Dire ancora una volta tutti insieme “no” alla guerra in Ucraina. Con questo scopo, i pensionati di Cia-Agricoltori Italiani aderiscono alla nuova Marcia della Pace PerugiAssisi, la prima in notturna, dalla mezzanotte del 23 febbraio alle 6 del 24 febbraio, a un anno esatto dallo scoppio del conflitto.

            “Un anno intero dove abbiamo assistito a morte, distruzione e sofferenze -sottolinea il presidente nazionale di Anp-Cia, Alessandro Del Carlo, insieme al presidente umbro Alfio Bicchi, nella lettera di adesione inviata a Flavio Lotti, coordinatore nazionale Tavola della Pace e comitato promotore Marcia PerugiAssisi-. C’è una preoccupazione crescente perché si registra un aumento delle tensioni, con il pericolo di entrare in una spirale di violenza non più controllabile”.

            Per questo, si legge nella lettera dell’Associazione nazionale pensionati, “sono molto importanti le iniziative per chiedere che si attivino canali diplomatici veri, e che le istituzioni internazionali, a cominciare dall’Ue e dall’Onu, mettano tutto il loro peso politico per far cessare le armi e aprire una seria trattativa di pace”.

            Di recente, ricordano Del Carlo e Bicchi, “nell’ambito della IX Conferenza Economica di Cia, abbiamo avuto la testimonianza diretta di un’agricoltrice ucraina che ha raccontato la devastazione di campi, allevamenti, aziende. Un danno enorme, anche dal punto di vista economico” in un Paese fondamentale “per la produzione di cereali, la cui mancanza potrebbe avere conseguenze gravi sull’approvvigionamento alimentare globale”.

            “Fermare la guerra, aprire subito una trattativa di pace, ristabilire il principio di rispetto e autodeterminazione dei popoli -conclude la lettera- sono i principi che Anp-Cia ha messo in evidenza nel suo ‘Manifesto della Pace’ presentato proprio ad Assisi a fine novembre” il quale “oltre a ribadire i principi e i valori a cui ci ispiriamo, ha il significato di un impegno concreto che oggi vogliamo manifestare anche nella partecipazione alla Marcia” al grido “In piedi costruttori di pace”.

 

 

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