{"id":5755,"date":"2021-04-19T15:24:35","date_gmt":"2021-04-19T13:24:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=5755"},"modified":"2021-04-19T15:24:35","modified_gmt":"2021-04-19T13:24:35","slug":"la-ricetta-di-deloitte-per-trasformare-la-burocrazia-e-favorire-limpresa-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/la-ricetta-di-deloitte-per-trasformare-la-burocrazia-e-favorire-limpresa-in-italia\/","title":{"rendered":"La ricetta di Deloitte per trasformare la burocrazia e favorire l\u2019impresa in Italia"},"content":{"rendered":"<div>\n<p class=\"gmail-p7\"><span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif; font-size: large;\"><span class=\"dropcap dropcap3\">R<\/span>iformare la burocrazia \u00e8 una priorit\u00e0 assoluta per l\u2019Italia ed \u00e8 anche una condizione imprescindibile perch\u00e9 le risorse del NextGenEu diano i frutti sperati nei prossimi anni. Semplificazione, digitalizzazione e nuove competenze sono essenziali per trasformare la nostra PA. <\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p7\"><span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif; font-size: large;\">Per farlo bisogna cambiare approccio decisionale, rivedere organizzazione e strumenti di erogazione dei servizi e modificare il modo di lavorare della PA. Ma non solo: bisogna anche costruire un network di relazioni stabili con gli attori istituzionali e guidare l\u2019evoluzione normativa verso un cambiamento strutturato e integrato\u00bb. <\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p7\"><span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif; font-size: large;\">Ad affermarlo \u00e8 <b>Fabio Pompei<\/b>, Ceo di Deloitte Italia, nel presentare il policy paper <i>La semplificazione amministrativa &#8211; Come migliorare il rapporto tra PA e imprese<\/i>, curato da un team coordinato da Pierdomenico Zaffino, partner Deloitte.<span class=\"gmail-Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p8\"><span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif; font-size: large;\">\u00abTutte le regioni italiane presentano livelli di efficienza della Pubblica Amministrazione inferiori al livello medio dei Paesi dell\u2019Unione Europea, con criticit\u00e0 molto accentuate al Sud. Nelle regioni del Mezzogiorno, infatti, il peso della burocrazia sottrae fino a 100 giorni all\u2019anno al lavoro in azienda e le inefficienze generate dalla PA frenano l\u2019avvio di nuove attivit\u00e0 di impresa. Inoltre, gli imprenditori del Mezzogiorno fornitori di beni e servizi alla PA devono rapportarsi con attese pi\u00f9 lunghe per i pagamenti dalla PA: in media aspettano 17 giorni in pi\u00f9 rispetto ai colleghi del Centro Nord. All\u2019opposto, le regioni in cui la PA funziona meglio sono Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, che negli ultimi anni hanno portato avanti iniziative di semplificazione\u00bb, spiega <b>Guido Borsani<\/b>, Government &amp; Public Services Industry Leader. \u00abQueste regioni, per\u00f2, rimangono ancora al di sotto del livello di efficienza media Ue. Per migliorare ancora, la best practice a cui guardare \u00e8 la Germania, che in 10 anni ha fatto grandi progressi nel semplificare la propria macchina amministrativa, recuperando ben 60 posizioni nella classifica del World Economic Forum che ne misura l\u2019efficienza\u00bb.<span class=\"gmail-Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p8\"><span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif; font-size: large;\">Per allinearsi a questi livelli di performance, l\u2019approccio complessivo di semplificazione amministrativa deve basarsi sull\u2019evoluzione di cinque elementi chiave:<\/span><\/p>\n<ol class=\"gmail-ol1\">\n<li class=\"gmail-li8\"><span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif; font-size: large;\"><b>Cambiare approccio decisionale<\/b>: da decisioni prese per correggere i singoli problemi a una strategia volta a prevedere i possibili effetti di ogni azione sulla complessit\u00e0 amministrativa percepita dalle imprese.<\/span><\/li>\n<li class=\"gmail-li8\"><span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif; font-size: large;\"><b>Rivedere organizzazione e strumenti<\/b> di erogazione dei servizi pubblici, per passare da un\u2019offerta frammentata con punti di contatto multipli tra impresa e PA ad un approccio unitario e semplificato.<\/span><\/li>\n<li class=\"gmail-li8\"><span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif; font-size: large;\"><b>Pi\u00f9 collaborazione<\/b>: \u00e8 importante costruire un network di relazioni stabili con attori istituzionali di tutti i livelli per costruire insieme una strategia di lungo termine dell\u2019intera PA.<\/span><\/li>\n<li class=\"gmail-li8\"><span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif; font-size: large;\"><b>Rivedere il modo di lavorare della PA<\/b>, non pi\u00f9 focalizzata sul semplificare le singole procedure, ma volta a massimizzare l\u2019intera esperienza dell\u2019impresa, in ogni momento di vita e di interazione con la PA.<\/span><\/li>\n<li class=\"gmail-li8\"><span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif; font-size: large;\"><b>Regolamentazione<\/b>: guidare l\u2019evoluzione normativa verso un cambiamento strutturato e integrato, abbandonando aggiornamenti puntuali con nuove norme in sovrapposizione a quelle gi\u00e0 presenti.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p class=\"gmail-p8\"><span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif; font-size: large;\">\u00abPer favorire questi cambiamenti\u00bb, dichiara <b>Pierdomenico Zaffino<\/b>, <b>partner Deloitte coordinatore dello studio<\/b>, \u00abper il futuro sar\u00e0 strategico porre la semplificazione amministrativa al centro dei nuovi Piani della Performance delle PA, prevedendo indicatori che oltre a rendere omogenei e confrontabili i parametri di valutazione tra le amministrazioni, consentano di superare definitivamente la \u201cBurocrazia Difensiva\u201d. Il Decreto Semplificazioni di recente \u00e8 intervenuto sulle responsabilit\u00e0 del funzionario pubblico, rendendo di fatto pi\u00f9 rischiosa l\u2019inerzia rispetto all\u2019azione, ma \u00e8 necessario un ulteriore passaggio organizzativo: l\u2019adozione di un sistema incentivante che premi comportamenti virtuosi delle Amministrazioni e dei singoli funzionari pubblici.\u00bb.<span class=\"gmail-Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span><br \/>\nConclude Zaffino: \u00abAd <a class=\"matchTooltip\">oggi<\/a> tutto questo non esiste, ma potrebbe diventare realt\u00e0 con il ricambio generazionale e di competenze atteso nei prossimi anni. Ad esempio, sul fronte della digitalizzazione si potr\u00e0 procedere a una digitalizzazione non solo del front end dei servizi pubblici, ma anche del back end, premiando soluzioni di automazione gi\u00e0 diffuse in altri settori. Inoltre, \u00e8 di fondamentale importanza preparare la nuova classe dirigente su innovazioni e temi emergenti come Cyber Security, IA, Blockchain, Digital Transformation\u00bb,<span class=\"gmail-Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p9\">\n<span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif; font-size: large;\">Sintesi dati dello studio\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p8\"><span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif; font-size: large;\"><b>Troppo frammentata.<\/b> L\u2019amministrazione pubblica italiana \u00e8 poco efficiente perch\u00e9 troppo frammentata: la PA conta in totale circa 10.500 istituzioni, molte delle quali diverse tra loro nelle modalit\u00e0 operative e con competenze che spesso tendono ad accavallarsi. Infatti, solo l\u20191,7% degli organi burocratici \u00e8 centralizzato, mentre il rimanente circa 98% \u00e8 sparpagliato in organi locali. Il risultato \u00e8 un eccesso di norme e soggetti regolatori che rende difficile la vita alle imprese. Un vero e proprio labirinto amministrativo che costringerebbe ogni impresa a spendere fino a 1200 ore in iter amministrativi e comporterebbe un costo annuale della burocrazia per oltre 57 miliardi di euro.<\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p8\"><span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif; font-size: large;\"><b>Pochi giovani. <\/b>Il personale della Pubblica Amministrazione italiana annovera tra i propri collaboratori solo il 2,2% di giovani contro il 30% di quella tedesca e il circa 21% della francese: una caratteristica che comporta una fisiologica mancanza di profili con competenze aggiornate. Inoltre, da un\u2019analisi sui circa 3 milioni di dipendenti pubblici italiani emerge che la distribuzione in termini di anzianit\u00e0 di servizio ed et\u00e0 descrive una macchina amministrativa che necessit\u00e0 di un ricambio generazionale soprattutto per quanto riguarda le istituzioni che esercitano funzioni centrali: l\u2019et\u00e0 media dei dipendenti pubblici di queste unit\u00e0, infatti, \u00e8 di circa 55 anni.<span class=\"gmail-Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p8\"><span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif; font-size: large;\"><b>Poco digitale. <\/b>Non esiste una vera mappatura delle competenze digitali del personale dell\u2019apparato pubblico italiano. Ma la mancanza di digital skills nella PA \u00e8 inevitabilmente legata al basso numero di giovani impiegati. Inoltre, circa il 60% dei dipendenti non \u00e8 in possesso di laurea: un dato che, insieme alle caratteristiche anagrafiche dei dipendenti pubblici, contribuisce a spiegare il basso livelli di competenze digitali posseduto.<span class=\"gmail-Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p8\"><span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif; font-size: large;\"><b>Anche per le imprese serve un cambio di passo<\/b>. Se \u00e8 vero che la PA deve essere riformata, anche sul fronte delle imprese c\u2019\u00e8 molto da fare. Circa il 95% delle attivit\u00e0 italiane sono microimprese: una caratteristica che frena gli investimenti in innovazione e digitalizzazione. Inoltre i manager aziendali italiani tendono a essere pi\u00f9 anziani della media: il 54% ha superato i 60 anni e il 28% \u00e8 over 70. Nella classifica del DESI Index 2020, che misura la competitivit\u00e0 digitale dei Paesi Ue, l\u2019Italia si colloca ben al di sotto della media comunitaria: al 22\u00b0 posto su 28. Cos\u00ec, solo il 10% delle nostre aziende a <a class=\"matchTooltip\">oggi<\/a> si \u00e8 costruita una presenza on-line ed \u00e8 in grado di competere sul fronte della digitalizzazione.<span class=\"gmail-Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p10\">\n<p class=\"gmail-p10\">\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riformare la burocrazia \u00e8 una priorit\u00e0 assoluta per l\u2019Italia ed \u00e8 anche una condizione imprescindibile perch\u00e9 le risorse del NextGenEu diano i frutti sperati nei prossimi anni. Semplificazione, digitalizzazione e nuove competenze sono essenziali per trasformare la nostra PA. 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