e Milano Clean Cities\u201d in cui si fa il punto sulle concentrazioni medio annue di biossido di azoto nelle due citt\u00e0 capoluogo di provincia. Nonostante i mesi di lockdown e la diffusione dello smart working, a Roma e Milano \u00e8 stato superato quello che sar\u00e0 il nuovo valore medio annuale suggerito dall\u2019OMS per il biossido di azoto (NO<sub>2<\/sub>), ossia 20 microgrammi per metro cubo (\u03bcg\/mc). In particolare a Roma lo scorso anno il valore medio annuo di NO<sub>2<\/sub> \u00e8 stato di 34 \u03bcg\/m3, mentre a Milano di 39 \u03bcg\/m3.<\/p>\n<p>Legambiente ricorda, inoltre, che le auto sono la fonte principale di inquinamento in citt\u00e0 e che le emissioni fuorilegge delle auto diesel continuano a causare un aumento della mortalit\u00e0, come \u00e8 emerso anche da un recente studio presentato lo scorso settembre da un consorzio italiano che comprende consulenti (Arianet, modellistica), medici ed epidemiologi (ISDE Italia, Medici per l\u2019Ambiente) e Legambiente, nonch\u00e9 la piattaforma MobileReporter.<\/p>\n<p>Lo studio in questione \u2013 che si inquadra nella pi\u00f9 ampia iniziativa transfrontaliera sull\u2019inquinamento del traffico urbano<a href=\"https:\/\/cleanair4health.eu\/\"> <strong><em>Clean Air For Health<\/em><\/strong><\/a>\u00a0 stima per la prima volta in assoluto la quota di inquinamento a Milano imputabile alle emissioni delle auto diesel che superano, nell\u2019uso reale, i limiti fissati nelle prove di laboratorio alla commercializzazione. In particolare nel capoluogo lombardo sono proprio i veicoli diesel \u201cEuro4\u201d ed \u201cEuro5\u201d a provocare la maggior parte dell\u2019inquinamento da NO<sub>2<\/sub>: circa il 30% nel corso del 2018. Per questo Legambiente chiede subito, come era stato previsto nell\u2019accordo tra governo e regioni della pianura Padana, il blocco della circolazione dei diesel \u201cEuro4\u201d e della auto a benzina \u201cEuro1\u201d e al 2025 l\u2019estensione del blocco totale annuale anche all\u2019 \u201cEuro5\u201d diesel e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Petizione e mobilitazione social<\/strong> \u2013 In occasione del dossier Mal\u2019aria 2021, Legambiente lancia oggi anche una <a href=\"https:\/\/attivati.legambiente.it\/malaria\"><strong>petizione<\/strong> <strong>on line<\/strong> <\/a>&#8211;\u00a0 &#8211; in cui sintetizza le sue richieste per citt\u00e0 pi\u00f9 vivibili e pulite invitando i cittadini a firmarla. Alla raccolta firme, si affianca anche una <strong>mobilitazione social<\/strong> attraverso la quale l\u2019associazione chiede oggi a tutte le persone di scattarsi un selfie in primo piano con una mascherina bianca, sulla quale scrivere il claim\u00a0<strong>#noallosmog<\/strong>, davanti alla finestra aperta o in un luogo simbolo della vostra citt\u00e0 (statua, piazza, ecc). E di pubblicare la foto sui propri profili e pagine social taggando @Legambiente e usando gli hashtags <strong>#malaria e #noallosmog.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche in tempo di pandemia in Italia l\u2019emergenza smog non si arresta e si cronicizza sempre di pi\u00f9. \u00c8 quanto emerge in sintesi dal report annuale Mal\u2019aria di citt\u00e0 2021 di Legambiente nel quale l\u2019associazione ambientalista traccia un doppio bilancio sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria nei capoluoghi di provincia nel 2020, stilando sia la classifica delle citt\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5255,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[127],"tags":[1558,1127],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Legambiente presenta Mal\u2019aria 2021, 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