{"id":6496,"date":"2022-01-14T11:46:57","date_gmt":"2022-01-14T10:46:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=6496"},"modified":"2022-01-14T11:46:57","modified_gmt":"2022-01-14T10:46:57","slug":"scacco-matto-alle-rinnovabili-ecco-la-mappa-dei-luoghi-dove-oggi-le-rinnovabili-sono-ostacolate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/scacco-matto-alle-rinnovabili-ecco-la-mappa-dei-luoghi-dove-oggi-le-rinnovabili-sono-ostacolate\/","title":{"rendered":"Scacco matto alle rinnovabili. Ecco la mappa dei luoghi dove oggi le rinnovabili sono ostacolate"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019Italia del sole e del vento, le rinnovabili faticano a decollare, anzi il pi\u00f9 delle volte sono ostacolate da una burocrazia farraginosa, ma anche da blocchi da parte di amministrazioni locali e regionali, da comitati Nimby (non nel mio giardino) e Nimto (non nel mio mandato) senza dimenticare il ruolo del Ministero della Cultura e delle Sovrintendenze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A metterle sotto scacco matto sono normative obsolete, la lentezza nel rilascio delle autorizzazioni, la discrezionalit\u00e0 nelle procedure di Valutazione di impatto ambientale, blocchi da parte delle sovrintendenze, norme regionali disomogenee tra loro a cui si aggiungono contenziosi tra istituzioni. E la poca chiarezza \u00e8 anche causa delle opposizioni dei territori che devono districarsi tra regole confuse e contraddittorie.<\/p>\n<p>\u00c8 quanto emerge dalla fotografia scattata dal nuovo report di Legambiente \u201c<em>Scacco Matto alle rinnovabili. Tutta la burocrazia che blocca lo sviluppo delle rinnovabili favorendo gas e finte soluzioni<\/em>\u201d in cui l&#8217;associazione ambientalista racconta e raccoglie <strong>venti storie simbolo di blocchi alle fonti pulite. <\/strong>\u00a0Storie che riguardano tutta la Penisola, dal Nord al Sud Italia. Si va ad esempio <strong>dal Veneto dove il consiglio regionale ha proposto una legge per limitare il fotovoltaico in aree agricole<\/strong> (contenendo la potenza installabile di impianti solari fotovoltaici su aree agricole fino ad un massimo di 200 kWp o 1 MWp, in base alla tipologia di area agricola interessata dall\u2019impianto) <strong>ai casi dell\u2019eolico offshore di Rimini, Taranto, Sicilia e Sardegna (Sulcis). <\/strong><\/p>\n<p><strong>Il primo, quello di Rimini, <\/strong>\u00e8 contrastato da un\u2019imponente azione NIMBY e NIMTO a livello regionale e locale, in particolare all&#8217;interno del Comune di Rimini, che, come effetto immediato ha portato ad un ridimensionamento dell&#8217;opera da 59 pale eoliche a 51, riducendo l\u2019area interessata da 113 a 80 chilometri quadrati. Anche dalla Giunta regionale sono arrivati strali inappropriati: l&#8217;assessore regionale Corsini infatti, pur in assenza di competenza in materia di VIA si \u00e8 espresso fin da subito contro l&#8217;impianto.<\/p>\n<p>Lo stesso assessore tuttavia che \u00e8 continuamente sulla\u00a0stampa a richiedere al governo risorse per nuove strade e autostrade.\u00a0 Lungaggini burocratiche e ostacoli ricorrenti sono stati registrati anche in Puglia per <strong>l&#8217;impianto eolico offshore di Taranto <\/strong>proposto nel 2008 a largo del porto della citt\u00e0, costituito da 10 turbine eoliche ciascuna da 3 MW, e che vede l&#8217;avvio dei lavori dopo ben 12 anni di opposizioni, prima da parte della Regione e della sovrintendenza in difesa del bellissimo \u201cpaesaggio dell&#8217;ex Ilva\u201d e poi dell\u2019Amministrazione tarantina. Problemi anche per la realizzazione <strong>dell&#8217;Impianto eolico galleggiante nel Canale di Sicilia<\/strong>, un progetto ambizioso ed innovativo da realizzare in sette anni e che al momento trova forti opposizioni da parte di alcune amministrazioni, comitati NIMBY e rappresentanti del settore ittico.<\/p>\n<p>Tra le 20 storie censite da Legambiente, ci sono i casi delle <strong>moratorie di Abruzzo, Lazio e Calabria<\/strong>. La prima su eolico e fotovoltaico, introdotta con la Legge Regionale n.8 del 23 aprile 2021, che prevede la sospensione delle installazioni non ancora autorizzate di impianti eolici e di grandi impianti fotovoltaici a terra, nelle aree agricole caratterizzate da produzioni agro-alimentari di qualit\u00e0 e\/o di pregio paesaggistico-culturale. La seconda, quella prevista dal <strong>Lazio<\/strong>, riguarda l&#8217;eolico: con l&#8217;articolo 75 della Legge Regionale 14\/2021 si prevede la sospensione alle autorizzazioni ai nuovi impianti eolici e solari a terra. Ad ottobre, il Consiglio dei ministri ha avviato l\u2019iter per impugnare la Legge Regionale poich\u00e9 contrasta con la normativa statale ed europea e lede il principio di leale collaborazione fra Stato e Regionale. <strong>In Calabria, <\/strong>con un moratoria \u00e8 stata disposta la sospensione di tutte le autorizzazioni per gli impianti eolici e gli elettrodotti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutti questi ostacoli stanno mettendo a rischio il raggiungimento degli obiettivi europei climatici che prevedono una riduzione del 55% delle emissioni, al 2030, rispetto ai livelli del 1990 e una copertura da rinnovabili del 72% per la parte elettrica. Un obiettivo preciso per mantenere la temperatura al di sotto del grado e mezzo e che l\u2019Italia con i suoi 0,8 GW di potenza media annua installata negli ultimi 7 anni rischia di veder raggiunti non prima del 2100. Eppure, sottolinea Legambiente, se anche solo il <strong>50% delle rinnovabili oggi sulla carta arrivasse al termine dell\u2019iter autorizzativo, la nostra Penisola avrebbe gi\u00e0 raggiunto gli obiettivi climatici europei. <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u201cI pesanti rincari in bolletta dovuti all\u2019eccessivo consumo di gas in Italia \u2013 dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente &#8211; si affrontano in modo strutturale, non con l\u2019aumento della produzione nazionale dei pochi idrocarburi presenti nel sottosuolo e nei fondali marini italiani o con un surreale ritorno al costosissimo nucleare, ma con lo sviluppo delle rinnovabili, l\u2019innovazione industriale e politiche di efficienza energetica in edilizia. \u00c8 urgente snellire le procedure per i nuovi progetti di eolico a terra e a mare, per\u00a0l\u2019ammodernamento degli impianti esistenti, per la realizzazione dell\u2019agrivoltaico che produce elettricit\u00e0 come integrazione e non sostituzione della coltivazione agricola, per le comunit\u00e0 energetiche che usano localmente energia prodotta da fonte rinnovabile. Il ministro della Cultura Franceschini deve fissare regole chiare sulla semplificazione delle autorizzazioni del fotovoltaico integrato sui tetti nei centri storici, perch\u00e9 altrimenti le Soprintendenze continueranno a dire sempre no, a beneficio di chi vuole fare fotovoltaico a terra e nuove centrali a gas&#8221;.<\/p>\n<p>\u201cAl momento \u2013 spiega <strong>Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente<\/strong> \u2013 le attuali regole e procedure portano i tempi medi per ottenere l&#8217;autorizzazione alla realizzazione di un impianto eolico, ad esempio, a 5 anni contro i 6 mesi previsti dalla normativa. Tempi infiniti per le imprese, ma soprattutto per la decarbonizzazione che ha bisogno di un quadro normativo, composto da regole chiare, e semplici da applicare, e che dia tempi certi alle procedure ma anche di linee guida che indichino come le diverse tecnologie debbano essere realizzate pensando sia agli obiettivi di decarbonizzazione nel 2050 quanto al modo migliore di integrarle nei territori. Inoltre \u00e8 fondamentale mettere al centro le esigenze dei territori, passando per una partecipazione attiva e costruttiva degli stessi, in grado di far realizzare 9 GW di fonti rinnovabili l&#8217;anno da qui al 2030.\u00a0 Il paesaggio \u00e8 un bene comune e inevitabilmente sar\u00e0 trasformato dalla presenza delle rinnovabili, ma questa trasformazione deve avere un valore positivo, con rinnovabili ottimamente integrate che \u00e8 quello che tutti auspichiamo, e con ciminiere e gruppi di centrali termoelettriche che verranno smantellati\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Criticit\u00e0 e Proposte: <\/strong>Nel report Legambiente ricorda che tra le prime criticit\u00e0 che investono lo sviluppo delle fonti rinnovabili, nel nostro Paese, c\u2019\u00e8 la mancanza di un quadro normativo unico e certo in grado di mettere ordine e di ispirare le decisioni di tutti gli attori coinvolti nei processi di valutazione e autorizzativi. Il principale riferimento \u00e8 il Decreto Interministeriale del 10 settembre 2010, emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell\u2019Ambiente (ora Ministero della Transizione Ecologica) e il Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali. Un testo che ha ormai quasi 12 anni e risulta obsoleto rispetto a quanto \u00e8 cambiato non solo in termini di conoscenze delle diverse tecnologie ma anche di innovazione e applicabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Per questo l\u2019associazione ambientalista lancia oggi le sue proposte <\/strong>ribadendo l&#8217;urgenza di una<strong> revisione delle linee guida, rimaste ferme al DM del 2010,<\/strong>\u00a0con un inquadramento aggiornato del comparto delle fonti rinnovabili e attraverso un lavoro congiunto tra MITE, MISE e Ministero della Cultura. Il <strong>varo di un Testo Unico che semplifichi gli iter di autorizzazione degli impianti, definisca in modo univoco ruoli e competenze dei vari organi dello Stato e dia tempi certi alle procedure.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Inoltre a fianco a processi di semplificazione dei processi, di trasparenza e certezza dei tempi \u00e8 necessaria una <strong>maggiore partecipazione dei territori<\/strong> sia nell\u2019individuazione delle strategie da attuare per il raggiungimento degli obiettivi climatici sia nella realizzazione e individuazione dei siti dove questi devono essere collocati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Storie di blocchi alle rinnovabili: <\/strong>Tornado alle 20 storie raccontate nel report, ostacoli e blocchi si verificano anche nel caso <strong>dell\u2019impianto a biometano a San Filippo del Mela<\/strong> (ME), in Sicilia, progetto di riconversione della centrale A2A attualmente alimentata con olio combustibile, legato ad una vicenda controversa, fin qui senza lieto fine, in cui \u00e8 coinvolta la sovrintendenza. C&#8217;\u00e8 poi la questione <strong>dell\u2019impianto a biogas di Pozzallo (RG),<\/strong> ottenuto tramite trattamento anaerobico da rifiuti, che rappresenta un altro caso di \u201ccaos legislativo e di opinioni\u201d a cui sono sottoposte le rinnovabili. In Sardegna, oltre alla storia dell\u2019eolico offshore, si segnala anche quella del progetto dell\u2019impianto <strong>fotovoltaico nell\u2019area industriale Macomer (NU)<\/strong> contestato dall\u2019amministrazione e quello di <strong>revamping dell\u2019impianto eolico nei Comuni di Ploaghe e Nulvi (SS)<\/strong> contestato da Regioni e Sovrintendenza.<\/p>\n<p>Sul fronte eolico, nel report sono riportate cinque storie: quella dell\u2019<strong>eolico nel Mugello<\/strong> contestato dalla sovrintendenza ai Beni Culturali che ha chiesto di eliminare tre degli otto aerogeneratori. A ci\u00f2 si si aggiungono comitati locali, cittadini dei Comuni interessati e alcune associazioni che si oppongono fermamente alla realizzazione di tale opera, che, dopo due anni dalla presentazione del primo progetto, sembra ancora lontana dall&#8217;essere realizzata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Situazione simile a <strong>Castel Giorgio (TR), <\/strong>dove l&#8217;amministrazione si oppone alla realizzazione di sette turbine eoliche a 6 MW, per complessivi 42 MW di potenza, in un\u2019area che solamente oggi, progetto alla mano, viene valutata come non idonea a questo tipo di opera.<\/p>\n<p>Problemi anche per <strong>l&#8217;impianto eolico a Tuscania<\/strong> (VT), composto da 16 aerogeneratori alti 250 metri, per una potenza complessiva di 90 MW, oggetto fin da subito di una forte opposizione locale &#8211; nonostante il parere favorevole da parte dell\u2019Amministrazione comunale \u2013 da parte di associazioni e comitati nazionali e locali che insieme hanno inviato oltre cento osservazioni durante la prima procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, utilizzando in alcuni casi, per avvalorare le proprie tesi, addirittura false ricostruzioni, finite anche sui giornali.<\/p>\n<p>Ed ancora lentezze burocratiche per l\u2019eolico di<strong> Sant&#8217;Arcangelo<\/strong> (PZ) <strong>e ripensamenti per quello di San<\/strong> <strong>Bartolomeo in Galdo (BN<\/strong>), una storia, questa, davvero surreale e che vede Regione Campania e Sovrintendenza di Caserta e Benevento opporsi alla riduzione del numero di aerogeneratori da 16 a 4, di maggior potenza, e che porter\u00e0 l&#8217;azienda a realizzare, con probabilit\u00e0, il vecchio progetto gi\u00e0 autorizzato.<\/p>\n<p>Altro tema \u00e8 quello relativo all\u2019inadeguatezza, mancata omogeneit\u00e0 e aggiornamento delle norme, come accade in <strong>Puglia dove ci sono ben 396 progetti di impianti di energia da fonti rinnovabili in esame tra piccoli e grandi, in zone marginali e <\/strong>non (alcune dei quali anche in zone agricole).<\/p>\n<p>Tra questi, quelli in aree SIN (Sito d\u2019Interesse Nazionale) che risultano attualmente bloccati per via della mancanza delle analisi di rischio sui terreni agricoli interessati, come ad esempio succede a Brindisi. E poi il caso della <strong>Basilicata <\/strong>che con la<strong> Legge Regionale n. 30 del 26 luglio 2021<\/strong> che modifica in senso restrittivo alcune prescrizioni tecniche del Piano di Indirizzo Energetico Ambientale Regionale (PIEAR) del 2010, sia in tema di energia solare.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019Italia del sole e del vento, le rinnovabili faticano a decollare, anzi il pi\u00f9 delle volte sono ostacolate da una burocrazia farraginosa, ma anche da blocchi da parte di amministrazioni locali e regionali, da comitati Nimby (non nel mio giardino) e Nimto (non nel mio mandato) senza dimenticare il ruolo del Ministero della Cultura e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6497,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[127],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Scacco matto alle rinnovabili. 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