{"id":7984,"date":"2026-02-10T16:20:56","date_gmt":"2026-02-10T15:20:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=7984"},"modified":"2026-02-10T16:20:56","modified_gmt":"2026-02-10T15:20:56","slug":"risparmi-unimpresa-258-mld-in-primi-9-mesi-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/risparmi-unimpresa-258-mld-in-primi-9-mesi-2025\/","title":{"rendered":"Risparmi: Unimpresa, +258 mld in primi 9 mesi 2025"},"content":{"rendered":"<p>Prosegue la crescita della ricchezza finanziaria delle famiglie italiane, che tra\u00a0<strong>dicembre 2024 e il terzo trimestre 2025 \u00e8\u00a0<\/strong>aumentata di\u00a0<strong>circa 258 miliardi di euro<\/strong>, passando da\u00a0<strong>6.013 miliardi a 6.271 miliardi<\/strong>, con un incremento\u00a0<strong>pari a +4,3%<\/strong>. Il tratto di fondo \u00e8 meno liquidit\u00e0 e pi\u00f9 azioni. Nei primi nove mesi dello scorso anno, la\u00a0<strong>liquidit\u00e0<\/strong>\u00a0\u00e8 continuata a crescere in valore assoluto, ma perso peso relativo. I\u00a0<strong>conti correnti<\/strong>\u00a0salgono da\u00a0<strong>1.137,9 miliardi a fine 2024 a 1.152,5 miliardi nel III trimestre 2025<\/strong>, con un aumento\u00a0<strong>di 14,6 miliardi (+1,3%)<\/strong>, mentre i\u00a0<strong>depositi<\/strong>\u00a0si riducono da\u00a0<strong>441,8 a 431,8 miliardi<\/strong>, in calo\u00a0<strong>di circa 10 miliardi (\u20132,3%)<\/strong>, confermando il progressivo disimpegno dagli strumenti a pi\u00f9 basso rendimento.<\/p>\n<p>Sul fronte dei titoli, prosegue la selezione delle famiglie. I\u00a0<strong>titoli a breve termine<\/strong>\u00a0scendono da\u00a0<strong>35,0 a 30,2 miliardi<\/strong>, con una flessione\u00a0<strong>di 4,8 miliardi (\u201313,8%)<\/strong>, mentre i\u00a0<strong>titoli a medio e lungo termine<\/strong>\u00a0crescono da\u00a0<strong>459,7 a 473,1 miliardi<\/strong>, in aumento\u00a0<strong>di 13,4 miliardi (+2,9%)<\/strong>, segnalando una maggiore propensione a investimenti con orizzonte temporale pi\u00f9 lungo. Il contributo principale alla crescita della ricchezza arriva per\u00f2 dagli strumenti pi\u00f9 esposti ai mercati finanziari. Le\u00a0<strong>azioni e altre partecipazioni<\/strong>\u00a0aumentano in modo marcato da\u00a0<strong>1.758,6 miliardi a dicembre 2024 a 1.939,1 miliardi nel\u00a0<\/strong><strong>terzo\u00a0trimestre 2025<\/strong>, con un incremento\u00a0<strong>di oltre 180 miliardi (+10,3%)<\/strong>, risultando la voce pi\u00f9 dinamica del periodo. In crescita anche le\u00a0<strong>quote di fondi comuni<\/strong>, che passano da\u00a0<strong>841,4 a 888,4 miliardi<\/strong>, con un aumento\u00a0<strong>di 47,0 miliardi (+5,6%)<\/strong>, rafforzando il peso degli investimenti gestiti e diversificati.<\/p>\n<p>Lo si legge in un report del Centro studi di Unimpresa, secondo il quale resta solida la componente di protezione tra gli asset finanziari delle famiglie del nostro Paese: le\u00a0<strong>riserve assicurative<\/strong>\u00a0crescono da\u00a0<strong>1.130,1 a 1.155,4 miliardi<\/strong>, con un incremento\u00a0<strong>di 25,3 miliardi (+2,2%)<\/strong>, confermando il ruolo strutturale della previdenza e degli strumenti assicurativi nel risparmio delle famiglie. Nel complesso, tra fine 2024 e terzo trimestre 2025 le famiglie italiane\u00a0<strong>rafforzano in modo significativo la propria ricchezza finanziaria<\/strong>, riducono gradualmente la liquidit\u00e0 improduttiva e\u00a0<strong>orientano una quota crescente del risparmio verso azioni e fondi<\/strong>, aumentando l\u2019esposizione ai mercati finanziari in un contesto di maggiore fiducia e stabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>LONGOBARDI: \u00abQUADRO FAVORITO DA STABILIT\u00c0 POLITICA E ISTITUZIONALE\u00bb<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00abL\u2019economia italiana continua a dimostrare una forza e una capacit\u00e0 di tenuta superiori alle attese<\/strong>, anche in una fase ancora segnata da incertezze geopolitiche e finanziarie. Un aumento di quasi 260 miliardi della ricchezza finanziaria delle famiglie in meno di un anno \u00e8 il segnale di un Paese che, nonostante tutto, continua a produrre risparmio, fiducia e capacit\u00e0 di accumulazione. Colpisce in particolare il fatto che questa crescita non si concentri solo sulla liquidit\u00e0, ma si accompagni a una\u00a0<strong>maggiore propensione all\u2019investimento<\/strong>, con un forte rafforzamento di azioni e fondi comuni. \u00c8 un\u2019evoluzione positiva, che va incoraggiata e orientata:\u00a0<strong>una parte crescente del risparmio privato deve poter essere canalizzata verso la crescita delle imprese<\/strong>, soprattutto delle piccole e medie, per sostenere investimenti, innovazione e nuova occupazione. \u00c8 l\u00ec che il risparmio pu\u00f2 trasformarsi in sviluppo reale e duraturo. Questo quadro \u00e8 favorito anche da un\u00a0<strong>contesto di stabilit\u00e0 politica e istituzionale<\/strong>\u00a0che negli ultimi anni ha contribuito a rafforzare la fiducia di famiglie e operatori economici. La continuit\u00e0 dell\u2019azione di governo e una gestione responsabile delle politiche economiche hanno creato le condizioni affinch\u00e9 il risparmio non restasse fermo, ma iniziasse a muoversi. Ora la sfida \u00e8 fare un passo ulteriore: consolidare la stabilit\u00e0, rafforzare il legame tra risparmio e impresa e trasformare questa ricchezza in crescita, lavoro e competitivit\u00e0 per il Paese\u00bb commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Secondo il Centro studi di Unimpresa, che ha rielaborato dati della Banca d\u2019Italia, nel confronto tra\u00a0<strong>dicembre 2024 e settembre 2025<\/strong>, la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane mostra un\u2019accelerazione significativa, confermando una traiettoria di crescita non solo solida, ma anche qualitativamente diversa. Il totale delle attivit\u00e0 finanziarie passa da\u00a0<strong>6.013,1 miliardi di euro a fine 2024 a 6.271,0 miliardi nel terzo trimestre 2025<\/strong>, con un aumento\u00a0<strong>di 257,9 miliardi<\/strong>, pari a\u00a0<strong>+4,3%<\/strong>\u00a0in nove mesi. Un\u2019espansione ampia, che riflette sia l\u2019aumento del valore dei portafogli sia una progressiva riallocazione del risparmio verso strumenti pi\u00f9 dinamici. La\u00a0<strong>liquidit\u00e0<\/strong>\u00a0resta elevata, ma il suo ruolo relativo continua ad attenuarsi. I\u00a0<strong>conti correnti<\/strong>\u00a0crescono da\u00a0<strong>1.137,9 miliardi a dicembre 2024 a 1.152,5 miliardi a settembre 2025<\/strong>, con un incremento\u00a0<strong>di 14,6 miliardi (+1,3%)<\/strong>. L\u2019aumento \u00e8 quindi pi\u00f9 contenuto rispetto alla crescita complessiva della ricchezza, segnalando che la liquidit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 il principale canale di accumulo. Ancora pi\u00f9 chiara \u00e8 la dinamica dei\u00a0<strong>depositi<\/strong>, che scendono da\u00a0<strong>441,8 miliardi a 431,8 miliardi<\/strong>, con una riduzione\u00a0<strong>di circa 10 miliardi (\u20132,3%)<\/strong>, confermando l\u2019uscita graduale dagli strumenti a pi\u00f9 basso rendimento. Sul fronte dei\u00a0<strong>titoli<\/strong>, il quadro resta differenziato. I\u00a0<strong>titoli a breve termine<\/strong>\u00a0continuano a ridursi in modo netto, passando da\u00a0<strong>35,0 miliardi a fine 2024 a 30,2 miliardi nel terzo trimestre 2025<\/strong>, con una flessione\u00a0<strong>di 4,8 miliardi (\u201313,8%)<\/strong>, segnale di una persistente scarsa attrattivit\u00e0 degli strumenti di brevissimo periodo. I\u00a0<strong>titoli a medio e lungo termine<\/strong>, invece, aumentano da\u00a0<strong>459,7 miliardi a 473,1 miliardi<\/strong>, con una crescita\u00a0<strong>di 13,4 miliardi (+2,9%)<\/strong>, indicando una maggiore disponibilit\u00e0 delle famiglie a impegnare il risparmio su scadenze pi\u00f9 lunghe. La componente pi\u00f9 dinamica resta quella legata ai\u00a0<strong>mercati finanziari<\/strong>. Le\u00a0<strong>azioni e altre partecipazioni<\/strong>\u00a0crescono in modo marcato da\u00a0<strong>1.758,6 miliardi a dicembre 2024 a 1.939,1 miliardi nel terzo trimestre 2025<\/strong>, con un incremento\u00a0<strong>di circa 180,6 miliardi<\/strong>, pari a\u00a0<strong>+10,3%<\/strong>. \u00c8 la voce che contribuisce in misura maggiore alla crescita complessiva della ricchezza finanziaria e che porta il peso delle partecipazioni azionarie su livelli storicamente elevati. In parallelo, le\u00a0<strong>quote di fondi comuni<\/strong>\u00a0aumentano da\u00a0<strong>841,4 miliardi a 888,4 miliardi<\/strong>, con un incremento\u00a0<strong>di 47,0 miliardi (+5,6%)<\/strong>, confermando il rafforzamento degli investimenti gestiti e diversificati. Resta solida anche la componente di\u00a0<strong>protezione e previdenza<\/strong>. Le\u00a0<strong>riserve assicurative<\/strong>\u00a0passano da\u00a0<strong>1.130,1 miliardi a fine 2024 a 1.155,4 miliardi nel terzo trimestre 2025<\/strong>, con una crescita\u00a0<strong>di 25,3 miliardi (+2,2%)<\/strong>. Un aumento pi\u00f9 contenuto rispetto ad altre voci, ma coerente con la funzione strutturale di questi strumenti, che continuano a rappresentare uno dei pilastri del risparmio delle famiglie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>MENO LIQUIDIT\u00c0 E PI\u00d9 AZIONI NEI PORTAFOGLI DELLE FAMIGLIE ITALIANE<\/strong><\/p>\n<p>Nel confronto tra\u00a0<strong>dicembre 2024<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>fine 2025<\/strong>\u00a0(ultimo dato disponibile:\u00a0<strong>III trimestre 2025<\/strong>), emerge un\u00a0<strong>cambiamento strutturale nella composizione percentuale dei risparmi delle famiglie italiane<\/strong>, pi\u00f9 ancora che una semplice crescita in valore assoluto. La quota dei\u00a0<strong>conti correnti<\/strong>, pur restando molto elevata, si riduce lievemente, passando da circa\u00a0<strong>il 18,9% del totale a poco pi\u00f9 del 18%<\/strong>, segnale che la liquidit\u00e0 continua a crescere ma non \u00e8 pi\u00f9 il perno esclusivo dell\u2019accumulazione. Pi\u00f9 marcata \u00e8 la flessione dei\u00a0<strong>depositi<\/strong>, che scendono da circa\u00a0<strong>il 7,3% a poco meno del 6,9%<\/strong>, confermando il progressivo abbandono degli strumenti a rendimento nullo.<\/p>\n<p>Continua a ridursi anche il peso dei\u00a0<strong>titoli a breve termine<\/strong>, ormai stabilmente sotto\u00a0<strong>l\u20191%<\/strong>\u00a0del totale, mentre resta sostanzialmente stabile la quota dei\u00a0<strong>titoli a medio-lungo termine<\/strong>, intorno al\u00a0<strong>7,5\u20137,6%<\/strong>, segno di una riallocazione pi\u00f9 che di un disimpegno dal comparto obbligazionario. Il vero cambiamento riguarda per\u00f2 la componente pi\u00f9 dinamica del risparmio: le\u00a0<strong>azioni e altre partecipazioni<\/strong>\u00a0aumentano il loro peso di oltre\u00a0<strong>due punti percentuali<\/strong>, superando\u00a0<strong>il 31% della ricchezza finanziaria complessiva<\/strong>, diventando la prima voce del portafoglio delle famiglie. Cresce in modo significativo anche la quota dei\u00a0<strong>fondi comuni<\/strong>, che passa da circa\u00a0<strong>il 14% a oltre il 14,5%<\/strong>, rafforzando il ruolo degli investimenti gestiti e diversificati. Restano invece\u00a0<strong>stabili intorno al 18\u201318,5%<\/strong>\u00a0le\u00a0<strong>riserve assicurative<\/strong>, che continuano a rappresentare l\u2019asse portante della componente previdenziale e di protezione. Nel complesso, la composizione percentuale del risparmio segnala un passaggio chiaro:\u00a0<strong>meno liquidit\u00e0 improduttiva, pi\u00f9 mercato e pi\u00f9 capitale di rischio<\/strong>, in un quadro di crescente maturit\u00e0 finanziaria delle famiglie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prosegue la crescita della ricchezza finanziaria delle famiglie italiane, che tra\u00a0dicembre 2024 e il terzo trimestre 2025 \u00e8\u00a0aumentata di\u00a0circa 258 miliardi di euro, passando da\u00a06.013 miliardi a 6.271 miliardi, con un incremento\u00a0pari a +4,3%. Il tratto di fondo \u00e8 meno liquidit\u00e0 e pi\u00f9 azioni. 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