{"id":8068,"date":"2026-08-31T17:19:17","date_gmt":"2026-08-31T15:19:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/?p=8068"},"modified":"2026-08-31T17:19:17","modified_gmt":"2026-08-31T15:19:17","slug":"incentivi-unimpresa-riforma-ridisegna-aiuti-imprese-nuovo-sistema-con-5-strumenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.italiaeconomiaonline.it\/web\/incentivi-unimpresa-riforma-ridisegna-aiuti-imprese-nuovo-sistema-con-5-strumenti\/","title":{"rendered":"Incentivi: Unimpresa, riforma ridisegna aiuti imprese, nuovo sistema con 5 strumenti"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">Cambia l&#8217;architettura degli incentivi pubblici destinati alle imprese italiane. Con il decreto legislativo 138 del 26 giugno 2026 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 agosto ed entrato in vigore il 18 agosto, prende forma una nuova fase della riforma del sistema delle agevolazioni, dopo l&#8217;approvazione del Codice degli incentivi del novembre 2025. L&#8217;obiettivo \u00e8 ridurre la frammentazione degli strumenti, riordinare le misure sulla base delle rispettive finalit\u00e0 e concentrare gli interventi in un numero pi\u00f9 limitato di modelli omogenei.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 quanto evidenzia il Centro studi di Unimpresa nell&#8217;analisi del nuovo quadro normativo. Il nuovo assetto concentra l&#8217;offerta del Ministero delle Imprese e del Made in Italy attorno a\u00a0<strong>cinque strumenti principali<\/strong>: Fondo per la crescita sostenibile (Fcs), Fondo di garanzia per le Pmi, Fondo di sostegno al venture capital, Beni strumentali-Nuova Sabatini e incentivi al settore dell&#8217;aerospazio. La riorganizzazione punta a ridurre sovrapposizioni e duplicazioni che negli anni hanno reso il sistema degli aiuti alle imprese complesso e spesso difficile da utilizzare soprattutto per le aziende di dimensioni minori. Il perno della nuova struttura sar\u00e0 il\u00a0<strong>Fondo per la crescita sostenibile<\/strong>, destinato a operare attraverso quattro sezioni. La prima sar\u00e0 dedicata a\u00a0<strong>ricerca, sviluppo e innovazione<\/strong>, comprendendo anche gli Ipcei e interventi per trasferimento tecnologico, trasformazione digitale e valorizzazione della propriet\u00e0 industriale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La seconda sosterr\u00e0 la nascita e lo sviluppo di\u00a0<strong>start-up e nuove imprese<\/strong>, comprese cooperative e iniziative a prevalente partecipazione giovanile o femminile, favorendo anche il collegamento con il mercato del venture capital.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Una terza sezione sar\u00e0 dedicata agli\u00a0<strong>investimenti produttivi connessi alla transizione verde e digitale<\/strong>, attraverso i Contratti di sviluppo e specifici bandi tematici.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La quarta riguarder\u00e0 invece\u00a0<strong>l&#8217;accesso al credito e al mercato dei capitali<\/strong>, con interventi destinati anche alla continuit\u00e0 aziendale, alla tutela dell&#8217;occupazione e al sostegno delle imprese che attraversano situazioni temporanee di difficolt\u00e0 economico-finanziaria. La riforma non determina automaticamente il trasferimento nel Fondo per la crescita sostenibile delle risorse oggi destinate alle diverse misure. La confluenza degli stanziamenti dovr\u00e0 essere stabilita con la legge di bilancio, che individuer\u00e0 anche la ripartizione delle risorse tra le quattro sezioni. Successivamente il Mimit dovr\u00e0 definire, attraverso appositi decreti, la disciplina dei bandi tematici, indicando obiettivi, beneficiari, forme ed entit\u00e0 delle agevolazioni, modalit\u00e0 di erogazione, rendicontazione, monitoraggio, controllo e revoca. Il decreto dispone inoltre la soppressione di quattro strumenti considerati non pi\u00f9 operativi o superati: il\u00a0<strong>voucher per l&#8217;internazionalizzazione-TEM con competenza digitali<\/strong>, il\u00a0<strong>credito d&#8217;imposta per materiali di recupero<\/strong>, il\u00a0<strong>credito d&#8217;imposta sui prodotti da riciclo e riuso<\/strong>\u00a0e il\u00a0<strong>Fondo rotativo nazionale self-employment<\/strong>. Per i procedimenti gi\u00e0 avviati alla data di entrata in vigore del decreto resta applicabile la precedente disciplina fino alla conclusione delle procedure e delle eventuali attivit\u00e0 di recupero delle agevolazioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abLa direzione della riforma appare coerente con un&#8217;esigenza manifestatasi progressivamente negli ultimi anni:\u00a0<strong>passare da una politica degli incentivi fondata sulla moltiplicazione degli strumenti a una politica industriale maggiormente concentrata sulle finalit\u00e0<\/strong>. Per una piccola impresa, la presenza di decine di agevolazioni potenzialmente disponibili non rappresenta necessariamente un vantaggio se l&#8217;accesso richiede strutture amministrative specializzate, consulenze onerose o tempi incompatibili con le esigenze degli investimenti. La razionalizzazione pu\u00f2 quindi produrre risultati positivi se consentir\u00e0 alle aziende di identificare pi\u00f9 facilmente lo strumento adatto alle proprie necessit\u00e0. Particolarmente significativo appare il mantenimento di una specifica attenzione al\u00a0<strong>Fondo di garanzia per le Pmi<\/strong>\u00a0e alla\u00a0<strong>Nuova Sabatini<\/strong>, strumenti direttamente collegati a due questioni centrali per le aziende di dimensioni minori: disponibilit\u00e0 di credito e finanziamento degli investimenti. Allo stesso tempo, l&#8217;articolazione del Fondo per la crescita sostenibile mette in relazione quattro esigenze che sempre pi\u00f9 spesso si presentano contemporaneamente nella vita delle imprese: innovare, crescere dimensionalmente, finanziare gli investimenti e reperire capitale. La vera verifica della riforma arriver\u00e0 con i provvedimenti attuativi e con la legge di bilancio. Il riordino normativo rappresenta infatti soltanto il primo passaggio. Per il sistema produttivo, e in particolare per le Pmi, sar\u00e0 necessario evitare che la concentrazione degli strumenti determini semplicemente il trasferimento della complessit\u00e0 da molte misure a pochi grandi contenitori.<strong>\u00a0<\/strong>La semplificazione dovr\u00e0 essere misurabile:\u00a0<strong>meno adempimenti, regole uniformi, maggiore digitalizzazione delle procedure, tempi di istruttoria definiti, informazioni facilmente accessibili e certezza sulle risorse disponibili<\/strong>.<strong>\u00a0<\/strong>Il nuovo sistema pu\u00f2 diventare uno strumento pi\u00f9 efficace di politica industriale proprio se riuscir\u00e0 a colmare la distanza che spesso separa lo stanziamento pubblico dalla concreta realizzazione dell&#8217;investimento privato.<strong>\u00a0<\/strong>La riforma, dunque, apre una fase nuova, ma il suo risultato non potr\u00e0 essere valutato esclusivamente sulla base del numero degli incentivi eliminati o accorpati. Il parametro decisivo sar\u00e0 la capacit\u00e0 di\u00a0<strong>portare pi\u00f9 rapidamente le risorse verso investimenti, innovazione, credito e crescita delle imprese<\/strong>, con particolare attenzione alla struttura produttiva italiana composta in larghissima misura da aziende piccole e medie\u00bb commenta il presidente d Unimpresa, Paolo Longobardi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Secondo il Centro studi di Unimpresa,\u00a0<\/strong>il sistema italiano degli incentivi alle imprese entra in una fase di profonda riorganizzazione. Il\u00a0<strong>decreto legislativo 26 giugno 2026, n. 138<\/strong>, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 3 agosto ed entrato in vigore il 18 agosto, interviene sull&#8217;architettura delle agevolazioni pubbliche con l&#8217;obiettivo di ridurre la frammentazione accumulatasi nel corso degli anni e di costruire un quadro pi\u00f9 coerente degli strumenti a disposizione del sistema produttivo. Il provvedimento costituisce un ulteriore tassello della riforma prevista dalla legge 27 ottobre 2023, n. 160 e segue, in ordine temporale, l&#8217;approvazione del\u00a0<strong>Codice degli incentivi<\/strong>, contenuto nel decreto legislativo 27 novembre 2025, n. 184. La logica dell&#8217;intervento poggia su\u00a0<strong>tre direttrici fondamentali<\/strong>: ricognizione delle misure esistenti; riorganizzazione degli incentivi sulla base degli ambiti e delle finalit\u00e0 perseguite; concentrazione degli strumenti in un numero pi\u00f9 limitato di modelli omogenei. Si tratta di un&#8217;impostazione particolarmente rilevante per il tessuto produttivo italiano, caratterizzato dalla presenza predominante di piccole e medie imprese. La proliferazione degli strumenti agevolativi, infatti, non determina necessariamente una maggiore capacit\u00e0 delle aziende di accedere agli incentivi. Al contrario, un sistema composto da molte misure, discipline differenti, finestre temporali, requisiti e procedure pu\u00f2 aumentare i costi amministrativi e informativi che gravano sulle imprese. La questione centrale della riforma sar\u00e0 pertanto verificare se alla\u00a0<strong>riduzione quantitativa e alla razionalizzazione degli strumenti<\/strong>\u00a0corrisponder\u00e0 anche una semplificazione effettiva dell&#8217;accesso alle agevolazioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>I CINQUE PILASTRI DEL NUOVO SISTEMA.\u00a0<\/strong>Il nuovo assetto concentra l&#8217;offerta del Ministero delle Imprese e del Made in Italy su\u00a0<strong>cinque strumenti principali<\/strong>.<strong>\u00a0<\/strong>Il primo \u00e8 il\u00a0<strong>Fondo per la crescita sostenibile (Fcs)<\/strong>, previsto dall&#8217;articolo 23 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83. \u00c8 lo strumento destinato ad assumere il ruolo pi\u00f9 importante nella nuova architettura.<strong>\u00a0<\/strong>Il secondo \u00e8 il\u00a0<strong>Fondo di garanzia per le Pmi<\/strong>, che mantiene una funzione strategica nel sostegno all&#8217;accesso al credito delle piccole e medie imprese.<strong>\u00a0<\/strong>Il terzo pilastro \u00e8 rappresentato dal\u00a0<strong>Fondo di sostegno al venture capital<\/strong>, denominato anche Fondo nazionale per l&#8217;innovazione, rivolto al rafforzamento del capitale di rischio e allo sviluppo delle imprese innovative.<strong>\u00a0<\/strong>Il quarto \u00e8 costituito dalla\u00a0<strong>Nuova Sabatini<\/strong>, uno degli strumenti pi\u00f9 consolidati per sostenere gli investimenti delle Pmi in beni strumentali.<strong>\u00a0<\/strong>Il quinto riguarda gli\u00a0<strong>incentivi al settore dell&#8217;aerospazio<\/strong>, disciplinati dalla legge 24 dicembre 1985, n. 808.<strong>\u00a0<\/strong>La scelta \u00e8 finalizzata a costruire una struttura pi\u00f9 leggibile, nella quale politiche industriali, credito, innovazione, investimenti e sviluppo tecnologico siano ricondotti a pochi grandi strumenti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>IL FONDO PER LA CRESCITA SOSTENIBILE DIVENTA IL PERNO.\u00a0<\/strong>La novit\u00e0 pi\u00f9 significativa riguarda il\u00a0<strong>Fondo per la crescita sostenibile<\/strong>, al quale il decreto assegna una funzione centrale. Il Fondo viene riorganizzato attraverso\u00a0<strong>quattro sezioni<\/strong>, ciascuna collegata a una precisa area di politica industriale.<strong>\u00a0<\/strong>La\u00a0<strong>prima sezione<\/strong>\u00a0riguarda\u00a0<strong>ricerca, sviluppo e innovazione<\/strong>. In questo ambito potranno essere utilizzati, tra l&#8217;altro, gli Ipcei, gli Importanti progetti di comune interesse europeo, e bandi tematici dedicati anche al trasferimento tecnologico, alla trasformazione digitale e alla valorizzazione della propriet\u00e0 industriale.<strong>\u00a0<\/strong>La scelta conferma l&#8217;intenzione di concentrare una parte significativa delle politiche di sostegno pubblico sulle componenti tecnologiche e innovative della crescita delle imprese.<strong>\u00a0<\/strong>La\u00a0<strong>seconda sezione<\/strong>\u00a0sar\u00e0 dedicata alla\u00a0<strong>creazione e allo sviluppo di start-up e nuove imprese<\/strong>. Potranno rientrare nel perimetro anche le cooperative e le iniziative caratterizzate da una prevalente partecipazione giovanile o femminile. Il Fondo dovr\u00e0 inoltre favorire sinergie con il mercato del venture capital, attraverso specifici bandi tematici.<strong>\u00a0<\/strong>La\u00a0<strong>terza sezione<\/strong>\u00a0riguarder\u00e0 gli\u00a0<strong>investimenti produttivi connessi alla transizione verde e digitale<\/strong>. Gli interventi potranno essere realizzati attraverso i Contratti di sviluppo e mediante bandi tematici destinati a programmi strategici e innovativi di maggiore dimensione.<strong>\u00a0<\/strong>La\u00a0<strong>quarta sezione<\/strong>, particolarmente importante per le Pmi, sar\u00e0 dedicata all&#8217;<strong>accesso al credito e al mercato dei capitali<\/strong>. Gli interventi potranno essere utilizzati per sostenere la continuit\u00e0 aziendale, salvaguardare l&#8217;occupazione e accompagnare imprese che attraversano una fase temporanea di difficolt\u00e0 economica e finanziaria.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>IL PASSAGGIO DECISIVO SAR\u00c0 LA LEGGE DI BILANCIO.\u00a0<\/strong>La riorganizzazione normativa, da sola, non determina l&#8217;immediata concentrazione delle risorse nel Fondo per la crescita sostenibile. Questo elemento \u00e8 essenziale per comprendere la reale portata della riforma. Il decreto stabilisce infatti che sar\u00e0 la\u00a0<strong>legge di bilancio<\/strong>\u00a0a individuare le risorse da far confluire nel Fondo e a determinarne la ripartizione tra le quattro sezioni. Ne deriva che la nuova struttura disegna anzitutto un&#8217;architettura istituzionale e amministrativa. La sua effettiva capacit\u00e0 di sostenere gli investimenti dipender\u00e0 dalla quantit\u00e0 delle risorse che saranno assegnate ai diversi strumenti e dalle modalit\u00e0 attraverso le quali tali risorse saranno rese disponibili alle imprese. \u00c8 proprio su questo terreno che si misurer\u00e0 la riforma:\u00a0<strong>meno strumenti non dovr\u00e0 significare meno sostegno alle imprese<\/strong>, ma una migliore concentrazione delle risorse e una maggiore capacit\u00e0 di trasformare gli stanziamenti pubblici in investimenti effettivamente realizzati.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>ENTRO 180 GIORNI LA DISCIPLINA DEI BANDI.\u00a0<\/strong>Un altro passaggio rilevante riguarda la fase attuativa. Il decreto prevede che,\u00a0<strong>entro 180 giorni dall&#8217;entrata in vigore della legge di bilancio attuativa<\/strong>, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy definisca con propri decreti la disciplina quadro dei bandi tematici relativi alle diverse sezioni.<strong>\u00a0<\/strong>Dovranno essere individuati gli\u00a0<strong>obiettivi<\/strong>, i\u00a0<strong>beneficiari<\/strong>, le\u00a0<strong>forme delle agevolazioni<\/strong>, la loro\u00a0<strong>entit\u00e0<\/strong>, le modalit\u00e0 di\u00a0<strong>erogazione e rendicontazione<\/strong>, oltre alle procedure di\u00a0<strong>monitoraggio, controllo e revoca<\/strong>. La qualit\u00e0 di questi provvedimenti sar\u00e0 determinante. Per le piccole imprese, infatti, la disponibilit\u00e0 teorica di un incentivo \u00e8 solo una parte del problema. Contano altrettanto la semplicit\u00e0 della domanda, la chiarezza dei requisiti, la prevedibilit\u00e0 delle finestre temporali, la rapidit\u00e0 delle istruttorie e la certezza dei tempi di erogazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>QUATTRO AGEVOLAZIONI VENGONO SOPPRESSE.\u00a0<\/strong>La razionalizzazione passa anche attraverso l&#8217;eliminazione di alcune misure. Il decreto dispone la soppressione del\u00a0<strong>voucher per l&#8217;internazionalizzazione-TEM con competenza digitali<\/strong>, del\u00a0<strong>credito d&#8217;imposta in materia di materiali di recupero<\/strong>, del\u00a0<strong>credito d&#8217;imposta sui prodotti da riciclo e da riuso<\/strong>\u00a0e del\u00a0<strong>Fondo rotativo nazionale self-employment<\/strong>. La soppressione non interrompe tuttavia i procedimenti gi\u00e0 avviati. Le procedure in corso alla data di entrata in vigore del decreto continueranno a essere disciplinate secondo le regole precedenti fino alla loro conclusione, comprese le eventuali attivit\u00e0 finalizzate al recupero delle agevolazioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cambia l&#8217;architettura degli incentivi pubblici destinati alle imprese italiane. Con il decreto legislativo 138 del 26 giugno 2026 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 agosto ed entrato in vigore il 18 agosto, prende forma una nuova fase della riforma del sistema delle agevolazioni, dopo l&#8217;approvazione del Codice degli incentivi del novembre 2025. 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