{"id":5530,"date":"2021-03-04T15:45:32","date_gmt":"2021-03-04T14:45:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=5530"},"modified":"2021-03-04T15:45:32","modified_gmt":"2021-03-04T14:45:32","slug":"coronavirus-parte-la-terza-ondata-zone-rosse-locali-in-ritardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/coronavirus-parte-la-terza-ondata-zone-rosse-locali-in-ritardo\/","title":{"rendered":"Coronavirus, parte la terza ondata. Zone rosse locali in ritardo"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"dropcap dropcap3\">I<\/span>l monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 24 febbraio-2 marzo 2021, rispetto alla precedente, un netto incremento dei nuovi casi (123.272 vs 92.571) e un modesto calo dei decessi (1.940 vs 2.177) .<\/p>\n<p>In forte rialzo i casi attualmente positivi (430.996 vs 387.948), le persone in isolamento domiciliare (409.099 vs 367.507), i ricoveri con sintomi (19.570 vs 18.295) e le terapie intensive (2.327 vs 2.146). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:<\/p>\n<ul>\n<li>Decessi: 1.940 (-10,9%)<\/li>\n<li>Terapia intensiva: +181 (+8,4%)<\/li>\n<li>Ricoverati con sintomi: +1.275 (+7%)<\/li>\n<li>Isolamento domiciliare: +41.592 (11,3%)<\/li>\n<li>Nuovi casi: 123.272 (+33,2%)<\/li>\n<li>Casi attualmente positivi: +43.048 (+11,1%)<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00abPer la seconda settimana consecutiva \u2013 afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE \u2013 si registra un incremento dei nuovi casi che negli ultimi 7 giorni supera il 33%, segnando l\u2019inizio della terza ondata\u00bb. Rispetto alla settimana precedente, in 16 Regioni e nella P.A. di Trento aumentano i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti e in tutto il Paese sale l\u2019incremento percentuale dei nuovi casi ad eccezione della P.A. di Bolzano, Umbria e Molise gi\u00e0 sottoposte a severe misure restrittive. Sul fronte ospedaliero, l\u2019occupazione da parte di pazienti COVID supera in 5 Regioni la soglia del 40% in area medica e in 9 Regioni quella del 30% delle terapie intensive.<\/p>\n<p><strong>Controllo delle varianti<\/strong>. <a href=\"https:\/\/u7959543.ct.sendgrid.net\/ls\/click?upn=XZ-2FJYyQDkfWzjSPGRhSChQr2ujbvLJlOB5yd1dZLeQii500uUr-2F0j9YDA8tckKx-2F2-2FBl-2BegiCeSHgp6Ck7YQZqV2-2BYEbtIIPAhE-2BcP8psPsB85z24yUAz1BMPUw-2FmZIh8IcQWq4tzSHDbVdvwvvGew-3D-3Dv2l0_mLoYh0p4AWg4foFr5HgrZ-2FGIEY7f-2B3z3TfkqyYwi8fWgGE2aboJ-2FB-2BTaCxv0y-2BjuzpP2vhcFel2LfcAj3dokecjl-2FviCyqEKK7-2B58qAHkEumih0euMKqmqfz7DWInPLXLzBUG22xq0k4jU4eLU9lt1WdDun69bq7pQ0tJQ8CZE-2FkA6qPRxlvDWNPaXAgjODPn0stmEIzJ0Sx0IsFpW0z54nt9fsz7dz8PSmlmwbUqgBohb9H5n-2Fj5FipNmx3i50b\">L\u2019indagine dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0<\/a> ha stimato, al 18 febbraio, la prevalenza della variante inglese al 54% (range: 0-93,3%), di quella brasiliana al 4,3% (range: 0-36,2%) e di quella sudafricana allo 0,4% (range: 0-2,9%). \u00abCon la situazione epidemiologica in rapida evoluzione \u2013 commenta Renata Gili, Responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE \u2013 la diffusione attuale \u00e8 sicuramente maggiore ed \u00e8 pertanto fondamentale essere realmente tempestivi nell\u2019istituzione delle zone rosse a livello comunale e provinciale\u00bb.<\/p>\n<p>In particolare, nella settimana 24 febbraio-2 marzo, in 94\/107 Province (87,6%) si registra un incremento percentuale dei nuovi casi rispetto alla settimana precedente, con valori che superano il 20% in ben 65 Province . \u00abNonostante l\u2019allerta lanciata dalla Fondazione GIMBE gi\u00e0 da due settimane \u2013 continua il Presidente \u2013 gli amministratori locali continuano a ritardare le chiusure se non davanti a un rilevante incremento dei nuovi casi, quando \u00e8 ormai troppo tardi. Infatti, in presenza di varianti pi\u00f9 contagiose, questa \u201cnon strategia\u201d favorisce la corsa del virus, rendendo necessarie chiusure pi\u00f9 estese e prolungate\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Vaccini: forniture<\/strong>. Delle dosi previste per il primo trimestre 2021, al 3 marzo (aggiornamento ore 10:17) ne sono state consegnate alle Regioni 6.542.260. Questo significa che per rispettare le scadenze contrattuali fissate al 31 marzo, nelle prossime 4 settimane dovranno essere consegnate in media 2,3 milioni di dosi\/settimana. In dettaglio:<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"4\" width=\"485\"><strong>Dosi di vaccino 1\u00b0 trimestre 2021<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Vaccino<\/strong><\/td>\n<td width=\"83\"><strong>Dosi<br \/>\npreviste <\/strong><\/td>\n<td width=\"150\"><strong>Dosi consegnate<br \/>\n(% su dosi previste)<\/strong><\/td>\n<td width=\"150\"><strong>Dosi somministrate<br \/>\n(% su dosi consegnate)<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Pfizer\/BioNTech<\/td>\n<td width=\"83\">9.012.748<\/td>\n<td width=\"150\">4.537.260 (50,3%)<\/td>\n<td width=\"150\">4.036.879 (89,0%)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Moderna<\/td>\n<td width=\"83\">1.330.000<\/td>\n<td width=\"150\">493.000 (37,1%)<\/td>\n<td width=\"150\">143.491 (29,1%)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>AstraZeneca<\/td>\n<td width=\"83\">5.352.250<\/td>\n<td width=\"150\">1.512.000 (28,2%)<\/td>\n<td width=\"150\">407.195 (26,9%)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>TOTALE<\/strong><\/td>\n<td width=\"83\"><strong>15.694.998<\/strong><\/td>\n<td width=\"150\"><strong>6.542.260 (41,7%)<\/strong><\/td>\n<td width=\"150\"><strong>4.587.565 (70,1%)<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>Vaccini: somministrazioni.<\/strong> Al 3 marzo (aggiornamento ore 10:17) hanno completato il ciclo vaccinale con la seconda dose 1.454.503 milioni di persone (2,44% della popolazione), con marcate differenze regionali: dal 4,18% della PA di Bolzano all\u20191,72% dell\u2019Umbria. \u00abL\u2019avvio della campagna vaccinale fuori da ospedali e RSA \u2013 commenta Gili \u2013 ha determinato una frenata sul fronte delle somministrazioni, con quasi 2 milioni di dosi (pari al 30% delle consegne) ancora inutilizzate\u00bb.<\/p>\n<p>Si rilevano inoltre rilevanti differenze tra i diversi vaccini : mentre le somministrazioni di Pfizer si attestano all\u201989% delle dosi consegnate, quelle di Moderna e AstraZeneca stanno infatti procedendo pi\u00f9 lentamente. Tuttavia, se il 29,1% di Moderna \u00e8 condizionato al ribasso dalla recente consegna della met\u00e0 delle dosi, per AstraZeneca le somministrazioni si attestano al 26,9%, spia di problemi organizzativi nella vaccinazione di massa, anche se non si possono escludere possibili rinunce selettive a questo vaccino o ritardi nella rendicontazione dei dati.<\/p>\n<p>\u00abPeraltro a differenza dei vaccini di Pfizer e Moderna \u2013 spiega Cartabellotta \u2013per i quali, visti i ritardi nelle forniture, \u00e8 prudente mettere da parte le per il richiamo previsto rispettivamente a 3 e 4 settimane, per AstraZeneca \u00e8 possibile somministrare la seconda dose sino a 12 settimane: non esiste quindi alcuna ragione per accantonare le dosi, ma bisogna invece velocizzare le somministrazioni\u00bb. Infine, rispetto alla protezione dei pi\u00f9 fragili, degli oltre 4,4 milioni di over 80, 762.271 (17,2%) hanno ricevuto solo la prima dose di vaccino e solo 149.620 (3,4%) hanno completato il ciclo vaccinale, anche qui con rilevanti differenze regionali .<\/p>\n<p>\u00abTuttavia la strada per accelerare la campagna vaccinale \u2013 puntualizza il Presidente \u2013non deve certo portare ad avventurarsi in rischiosi azzardi, come l\u2019ipotesi di somministrare un\u2019unica dose di vaccino Pfizer o Moderna. In assenza di robuste evidenze scientifiche che permettano alle agenzie regolatorie di modificare le modalit\u00e0 di somministrazione del prodotto si tratterebbe di un uso off-label del vaccino, con risvolti sul consenso informato e sulle responsabilit\u00e0 medico-legali\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLa Fondazione GIMBE \u2013 conclude Cartabellotta \u2013 gi\u00e0 da settimane segnala le spie rosse di un\u2019aumentata circolazione del virus, la cui forte accelerazione sta di fatto avviando la terza ondata. Ma i tempi di politica e burocrazia sono sempre troppo lunghi e le zone rosse locali arrivano quando la situazione ormai \u00e8 sfuggita di mano. La campagna vaccinale, intanto, stenta a decollare non solo per i noti ritardi di produzione e consegna delle dosi, ma anche per difficolt\u00e0 organizzative di molte Regioni che lasciano \u201cin fresco\u201d dosi di vaccino che potrebbero evitare ricoveri e salvare vite, soprattutto tra le persone pi\u00f9 a rischio di COVID-19 severa. Infine, il primo DPCM a firma Draghi non segna affatto il cambio di passo auspicato: il sistema delle Regioni \u201ca colori\u201d resta di fatto immutato, cos\u00ec come le misure per la maggior parte delle attivit\u00e0 produttive e commerciali. E a pagare il conto pi\u00f9 salato, come sempre, \u00e8 la scuola\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 24 febbraio-2 marzo 2021, rispetto alla precedente, un netto incremento dei nuovi casi (123.272 vs 92.571) e un modesto calo dei decessi (1.940 vs 2.177) . 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